Pensioni oggi 10 ottobre: ultime richieste dai Sindacati su quota 100, donne e giovani

Pensioni oggi 10 ottobre: ultime richieste dai Sindacati su quota 100, donne e giovani

Si è tenuta al Forum di Assago a Milano l’Assemblea Nazionale delle Delegate e dei Delegati di Cgil, Cisl, Uil, “Dalla parole ai fatti”, per discutere di lavoro, ambiente, giovani, fisco e pensioni. Vediamo allora quali sono stati i passaggi chiavi e le richieste al Governo dei leader di CGIL, CISL e UIL alla vigilia dell’importante tavolo di discussione sulle pensioni previsto per domani con il Governo.

Pensioni anticipate ultime oggi 10 ottobre, parla Furlan (CISL)

Il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan a margine dell’iniziativa ha spiegato: “Taglio del cuneo fiscale, rivalutazione delle pensioni, rinnovo dei contratti del P.I. ed assunzioni, più investimenti e sblocco delle grandi opere lotta all’evasione. Ecco cosa ci aspettiamo dal Governo in manovra finanziaria. E’ cambiato il Governo,  ma la nostra piattaforma rimane esattamente quella che avevamo presentato al premier Conte nel corso della precedente Presidenza del Consiglio, perché non sono cambiati i bisogni degli italiani. Sono di certo migliorati i rapporti con il Governo ma ‘dalle parole ai fatti’ ha un valore ben preciso. Chiediamo discontinuità vera, il bisogno di lavoro e di crescita non è cambiato. Vogliamo però che, oltre il clima, cambino anche i numeri nella finanziaria.

Servono quindi più investimenti sulla crescita, sblocco delle opere pubbliche e rinnovo dei contratti del Pubblico impiego, assunzioni, rivalutazione delle pensioni e taglio del cuneo fiscale” ha ribadito elencando le priorità che Cgil, Cisl e Uil chiedono al Governo di inserite in agenda. “Vedo troppo faciloneria, non tanto nel Governo ma da parte dei singoli parlamentari che ogni giorno danno i numeri, numeri relativi sempre alle risorse dei lavoratori. Noi siamo a favore di un assegno unico famigliare, ma non si può fare togliendo gli 80 euro dalle buste paga perché altrimenti mettiamo da una parte e togliamo dall’altra. Si è aperto uno spiraglio per l’abbassamento del cuneo ed è tutto merito di Cgil Cisl Uil , ma ci vuole uno sforzo maggiore. 2,5 miliardi non bastano, è una cifra non sufficiente e deve essere irrobustita. Bisogna poi rinnovare i contratti al pubblico impiego, lo Stato deve dare l’esempio, con risorse vere che si recuperano con una lotta seria all’evasione fiscale. Vogliamo una riforma fiscale che metta al centro il lavoro”.

Ultime novità su Pensioni 2019 e quota 100: le parole di Barbagallo (UIL)

Ecco le parole di Barbagallo durante il suo intervento: “C’è un cambiamento di clima: l’esecutivo cerca di fare con noi quanto è necessario, apprezziamo il metodo di confronto. Ma le nostre valutazioni saranno sul merito, vogliamo vedere cosa scrivono nel Def, cosa rispondono alla nostra piattaforma”. E su alcune questioni “ancora non ci siamo: sui contratti pubblici ci hanno detto che ci sono 5,4 miliardi di euro, in verità c’è appena 1 miliardo e 700 milioni, e ovviamente non bastano. E anche i due miliardi e mezzo di euro di riduzione del cuneo fiscale per l’anno prossimo sono assolutamente insufficienti, corrispondono a 40 euro per i redditi fino a 26 mila euro”.

“Sentiamo la necessità di ridurre le tasse a lavoratori dipendenti e pensionati, considerato che il 98,5 per cento dell’Irpef è pagato da loro: siamo stanchi di fare il bancomat del paese e di pagare le tasse per tutti”. E ha poi sottolineato l’urgenza di un’aspra battaglia “all’evasione fiscale: se soltanto si recuperasse il 50 per cento di evasione sull’Iva, che è pari a 48 miliardi, se ne sterilizzerebbe automaticamente l’aumento”.

Sulle pensioni e su quota 100, l’esponente ha poi ricordato che da domani ci sarà un nuovo confronto con il Governo: Lle nostre richieste sono la correzione della legge Fornero, il cui grave errore è stato quello di mandare in pensione tutti alla stessa età, mentre occorre sapere che i lavori non sono tutti uguali, il mantenimento di quota 100 e l’introduzione di una pensione di garanzia per i giovani”.

Dateci una data finale per discutere la manovra e se ci saranno i risultati il 16 novembre, alla manifestazione unitaria dei pensionati, faremo una grande festa”, così ha concluso il suo intervento dal palco del Forum di Assago il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo, aggiungendo che “se invece non ci saranno i risultati, faremo la festa a coloro che non ce li hanno voluti far raggiungere. Tenete pronto l’armamentario per le manifestazioni, non riponetelo nei cassetti”. Voi cosa ne pensate? Fatecelo Sapere nei commenti qui di seguito!

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

14 pensieri su “Pensioni oggi 10 ottobre: ultime richieste dai Sindacati su quota 100, donne e giovani

  1. nella riforma delle pensioni propongo di inserire la possibilità di donare il proprio contributi al coniuge es. il marito dona alla moglie 6 anni di contributi per permettere di andare in pensione prima e dedicarsi alla famiglia. Per lo stato non c’è nessun costo in quanto i contributi sono già stati pagati al limite andranno compensati .

  2. Come mai nessuno, della triade oramai non aspetto niente, parla del grande disaggio dei lavoratori pubblici che hanno lasciato il lavoro il 01 agosto scorso e sono ancora senza pensione, senza liquidazione, senza niente purtroppo. Che razza di Paese e’ questo. Ma l’INPS che fa, dorme? Ho fatto la domanda di pensione otto mesi fa, neanche uno straccio di risposta alle mie continue domande e sollecitazioni. Che schifo!!!!

  3. Le donne vanno tutelate, la discontinuità del lavoro nella vita di una donna non dovrebbe esistere perché i periodi mancanti per occuparsi dei figli della famiglia degli genitori ecc è LAVORO e sacrificio! Basta sottovalutare le responsabilità che pesano nella vita di una donna!

  4. Faccio il mio esempio,. Sono classe ’65, entrato a 22 anni (1987), quindi ad oggi ho 33 anni di contributi maturati e 54 anni di età. L’attuale vincolo dell’età anagrafica della quota 100, 62 anni, comporterebbe per me dover lavorare altri 8 anni, quindi totalizzare quota 103. Questo lo trovo discriminante. La sostanza è, che ho avuto la fortuna di aver trovato lavoro presto, ma dover lavorare 41 anni piuttosto che 38. Uno schifo!

    1. Ipotizzo l’accusa sia rivolta ai sindacati, corretto Franco? Perché noi di quota 41 ne parliamo 1 giorni si e l’altro pure, tra un pò 🙂

  5. Per le donne, si fa sempre poco!!! Quota 100, giusta se si somma età anagrafica ai contributi versati. Pensate più alle donne che dei lavori ne svolgono più di uno…!!!!!!

  6. Quota 100 rosa, dateci la possibilità di andare in pensione anche a noi del 1960,
    date un occhio di riguardo alle donne, perché della quota 100 finora ad usufruine sono stati in percentuale di più gli uomini,
    non è giusto. Le donne hanno meno contributi, carriera discontinua, abbiate la bontà e la lungimiranza di fare qualcosa per le donne. Le donne, lavorano in ufficio, in casa, per i figli, i nipoti. Volete riconoscerlo? Aiutateci.

  7. I Sindacati dovrebbero proporre al Governo tra i vari punti di rivedere anche il cumulo dei contributi per OPZIONE DONNA, per fare in modo che TUTTE le donne, anche chi ha versato i suoi preziosissimi contributi in AGO e Gestione Separata, quindi chi ha versato in CASSE DIVERSE, possano accedere a tale misura. Questa discriminazione deve essere sanata. È una ingiustizia e mai nessuno ne parla, dovete prendere provvedimenti in tal senso.

    1. Vorrei chiedere a qualcuno se è possibile andare in pensione dopo 41 anni di contributi versati con una pensione di 730 euro lordi. Tutto questo perché non ho fatto una ricongiunzione di scarsi 45.000,00 euro. È vergognoso!

      1. Prima di fare proposte da trogloditi la triplice dovrebbe fare assemblee dove si decide la linea da tenere insieme ai lavoratori. Sembrano, i sindacati, le ruffiane dei politici…ora stanno dicendo una bischerata: i lavori non sono tutti uguali…certo ma tutti ha diritto di andare in pensione ad una età per cui la pensione te la puoi godere. È chiaro che chi lavora in un altoforno, se vuole puoi andar via prima e con una pensione dignitosa, ma anche il semplice impiegato deve avere la stessa possibilità…il problema e6 che i sindacalisti non hanno mai lavorato e decidono per noi su cose che non conoscono.

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