Pensioni quota 100: come centrare i 38 anni: riscatto contributi figurativi, volontari e laurea

Dopo l’approvazione della Manovra in Cdm e dunque del decretone contenente la quota 100, sono moltissimi quelli che hanno iniziato a fare i calcoli, sebbene il decreto non sia ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, per vedere se potranno o meno uscire prima dal posto di lavoro. Ci teniamo in primis a ricordare a questi lavoratori che la misura è sperimentale dal 2019 al 2021 ragione per cui interessa coloro che maturano i 62 anni e 38 di contributi entro il 31 dicembre 2021.

La combinazione é fissa cioè non ammette diversi valori rispetto alla sommatoria sopra citata, chi ha oggi 63 anni e 37 di contributi, o 60+40 dovrà attendere per centrale i requisiti sebbene la somma dia 100. Esistono però alcuni modi per poter arrivare più facilmente ai 38 anni di contributi richiesti, per questo é partita la ‘caccia ai contributi smarriti’. Vediamo quali opzioni ha dinanzi a sé il lavoratore per cercare di arrivare ai 38 anni minimi di contributzione richiesta. Vi ricordiamo che abbiamo anche scritto tutte le uscite per quando andare in pensione!

Pensioni 2019, le strade per arrivare ai 38 anni di contributi: la laurea

Una delle chances più interessanti per raggiungere i 38 anni è il riscatto della laurea, si può richiedere fino l’accreditamento da 4 a 6 anni, sempre se il lavoratore non abbia contemporaneamente compiuto un’attività lavorativa nel periodo di durata legale del corso. Dal riscatto sono esclusi i master.

Va però ricordato che per la quota 100 non sono valevoli né la pace contributiva, né il riscatto della laurea con onori agevolati. In quanto nel primo caso ci si riferisce esclusivamente ai lavoratori privi di contribuzione al 1996 e che, pertanto sono ben lontani dal poter fruire della quota 100, nel secondo caso la facoltà di riscatto della laurea con oneri agevolati é rivolto esclusivamente ai soggetti under 45 anni , ragione per cui nel 2021, termine ultimo per la sperimentazione della quota 100, non potranno aver maturato i 62 anni richiesti.

Pensioni 2019: quota 100 e cumulo gratuito dei contributi

La seconda possibilità é quella di poter riunire gratuitamente i contributi versati in più gestioni previdenziali. Possibilità questa che era possibile solo per raggiungere i 20 anni di contributi necessari per arrivare alla pensione di vecchiaia o per arrivare ai 42 anni e 10 mesi (41/10 mesi per le donne) necessari per uscire con la pensione anticipata, ora estesa anche alla quota 100. Il decreto legge ha infatti esteso tale facoltà per quanti debbano integrare i 38 anni di contributi, quindi gli assicurati che hanno carriere discontinue alle spalle possono ora sommare gratuitamente i diversi periodi contributivi senza dover procedere ad una ricongiunzione onerosa dei periodi assicurativi.

Come già accaduto con l’Ape Sociale chi avesse versato periodi contributivi in qualsiasi gestione assicurativa Inps (Ex Inpdap, Enpals, Artigiani e Commercianti), potrà approfittare di tale nuova opportunità a patto che i contributi non siano però sovrapposti cronologicamente.

Purtroppo é bene saperlo il cumulo non sarà concesso per sommare i periodi di lavoro nelle casse professionali degli iscritti ad albo (Enpam, Cassa forense eccetera), in questi casi, così come per opzione donna
e per gli esodati , i lavoratori e le lavoratrici potranno recuperare tali periodi accantonati sostenendo l’onere della ricongiunzione, che serve materialmente a trasferire i contributi rivalutati da una Cassa alla gestione accentrante Inps. Gli stessi continuano però a restare cumulabili per raggiungere i contributi necessari alla pensione di vecchiaia e alla pensione anticipata.

Pensioni anticipate 2019, quota 100 e contributi figurativi e volontari

Per raggiungere il requisito imprescindibile del minimocontributivo pari ai 38 anni di contributi sono utili anche i contributi figurativi, tra questi vi rientrano: disoccupazione indennizzata, malattia, mobilità, integrazione salariale, ammortizzatori sociali in deroga, contratto di solidarietà, disoccupazione speciale edile, servizio militare eccetera.

Risultano valide altresì le maggiorazioni contributive come quella per gli invalidi civili di cui all’articolo 70 della legge 388/2000 o gli aumenti di servizio connessi ad alcune attività lavorative svolte. Con buone probabilità resterà il vincolo di dover avere almeno alle spalle 35 anni di contributi effettivi. Chi oggi é disoccupato, ma é vicino agli anni necessari per centrare il requisito contributivo minimo può optare per proseguire nel versamento volontario dei contributi mancanti al fine di poter poi optare per la quota 100.

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Autore dell'articolo: Erica Venditti

Erica Venditti
Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

7 commenti su “Pensioni quota 100: come centrare i 38 anni: riscatto contributi figurativi, volontari e laurea

    Sylvain Quartararo

    (24 Gennaio 2019 - 21:53)

    È previsto per chi usufruisce attualmente dell’APE Social e ne soddisfa le condizioni passare a quota 100?
    Grazie per il chiarimento.

      Erica Venditti

      Erica Venditti

      (25 Gennaio 2019 - 12:36)

      Perché passare da ape sociale per giunta senza penalità alcuna, se ne ha i requisiti essendo a totale carico dlleo Stato, a quota 100? Non ho colto il senso della richiesta.

    Salvatore

    (24 Gennaio 2019 - 14:07)

    Per quota cento valgono i contributi figurativi.

    Pantaleo

    (24 Gennaio 2019 - 12:40)

    Ho 66 anni e 42 di contributi quando posso andare in pensione?

      Erica Venditti

      Erica Venditti

      (24 Gennaio 2019 - 13:06)

      Anche subito con la quota 100, non appena uscirà in Gu, perhé rispecchia entrambi i requsiti 38+62, oppure potrà attendere 42 anni e 10 mesi e andare con la normativa Fornero

    Antonio

    (23 Gennaio 2019 - 17:33)

    È possibile riscattare gli anni universitari anche se non si è conseguita la laurea?

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