Pensioni quota 100, decreto in arrivo: ultime novità oggi, tagli per quota 100

A tenere banco anche oggi 7 gennaio è il maxi decreto sulle pensioni che includerà quota 100, Opzione donna e gli altri provvedimenti per permettere ai lavoratori di uscire dal mondo del lavoro in anticipo rispetto all’attuale legge Fornero. Al momento restano dubbi sulla nona salvaguardia per gli esodati e su come sarà strutturata Opzione Donna, ma per avere notizie certe bisognerà aspettare la discussione in Consiglio dei Ministri e l’arrivo del decreto ufficiale, che dovrebbe arrivare entro il prossimo 14 gennaio, (il 12 data da salvare stando alle ultime notizie.

La misura di quota 100 invece, sembra ormai definita e non piace molto ai sindacati, come dimostra il nuovo attacco al Governo da parte della Uil di Proietti, che ricorda come quota 100 sia un provvedimento utile solo per alcuni e come Opzione Donna sia invece incompleta. Vediamo allora le ultime novità sul decreto sulle pensioni e su quota 100 di oggi.

Decreto Pensioni quota 100, in arrivo la misura tagli fino al 30%?

Stando alle ultime stime del quotidiano il Corriere della Sera, la platea di persone che potranno usufruire di quota 100 è circa 430mila lavoratori. La scelta sarà volontaria e molti potrebbero decidere di restare comunque a lavoro per evitare tagli anche pesanti al proprio assegno pensionistico. Uscendo con la quota 100 infatti, l’importo della pensione sarà inferiore rispetto a quello che il lavoratore avrebbe percepito rispettando la normativa imposta dalla Legge Fornero, questo perchè ovviamente si verseranno meno anni di contributi uscendo in anticipo di 1-2-3 o 4 anni…

Stando ai calcoli riportati dal Corriere dalla Sera la perdita sarà soltanto del 5% in caso di uscita anticipata di un anno, ma potrebbe arrivare addirittura al 30% in caso si esca 4 anni prima. Questi dati riportati dal giornale sono stati elaborati dall’Ufficio parlamentare di Bilancio e sono quindi piuttosto affidabili. Voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti!

Pensioni quota 100, la Uil non è soddisfatta del decreto

Altre notizie sulle pensioni e su quota 100 arrivano direttamente dal sito ufficiale della UIl,dove in una nota stampa Proietti mostra il suo disappunto sul decreto e sulla manovra.

Quota 100 è un’utile soluzione per i lavoratori del nord e del settore pubblico, ma è  meno efficace per quelli del centro-sud dove difficilmente si raggiungono i 38 anni di contribuzione ed è del tutto insufficiente per le donne. Il sistema delle finestre mobili è un artificio appositamente istituito per non dover cambiare il titolo alla manovra che, di fatto, diventa quota 100 e 6 mesi per i privati e 101 per il pubblico.” Poi prosegue: “l’assenza di una quota 41 per tutti è una scelta ingiusta e sbagliata che penalizzerà tanti lavoratori”.

E ancora si può leggere nella nota altri aspetti negativi secondo il sindacato: “Pesa gravemente, poi, l’assenza di misure che valorizzino ai fini previdenziali il lavoro di cura e la maternità, che sostengano concretamente le future pensioni dei giovani, che pongano la parola fine sulla questione degli esodati. Per quanto concerne “opzione donna”, la proroga sembra incompleta: non è presente, infatti, nessuna specifica inerente la maturazione dei 35 anni di contributi”. 

Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

8 pensieri riguardo “Pensioni quota 100, decreto in arrivo: ultime novità oggi, tagli per quota 100

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    7 Gennaio 2019 in 18:59
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    Pare acclarato che la prima uscita con la quota 100 nella P.A. possa essere il 1’ luglio 2019 con sei mesi di preavviso all’Ente di appartenenza; ma come puo essere possibile, visto che ancora la Legge non c’è e semmai facessimo la domanda oggi stesso, saremmo comunque già oltre tale data? Possibile che la bozza non sia esplicativa di questo quesito?

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    7 Gennaio 2019 in 14:02
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    Leggo che l’Onorevole Di Maio dichiara: ” … E’ falso parlare di tagli alle pensioni perché le uniche pensioni che saranno toccate saranno le pensioni d’oro, che per noi sono da 4.000 euro netti in su. Tutte le altre pensioni con l’aumentare dell’inflazione avranno l’aumento anche nel 2019… “.
    SI, MA LO AVRANNO MINORE DEL DOVUTO!
    LA MIA PENSIONE, “NON D’ORO”, DAL 2018 (1699,75 LORDI E 1326,23 NETTI) A GENNAIO 2019 E’ PASSATA A 1718,25 LORDI E 1345,18 NETTI: LA RIVALUTAZIONE MI E’ STATA TAGLIATA, NON HO AVUTO LA RIVALUTAZIONE DELL’1,1 MA DELL’1,088. E, COME LEGGO, E’ MOMENTANEAMENTE SUPERIORE A QUANTO POI VERRA’ CONGUAGLIATO ULTERIORMENTE IN MENO CON LE NUOVE REGOLE DEL GOVERNO GIALLO VERDE, CHE L’INPS NON HA ANCORA AVUTO IL TEMPO DI APPLICARE E LO FARA’ A CONGUAGLIO NEI MESI SUCCESSIVI. QUINDI, L’AUMENTO, LO HA AVUTO MENO DEL DOVUTO!
    QUINDI L’AUMENTO “SBANDIERATO” DALL’ONOREVOLE DI MAIO PER LE PENSIONI “NON D’ORO” E’ PER ORA INFERIORE ALL’1,1 DELL’INFLAZIONE E, POI, CON LE REGOLE DEL SUO GOVERNO, VERRA’ CONGUAGLIATO ANCOR PIU’ IN MENO, COME I SITI DI PREVIDENZA TUTTI RIPORTANO! TAGLIATE PENSIONI DA 1300 EURO CIRCA NETTI!

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    7 Gennaio 2019 in 13:55
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    La cosa più ingiusta è dare la possibilità di andare in pensione a chi ha 38 anni di contributi e 62 di età ed impedire di accedere alla pensione a chi ha già 42 anni di contributi ma non raggiunge 62 anni. Ancora più ingiusto è far decorrere la pensione anticipata tre mesi dopo aver maturato 42 anni e 10 mesi UNA VERA BEFFA!! DI FATTO SI PUÒ ANDARE IN PENSIONE ANTICIPATA CON 43 ANNI ED UN MESE DI CONTRIBUTI!!! Inoltre nessun sindacato o giornale evidenzia questa ingiustizia perché??? Non riesco a darmi una spiegazione.
    Saluti
    Claudio

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    7 Gennaio 2019 in 13:46
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    X quello che ne so è proprio così. Se vai con 38 anni ti tolgono una percentuale xche non hai lavorato x 42 anni e 10 mesi e sempre secondo me questa legge è una fregatura, in poche parole è vero che mandano in pensione ma è anche vero che con questo metodo di abbassare la pensione non scardinando la legge fornero, se sbaglio ditemelo

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    7 Gennaio 2019 in 13:45
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    Posso sbagliare ma mi risulta che, con la legge Fornero, dopo tot anni di anzianità, i versamenti contributivi NON CONCORREVANO PIU’ A FAR SALIRE IL FUTURO ASSEGNO PENSIONISTICO, PUR ESSENDO TRATTENUTI SULLO STIPENDIO e che, per questo motivo, alcuni Sindacati volessero fare ricorso; se così fosse, “QUALI CONTRIBUTI IN MENO” rispetto alla legge Fornero, con quota 100 VERREBBERO TOLTI, SE CON LA LEGGE FORNERO QUESTI NON CONCORREVANO PIU’ A FAR SALIRE L’ASSEGNO, NONOSTANTE FOSSERO EFFETTUATI E NONOSTANTE L’AUMENTO DELL’ANZIANITA’ E, QUINDI, DEGLI STESSI?
    NATURALMENTE CHIEDO CONFERMA DELLA VERIDICITA’ DELLA NOTIZIA ALLA GENTILE S. ERICA.

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    7 Gennaio 2019 in 13:18
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    Il calcolo sarà sicuramente fatto sul coefficiente degli anni versati, meno versamenti meno soldi, rimane una una cosa da dire la cosa più subdola è che non si elimina ADV che aumenta di 5 mesi ma che forse sarà scaglionata in 3 finestre facendoti fare 3 mesi. Quindi si arriva a 43 e 1 mese è una vergogna di continuità non di cambiamento questa cosa doveva essere fatta sin da subito come base di partenza non vi pare?

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    7 Gennaio 2019 in 13:12
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    È ovvio che l’assegno pensionistico sia subordinato agli anni di contributi versati.
    Chi ha lavorato 38 anni non può pretendere di percepire lo stesso assegno di chi ne ha lavorati 39/40/42 ecc.
    Penso che ciò sarà calcolato con una proporzione o un indice stabilito in base agli anni lavorato
    Ad esempio se con 42/10 mesi il mio assegno netto sarebbe di € 2000 con 41 sarebbe ???

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    7 Gennaio 2019 in 10:53
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    IL CORRIERE DELLA SERA SCRIVE OGGI COSE CHE ORAMAI SONO RISAPUTE DA MESI. CHI ACCEDE A QUOTA 100 PRENDERA’ PER QUANTO VERSATO E CIOE’ PER 38 ANNI. LA PERDITA CHE ANNUNCIA IL GIORNALE SARA’ ESCLUSIVAMENTE PER GLI ANNI MANCANTI ALLE REGOLE FORNERO E CIOE’ 42 ANNI E 10 MESI. A MENO CHE CI SIANO SVILUPPI DI ALTRA NATURA A ME SCONOSCIUTI. SE SBAGLIO QUALCUNO MI RAGGUALGLI. GRAZIE

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