Pensioni lavoratori precoci, Patriarca allerta i quota 41: penalizzante uscire con quota 100

Le ultime novità sulle pensioni precoci e su quanti ambirebbero ad accedere alla quota 100, sebbene per i quarantunisti il vincolo dei 62 anni sia pressoché irraggiungibile, non sono comunque ottimistiche. Le ultime osservazioni in merito giungono dall’esperto previdenziale Stefano Patriarca che ha messo in allerta quanti riusciranno a centrare i 62 anni avendo però alle spalle un monte contributivo importante, più di 41 anni, per loro, dice convinto,  la quota 100 resta una misura non conveniente . Vediamo il perché dalle sue parole.

Pensioni anticipate 2019, Patriarca: quota 100 non favorevole per chi ha 41 anni di contributi

Così Patriarca, ex consigliere economico di Palazzo Chigi per i Governi Renzi e Gentiloni, “chi possiede un’anzianità contributiva superiore ai 41 anni, per riuscire a produrre una pensione proporzionata al livello di contributi pagati nel corso della propria carriera, dovrebbe andare in pensione a 65-66 anni e non a 62.” Come a dire che questi lavoratori ci rimetteranno a prescindere con la misura pensata dal Governo.

Facciamo un esempio per meglio comprendere i reali effetti penalizzanti della quota 100, pur priva di penalità all’origine, a partire dalle stime che stanno circolando in queste ore che tengono in considerazione anche i contributi versati. Un operaio che nel 2019, avrà 62 anni -con uno stipendio di circa 1600 euro al mese- e che opterà per ritirarsi con Quota 100, subirà le seguenti penalizzazioni: 21 per cento (con 38 anni di contributi), 17 per cento (con 39), 14 per cento (con 40), 11 per cento (con 41), 8 per cento (con 42).

Cosa incide sulla penalizzazione?

Patriarca aggiunge a completamento della spiegazione che i fattori che incidono e determinano le penalizzazioni e dunque l’importo futuro dell’assegno sono almeno tre : i cinque anni di contributi che il lavoratore verserà in meno, il diverso coefficiente di trasformazione a 62 anni rispetto a 67 e l’effetto rivalutazione sul montante, ipotizzando una crescita costante di Pil e stipendio del lavoratore.

Quindi ai precoci cosa converrebbe ambire? Non tanto riuscire a centrare l’obiettivo anagrafico, date le penalizzazioni che sono insite nella misura, quanto ottenere dall’incontro di oggi, una delegazione di quarantunisti e precoci sarà ricevuta in giornata dal vicepremier Di Maio, almeno le rassicurazioni sulla certezza dello stop dell’adv per il 2019 per le pensioni anticipate. Un primo passo per poi arrivare nel 2020 alla quota per tutti.

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Autore dell'articolo: Erica Venditti

Erica Venditti
Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

12 commenti su “Pensioni lavoratori precoci, Patriarca allerta i quota 41: penalizzante uscire con quota 100

    […] ora con la quota 100 dai 62 anni. Con la differenza che secondo Patriarca, esperto previdenziale, sarà comunque penalizzante per chi ha oggi 41 anni di contributi versati ma soli 62 anni d&#8217…, perché si arriverà a perdere circa l’8% […]

    Giovanni

    (27 ottobre 2018 - 20:06)

    Salve a tutti io a 62 anni ne avrò lavorati quasi 47 mi sembra veramente eccessivo, inoltre sarò anche penalizza dal non avere 67 anni. Credo che questa legge sia sbagliato, così come è ora. Con la Fornero invece fra due anni e nove mesi me ne andrei in pensione col massimo dei contributi versati. Chissà chi ha mentito a tutti noi sulle pensioni. Pensare che questi li ho anche votati, se tornassi indietro se lo potrebbero scordare. Solo campagna elettorale.

    ANTONIO

    (23 ottobre 2018 - 10:55)

    AGOSTINO, penso che tu abbia ragione, chi può andare in pensione prenderà x 38 anni e il calcolo sarà fatto sui 38 anni di contribuzione. Boeri e compagnia bella, penso che si riferiscano che se uno lavora fino a 43 anni prenderà di più, è qui la differenza dei 250 euro e più tra i pensionandi. Anche perchè il governo dice che non ci saranno penalizzazioni per chi accede con i 38 anni. Penso soprattutto che chi adotterà questa misura saranno gente disoccupata ecc..

    ANTONIO

    (22 ottobre 2018 - 18:50)

    RENATO, con 38 anni di contributi non è che perdi in pensione, prenderai per 38 anni. Certo se ne hai 42 di contributi prenderai per 42 anni e sarà maggiore la pensione. Considerato che chi va con 38 anni non avrà penalizzazioni, almeno io ho capito così. Chiedo conferma anche a ERICA. Grazie della vs. risposta

      Erica Venditti

      Erica Venditti

      (23 ottobre 2018 - 14:52)

      Antonio ha capito bene contano sia i contributi versati, quanto però anche il coefficiente di trasformazione legato all’età, 62 è più basso rispetto a quello dei 67, quindi, come dice Patriarca, esperto previdenziale, del quale abbiamo riportato il pensiero nel seguente articolo: https://www.pensionipertutti.it/pensioni-lavoratori-precoci-patriarca-allerta-i-quota-41-penalizzante-uscire-con-quota-100/ , anche chi uscirà con 42 anni avendone solo 62 con la quota 100 verrà in parte penalizzato, circa 8% in meno sull’assegno ultimo. Noi vi rispondiamo volentieri, voi però cercate prima di leggere sempre tutti gli articoli, perché molte risposte sono già contenute al loro interno. Grazie per la comprensione. Se vuole sostenere il nostro sito ed il servizio che offriamo lei sarei molto grata se provvedesse a fare una piccola donazione, può optare per 2 modi: le chiederemo di accedere a questo link : https://paypal.me/ericavenditti e di offrirci un caffè, va benissimo 1 euro, oppure con un bonifico bancario su Istituto Bancario: Fineco Bank IBAN: IT82D0301503200000005830165 intestato a: Erica Venditti per voi é un piccolo gesto, ma che per noi vale molto e ci permette di continuare a fornirvi risposte puntuali potendovi dedicare il giusto tempo. Saluti

    Agostino

    (22 ottobre 2018 - 17:39)

    A prescindere di quanti aderiranno alla quota 100 credo che non ha importanza, anche se per conto mio saranno tutti quelli che potranno farlo. Poi sul fatto delle penalizzazioni, non riesco a capire una cosa per quale motivo, molti si ostinano a dire che non conviene e soprattutto Boeri cercai di scoraggiare, il lavoratore che vuole andare in pensione? Secondo me mi sbaglierò ma fa terrorismo, per difendere le casse INPIS. difatti dice che uno in 5 anni può perdere fino dalle 300 alle 500 euro al mese di pensione. Scusate a questo punto qualcuno può essere cosi gentile di spiegare come fanno i conti soprattutto Boeri. E questa è la mia domanda? come si fa a perdere fino a 500 euro al mese in 5 anni, visto che uno che ha lavorato per 38 anni, anche se non sono sicuro, di pensione potrà venire a prendere netto con conteggio retribuitivo da 1300 a 1500 ? A questo punto i conti non mi tornano, possibile che quando
    fanno i calcoli per 38 anni ci stanno fregando? Oppure la perdita da 300 fino a 500 euro e detta solo per intimidire i futuri pensionandi o no?

      antonio

      (23 ottobre 2018 - 13:20)

      La penalizzazione con l’uscita con 38 anni di contributi è ben comprensibile, Associata però a 63-64 anni di età con un sistema misto ( retributivo per 15 anni e il resto contributivo) che penalizzazione di massima in % potrebbe avere ? Grazie a chi ha competenza per una dritta in merito , consapevole che fino a che non venga messo nero su bianco nulla è certo.
      PS . sono un medico ospedaliero ormai “stanco e demotivato” non più in grado di turare le falle da carenza grave di personale.

        Erica Venditti

        Erica Venditti

        (23 ottobre 2018 - 15:16)

        Le consigliamo di leggere attentamente questi due articoli che trattano approfonditamente la questione sul nostro sito:https://www.pensionipertutti.it/finestre-pensioni-2019-novita-quota-100-anche-senza-penalita-si-perde-il-21/, https://www.pensionipertutti.it/pensioni-lavoratori-precoci-patriarca-allerta-i-quota-41-penalizzante-uscire-con-quota-100/. Per quanto concerne il calcolo e l’effettiva penalizzazione sull’assegno ultimo le conviene certamente recarsi all’Inps o ad un patronato di fiducia per farsi fare gli opportuni conti, ovviamente molto dipenderà dall’importo della suo reddito lavorativo e soprattutto dai contributi versati annualmente. Il tutto va associato ai coefficienti di trasformazione che a 63/64 anni sono più alti rispetto all’uscita con 62 anni, ma senza dubbio inferiori a quello associato a chi attenderà i 67 anni. Una penalizzazione, pensi, dice Patriarca dell’8% circa lo avranno anche quanti accedono alla pensione quota 100 con 62 anni e 42 di contributi. Una tabella utile sui coefficienti e sul calcolo questa, se volesse provare a cimentarsi avendo lei le info per farlo: https://www.pensionioggi.it/dizionario/coefficienti-di-trasformazione. Credo di averle fornito tutti gli strumenti utili al riguardo, ora le chiederei se ha trovato pertinente la mia risposta di sostenere il nostro sito attraverso una piccola donazione. Qui le due modalità:può optare per 2 modi: le chiederemo di accedere a questo link : https://paypal.me/ericavenditti e di offrirci un caffè, oppure con un bonifico bancario su Istituto Bancario: Fineco Bank IBAN: IT82D0301503200000005830165 intestato a: Erica Venditti per voi é un piccolo gesto, ma che per noi vale molto e ci permette di continuare a fornirvi risposte puntuali potendovi dedicare il giusto tempo. Saluti Antonio, confidiamo nella sua comprensione.

    tonielli delio

    (22 ottobre 2018 - 16:05)

    Vorrei avere notizie dell’incontro con di maio.
    41 anni di contributi devono bastare per avere la giusta pensione senza se e senza ma

      Erica Venditti

      Erica Venditti

      (22 ottobre 2018 - 16:30)

      Delio non appena avremo news vi terremo informati

    Renato

    (22 ottobre 2018 - 13:55)

    SEMBRA CHE SI STIA SCOPRENDO L’ACQUA CALDA ! GIA’ SI SAPEVA CHE ANDANDO IN PENSIONE CON 38 ANNI DI VERSAMENTI LA PERDITA SAREBBE STATA NOTEVOLE, NON C’ERA BISOGNO DEI VARI PATRIARCA , BOERI , DAMIANO, CAZZOLA ECC. COME SI PUO’ PENSARE CON 5 ANNI IN MENO DI AVERE UNA PENSIONE ADEGUATA ALL’ULTIMO STIPENDIO . IO PERSONALMENTE LO STO RIPETENDO DA OLTRE UN MESE ,A QUOTA 100 ADERIRA’ 200 SUI 400.000 AVENTI DIRITTO E UNA BUONA META’ SONO PERSONE GIA’ FUORI DAL MONDO DEL LAVORO CHE NON AVRANNO ALTRA SCELTA ( E CHE PURTROPPO NON LIBERERANNO NEMMENO UN POSTO DI LAVORO ).UN BUONA META’ DOPO AVER FATTO QUATTRO CALCOLI OPTERANNO PER LA LEGGE ATTUALE CHE E’ MENO PENALIZZANTE ( 42/43 ANNI ) E PIU’ REDDITIZIA . LASCIERANNO LIBERE RISORSE PER IL BLOCCO DELL’ADV CHE “AIUTA TUTTI “

      Sergio

      (22 ottobre 2018 - 18:08)

      Renato, condivido al 100% quanto scrivi. Lo stesso concesso l’ho espresso ieri o l’altro ieri.
      Importante è avere mantenuto le promesse elettorali.
      A questo punto sarebbe un miracolo il blocco dell’ADV, ma questa sarebbe purtroppo troppo costoso.
      Rassegnamoci.

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