Pensioni oggi 18 aprile, ultime notizie da CGIL: ‘Quota 100 misura marginale’

Le ultime novità di oggi 18 aprile 2019 sulle pensioni anticipate arrivano da una lunga ed interessante intervista rilasciata da Roberto Ghiselli a Radio Articolo1, la radio ufficiale della CGIL. Tra le sue parole si legge un attacco al Governo e i suoi dubbi sulla quota 100: ” L’esecutivo aveva preso impegni con noi, ma non li ha mantenuti. Il primo era valutare gli emendamenti al decreto, poi riconvocarci, così non è stato”. Per chi volesse ascoltare l’intervista integrale può farlo cliccando qui, in alternativa potete continuare l’articolo e leggere i passaggi più importanti dell’intervista che abbiamo selezionato per voi.

Pensioni anticipate ultime novità oggi 18 aprile: Ghiselli (CGIL) critico con il Governo

Durante la sua intervista il Segretario confederale Ghiselli parla anche di pensioni anticipate e di quota 100, e spiega come in Governo non abbia mantenuto gli impegni presi: “Probabilmente, il governo si è distratto. Aveva preso alcuni impegni con noi sulle pensioni, ma non li ha mantenuti: il primo era quello di valutare le proposte del sindacato, gli emendamenti che avevamo presentato al decreto dell’esecutivo, per poi riconvocarci. Non c’è stato l’incontro, né tantomeno abbiamo avuto risposte e alla fine il decreto è rimasto immutato.

Tra l’altro, non hanno accolto neanche quelle nostre proposte che non avevano un impatto di carattere economico. Penso alle due commissioni istituite dal precedente governo, ora decadute: si trattava di ripristinarle, prendendo l’aspettativa di vita, collegata alla gravosità dei lavori, mentre l’altra riguardava la distinzione fra spesa previdenziale e spesa sociale. Inoltre, il sottosegretario al Lavoro Durigon si era preso l’onere di riconvocare il tavolo su un discorso più complessivo sulla previdenza, arrivando al superamento vero della legge Fornero, poiché ‘quota 100’ non ha tali caratteristiche, ma, anche qui, tutto è rimasto lettera morta”.

Pensioni quota 100 ultime notizie oggi: Ghiselli su quota 100

Duro poi l’attacco su quota 100, ritenuta una misura marginale: “Per quanto riguarda la quota 100, resta una misura temporanea e marginale, a partire dai numeri: 117.000 le domande presentate, di queste, oltre il 18% sono state respinte. Di sicuro, non c’è stato un boom di domande, anzi, la cifra è assai inferiore a quella che il governo aveva auspicato, malgrado la propaganda alimentata in questo periodo. Oltretutto, è una misura che interessa soprattutto i lavoratori delle grandi aziende del Nord, più forti e più solide, e i dipendenti del pubblico impiego, mentre penalizza fortemente il lavoro discontinuo, le piccole imprese, il Mezzogiorno ed è poco adatta alle donne: stando alle domande presentate, ha coinvolto il 26% di esse, una quota bassissima. Insomma, alla fine credo non sia un provvedimento così appetibile per i lavoratori.

Infine conclude: “Se si vuole aprire un negoziato vero sulla previdenza, invece dobbiamo uscire dall’attuale situazione d’incertezza e provvisorietà, data anche dalla stratificazione di microriforme che si sono succedute negli anni. Oltretutto, una vera riforma pensionistica non c’è da tanto tempo,  perché la ‘Fornero’ è stata più che altro una misura finanziaria, che ha creato anch’essa storture. In tale quadro, chi ne esce penalizzato sono soprattutto le fasce deboli del mondo del lavoro. E lo saranno i giovani in prospettiva”

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

4 pensieri riguardo “Pensioni oggi 18 aprile, ultime notizie da CGIL: ‘Quota 100 misura marginale’

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    18 Aprile 2019 in 15:56
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    Ma vogliamo smetterla con questa quota 100? Aspettiamo i tre anni e poi giudicheremo, vogliamo lasciare andare in pensione chi può? Smettiamola di fare terrorismo psicologico… meglio poco che niente, in fin dei conti non ci sono soldi per ulteriori misure

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    • Erica Venditti
      19 Aprile 2019 in 9:29
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      Eppure un ‘tesoretto’ viene già annunciato, cmq Antonio noi li lasciamo lavorare senz’altro come abbiamo fatto con i governi precedneti al più mettiamo in risalto criticità e pregi, qualora ci fossero.

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      19 Aprile 2019 in 18:04
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      Gentile Antonio, criticare una riforma è cosa buona e giusta se questa riforma penalizza chi ne avrebbe più diritto. Lei sta giustificando una porcata. Io ho 42 anni di contributi e non mi viene concessa la possibilità di andare in pensione. Perchè dovrei essere contento del “meglio poco che niente” Io sono uno di quelli che non avrà “niente” e nemmeno quel “poco”. Il mio non è terrorismo psicologico, è GIUSTIZIA ed EQUITA’ che chiedo. E visto che non ci sono soldi per tutti, era decenza fare andare in pensione chi ha lavorato di più, chi ha versato di più ed ha iniziato a lavorare prima. Se Lei la pensa diversamente non mi stupisco che il paese sia messo così male.

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