Pensioni, lettera a Durigon e Salvini: sulla riforma fatevi un esame di coscienza

Sulla riforma delle pensioni e nello specifico sulla presa di posizione di Salvini su La7 contro la legge Fornero, così come sulle ultime dichiarazioni di Durigon in una nostra intervista, interviene Luigi Metassi, amministratore dell’ex Comitato esodati licenziati e cessati, che lasciando un commento sul nostro sito, scrive una sorta di lettera direttamente a Salvini e Durigon invitandoli a riflettere.

Occorre fare un esame di coscienza, dice, su quanto fatto in campo previdenziale ai tempi in cui erano in carica al Governo, più che cavalcare l’onda della pandemia oggi e dire ‘frasi ad effetto’ sempre contro la Fornero; oggettivamente fa notare Metassi da una parte si sono spesi molto per una misura come la quota 100, consapevoli che avrebbe portato voti, dall’altro il nulla di fatto per gli esodati, 6.000 persone che ancora attendono giustizia.

Riforma Pensioni: Salvini e Durigon fatevi un esame di coscienza sugli esodati

Così Metassi: “Senza nulla togliere indistintamente a tutti i governi che si sono avvicendati dal 2016 ad oggi, tanto Salvini quanto Durigon dovrebbero fare un profondo esame di coscienza in materia di previdenza.

Nel corso dei quattordici mesi in cui hanno governato, hanno continuamente rimpallato a INPS la responsabilità per il nulla di fatto nei confronti dei 6.000 esodati. Di fatto, i 6.000 esodati sono tuttora esodati, abbandonati privi di pensione anche nel bel mezzo della pandemia. Non meno responsabile di questo è ovviamente anche l’attuale governo ma ció non autorizza chi nulla ha voluto fare, di usare ora gli anziani per farsi propaganda”.

Pensioni, ultime novità: Gli anziani vanno tutelati, non diventino propaganda

Poi parlando degli anziani, aggiunge: “La Lombardia, se non erro, è a guida Lega e ben stiamo constatando in questo frangente di quanta cura abbiano beneficiato gli anziani lombardi. La questione non è se esista una età oltre la quale si diventi anziani e fragili. La questione è che gli anziani si rispettano prevedendo strutture adeguate, economicamente accessibili per chi sia costretto a ricorrervi e soprattutto servizi pubblici, a cominciare da quelli sanitari; si rispettano mandando in pensione chi ne è stato defraudato e riformando strutturalmente l’attuale regime che sempre più si allontana dai canoni costituzionali e dal concetto di benessere della persona al quale si riconduce l’art. 8 della Costituzione”.

Poi puntando il dito sull’attuale ‘non opposizione’ e su come questa realmente dovrebbe essere al fine di divenire efficace aggiunge: “Non è opposizione seria accapigliarsi su una banale contraddizione di numeri; non è costruttivo neanche richiamare tale contraddizione per fare satira sui social; la voracità con la quale ci si tuffa l’opposizione tentando di appropriarsene per fare proaganda ne è palese dimostrazione.
Sarebbe opposizione pretendere rapide istruttorie per i fatti delle RSA; sarebbe opposizione pretendere indicazioni precise e dettagliate sulle strategie di uscita dall’emergenza pandemia e chiedere garanzie sulle forniture dei materiali sanitari necessari ad uno screening di massa. Sarebbe fare una seria opposizione assicurare una regia coordinata tra le varie regioni, fare quadrato col governo nelle decisioni che riguardano le coperture al debito.

Pensioni: si pensi agli esodati, abbandonati da otto anni

Infine Metassi torna sugli esodati, per cui si é speso in prima persona moltissimo e lancia un monito che sa anche di appello all’opposizione, giacché nulla ha fatto quando ha governato potrebbe ora, facendo opposizione seria, spronare ora l’esecutivo affinché risolva da subito la vergogna di Stato che ancora esiste, dopo 8 lunghi anni. Ossia salvi dall’abbandono più totale le 6.000 persone esodate che oggi subiscono più di tutte l’effetto della pandemia sanitaria, essendo già devastati da 8 anni di lunghe sofferenze.

Dulcis in fundo, sarebbe fare opposizione seria occuparsi (una volta tanto) degli ultimi tra i disagiati, di coloro che, da più di otto anni tanto che i più hanno perfino perduto cognizione della genesi del vulnus, sono lasciati a marcire in uno stato di assoluto abbandono da una politica che non sta facendo onore a se stessa: gli esodati“. Cosa ne pensate delle parole di Metassi? Fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti del sito.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

11 pensieri riguardo “Pensioni, lettera a Durigon e Salvini: sulla riforma fatevi un esame di coscienza

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    22 Aprile 2020 in 21:59
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    Ringrazio il signor Metassi per tutto quello che fa per gli esodati , io sono una esodata prefornero licenziata nel 2003 con accordi sindacali con mobilità lunga terminata nel 2007 con più di 32 anni contributivi già con diritti di pensione a 60 anni,arriva la splendida fornero e nel 2017 non ho diritto alla pensione ;con ben otto salvaguardie non siamo stati trattati come tanti altri italiani ,lo stato ci ha cancellato. Chiedo a Salvini a Renzi a Di Maio a Conte al signor Presidente che tipo di domanda dobbiamo presentare noi per l’ emergenza coronavirus ? Ho iniziato a lavorare a 15 anni ,dateci i nostri diritti come gli altri italiani salvaguardati dovevate iniziare dai primi esodati, noi non vogliamo rubare nessun diritto dei giovani , ma chiediamo giustizia, sono passati fin troppi anni ad essere presi in giro; ho stanno aspettando che ci porti via il coronavirus……..dopo saranno tutti vostri…..dateci la nostra neritata pensione..ci fate morire anche di fame…..

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    22 Aprile 2020 in 17:21
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    Perché noi giovani dovremmo pagare le pensioni gonfiate di voi anziani? Pochi di voi si sono guadagnati assegni alti in modo corretto. Quello che voglio dire è che vi siete fatti dare mazzette elettorali durante gli anni 70/80 ma anche fino ad oggi. Siete la categoria più ricca del paese mentre i giovani, ossia io, sono la più povera. Io non voglio darvi i miei soldi perché avete già rubato abbastanza, assumetevi le vostre colpe e smettete di rubare il pane dalla bocca dei vostri figli Se avete lavorato in nero assumetevene la colpa e arrangiatevi, magari una piccola mano ve la possiamo dare ma dovete piantarla di chiedere soldi che non avete guadagnato a noi giovani. Lavoriamo piú di voi per meno soldi. Sono stanco di sentire le vostre lamentele, ci state letteralmente rubando i soldi che ci guadagnamo.

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      22 Aprile 2020 in 18:37
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      Sono d’accordo con te sugli assegni sproporzionati, ma in generale non è assolutamente vero che stiamo rubando i soldi a voi giovani.
      Guarda che io ho lavorato 40 anni, mica uno! E ho pagato le pensioni dei miei nonni e i miei genitori.
      A te tocca fare lo stesso anche perché oltre alla pensione noi abbiamo mantenuto la sanità pubblica, la scuola e la cultura, oltre avervi fatti vivere nell’agiatezza a voi giovani (non so quanti anni tu abbia ma immagino meno di trenta).
      Non so se sia il tuo caso o meno ma sappi che io a 12 anni già lavoravo d’estate e durante gli studi andavo in campagna per i raccolti e si faceva tutto a mano con poche macchine, altro che macchinari semiautomatici di oggi!
      Quando anche tu lavorerai dodici ore dall’alba al tramonto sotto il Sole di agosto o la pioggia gelida di novembre potrai parlare.
      Quindi prima di accusare gli altri di star rubandoti i soldi chiediti da dove arriva il benessere che ti permette oggi di guadagnarli.

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      22 Aprile 2020 in 20:55
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      Caro Sebastiano, alla tua età se mi fossi permesso di fare queste considerazioni avrei ricevuto qualche ceffone e qualche calcio nel sedere. D’accordo che oggi tutte le opinioni sono da rispettare ma quando parli di ‘rubare’, ‘mazzette elettorali’, ‘lavorare in nero’ forse non sai neanche cosa dici. Ti do solo un consiglio, se non sei soddisfatto di chi sei e della tua situazione economica datti da fare di più e trovati un lavoro migliore, alla tua età lo puoi fare ma non dare la colpa agli altri delle tua mediocrità

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    22 Aprile 2020 in 17:14
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    Prima di tutto un grazie a tutto lo staff.
    È ora che i nostri politici capiscano che lavorare 41 anni a prescindere dall’età basta e avanza io ho 57 anni e sono 41 che lavoro ho iniziato a 15 anni ma me ne mancano un paio persi per strada non può uno lavorare per 43 -45 anni per prendere alla fine meno di quelli che hanno lavorato 35 anni lasciateci un po di vita meritata. Se pensate i giovani ora prima di arrivare a 41 anni di lavoro purtroppo superano di sicuro i 65 anni di età fate un pò voi. Grazie

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    • Erica Venditti
      22 Aprile 2020 in 17:44
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      Grazie a lei Luciano!

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    22 Aprile 2020 in 16:13
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    Cosa dire, sono mesi che, pur non essendone toccato minimamente della questione, metto sempre l’accento sulla faccenda dei 6000 esodati, dimenticati da tutti. Non mi si può accusare nemmeno di essere di parte. I governi post Monti e quindi post Fornero, hanno almeno fatto 7 salvaguardie per gli esodati, praticamente una per ogni anno. Quando è nato il governo gialloverde, dopo tanti annunci di miracolosi interventi, si è pensato bene di fare una quota 100 incomprensibile ai più tranne a chi ne ha beneficiato. I 6000 esodati sono caduti nel dimenticatoio. Che Salvini si attacchi alle persone anziane per farsi propaganda politica è quantomeno di cattivo gusto. Le persone anziane sono ancora al lavoro o aspettano ancora un giusto riconoscimento che nemmeno Salvini, quando era al governo, ha considerato.

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    22 Aprile 2020 in 12:14
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    Buongiorno, Sono un lavoratore di 57 anni volevo esprimere un mio pensiero,
    bisognerebbe fare la pace contributiva lo stato incasserebbe parecchi soldi SONO DISPONIBILE a VERSARE subito i miei BUCHI CONTRIBUTIVI ma le leggi attuali non me lo permettono È una grande ingiustizia non aver concesso la pace contributiva anche a chi ha iniziato a lavorare prima del 1996. I quali, indipendentemente dalla propria volontà, si trova con buchi contributivi, e con sacrifici, si sarebbero potuti riscattare ho 34 anni di contributi più 10 anni di buchi contributivi, ho fatto un calcolo molto approssimativo basandomi sulla pace contributiva post 1996 , versando 5 anni, dovrei tirare fuori dalle mie tasche dai 30.000 ai 35.000 € in più devo lavorare ancora 5/6 anni Ho iniziato a lavorare a 14 anni nelle imprese edili (a Genova) che utilizzavano lavoratori non in regola, la pace contributiva mi permetterebbe di andare in pensione a 62/63 anni anziché a 67/68 anni, qualcuno faccia qualcosa non voglio morire sul lavoro, ho iniziato a lavorare, a 14 anni purtroppo in nero (il libretto di lavoro era nel cassetto….) sicuramente ho fatto degli errori….. nel 1977/78 il lavoro nero era a legalizzato a cielo aperto con la benedizione di partiti e sindacati, è facile fare un conto di quanti anni di lavoro ho sulle spalle, non sono un esodato, ma mi definisco un lavoratore precoce che ha consumato tutta l’adolescenza per il lavoro.
    Volevo ringraziare Erica Venditti, molto brava e preparata per tutti gli articoli e chiaramente il suo staff, pensione per tutti che leggo sempre con molta
    attenzione.
    Grazie

    Cordiali Saluti Mauro Fanzini

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    • Erica Venditti
      22 Aprile 2020 in 12:24
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      Grazie di cuore Mauro!

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    • Stefano Rodinò
      22 Aprile 2020 in 12:35
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      grazie dei complimenti, ci fanno sempre piacere 🙂

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      22 Aprile 2020 in 18:59
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      Dovete mandarci in pensione con 41 anni di servizio e 60 di età siamo stanchi di essere presi in giro è un nostro diritto non ce lo potete negare

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