Pensioni oggi 8 febbraio, ultime news da Tridico: ‘Sistema sostenibile’

Riforma Pensioni e sostenibilità del sistema pensionistico restano temi di dibattito anche oggi 8 febbraio 2020. Vediamo le ultime novità con le parole del presidente dell’INPS Pasquale Tridico, che è intervenuto ieri in audizione presso la Commissione Esteri del Senato, facendo il punto della situazione. Vediamo poi anche l’ultimo post del Movimento 5 stelle in cui si torna a parlare di Pensioni d’oro.

Ultime riforma Pensioni 2020, Tridico su sostenibilità del sistema

“La sostenibilità del nostro sistema pensionistico è messa in discussione da alcune istituzioni ma il sistema è perfettamente e completamente sostenibile“. Lo ha assicurato Pasquale Tridico, presidente dell’Inps. “Il 16% di Pil di spesa pensionistica, che è accusato di essere un ammontare troppo importante e di rendere insostenibile il sistema, contiene al suo interno la parte contributiva ma anche quella assistenziale. In realtà il regime contributivo pesa per 8% sul Pil mentre in Portogallo, dove c’è un’imposizione fiscale molto vantaggiosa, se lo sognano perché sono molto al di sopra dell’8%”

Intanto l’INPS ha reso noto che grazie a quota 100, nel 2019 sono state liquidate 535.573 nuove pensioni, in linea con le 537.160 del 2018, mettendo in evidenza come nel 2019 “si è registrato un aumento del 29,35% delle pensioni anticipate, da 152.200 unità nel 2018 a 196.857, per effetto dell’introduzione di quota 100 e dell’aumento di cinque mesi per l’età di vecchiaia che dall’inizio dell’anno scorso e’ accessibile a 67 anni. Le pensioni di vecchiaia nel complesso hanno registrato un calo del 15,6% a 121.495 unità. Come si legge su investire oggi: “Al momento l’impatto sui conti non si fa sentire – osservano gli esperti –  ma è evidente che nel lungo periodo ci saranno difficoltà e a pagare saranno i giovani, i nati negli anni ’80, che, in assenza di interventi da parte del legislatore, si ritroveranno pensioni da fame”.

Riforma Pensioni ultime oggi 8 febbraio, il m5s torna su quelle d’oro

Sulla pagina ufficiale del Movimento 5 stelle si torna a parlare di pensioni: “Con il taglio delle pensioni d’oro ristabiliamo equità e giustizia sociale. In Italia ci sono persone che da anni percepivano pensioni che dire di lusso è poco. Nababbi a spese nostre che arrivavano a prendere anche 90 mila euro al mese (avete letto bene) di pensione d’oro. Alla faccia di chi si spacca mani e schiena per una vita e per una pensione 100 volte minore. Questa roba in un paese NORMALE non era più accettabile.

Il MoVimento 5 Stelle si è da sempre opposto a questi soprusi ai danni della stragrande maggioranza degli italiani e appena siamo arrivati al governo abbiamo iniziato a cancellarli, anche per rispetto di tutte le persone oneste di questo Paese.

Il taglio delle pensioni d’oro entrato in vigore il 1 giugno 2019 va dal 15 al 40% per le pensioni comprese tra 100mila e più di 500mila euro lordi all’anno. Per intenderci, chi incassa da 5mila euro al mese in su. Risparmieremo così oltre 400 milioni di euro che potranno essere usati per sostenere le fasce più deboli della società”. VOi cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti e tornate a trovarci per tutte le ultime novità sulle pensioni!

Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

9 pensieri riguardo “Pensioni oggi 8 febbraio, ultime news da Tridico: ‘Sistema sostenibile’

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    12 Febbraio 2020 in 16:24
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    Come già qualcuno ha detto, la futura riforma dovrà tornare a considerare l’autentico spirito della “previdenza sociale” del sistema pensionistico, magari ispirandosi anche a quanto viene fatto all’estero, ma considerando sempre la nostra particolare situazione italiana in cui sono così presenti i divari di genere e di status sociale.
    Per esempio negli Stati Uniti vi è un tetto alla rendita pensionistica delle alte retribuzioni, infatti da una quota in su i versamenti contributivi vanno a beneficio della cassa previdenziale e chi ha percepito alte retribuzioni prenderà un assegno pensionistico non superiore al 27%.
    Anche in Francia esiste un plafond sulle rendite pensionistiche, che ora è stato ulteriormente ricalcolato nella nuova riforma delle pensioni.
    I tempi cambiano e cambiano per tutti, dunque ben venga una riforma che riporti un equilibrio nelle rendite pensionistiche. Sono dunque d’accordo con il taglio delle pensioni d’oro, in modo che sia riveduto il tetto dell’assegno percepibile, così come già avviene in altri paesi (pensioni così alte credo proprio non esistano in nessuna parte al mondo!). Ma questa manovra deve essere fatta in modo tale che gli interessati non si possano appellare alla Costituzione. Anche se si sono versati i relativi contributi, penso sia comunque contrario allo spirito della “previdenza sociale” che si possa dar luogo al pagamento di assegni così alti! La previdenza sociale non deve arricchire ma permettere una dignitosa e decorosa vita nella terza età.

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    11 Febbraio 2020 in 17:40
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    Quota 41 per tutti e subito
    Nel 2022 molti avranno quota 104/105
    Vi sembra giusto 43 anni di contributi?
    5 anni in più di quelli di quota 100…siete folli?

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    9 Febbraio 2020 in 18:58
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    Mi fa piacere sentire dal presidente dell’INPS che il sistema pensionistico italiano è perfettamente sostenibile così adesso non ci sono più scuse per non concedere la giusta flessibilità richiesta dai lavoratori e rendere la pensione più accessibile per tutti. Buona anche l’idea del movimento di tagliare le pensioni molto elevate soprattutto perché non supportate dai contributi versati, però si potrebbe fare ancora meglio. La soglia del taglio parte dai 100.000€ in su, in un paese dove l’istat dice che il reddito medio dei dipendenti è di 20560€ (fonte: https://www.repubblica.it/economia/miojob/lavoro/2019/03/28/news/mef_il_reddito_medio_italiano_e_sceso_a_20_670_euro-222716008/?refresh_ce) cioè circa 1270€ netti al mese, e dove solo il 5,3% dei contribuenti dichiara un reddito oltre i 50.000€, forse cominciare ad istituire un prelievo di solidarietà già oltre i 40.000€ di pensione sarebbe più opportuno soprattutto per quelle non liquidate col metodo contributivo. Così ci sarebbero ancora più risorse per quota 41 o altre forme di flessibilità in uscita.

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    8 Febbraio 2020 in 22:24
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    Caro Pasquale,
    Se l’evasione è una piaga da combattere, allo stesso modo dovrebbe essere affrontato anche il problema delle inefficienze dello Stato e degli sprechi che caratterizzano la PA italiana.

    Lo studio della CGIA di Mestre passa in rassegna diverse analisi effettuate sulla serie di infinite inefficienze della Pubblica Amministrazione italiana:

    il costo annuo sostenuto dalle imprese per la gestione dei rapporti con la PA (burocrazia) è pari a 57 miliardi di euro (Fonte: The European House Ambrosetti);
    i debiti commerciali della PA nei confronti dei propri fornitori ammontano a 53 miliardi di euro (Fonte: Banca d’Italia);
    il deficit logistico-infrastrutturale penalizza il nostro sistema economico per un importo di 40 miliardi di euro all’anno (Fonte: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti);
    se la giustizia civile italiana avesse gli stessi tempi di quella tedesca, il guadagno in termini di Pil sarebbe di 40 miliardi di euro all’anno (Fonte: CER-Eures);
    sono 24 i miliardi di euro di spesa pubblica in eccesso che non ci consentono di abbassare la nostra pressione fiscale alla media UE (Fonte: Discussion paper 23 Commissione Europea);
    gli sprechi e la corruzione presenti nella sanità costano alla collettività 23,5 miliardi di euro ogni anno (Fonte: ISPE);
    gli sprechi e le inefficienze presenti nel settore del trasporto pubblico locale ammontano a 12,5 miliardi di euro all’anno (Fonte: The European House Ambrosetti-Ferrovie dello Stato).
    Il costo delle principali inefficienze del sistema Italia

    Inefficienze/sprechi economico Stima impatto economico (miliardi di euro)
    Burocrazia (costo per le imprese) 57
    Debiti commerciali della Pubblica Amministrazione 53
    Infrastrutture 40
    Giustizia 40
    Spesa pubblica 24
    Sanità 23,5
    Trasporto pubblico locale 12,5

    Ecco dove deve prendere i soldi per le pensioni; caro Presidente,altrimenti anche Lei sarà come i suoi predecessori, Bla,bla,bla, “E IO PAGO”.

    Saluti
    Luigi Napolitano

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    8 Febbraio 2020 in 21:24
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    X le #pensioni aiutare chi non è più giovane e ha contributi discontinui nella sua vita lavorativa #pacecontributiva SONO DISPONIBILE a VERSARE subito i miei BUCHI CONTRIBUTIVI ma le leggi attuali non me lo permettono

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    8 Febbraio 2020 in 18:45
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    Le fasce deboli potrebbero essere le categorie protette e/o chi ha un handicap con una invalidita’ del 74% , per cui quei 400 milioni risparmiati possono tranquillamente aiutare queste fasce deboli, che con 35 anni di contributi potrebbero tranquillamente metterli a riposo a prescindere dell’eta’ anagrafica!!!

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    8 Febbraio 2020 in 16:45
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    Ritengo che con tempo arriveranno a comprendere che il sistema pensionistico non potrà più funzionare, come è ora, quale mera replica del mercato del lavoro: chi guadagna molto si prenderà una lauta pensione pubblica e così via a scendere fino a chi prenderà una miseria se non addirittura nulla.
    Bisogna riformare il sistema in base al suo autentico spirito di “previdenza sociale”: assicurare a tutti, con una ragionevole differenziazione, la possibilità di aver garantita una vecchiaia dignitosa.
    Si deve pertanto introdurre un minimo ed un massimo della pensione pubblica; minimo mille euro mensili circa netti, massimo tremila euro mensili netti, rivalutati annualmente al 100%.
    Con un regime invariato di contribuzione rispetto all’attuale, si dovrà rendere obbligatoria la pensione integrativa privata per coloro che contribuiscono in eccedenza rispetto al tetto previsto, dirottando una frazione dei contributi in supero ai fondi privati, a patto di un analogo versamento di pari importo, esentasse, da parte del lavoratore.
    Ecco che in questo modo la riforma risulterà lungimirante, equanime, e gradita pure alla finanza privata.

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    8 Febbraio 2020 in 16:22
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    Sostenere le fasce deboli???!!!
    Ma finiamola di prenderci in giro!!!
    Le fasce deboli sono quelli che chiedono 41 di contributi al max senza e senza ma!! E senza vincoli di età come quota 100!!!
    Vogliamo riforme certe e sicure!!! Senza paletti!!
    Ma tanto alla fine dite sempre le steese cose:
    Non ci sono soldi…e parlate anche di fasce deboli????
    Lasciamo perdere

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