Pensioni, l’editoriale: nuovo governo e primo presidente donna, cosa succederà?

Tra poche settimane avremo un nuovo governo con un nuovo Presidente del Consiglio che per la prima volta della Repubblica Italiana sarà una donna. Il risultato uscito dalle urne è molto chiaro, la maggioranza di centrodestra è molto ampia e poiché il risultato di F.lli d’Italia è più del triplo delle altre forze della coalizione la consacrazione di Giorgia Meloni come primo Presidente del Consiglio donna è fuori discussione.

Riforma Pensioni 2023: i tempi del nuovo Governo, proroga di OD, Ape e quota 102?

Molto probabilmente proprio per la chiarezza del risultato elettorale i tempi per la formazione del nuovo governo saranno molto stretti, il Presidente Mattarella darà l’incarico di formare il governo intorno alla metà del mese ed entro la fine di ottobre si potrebbe avere il nuovo esecutivo nella pienezza delle sue funzioni. I tempi per la formazione del governo sono molto importanti perché incombe la presentazione della legge di bilancio che va inviata a Bruxelles entro fine novembre e ovviamente il nuovo Parlamento dovrà approvarla entro il 31 dicembre.

È chiaro che i dossier sul tavolo del nuovo esecutivo saranno molti e molto problematici, in primis l’enorme problema delle bollette che sta generando panico nelle piccole aziende e nelle famiglie, l’altissima inflazione, una questione geopolitica difficilissima con una guerra nel cuore dell’Europa, ma anche la previdenza è all’ordine del giorno perché come tutti sappiamo, i tre istituti di Opzione Donna, Ape Sociale e Quota 102 sono in scadenza alla fine dell’anno per cui necessariamente va fatto un intervento in ambito previdenziale.

La leader Giorgia Meloni sta avendo un atteggiamento molto prudente in tema di conti pubblici e ritengo che quest’anno, proprio per gli importanti temi che sono sul tappeto, possa intervenire in ambito previdenziale solamente con pochi interventi mirati come i rinnovi per un altro anno di Opzione Donna e Ape Sociale, Quota 102 ed eventualmente operare una qualche forma di flessibilità in uscita, ma che la completa riforma possa essere attuata e votata il prossimo anno.

Andando a vedere il programma di F.li d’Italia sulle pensioni vediamo che si parla di flessibilità in uscita, rinnovo di Opzione Donna, di un assegno previdenziale che garantisca le giovani generazioni, l’adeguamento delle pensioni minime e sociali, il ricalcolo delle pensioni d’oro non corrispondenti a contribuzioni effettivamente versate.

Riforma Pensioni, addio quota 41 e proposta Tridico?

Riguardo a Salvini e alla sua quota 41 per tutti, che ritengo giustissimo perché dopo 41 anni di effettivi versamenti è giusto avere la pensione, temo che quest’anno sarà difficile da ottenere. La Giorgia, infatti, sta interloquendo con Salvini e Taiani per la formazione del governo, ma sta avendo anche degli incontri con Draghi. Non bisogna scandalizzarsi di ciò, è abbastanza ovvio che tra il Presidente del Consiglio uscente e quello entrante ci siano dei contatti ma in questo caso questi contatti sono più fitti. La Meloni che ha esperienze di governo vecchie di oltre dieci anni ha bisogno all’inizio del suo mandato di Draghi per conoscere i meccanismi e le personalità delle istituzioni internazionali e Draghi avrà bisogno della Meloni per un eventuale suo futuro alla Presidenza della Commissione Europea o per ambire alla carica di Presidente della Repubblica.

Per quanto riguarda la proposta Tridico, che prevede la pensione in due parti, con un’uscita dal mondo del lavoro a 63 anni percependo solo la parte di retributivo e poi a 67 anni avere anche la parte di retributivo, alla luce di quanto uscito dalle urne non sarà presa in considerazione e ritengo che Tridico in quota M5S non sarà riconfermato alla fine del suo mandato nel marzo del 2023.

Fratelli d’Italia tra gli altri provvedimenti in tema di pensioni caldeggia piuttosto una sorta di Opzione Tutti, uomini e donne con uscita a 63 anni e calcolo interamente contributivo. Bisognerà vedere il “peso della Lega” nel nuovo esecutivo e le pressioni che riuscirà a fare Salvini in tema previdenziale. Portare avanti con determinazione quota 41 e una flessibilità con il sistema misto sarà per lui essenziale se vorrà recuperare quei milioni di voti persi e recuperare quella leadership che rischia seriamente di perdere.

33 commenti su “Pensioni, l’editoriale: nuovo governo e primo presidente donna, cosa succederà?”

  1. Purtroppo con qualsiasi tipo di pensione si diventa poveri, perché con il tasso di sostituzione che c’è oggi puoi perdere dal 30% al 50% di stipendio…..e come si vivrà se già oggi non bastano i soldi ?

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  2. Certamente i gestori del sito intervisteranno nuovamente Rizzetto e Durigon su cosa intendano fare realmente e chiederanno loro anche della proposta UTP.
    Aspettiamo
    Un saluto

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    • Lo sto facendo di continuo, ma con scarsi risultati, credo si aquestione di tempo e non mi rilascino nulla fino a che npn sono certi

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      • Eh, gentile Erika, ne avrà allora da aspettare. Si accorgerà che anche Lei, come milioni di lavoratori italiani con il loro voto, è stata usata come megafono, cassa di risonanza, per le promesse che i suoi intervistati hanno elargito a pieni polmoni prima delle elezioni. So che non è colpa sua, d’altronde Lei fa il suo lavoro, ma così è in Italia dove nessuno paga per le proprie menzogne. Prendiamo ad esempio le proposte dei partiti della coalizione vincente, le sono sembrate univoche ? La Lega vuole la 41xtutti, senza specificare che fine faranno quelli che non raggiungono tale requisito; FdI una generica flessibilità che ha lasciato tutti nel dubbio, contributiva-retributiva ? ; e infine FI che vuole innalzare a mille euro le pensioni minime con grande gioia di quelle povere donne che hanno scelto OD e che si ritroveranno dopo 35 anni di versamenti contributivi a prendere un assegno più basso di chi non ha versato mai nemmeno un contributo. Eppure, nonostante ciò, quanti nostri amici commentatori hanno promesso il voto a codesti partiti ? Quanti lavoratori ci erano cascati 5 anni fa ? Ormai questi ultimi sono andati in pensione con la Fornero e adesso toccherà alle annate successive. Cara Erika, il suo lavoro di intervistatrice non è facile; Non c’è bisogno che intervisti nuovamente Durigon, la risposta gliela do io in anticipo ed è la stessa di 5 anni fa: ” Non ce l’hanno fatta fare e la situazione economica non è delle migliori”. In compenso: 15.000 euro al mese per un anno fa 180.000 euro, che per 5 anni di legislatura fanno 900.000 euro e visto che le promesse non mantenute sono le stesse ripetute anche in questa tornata elettorale fanno due legislature, per la modica somma di 1.800.000 euro. Credo che per Durigon ne sia valsa la pena. Da domandarsi : ” Quanti voti in meno avrebbe preso il cdx senza queste promesse irrealizzabili ?

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    • Propongo che al posto della fotografia venga preferito un video dell’intervista all’ON Durigon. Invito la Sig.ra Erika a mostrarci la sua faccia mentre gli pone la seguente domanda: ” Onorevole Durigon, come pensa di mantenere le promesse fatte fino a pochi giorni fa, mentre è ancora in corso una pandemia, mentre è in atto una guerra ai confini europei che ci vede coinvolti seppur indirettamente, con una crisi energetica devastante per il sistema economico italiano, quando nel 2018, in una situazione nettamente migliore per il paese senza tutti questi disastri che stiamo vivendo, è stato possibile varare solo una ……… quota 100 ?” Al posto dei puntini scelga Lei l’aggettivo migliore, essendo il mio poco gratificante. Grazie.

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  3. Purtroppo rischia di avverarsi la previsione più nera: abolizione della cosiddetta anticipata Fornero (43 anni e un mese per gli uomini!!) e sostituzione con “opzione tutti” ovvero la possibilità di andare in pensione prima dei 67 anni ma solo con calcolo contributivo! Per chi è nel sistema misto con oltre 41 o 42 anni di contributi, per es gli inc..ti del 60, sarà l’ennesima beffa! Intanto con quota 100/102 si continua ad andare in pensione con 38 anni di contributi e il sistema di calcolo misto!

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    • no matteo, l’anticipata Fornero rimane (almeno credo); temo tantissimo opzione tutti e il furto degli anni di retributivo; bravi a dare il voto alla Meloni, complimenti; io ho la coscienza a posto; saluti a te e ai gestori del sito

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    • Credo di no sono due cose diverse “opzione x tutti” ovvero la possibilità di andare in pensione a 62 anni senza limiti contributivi ma ricevendo un assegno calcolato su quanto versato negli anni lavorativi dovrebbe essere un alternativa alla pensione di vecchiaia, quella che oggi prevede 67 con almeno 20 anni di contributi, la 42 uomini o 41 donne + 10 + 3 è una anticipata che dovrebbe avere un altro tipo di modifica sempre che si voglia modificarla. Opzione tutti è una sorta di opzione donna che non ha sostituito per le donne l anticipata Fornero, non vedo perché opzioni tutti dovrebbe farlo. Poi le vie della politica sono i finite e tutto è possibile.

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  4. Salvini-Durigon-ecc. adesso vediamo se avete le Pa..e.
    Dopo tante promesse e dichiarazioni vediamo se le avete veramente.
    QUOTA 41 A TUTTI I COSTI PER COMINCIARE………….

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  5. La situazione mi sembra chiara, si prorogherà quota 102 se va bene e si rimanderà con le solite promesse una vera riforma al 2023.la situazione internazionale mi sembra molto chiara e nessun politico di buon senso in questo momento farebbe qualcosa di diverso.i soldi non ci sono e quei pochi che ci sono servono sicuramente per altro.inutile come al solito prendersela con i sindacati che sono 4 gatti adesso o con chi prende la pensione da 50 anni, ormai non ci si può fare più niente.

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    • Gli on. Salvini e Durigon hanno sempre ben chiarito che si farà quota 41 entro quest’anno, per essere utilizzabile dal 01 gennaio 2023.
      Visto che si tratta di persone serie manterranno la promessa .
      La copertura economica ce l’hanno spiegata in campagna elettorale, in primis l’eliminazione degli ABUSI relativi al reddito di cittadinanza.

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  6. Salvini ha promesso quota 41, se non fatta si dimostrerà un Pinocchio. Lui è nella coalizione e può essere determinante nelle scelte dell’esecutivo… Poche storie!

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  7. Un’uscita a 63 anni con il solo metodo contributivo è e rimane, comunque un furto, da chiunque venga proposta. Il misto andrà a finire automaticamente da solo. Perché non lasciare che faccia il suo corso ? È stato in più occasioni dimostrato che i finanziamenti quando c’è la volontà di trovarli, si trovano.

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  8. Leggo dall’editoriale che Fratelli d’Italia caldeggia per un opzione tutti con un uscita dal modo di lavoro a 63 anni e calcolo interamente contributivo. Mi auguro sia solo una ipotesi.
    Chi ha iniziato a lavorare prima del 1996 ha il sacrosanto diritto di vedersi riconosciuta la pensione con il sistema misto. E’ tempo di finirla di cambiare le regole del gioco. Quanto alla riforma pensionistica ribadisco che occorre dare la possibilita’ di scelta al lavoratore al compimento dei 62 anni senza se e senza ma.

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    • Buongiorno a tutti. Se dovesse avverarsi una condizione del genere, teniamo le p…e per scendere in piazza e creare un nuovo Robespierre?Altrimenti faranno sempre tutto ciò che vogliono.Il sindacato, che dovrebbe tutelare il Lavoratore, non dice e fa niente in merito, solo chiacchiere.
      Che schifo.
      Buon Lavoro

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  9. ringrazio il dott. Marino che è stato così preciso sugli orientamenti attuali alla luce delle elezioni; ribadisco che la coperta è corta; tra le due soluzioni e cioè la proposta Tridico e l’opzione tutti sono entrambe penalizzanti ma preferisco la proposta Tridico e spiego perchè: certo, si ha meno subito ma poi gli anni di retributivo alla fine non li perdi; nel secondo caso avrai più soldi subito ma perdi gli anni nel retributivo; già le pensioni adesso sono ridotte con tutti gli anni nel contributivo; se poi vogliamo ulteriormente penalizzare non è giusto; vedremo le evoluzioni future; saluti al dott. Marino e ai gestori del sito

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  10. Vediamo se la Lega manterrà quanto ripetutamente promesso :
    “PROMETTIAMO POCHE COSE MA CERTE !” Trenta volte al giorno per due mesi, ovunque, l’onorevole Salvini ha garantito QUOTA 41 SENZA PENALIZZAZIONI DAL 1° GENNAIO 2023.! Lo stesso ha fatto a nome di tutto il centrodestra l’onorevole Durigon, più volte interpellato su questo importantissimo punto !
    Se nuovamente, per l’ennesima volta, calpesteranno l’aspettativa di migliaia di lavoratori CON GIÀ 41 ANNI DI CONTRIBUTI ALLE SPALLE e non manterranno nuovamente la parola urlata e promessa, la Lega e il centrodestra ai prossimi appuntamenti elettorali non prenderà più un voto .. è certo. Ma è anche certo che il disagio e la rivolta sociale saliranno a livelli inimmaginabili ! ATTENZIONE ! ATTENZIONE !

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  11. sono andato a rileggermi opzione tutti e per chi è nel misto con molti anni nel retributivo è una grandissima fregatura; la vedo bruttissima ma spero tanto di sbagliarmi; saluti ai gestori del sito

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  12. Lasciamo perdere la proposta Tridico… e’ una finestra di Overton… dare poco adesso per non dare nulla domani…. pessimista ? Dal 1995 i poi cosa e’ accaduto ? Un continua erosione …

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  13. Io non capisco davvero come si possa accettare quota 102 quando c’è gente che la supera abbondantemente senza però averne l’età… eppure i 41 anni di contribuzione magari ci sono , quindi, non avendo l’età, basterebbe lasciare l’anticipata Fornero in modo che, se donna, potrebbe andarsene tra 10 mesi, se uomo con un anno in più senza rimanere inguaiato ( non ho detto inculato) per la seconda volta rischiando di avere una pensione tutta contributiva!!! Perché ormai è chiaro che gli sfigati del ‘60 si ritroveranno le carte mescolate un’altra volta in corso d’opera, pur avendo sottoscritto un contratto con lo Stato (se dipendente della pubblica amministrazione) che prevedeva tutt’altro. Perché non è incostituzionale ‘sta cosa? La Fornero è una legge retroattiva, grazie ai predecessori Dini e Amato, due scienziati. Avete capito? Hanno frodato i cittadini per far quadrare i conti. C’è quasi un sentore di ingiustizia e incostituzionalità , l’idea di far fare i sacrifici sempre ai soliti (ma non a loro) non funziona più. Auspico una rivoluzione sociale! Incredibile! Ma la colpa è solo nostra perché abbiamo accettato, invece di fare casìno come in Francia ( a volte mi chiedo se siamo i loro cugini deficienti). Quota 102 non vuol dire niente. Il prossimo anno avrò quota 104 e sono incazzato perché non sono abbastanza vecchio per andarmene quando voglio! Lasciate questa cazzo di Fornero, ormai, danni più di quelli già fatti, non ne farà e saremo tutti felici e contenti.

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    • Carissimo Maciste; concordo pienamente con te; e l’ultimissima? opzione tutti: è quello che caldeggia La Meloni; a 63 anni con tutto contributivo; stendiamo un velo pietoso; saluti a te e ai gestori del sito

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      • Tra l’altro FdI ha in casa una proposta di legge del proprio on. Rizzetto, finora del tutto ignorata, che ora va presa in considerazione: è uno degli esperti in materia previdenziale al loro interno.

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  14. Al prossimo governo dico che se proprio deve prorogare anche per il 2023 quota 102 ,essa sia non più 38 anni di contributi e 64 anni di età, ma sia portata con 39 anni di contributi e 63 anni di età.

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    • Non si possono tradire le promesse elettorali, non questa volta che c’è aria nuova:
      prorogare 102 non è quanto promesso,sono state promesse quota 41 e flessibilità da subito , eliminando gli abusi sul reddito di cittadinanza etc.
      Le promesse vanno mantenute, quando fatte da persone serie, ancor più se rivolte a milioni di elettori !

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  15. Dr. Marino
    mi sembra che in FdI l’on. Rizzetto abbia idee piuttosto chiare e basate su anni di approfondimenti in materia previdenziale.
    Sarebbe sufficiente che qualcuno (magari anche questo ottimo sito) portasse a conoscenza degli onorevoli Meloni e Salvini la proposta Rizzetto e la proposta UTP, sono due ottime basi già pronte, con eventuali piccoli ritocchi che prendano il meglio di entrambe possono rapidamente diventare una legge di riforma applicabile entro fine anno, consentendo a FdI e Lega di dimostrare che non prendono in giro gli elettori, quando scrivono un programma elettorale: la riforma è stata promessa da subito .
    L’optimum sarebbe se i redattori del sito riuscissero nuovamente a intervistare l’on. Rizzetto e l’on. Durigon, ora che i loro partiti si avvicinano a governare; Lei dr. Marino pensa che sia possibile ?
    Tra l’altro la proposta UTP è completa di indicazioni sulle coperture, fermo restando che un governo preparatoa mio avviso non puo’ guardare alle pensioni solo come a una riga del bilancio statale, ci sono da considerare aspetti sociali e sociologici della massima importanza.

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    • Certamente i gestori del sito intervisteranno nuovamente Rizzetto e Durigon su cosa intendano fare realmente e chiederanno loro anche della proposta UTP.
      Aspettiamo
      Un saluto

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  16. Buongiorno è doveroso che il sig.Salvini se non riuscirà ad ottenere quota 41 deve fare in modo che dal 01/01/2023 sia in vigore quota 41 con il paletto dei 63 anni con il calcolo misto senza scuse, tipo forza di minoranza nella coalizione di cdx,
    crisi energetica e quant’altro. Questo mi sembra era una proposta della lega.

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  17. Programma meloni pensioni scritto da fdi:aumentare li lavori gravosi e flessibilità in uscita tra l altro ci sono gia categorie fatte da governo draghi che beneficiano solo di ape social sarebbe giusto e logico dare anche a loro possibilità di uscire con 41. Vediamo entro fine anno cosa farà..perché a la maggioranza e stavolta ci mette la faccia e gli elettori capiranno chi è se fa i fatti…o solo una discepola della FORNERO ….

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  18. Da decenni in Italia si deve affrontare un’emergenza dietro l’altra. Si può dire che si lotta continuamente contro l’emergenza.
    Italia = emergenza continua. L’emergenza è la quotidianità, quindi programmare alcunchè diventa un’impresa titanica. In questo ultimo periodo poi non ne parliamo!!
    Ma, c’è un ma!! Non si può continuare a trattare la questione previdenziale che interessa milioni di persone come se fosse l’ultima priorità. Ci sono sempre delle emergenze che vengono prima; alle pensioni poi ci penseremo, è come se fosse un problema che non esiste, che viene sempre dietro agli altri…pur essendo noto e arcinoto che sono milioni le persone e le situazioni coinvolte.
    L’ultima emergenza sarà la dipartita di coloro che hanno versato fino all’ultimo giorno e non sono mai andati in pensione!
    Facendo i debiti scongiuri!!!…Almeno il governo potrebbe magari dare mandato all’Inps di convenzionarsi con una rete di pompe funebri sul territorio, così da agevolare i malcapitati almeno in quest’ultima occasione prima di incamerare i restanti contributi già versati!!
    Così il problema scompare del tutto, i conti pubblici miglioreranno e anche Bruxelles è contenta!!!

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  19. ottimo articolo; purtroppo grandissima fregatura se passa l’uscita a 63 anni tutto contributivo; in pratica ti rubano tutti gli anni di retributivo che una persona ha accumulato; bravi a dare il voto alla meloni, complimenti; stendiamo solo un velo pietoso; saluti ai gestori del sito e al dott. marino

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  20. 63 anni con il sistema contributivo significherebbe una perdita media del 30% sull’importo della pensione calcolata con l’uscita ordinaria. Si continua a fare proposte utili solo ai benestanti (opzione donna docet).

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