Ha fatto molto discutere il messaggio INPS n°3495 del 14 ottobre 2021 che ha comunicato un cambio di rotta rispetto alle interpretazioni precedenti e reso noto, che a partire dallla data di pubblicazione del documento, l’assegno mensile di invalidità destinato agli invalidi parziali, range 74-99%, sarebbe stato destinato solo a quanti risultassero inattivi lavorativamente.
Precedentemente, invece, l’assegno di invalidità, il cui importo mensile lo ricordiamo é pari solo a 287 euro, era compatibile con un’attività lavorativa portatrice di un reddito non superiore alla soglia fiscalmente imponibile pari a 4913,29 euro. Cosa si sta facendo per evitare il peggio? Il rischio per i disabili nel range 74-99% che da tempo richiedono l’aumento e l’equiparazione dell’assegno degli invalidi totali e di vedersi tolto anche quel poco che hanno. Preoccupazione legittima, vediamo i dettagli e come si stanno muovendo le associazioni di categoria per evitare ciò accada.
Pensioni di invalidità 2021, altro che aumento si rischia di togliere il poco che vi é
Il Messaggio INPS di fatto ha tolto l’assegno agli invalidi civili che avevano visto nell’impiego lavorativo anche un sentirsi parte di una società attiva nonostante la propria disabilità. Su questo aspetto deleterio per gli invalidi già provati dalla pandemia e dalla loro situazione di salute si sono battute le associazioni di categoria, il Ministro delle disabilità Stefani, e molti esperti, tra cui il Dott Proviciali e Domenico Cosentino, Presidente dell’associazione FarediPiù, che privatamente avevamo sentito. In questi giorni sulla questione é interventuta su Radio ANMIC 24 anche l’Avv Annalisa Cecchetti, vicepresidente ANMIC, che ha ricordato quanto una scelta di questo tipo sia fortemente discriminante nei confronti dei disabili, anche perché crea diseguaglianze interne: chi ha reddito da locazione entro il reddito stabilito continua a percepire l’assegno, chi ha un lavoro entro gli stessi limiti reddituali se lo vede tagliare.
Un arretramento, dice, dopo troppi anni di lotte, l’INPS dovrebbe aiutare i disabili ad avere maggiori tutele, ad inserirsi nel mondo del lavoro, ed invece fa l’esatto contrario toglie diritti già faticosamente raggiunti. Per fortuna il Ministro del Lavoro Orlando ha annunciato un emendamento in tal senso, proferendo parole rassicuranti nel corso di un Question time, ma al momento la preoccupazione resta alta, in quanto si resta in attesa di leggere i contenuti dello stesso e se i limiti reddituali verranno lasciati inalternati. I dettagli delle sue parole.
Pensioni invalidità 2021: Ministro Orlando rassicura rispondendo ad un’ interrogazione parlamentare
Gli interroganti, alcuni parlamentari rivolgendosi direttamente al Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, nei giorni scorsi, hanno fatto notare le difficoltà economiche in cui versano i disabili beneficiari di questo già esiguo assegno di invalidità, ragion per cui andare a toglierlo in corrispondenza di un entrata reddituale da lavoro, posta entro i limiti indicati, sarebbe l’ennesima beffa.
“Privare di tale assegno una platea di cittadini con invalidità rilevante, che con sforzo e dedizione si impegnano per svolgere un’attività lavorativa anche residuale al fine di una piena partecipazione alla società, come richiamato dal dettato costituzionale agli articoli 3 e 4, rappresenta un grave passo indietro del Paese nella tutela dei diritti dei più deboli e nell’incentivare l’integrazione di chi versa in condizioni di disabilità“
Il Ministro Orlando nel corso del Question time dello scorso 3 novembre ha così provato a rsassicurare gli animi: facendo presente che lo scopo é quello di approvareun emendamento “che riconduca il quadro normativo a canoni di ragionevolezza, rispondendo a fini di tutela sostanziale delle persone con disabilità”. Ora sono in molti a chiedersi quando si potrà considerare concluso questo spiacevole capitolo e soprattutto quando si potranno leggere i contenuti di tale emendamento che dovrebbe vedere la luce in sede di conversione del decreto legge in materia fiscale. Il dubbio é che possano cambiare i requisiti reddituali, si confida che tutto venga almeno riportato a pre messaggio INPS. Vi terremo certamente aggiornati. Nel mentre aggiornateci qualora mai l’INPS avesse provveduto a tagliarvi l’assegno.
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Ma, espetó che mai en il transcurso della vida loro non remamgano invalido o cualunque parenti. Veramente con cueste soldi mi a figlia si no siamo noi che la hayudado sea per mangiare e varie altre cosa che un ser humano le serve per tirar avanti la sua vita en cueste momento seria en galera per debito perché 1 affitto la spesa varie con cuel poco de 289,00 euro da sola non po’ grazie
Ho 56 anni da 10 anni prendo una pensione di invalidità di 290 Euro, disoccupato da 10 anni, iscritto all’ufficio di collocamento, alle agenzie interinali, non ho mai avuto una chiamata per un lavoro, mi presento ogni mese in questi uffici, le uniche richieste sono per laureati o diplomati. Vivo come ospite a casa di mio fratello che paga l’affitto e le spese, ha uno stipendio da impiegato e per questo motivo non posso usufruire del Rdc (reddito di cittadinanza) in quanto siamo fuori dai parametri per poche centinaia di Euro, per me è una vita da fantasma sia per le istituzioni che per il lavoro, non so più a chi rivolgermi, la mia vita ormai è messa al muro, manca solo l’esecuzione per portarla alla fine… Un saluto a voi