Pensioni oggi 25 marzo, ultime novità su Opzione Donna per nate nel 1961

Anche oggi 25 marzo 2019 continua la discussione sulle pensioni anticipate e sulle misure che il Governo ha preso per garantire maggior flessiblità in uscita dal mondo del lavoro. Dopo il nostro articolo di ieri, resta aperto il dibattito su Opzione donna e sulla sua proroga. A proposito dell nostro articolo Orietta Armiliato, responsabile del Comitato Opzione Donna Social, ha scritto delle interessanti riflessioni che vi riportiamo qui sotto in merito all’Ordine del Giorno AR/70 a firma Spadoni, Amitrano (M5S).

Pensioni ultime novità oggi 25 marzo, l’ODG AR/70 su Opzione Donna

Per prima cosa vi riportiamo qui di seguito il testo integrale dell’Ordine del giorno in discussione, presentato da Maria Edera Spadoni: “La camera, premesso che, l’articolo 16 del decreto-legge in esame prevede che l’istituto sperimentale di accesso al pensionamento anticipato (cd. Opzione donna) di cui all’articolo 1, comma 9, della legge n. 243 del 2004, valutato secondo le regole di calcolo del sistema contributivo, sia riconosciuto alle lavoratrici che al 31 dicembre 2018 abbiano conseguito un’anzianità contributiva minima di 35 anni ed un’età anagrafica minima di 58 anni se lavoratrici dipendenti, ovvero di 59 se lavoratrici autonome; la norma esclude dalla facoltà di accesso alla misura sperimentale le nate nel 1961, in possesso al 31 dicembre 2018 di 57 anni di età; che attualmente sussiste una platea di circa 1500 donne, prive di occupazione e di strumenti di sostegno al reddito, che rimarrebbero escluse dalla norma in esame

Impegna il Governo a valutare, con ulteriori provvedimenti di carattere normativo, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, l’opportunità di estendere il diritto alla pensione anticipata alle lavoratrici che abbiano maturato i requisiti di cui alla normativa in premessa entro il 31 dicembre 2019″. Questo è l’ODG su cui si è discusso anche nel nostro articolo di ieri e a cui Orietta Armiliato ha risposto sulla pagina facebook del Comitato Opzione Donna Social. Ecco le sue parole.

Pensioni Opzione Donna ultime novità oggi su proroga nate nel 1961

Armiliato, riproponendo l’ODG che abbiamo citato sopra dice: “Certo é che il riferimento alle 1500 donne nate nel 1961 e rimaste escluse citate nell’odg fosse solo per rilevare il numero di coloro che risultano disoccupate alla data del 31.12.2018, in effetti non é di immediata interpretazione e, legittimamente, qualche dubbio lo ha creato, sebbene poi sia stata acclarata la natura di quel numero e dunque il problema di incomprensione sia stato superato. Ciò detto, però, quello che dovrebbe far riflettere anche in virtù dei toni trionfalistici con i quali l’on.Spadoni ha diffuso la notizia utilizzando il suo profilo FB, é che tale ordine del giorno (e lei correttamente lo segnala nel suo post) é stato accolto come “RACCOMANDAZIONE” ma, non solo, come prima firmataria ha anche rinunciato al voto che poteva in qualche modo assegnare all’atto di indirizzo, una maggior dignità.

Sappiamo che un “Ordine del Giorno”, in generale, é solo un atto di indirizzo e dunque non vincola in alcun modo il Governo ma, quello sul quale é necessario porre l’accento é che è stato sí accolto dal Governo che però gli ha assegnato il livello di ‘impegno’ più basso possibile tant’è che nel linguaggio parlamentare, la “raccomandazione” é considerato un atto di mera perorazione e nulla più. Infatti, la natura degli “ordini del giorno” di istruzione al Governo, si differenzia per i diversi gradi di valore assegnati, in relazione al fatto di essere assunti agli atti come “raccomandazione”, “accolti”, accettati” o “approvati” ed è significativo il fatto che esiste un ufficio, all’interno delle Camere, che archivia e gestisce tutti gli Odg che sono stati rubricati come “accettati” o come “accolti”, mentre IGNORA quelli che sono stati accolti come “raccomandazione”.

Ora: ditemi voi se la sottoscritta, così come tutti voi immagino, non ha più che ragione di indignarsi sia con chi, seduto in parlamento, propaganda questo documento come se fosse un impegno inderogabile, importante e vincolante, sia con chi nei gruppi sollecita le persone alla speranza di poter avere il prossimo anno un’ulteriore proroga della misura, per le donne nate nell’anno 1961, sulla base di atti come questo o di assicurazioni verbali enunciate qua e là da coloro che vanno in giro per il Paese a rappresentare e fare campagna elettorale al partito cui riferiscono. Riflettiamo Signore, prima di riporre speranze in un qualche provvedimento e prima di lanciare malevoli anatemi a chi prova a fare in modo di aiutarvi a non incrementare false aspettative, dopodiché ognuno agisca come meglio crede ma, con consapevolezza”.

Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

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