Ultime ad oggi su opzione donna, l'intervista a Barboni e Molinaro

Pensioni opzione donna 2019, lettera al Governo: si estenda almeno al 31/12/2019

Le ultime notizie all’8 novembre 2018 riguardano una lettera aperta indirizzata agli onorevoli  Di Maio, Spadoni, Costanzo, Pallini, Catalfo, Durigon, da parte delle donne iscritte al neo gruppo facebook ‘ opzione donna le escluse’, per mano di Rita Rigoli.  Luigi Di Maio sui social, nei giorni scorsi ha confermato che la proroga dell’opzione donna sarà inserita nella manovra 2019, dandola dunque per certa. Ma l’annuncio ha creato non poca confusione giacché citava: “Adesso ogni donna a 58 anni può andare in pensione dopo aver lavorato per 35 anni“, dunque in primis si sono chieste le donne la misura sarà strutturale? 

Proroga Opzione donna ma non per tutte, i requisiti annunciati

Ad oggi in realtà da quel che sappiamo, stando a quanto emerso a seguito del recente incontro tra Di Maio e le lavoratrici iscritte al gruppo ‘proroga opzione donna al 2018’ e ‘movimento opzione donna’ , la proroga non sarà per tutte,  i requisiti  necessari per poter uscire con opzione donna saranno: avere 58 anni e 7 mesi per le dipendenti e 59 anni e 7 mesi per le autonome al 31/12/2018  e aver maturato 35 anni di contributi.

Ragione per cui , essendo aumentato di 1 anno il requisito anagrafico che reggeva precedentemente l’opzione donna, molte lavoratrici, che risulterebbero escluse, hanno scritto al Governo di estendere, dal momento che la norma ancora non è scritta, la proroga almeno al 31/12/2019. Eccovi il testo della lettera, integrale, che le lavoratrici ci hanno chiesto di divulgare.

Pensioni 2019, Proroga Opzione Donna – Lettera aperta

Siamo donne mature, più o meno della stessa età, anno più anno meno, tutte prossime ai 60 anni. Ci accomunano non meno di 35 lunghi anni di lavoro, nel pubblico, nel privato, nel settore autonomo. E ci accomuna il peso della vita, oltre a quello professionale, peso dal quale, non ci siamo mai sottratte, nello spirito proprio della natura femminile. Siamo state madri lavoratrici di bambini che, nei casi più fortunati, abbiamo potuto affidare alle nonne, più spesso abbiamo consegnato, non senza sensi di colpa e lauti esborsi, a nidi e scuole materne. Abbiamo condotto una vita rocambolesca, divise fra i doveri professionali e i doveri di madri, di mogli, di figlie.

E persino molte di quelle che il destino o le scelte di vita non hanno reso madri, si ritrovano oggi anch’esse a far da madri a genitori anziani o malati e a sobbarcarsi un’assistenza ai propri cari, indispensabile in assenza o in carenza di un welfare funzionale. Poi ci sono quelle come me, che hanno vissuto in contemporanea la necessità di accudire i figli in età scolare e prescolare, con l’assistenza ai genitori colpiti da infermità gravi e venuti a mancare dopo lunga malattia poco più che 60enni. Ma comunque, ce l’abbiamo fatta e siamo orgogliose di essere arrivate fin qui”

Proroga opzione donna, l’appello al Governo: siamo stanche

Poi continua Rita: “Adesso però, non ci vergogniamo di essere un po’ stanche e di desiderare che giovani 30enni, cioè giovani uomini e donne coetanei dei nostri figli, prendano il nostro posto in un mondo del lavoro sempre più specializzato e assorbente. E non ci vergogniamo neppure di desiderare che i nostri giovani possano mettere su famiglia e darci la gioia di poter fare uno dei mestieri più belli del mondo, le nonne.

Sembrano desideri semplici eppure a volte ci appaiono sogni proibiti. Questo Governo ha riacceso le nostre speranze, sta cercando di fatto, di allentare le maglie troppo rigide di un sistema pensionistico volto prevalentemente a rendere ottimali i bilanci senza tener conto dei sacrifici insostenibili a carico della gente”.

Pensioni anticipate 2019: Quota 100 non è una soluzione per le donne

Spiega Rita, parlando anche della quota 100: “Ma molte di noi faticano a raggiungere la soglia di quota 100 che pure rappresenta una svolta nella direzione giusta. Per le donne però occorre un passo in più. Le donne comprendono le esigenze di bilancio, perché naturalmente, da sempre, si occupano di economia, e lo dimostrano i fatti e quello che riescono a realizzare nell’economia domestica privata.

E quindi si rendono disponibili ad una decurtazione della pensione, di circa il 30%, a quasi 60 anni, e per il resto della vita. Proprio per dimostrare di stare coi piedi in terra e di non pretendere l’impossibile. Le donne hanno percepito questo Governo come un Governo di buon senso e per questo lo hanno sostenuto e non faranno mancare la loro fiducia.

Pensioni  l’appello al Governo: si estenda la proroga al 31/12/2019

Ed è proprio ad un Governo di buon senso che le donne chiedono di prorogare Opzione Donna almeno fino al 2019, accettando persino l’aumento del requisito anagrafico di un anno, difformemente a quanto indicato nel contratto di governo, purché questa misura non si chiuda, come una mannaia, fra una manciata di giorni, cioè a fine 2018, ma si allunghi al 31/12/2019, e anche oltre. Le donne si fidano e sanno aspettare.
Firmato Rita Rigoli del Gruppo Opzione Donna – Le escluse”

Non resta che attendere nuove dichiarazioni da parte del vicepremier Di Maio che sarà l’unico a poter svelare ‘le carte’ sulla proroga, dando lumi su requisiti, anagrafici e contributivi, e sui tempi in cui sarà necessario maturarli, fino a quando non vi sarà un testo scritto. Chissà che il Ministro del Lavoro accolga il nostro invito e attraverso il portale decida di rispondere ai dubbi delle lavoratrici.

Condividi l'articolo o lascia un mi piace!

Autore dell'articolo: Erica Venditti

Erica Venditti
Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

5 commenti su “Pensioni opzione donna 2019, lettera al Governo: si estenda almeno al 31/12/2019

    Lucy

    (8 novembre 2018 - 21:12)

    La pensione ormai è una parola troppo lontana Una donna lavora per ben 16 ore al giorno per non dire ore inoltrate Grazie alla Fornero, donna come noi ha deciso che bisogna lavorare fino ha 67/.e più arrivare fino alla soglia dei 70 anni…….. E veramente vergognoso Vorrei ricordare hai politici e la brava Fornero che la vita nn è fatta solo di lavoro ma di tante cose ……. Se ci fosse un paletto fisso come le Francia ecc… per tutte le donne a 62 anni considerate di più la donna è fate una riforma sensata grazie

    Vincenza Spinello

    (8 novembre 2018 - 19:05)

    ho 62 anni e 33 di contributi
    ho iniziato a lavorare a 15 anni e ai tempi le aziende non versavano tutti i contributi
    ti assumevano e licenziavano a comodo loro
    adesso mi ritrovo a fare un lavoro nella sanita,’ dove devo assistere pazienti anziani,
    lavoro abbastanza faticoso sia mentale che manuale
    la salute comincia a mollare e spesso mi ritrovo a casa , in malattia.
    noi donne siamo penalizzate in tutto
    quando eri giovane eri donna e non eri considerata lavoratrice
    oggi sono vecchia e devo lavorare di piu
    il governo dovrebbe pensare che se hai iniziato a 15 anni a lavorare ,anche se ti mancano i contributi ,ti dovrebbe dare la possibilita di vivere , non di morire sul lavoro

    Anna

    (8 novembre 2018 - 16:45)

    Secondo me è da quanto compreso
    bastava lasciare la Forno così Com ‘era e concentrarsi solo sulle donne
    Con 64 anni in pensione, relativamente ai contributi versati.
    Forse l’attuale governo ci avrebbe fatto più bella figura

    Anna

    (8 novembre 2018 - 16:06)

    Possibile che non si tenga conto di donne con
    eta ‘ oltre i 63 anni con carriera lavorativa discontinua ?
    Ai miei tempi , era difficile trovare lavoro proprio perché donna, sopratutto se non avevi santi in paradiso.
    Lavori saltuari e poco remunerati
    Lavori talvolta pesanti adatti ad un uomo…e spendersi fisicamente oltre l’immaginabile ma si accettava pur di contribuire un minimo alle spese di casa.
    crescere i figli e occuparsi della famiglia
    O cedere il passo al marito per la sua carriera lavorativa (allora doveva accudire la mamma non il papà )
    Troppe ingiustizie verso le donne …le nonne
    ormai stanche che adesso aspirano ad avere tempo per potersi curare o avere tempo per stare accanto ai nipoti per gli ultimi anni che restano.

    LaCicci

    (8 novembre 2018 - 13:19)

    E chi ha 64 anni senza avere neppure i 30, 35 o 38 anni di lavoro, dovrà andare a lavorare fino a 70? Non se ne può più, ci volete morti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *