Opzione donna ultime

Pensioni opzione Donna 2018, ultime novità su proroga: il chiarimento da parte del CODS

Nella giornata di oggi 27 settembre, Orietta Armiliato, fondatrice del Comitato Opzione Donna Social ha scritto un lungo intervento per cercare di fare chiarezza sull’argomento. Essendo una spiegazione esaustiva e molto approfondita ci è sembrato doveroso riportarla integralmente anche sul nostro sito, per approfondire il tema della proroga dell’opzione donna 2018, tema che ricordiamo esser anche inserito nel contratto di Governo.

Pensioni opzione donna proroga: ultime novità da Orietta Armiliato del CODS

Orietta Armiliato scrive: “C’è tanta confusione, sicuramente creata ad arte da chi ha voluto speculare sulle varie questioni pensionistiche per scopi propri e non certo per il bene delle comunità. Intorpidire le acque ed approfittare della scarsa conoscenza di alcune logiche macro economiche o che afferiscono alla disciplina giuslavoristica ha generato una serie di pericolosi malintesi che hanno da un lato alimentato aspettative e dall’altro esacerbato gli animi. Mi riferisco in particolare alla misura dell’opzione Donna, che ha una storia complessa e sulla quale si sono scatenate le fantasie di chi, interpretando la legge, ne ha dato una visione che poco assomiglia alla realtà. Siccome anche in questo gruppo si leggono continuamente commenti fuorvianti sia per chi li scrive sia per chi li legge, provo ancora una volta a chiarire la posizione giuridico-economica di questa Legge.

    1. Due circolari emesse da Inps nel 2012 bloccarono la possibilità di accedere a circa 36000 potenziali lavoratrici, riducendo di un anno quello che era il termine dettato dalla legge nel quale si doveva chiudere la sperimentazione.
    2. Con una lunga battaglia sia della politica sia del ComitatoOpzioneDonna, nato ad hoc per ripristinare questo termine arbitrariamente imposto, finalmente con la Legge di Bilancio 2016 si riuscì a riportare nei termini corretti la possibilità di accedere.
    3. La ragioneria generale dello stato chiese per “bollinare” questo provvedimento, una copertura pari a 2,5 miliardi di euro, cifra che la Commissione Lavoro contestò perché a suo giudizio sovradimensionata ma che invece fu avallata sia da Mdl sia da Inps e dunque dal MEF.
    4. A fronte di questa contestazione fu istituito comunque un meccanismo che fu chiamato “Contatore” che monitorando l’utilizzo della copertura suddetta, avrebbe dovuto mettere a disposizione qualora si fossero realizzati, i risparmi relativi.
    5. Durante questa operazione, rimasero escluse le donne nate nell’ultimo trimestre degli anni 1957/58 a causa dell’addizione al requisito dell’età dei mesi di aspettativa di vita che, però, non erano contemplati nella legge originale.
    6. Con un ulteriore anno di lotta, si arrivò con la Legge di Bilancio 2017 ed una copertura economica aggiuntiva pari a 257milioni di euro ad affrancare da questo vincolo le lavoratrici coinvolte.

 

La domanda logica che ci si pose a quel punto fu: perché richiesero una copertura aggiuntiva, forse non si erano realizzati risparmi nell’esercizio precedente? No, non era questa la spiegazione ma la stessa andava ricercata nelle regole del nostro ordinamento dove vige il diritto “dell’esercizio soggettivo” e cioè: il diritto rimane cristallizzato per chiunque decida di esercitarlo senza alcun limite temporale. Va da se che dunque, i risparmi del cd. CONTATORE potranno essere utilizzati come detta la legge “anche per provvedimenti analoghi ivi compresi la prosecuzione dell’opzione donna”, ma solo quando non sarà più necessario utilizzare questa tipologia di pensionamento per raggiunta pensione di vecchiaia dell’ultima lavoratrice avente il diritto. Ma, anche questa, resta un’interpretazione che potrebbe essere opinabile”.

Ultime novità Pensione opzione donna: cosa accadrà alla proroga citata nel contratto di Governo?

L’Armiliato poi prosegue cercando di riportare tutti alla realtà: “Chiaro allora il perché chi ha detto che i risparmi realizzati si sarebbero potuti utilizzare anno per anno ha detto una cosa inesatta? Sicuramente esiste un minor utilizzo ma, salvo trovare un escamotage legalmente sostenibile, questi “risparmi” sono ancora inutilizzabili. Ci si domanda infatti come il Governo potrà uscire, senza un ulteriore allocazione di copertura, dall’empasse nel quale sembra essere caduto, avendo inserito nel Contratto siglato all’art. 17 questo capitolo: “Prorogheremo la misura sperimentale “opzione donna” che permette alle lavoratrici con 57-58 anni e 35 anni di contributi di andare in quie- scenza subito, optando in toto per il regime contributivo. Prorogheremo tale misura sperimentale, utilizzando le risorse disponibili.” “Utilizzando le risposte disponibili” ma, cosa significa?

A)Utilizzare i risparmi fino ad oggi consolidati
B)Utilizzare eventuali risorse residuali derivanti da altre misure che si intendono inserire in LdB 2019 e che hanno bisogno di minor copertura rispetto a quanto stimato in fase di NaDEF. Abbiamo chiesto lumi quando prendemmo atto di quanto nel Contratto sopracitato ma non abbiamo ottenuto risposte. Quindi, fermo restando che nel tempo essendo OD misura ottenibile solo con la rinuncia al conteggio con il metodo retributivo o misto, lascerà parecchi risparmi nelle casse dello stato, purtroppo le disposizioni contabili non essendo “lungimiranti” non ne possono tenere conto nel computo degli accantonamenti residenti nelle poste che compongono il Bilancio dello Stato.

Naturalmente siamo confidenti che sia stato possibile trovare una soluzione percorribile senza infrangere leggi e regole e che la misura possa essere prorogata a beneficio di chi la invoca ma, teniamo ben presente che questi rischi esistono e sono la realtà nella quale si trova la misura oggi. (Nello scatto le donne del ComitatoOpzioneDonna durante il flash-mobe del 25 settembre 2015 a Roma in piazza SanSilvestro)”.

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Autore dell'articolo: Stefano Rodinò

Stefano Rodinò
Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

5 commenti su “Pensioni opzione Donna 2018, ultime novità su proroga: il chiarimento da parte del CODS

    Cadia Dottorini

    (28 settembre 2018 - 14:29)

    Buongiorno leggendo i commenti sopra posso dire che se la legge tanto decantata dalla sig.Fornero”opzione donna”nn è stata modificata ,xche’ all’interno di essa ci sono condizioni ben definite,io che ho 38 anni di contributi e quasi 58 anni di età nn ho diritto a niente!!!mi sapete dire se è stato modificato qualcosa all’interno della legge”opzione donna “?E rimango basita nell’averla sentita e nn sapere niente di queste clausole!!!

    Monica Tempestini

    (28 settembre 2018 - 8:24)

    Ho letto l’articolo su opzione donna, mi domando, al di là della spiegazione dei fondi, cosa faccia chi rappresenta il movimento per impegnarsi per far ottenere la proroga di concreto. Mi pare ben poco perché neppure se ne sente parlare più…per questo mi ero iscritta al movimento e mi sono tolta …c è bisogno di fatti non di discorsi

    Ary

    (28 settembre 2018 - 0:30)

    Ho ascoltato anch’io una parte della trasmissione Stasera Italia e, precisamente, la parte a cui faceva riferimento la Sig.ra Donatella…io ho 57 anni fra 3 mesi e 37 anni di contributi…rientro in ciò che ha affermato con tanta sicurezza la Prof. FORNERO?
    Tra l’altro ho iniziato a lavorare a 15 anni, vale ancira il Bonus di 3 mesi x ogni anno prima dei 18?
    Grazie

    Donatella

    (27 settembre 2018 - 22:38)

    Salve, ho sentito questa sera la Prof. Fornero dire una cosa a proposito dell’opzione donna, a mio avviso sbagliata.
    Vorrei capire come, una donna come lei, non sia al corrente delle vere condizioni che si devono avere per accedere all’opzione donna.
    Mi spiego: durante la trasmissione Stasera Italia dalle 20,30 alle 21,30 su rete 4, ospite del programma, a seguito di una intervista fatta ad una signora che ha perso il lavoro a seguito della sua legge nel 2011 e che sta versando dei contributi volontari ed ha raggiunto quota 40 anni di versamenti e 59 anni di età. la Prof. Fornero ha sostenuto che la signora può benissimo optare per l’opzione donna. E’ fondatamente sbagliato. E’ vero che occorrono 35 anni e 57 anni e 7 mesi di età, ma il requisito è valido a tutt’oggi per tutte quelle donne nate entro il 31/12/1958 e che avevano al 31/12/2015, 35 anni di versamenti contributivi.
    Come mai ha detto una cosa simile questa sera la Prof. Fornero ? E’ veramente stata quindi modificata la legge ? E se si, perché non lo dicono per televisione o sui giornali ? Con questo discorso penso che molte donne, me compresa, visto che avrei anch’io già i requisiti, domani mattina potrebbero quindi già presentare la domanda di dimissioni ?
    Mi piacerebbe poter ricevere una risposta in merito al mio quesito.
    Grazie per l’attenzione.

    Renato

    (27 settembre 2018 - 13:35)

    I due cialtroni continuano a fare propaganda e proclami,l’ultima è sostituire TRIA , perchè a loro dire non relizza iloro desideri impossibili e demenziali.Ieri il ministro in conferenza stampa ha sottoineato che ha giurato sulla costituzione di fare il bene dell’Italia , ma ora i due illusionisti non venendo accontentati cercano un nuovo ministro, un CITRULLO che ci metta la faccia,che si dovrebbe prendere la responsabilità di sfasciare l’INPS , perchè tutti gli addossiamo la colpa.Tutti ci ricordiamo della riforma pensionisticatargata Prof. Fornero e non invece dell’allora Primo Ministro Mario Monti. Il sostituto di Tria ( potrebbero insignire del titolo il Sig:; Di Battista attualmente disponibile ,un’altro con la bacchetta magica in tasca )verrebbe ricordato per i prossimi decenni come colui che in modo dissennato distrusse il sistema , mentre i due viceministri dei miei cog……ni come i due benefattori dei lazzaroni.Troppo comodo ,sono stati all’opposizione per 5 anni in cui potevano studiare ed analizzare i costi del palazzo ,delle regioni e delle province che non hanno voluto abrogare ( Lega ) i bilanci sono pubblici. Ci hanno ripetuto per un anno che i fondi per le loro improbabili promesse c’erano, ora pretendono che i soldi li trovino i “Tecnocrati “, se lo sapevamo votavamo i TECNOCRATI .Sono solo un ammasso di dilettanti che giocano sul futuro di un Nazione , 60 miloni di persone di cui 25 ogni mattina si alzano molto presto per andare al lavoro e pagare medici ,insegnanti,pensionati e purtroppo anche una CASTA DI POLITICI che di noi non gliene frega nulla, anzi ci terrebbero al lavoro fino alla morte se potessero e loro rimarrebbero sulle poltrene del potere con i voti dei furboni, fancazzisti ed evasori che vogliono premiare. A CASA SUBITO CHE FATE SOLO DANNI

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