Pensioni oggi 17 gennaio, Landini: ‘Parte il confronto per cambiare la legge Fornero’

Pensioni oggi 17 gennaio, Landini: ‘Parte il confronto per cambiare la legge Fornero’

Le ultime notizie sulle pensioni di oggi 17 gennaio riguardano il confronto tra Governo e Sindacati che inizierà a fine mese. A parlarne è stato Maurizio Landini che in un video (che trovate più in basso) ha spiegato le richieste del sindacato. Ricordiamo che si parte oggi 17 gennaio con il primo confronto sulla riduzione del cuneo fiscale per poi entrare nel vivo del dibattito sulle Pensioni con quello del 27. “Vogliamo risultati concreti, altrimenti si torna in piazza, tuona il leader della Cgil, Maurizio Landini.

Ultime novità Pensioni anticipate oggi 17 gennaio: Landini pronto al confronto con il Governo

“Le lotte e le mobilitazioni dello scorso anno cominciano a produrre risultati – afferma Landini –:abbiamo un incontro con il governo per cominciare a ridurre la tassazione sul lavoro dipendente, che significa aumentare il netto in busta paga per lavoratrici e lavoratori. È un inizio – spiega il segretario – perché poi servirà una riforma complessiva di tutto il sistema fiscale, affinché anche i pensionati paghino meno tasse, la lotta all’evasione fiscale sia davvero senza quartiere e il principio della progressività diventi la regola fondamentale nel nostro Paese”.

“Il 27 gennaio invece – prosegue Landini – parte finalmente il confronto per cambiare la legge Fornero. Una legge sbagliata, iniqua, che sarebbe da irresponsabili non cambiare. I giovani debbono avere la certezza di una pensione nel futuro, le donne devono vedere riconosciuto il lavoro di cura, i lavori più pesanti devono avere un trattamento a parte. Allo stesso tempo c’è bisogno di una legge sulla non autosufficienza e di una rivalutazione delle pensioni in essere. Se questi risultati arriveranno, bene – conclude Landini –, ma se dovessimo incontrare problemi prepariamoci a riempire le piazze anche quest’anno”. Di seguito ecco il video, postato dal leader della CGIL:

Pensioni: al Cnel gruppo di lavoro, audizioni al via dal 30 gennaio

Intanto sul fronte delle Pensioni arriva una importante novità, annunciata poco fa da Cesare Damiano sulla sua pagina facebook ufficiale: parte il gruppo tecnico di lavoro formato da grandi esperti: “Si e’ insediato oggi a Roma, nella sede del Cnel, il gruppo tecnico di lavoro sul sistema pensionistico pubblico e privato, presieduto dal presidente Tiziano Treu e coordinato dalla vicepresidente Gianna Fracassi. Lo si apprende da una nota del Cnel. Il gruppo, composto da Alberto Brambilla, Cesare Damiano, Michele Faioli, Marco Leonardi, Angelo Pandolfo e Michele Raitano, avra’ compiti istruttori, di raccolta dei dati e delle diverse posizioni in campo. Il team ha deciso di varare un ciclo di audizioni che inizierà il 30 gennaio con le maggiori organizzazioni delle parti sociali e che proseguirà con tutte quelle rappresentate al Cnel per terminare con i più importanti esperti in materia.

Come sempre vi terremo informati con tutti gli ultimi aggiornamenti sulle pensioni e su come si muoverà il nuovo gruppo tecnico, di cui potete leggere sul nostro sito gli editoriali di alcuni membri, come quello di Cesare Damiano pubblicato pochi giorni fa!

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

7 pensieri su “Pensioni oggi 17 gennaio, Landini: ‘Parte il confronto per cambiare la legge Fornero’

  1. In un paese veramente democratico bisognerebbe ascoltare la voce dei milioni di lavoratori che ogni giorno provano sulla propria pelle il significato di lavorare, perché sicuramente sanno di quello che parlano a differenza di tutti i professorini e professoroni che pontificano previsioni e quant’altro che si rivelano spesso deleterie. Se avessero ragione questi soloni non si capisce come mai dopo una decina d’anni delle loro ricette siamo ancora in piena crisi e con tutti i problemi li al loro posto.
    Navigando per la rete ho trovato un articolo di una giornalista che ha fatto un sondaggio tra i suoi lettori e il risultato è stato il seguente:

    Pensione a 60 e 30 anni di contributi: 41%
    Pensione a 60 anni in base ai contributi versati: 32%
    Pensione a 60 anni e 35 anni di contributi: 12%
    Pensione Quota 100 (62 + 38): 6%
    Pensione a 62 anni senza limiti: 5%
    Pensione a 62 anni di età e 34 anni di contributi: 4%

    Come si può notare l’85% delle persone indicano in 60 anni la giusta età per lasciare il lavoro, ancorché con soluzioni contributive diverse, dunque basterebbe ascoltarle per avere un’ottima riforma pensionistica anziché dilettarsi in improponibili soluzioni.

  2. Concordo con i due commenti sopra. Sbagliato parlare di contributivo per chi sta andando in pensione. Ció deve esser previsto per il futuro, per chi è entrato nel mondo del lavoro nell ultimo ventennio. Giusto dire non è pagando meno tasse che si crea lavoro…ma questa ultima boutade, si è capito tutti, è per attirare i voti delle prossime elezioni. E comunque nella Regione in cui abito sono stati banditi nuovi concorsi in ambito pubblico dal Comune alla Sanità…checchè se ne dica la quota 100 ha dato una spinta al cambiamento delle cose. Per concludere informo che continuo ad esser censurata. Un mio precedente commento su Fornero e Monti, che continuano a preoccuparsi in modo distorto delle nostre pensioni, non è stato pubblicato. Non si possono toccare i poteri forti. EVIDENTEMENTE!

    1. Sig.ra Annamaria58, è possibile che il governo abbia tagliato le tasse a 16 milioni di lavoratori dipendenti per attirare i voti alle prossime elezioni. Ma come l’avrebbe venduta alla UE?
      Nel 2011 l’Europa chiedeva all’Italia di attuare misure credibili per ridurre il debito pubblico che era salito a 1851 miliardi di euro. La riforma Fornero fu la risposta alla richiesta della UE.
      Oggi il debito pubblico italiano è a 2445 miliardi di euro. Se la UE ha accettato il taglio delle tasse, cosa avrà mai chiesto all’Italia questa volta?
      Forse la UE questa volta non ha chiesto nulla, ha accettato la mossa tattica del Governo proprio per dargli la possibilità di “attirare i voti alle prossime elezioni” contrastando in tal modo il centrodestra che al momento godrebbe del 50% del favore degli italiani.
      Quindi, la sua ipotesi è credibile.

  3. Le riforme in qualsiasi campo devono partire sempre dalla testa e non dalla coda, ma le proposte di Landini e della Cgil non mi sembrano andare in quel senso. Il punto di partenza deve essere la cancellazione della legge Fornero sostituendola con un sistema più flessibile ed UGUALE PER TUTTI. Successivamente individuare i casi particolari di disagio e gravosità e lì intervenire con i dovuti aggiustamenti.
    Facendo solo proposte di interventi assistenziali si aggravano i costi e non si risolve un bel niente.

  4. Buona sera a tutti desidero esternare a tutte le persone che come me dopo una vita di duro lavoro stà x andare in pensione bisogna fermare questi 4 ladroni che stanno al governo i quali vogliono passare al contributivo ma ci rendiamo conto che si perde metà della pensione?Deve restare il retributivo fino al 1995 e il contributivo dal 1996 ad oggi altrimente saremo i nuovi poveri del 23 simo secolo altro che prima repubblica è andato a finire che chi versa i contributi da una vita non prene un cazzo e quelli che non versano nulla campano da pascia lavoro in nero e reddito di cittadinanza.

  5. Non è pagando meno tasse che si crea lavoro, ma mandando la gente in pensione.
    Non è riempiendo le piazze che si fa sentire la propria voce, ma riempiendo tavoli con proposte che abbiano contenuti oltre che titoli.
    Non è agendo come ieri che si costruisce il domani, se oggi è il risultato di ieri.
    I problemi si incontreranno sempre. Il vero problema è saper risolvere il problema.
    “Vogliamo risultati concreti”, afferma Landini.
    Caro Landini, ci bastato i risultati.

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