Pensioni oggi 4 febraio 2020: ultime notizie da Catalfo e Sindacati dopo l’incontro

Nella giornata di ieri è avvenuto il primo di una serie di incontri previsti a Febbraio tra sindacati e Governo, per trovare una quadra per la riforma delle Pensioni da inserire nella prossima legge di bilancio. Oggi vi riportiamo le parole del Ministro del lavoro e delle sigle sindacali che hanno commentato questo primo confronto, ecco tutte le ultime notizie.

Ultime notizie Pensioni 2020, le parole di Catalfo oggi 4 febbraio

Tramite un post sulla sua pagina ufficiale Facebook, il Ministro del lavoro Nunzia Catalfo parla dopo la conclusione del primo tavolo di confronto sulle pensioni di garanzia per i giovani: “Oggi al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali abbiamo avviato il primo dei cinque tavoli di confronto con i sindacati sulla riforma delle pensioni. Ho voluto partire dai giovani, e ringrazio le parti sociali per aver condiviso appieno questa mia decisione, perché è arrivato il momento di intervenire per permettere loro di avere un domani una pensione dignitosa. Del resto, i dati parlano chiaro: il Censis ha stimato che fra trent’anni in 5,7 milioni rischiano di ritrovarsi con assegni sotto la soglia di povertà. Non possiamo più restare a guardare”.

Il Ministro prosegue: “Quella a cui stiamo pensando, e che costruiremo anche attraverso il dialogo con i sindacati, è una misura grazie alla quale ragazzi con carriere discontinue possano ottenere coperture di eventuali “buchicontributivi. Una pensione di garanzia, così com’è stata definita nel programma di Governo. Nel frattempo, interverremo per mandare in porto altri interventi per assicurare ai giovani percorsi di continuità lavorativa e retribuzioni dignitose che incideranno positivamente anche sull’importo degli assegni pensionistici. Già nei prossimi giorni torneremo a incontrarci con le parti sociali: abbiamo preso impegni precisi con i cittadini e intendiamo rispettarli”.

Riforma Pensioni 2020, le parole dei sindacati dopo l’incontro con il Ministro del lavoro

Dall’altra parte ecco anche le prime parole del segretario confederale della Cgil, Roberto Ghiselli, che in una nota rilasciata alle agenzie di stampa dopo l’incontro ha detto: “C’è un impegno a fare i calcoli. È importante che il governo non sia arrivato con una proposta prendere o lasciare: il confronto è aperto. È importante anche essere partiti dai giovani, noi pensiamo ad una vera riforma previdenziale”.

Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini invece ha spiegato che è iniziato un confronto serio e che “Servono regole comuni, ad esempio di uscita flessibile dai 62 anni, ma servono anche misure che riconoscano le differenze tra uomini e donne così come per i lavori gravosi. Quest’anno il governo vuole fare una discussione sul Def nel mese di aprile, quindi fare questa verifica a marzo sull’insieme della questione previdenza significa avere chiara la strada che vogliamo percorrere“.

Riforma Pensioni 2020 ultime notizie: Allarme dipendenti Enesarco

Segnaliamo infine una questione riportata da molti nei commenti al post del Ministro del Lavoro. Ecco la situazione di tanti dipendenti enasarco che chiedono giustizia, come ad esempio Franco Angrisano che scrive al ministro: “Gentilissimo Ministro, in Italia ci sono delle persone che avendo avuto anch’esse una carriera “discontinua“ si ritrovano ad aver versato DI TASCA PROPRIA somme considerevoli all’Enasarco, ma che, per una regola assurda ed ingiusta, non potendo raggiungere la contribuzione minima perderanno tutto quanto versato! Si chiamano ‘SILENTI ENASARCO‘. Ritiene che ci si debba occupare anche di loro?”

E ancora, Fernando Colangelo: “Gentilissimo Ministro, migliaia di silenti enasarco che hanno avuto la sfortuna di avere una contribuzione discontinua per vari motivi che non sono qui ad elencarli tutti, uno di questi è stata sicuramente una crisi economica ormai perenne che ha visto migliaia di agenti rimasti senza lavoro da un giorno all’altro ed a questo si aggiunge un regolamento a dir poco capestro di un ente privato (enasarco) tutto a scapito dei propri inscritti, sono stati obbligati ad iscriversi e versare la propria quota senza nessuna possibilità di scelta. Confidiamo in un suo intervento affinché questo problema venga risolto”.

Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

11 pensieri riguardo “Pensioni oggi 4 febraio 2020: ultime notizie da Catalfo e Sindacati dopo l’incontro

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    10 Febbraio 2020 in 20:48
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    E di quelli come me che dovevano andare in pensione a 65 anni e se la sono trovata spostata a 70 chi se ne occupa?

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    6 Febbraio 2020 in 22:48
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    I sindacati sono oggi nel pieno di una profonda crisi di legittimità, che rischia di cancellare anche i loro meriti storici. L’autore sostiene che lo strapotere e l’invadenza delle tre grandi centrali confederali, e le sempre più scoperte ambizioni politiche dei loro leader, hanno prodotto nel paese un senso di rigetto. Lo documentano i più recenti sondaggi d’opinione: solo un italiano su venti si sente pienamente rappresentato dalle sigle sindacali e meno di uno su dieci dichiara di averne fiducia. L’immagine del sindacato come di un soggetto responsabile, capace di interpretare gli interessi generali, si è dunque dissolta. E ha lasciato il posto a quella di una casta iperburocratizzata e autoreferenziale che ha perso via via il contatto con il paese reale, quello delle buste paga sempre più leggere e delle fabbriche dove si muore troppo spesso. Un apparato che, in nome di una concertazione degenerata in diritto di veto, pretende di avere l’ultima parola sempre e su ogni cosa. Che si presenta come il legittimo rappresentante di tutti i lavoratori. Ma bada in realtà solo agli interessi dei suoi iscritti, che valgono ormai meno di un quarto dell’intero sistema produttivo nazionale. E perciò si mette puntualmente di traverso a qualunque riforma in grado di mettere in discussione uno status quo fatto di privilegi. Fonte “L’altra casta”

    Saluti.

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    5 Febbraio 2020 in 18:30
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    Da una parte i privilegiati della casta, parassiti che vivono avendo pensioni o stipendi immeritatamente alti, evadono il fisco e/o si fanno corrompere, dall’altra i giovani disoccupati, precari, sottopagati e gli ultrasessantenni stanchi, sfruttati che non riescono ad andare in pensione in un Paese in cui non nascono più bambini e molti si trasferiscono all’estero da pensionati per sfuggire ad un fisco asfissiante o da giovani e brillanti laureati alla ricerca di una degna e gratificante realizzazione professionale. Fino a quando questo Paese potrà sopportare tutto questo? È giunta l’ora di dire basta. È necessaria una equa redistribuzione della ricchezza con una operazione alla Robin Hood: si restituiscano ai giovani la sicurezza e una giusta retribuzione e agli ultrasessantenni il diritto a ricevere una dignitosa pensione, alla giusta età che non può essere superiore ai 62 anni. E non si cerchi in modo subdolo e fuorviante di mettere gli uni contro gli altri perchè ad esempio una coppia di sposi è ben felice di sapere che ci sono dei nonni ancora relativamente giovani, liberi da impegni lavorativi per potersi occupare dei nipotini.

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    5 Febbraio 2020 in 13:18
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    Come al solito ogni tanto i commenti si perdono nei meandri della redazione.
    Scritto ieri sera ad oggi nisba.
    Chiedo se vale ancora leggere e commentare?

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    • Erica Venditti
      5 Febbraio 2020 in 17:58
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      Se non conteneva offese strano non sia stato pubblicato, lo rimandi nel caso.

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        5 Febbraio 2020 in 18:40
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        NON CONTENEVA NIENTE DI OFFENSIVO, MA OGNI TANTO SPARISCONO I COMMENTI E NON SOLO MIEI. CHE CI SIA IL MAGO ALVERMAN IN REDAZIONE?

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        • Erica Venditti
          5 Febbraio 2020 in 22:55
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          Lo rimandi, hp cercato il suo commento e non l ho trovato tra quelli da approvare. Di sicuro non me lo sono “mangiato”..e generalmente approvo io…se era consono alla pubblicazione non vi è mai censura, ne pubblichiamo decine ogni giorno,alcuni addirittura vengono ripresi nei miei stessi articoli. Senza tante polemiche, anche perché nessun mago per nostra sfortuna lavora in redazione, lo rimandi e provvediamo, qialora sia definito “pubblicabile” alla pubblicazione. Saluti

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    4 Febbraio 2020 in 19:59
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    E la solita presa per il c…o parlano di pensioni per i giovani ..niente in contrario..ma la vogliono capire che oggi in pensione ci devono andare i vecchi .. e tutto un girarci in giro per non mandarci in pensione Noi precoci esodati ecc ecc.. Dovremo morire Sul lavoro e questo quello che vogliono… Ma sti benedetti sindacati dove erano quando noi lavoratori venivamo depredati dei nostri diritti ora parlano solo di pensioni per i giovani.. Ci stanno fottendo ancora una volta…

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    4 Febbraio 2020 in 13:09
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    Sottoscrivo lo scandalo dei contributi versati all’Enasarco. 11 anni versati che sarebbe doveroso poterli ricongiungere e non rimpinzare le casse dell’Ente. E’ un furto

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    4 Febbraio 2020 in 12:09
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    E DAIE’ CON STI GIOVANI!!!!! MA I VECCHI DEVONO MORIRE SUL LAVORO?????????? C’è GENTE CON OLTRE 41 ANNI DI CONTRIBUTI INVALIDI E MALATI .CARI POLITICI MA NON VI ENTRA IN TESTA O FATE FINTA DI NON VEDERCI!!!!!

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