Pensioni quota 100 e opzione donna: ecco il decreto che sarà approvato il 17 gennaio

Domani 17 gennaio dovrebbe essere il giorno in cui il Consiglio dei Ministri approverà finalmente il decreto sulle Pensioni, che conterrà quota 100, l’Ape Social e l’Opzione donna. Il condizionale resta d’obbligo visto i rinvii dei giorni precedenti, ma se non ci saranno nuovi problemi, il decreto arriverà entro domani.

In anteprima ecco le anticipazioni di cosa conterrà, con tutti i dettagli su quota 100 e opzione donna. Vi soddisfa o no questo decreto arrivato dopo mesi di attesa? Si poteva fare in modo diverso? Come sempre fatecelo sapere nei commenti a fine articolo!

Decreto Pensioni ultime novità: le anticipazioni su quota 100

Il portale affaritialiani.it ha riportato i contenuti del decreto legge sulle Pensioni, ecco di seguito il testo citato dal documento di Governo che dovrebbe esser approvato nella giornata di domani. Il documento si intitola: DISPOSIZIONI IN MATERIA DI TRATTAMENTO DI PENSIONE ANTICIPATA CON “QUOTA 100” E ALTRE DISPOSIZIONI PENSIONISTICHE, e inizia parlando di quota 100: “Articolo 14 comma 1 In via sperimentale, per il triennio 2019-2021, gli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e alle forme esclusive e sostitutive della medesima, gestite dall’INPS, nonché alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, possono conseguire il diritto alla pensione anticipata al raggiungimento di un’età anagrafica di almeno 62 anni e di un’anzianità contributiva minima di 38 anni, di seguito definita “pensione quota 100“. Il requisito di età anagrafica di cui al presente comma è successivamente adeguato agli incrementi alla speranza di vita di cui all’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni”.

Il decreto continua poi spiegando quello che già era stato confermato, il divieto di cumulo di redditi: “La pensione quota 100 non è cumulabile, a far data dal primo giorno di decorrenza della pensione e fino alla maturazione dei requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale nel limite previsto dalle disposizioni vigenti”.

Pensioni quota 100 per dipendenti pubblici ecco le finestre mobili

Continuando a leggere  nel decreto vengono spiegate le varie finestre di uscita anticipata per:
a) “I dipendenti pubblici che maturano entro il 31 dicembre 2018  i requisiti previsti dal comma 1, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico dal 1° luglio 2019;
b) i dipendenti pubblici che maturano dal 1°  gennaio 2019 i requisiti previsti dal comma 1, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi sei mesi dalla data di maturazione dei requisiti stessi;
c) la domanda di collocamento a riposo deve essere presentata all’amministrazione di appartenenza con un preavviso di sei mesi
d)  limitatamente al diritto alla pensione quota 100, non trova applicazione l’articolo 2, comma 5, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125.

Pensioni opzione donna e Ape Social, il testo del decreto

Infine ecco l’articolo 16 e l’articolo 18, che riguardano relativamente Opzione Donna e Ape Social. Anche qui non ci sono grandi novità rispetto a quanto emerso già negli ultimi giorni. Vi riportiamo il testo:

“Il diritto al trattamento pensionistico anticipato secondo le regole di calcolo del sistema contributivo previste dal decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 180, è riconosciuto nei confronti delle lavoratrici dipendenti nate entro il 31 dicembre 1960, e delle lavoratrici autonome nate entro il 31 dicembre 1959 le quali abbiano maturato un’anzianità contributiva pari o superiore a trentacinque anni al 31 dicembre 2018″. Il comma 2 spiega: “Al trattamento pensionistico di cui al comma 1 si applicano le disposizioni in materia di decorrenza di cui all’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122”.

Confermata la proroga dell’APE Social fino a fine 2019, come si legge nell’ articolo 18: ” All’articolo 1, comma 179, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, le parole “31 dicembre 2018” sono sostituite dalle seguenti parole: “31 dicembre 2019” .

Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

14 pensieri riguardo “Pensioni quota 100 e opzione donna: ecco il decreto che sarà approvato il 17 gennaio

  • Avatar
    17 Gennaio 2019 in 14:38
    Permalink

    Il Ministro per la Pubblica amministrazione Bongiorno, leggo che ha detto: “Stiamo prevedendo che ci sia la possibilità di avere il Tfr nell’immediato, nell’ambito del provvedimento su quota 100. Però io ho pensato che questa anticipazione deve essere per tutti”.
    QUALE “ANTICIPAZIONE DEL TFR? IL TFR “SPETTEREBBE SUBITO” E QUELLA, EVENTUALE, IN DISCUSSIONE, NON E’ UNA ANTICIPAZIONE MA, SEMMAI,”LO SBLOCCO DI UNA POSTICIPAZIONE”, DI UN “CONGELAMENTO”, DI UN “SEQUESTRO TEMPORANEO” CHE SI PERPETUA DAL 2011!

    Rispondi
  • Avatar
    17 Gennaio 2019 in 8:08
    Permalink

    Quindi una donna nata il 31 dicembre del 1960 può andare in pensione(con 35 di.contributi) e una nata il 1 gennaio 1961 come minimo se verrà prorogata il prossimo anno dovrà lavorare 1 anno in più.. No ho parole complimenti per questa ennesima ingiustizia.

    Rispondi
  • Avatar
    16 Gennaio 2019 in 23:45
    Permalink

    Io sono senza parole. Durigon ha ribadito l altro giorno a rete 4 che viene eliminata l ADV. Da queste anticipazioni si evince che per la quota 100 deve esser aggiunta l ADV. Ma vi rendete conto che presa per i fondelli? E i precoci a cui per prima doveva esser eliminata l ADV non vengono presi in considerazione? Io mi auguro che una MANINA adesso inserisca il blocco dell ADV. Altrimenti è sicuro che perderete un sacco di voti e per voi sarà meglio da domani pensare a trovarvi un nuovo lavoro. Dopo le europee andrete a casa e senza reddito di cittadinanza. VERGOGNATEVI. Imbroglioni

    Rispondi
  • Avatar
    16 Gennaio 2019 in 17:35
    Permalink

    Grazie per farci scegliere su quello che avete deciso voi…… democratico. Mi rimane solo di aspettare la legge fornero. Me ne ricorderò alle elezioni europee

    Rispondi
  • Avatar
    16 Gennaio 2019 in 16:09
    Permalink

    Questo rimane valido:
    Fino a sei anni per incassare la liquidazione sembrerebbero davvero troppi: la seconda Sezione Lavoro del Tribunale di Roma ha sospeso il giudizio e trasmesso gli atti alla Corte Costituzionale per un ricorso sollevato contro l’Inps in merito al caso dei ritardi esagerati con i quali lo Stato paga la liquidazione agli statali. Nel dispositivo della sentenza, con la quale il Tribunale ha sollevato la questione di legittimità davanti alla Consulta, si legge che una corresponsione dilazionata e rateale del trattamento di fine rapporto nell’ambito del pubblico impiego contrattualizzato non può che essere disposta in via congiunturale e programmatica e comunque temporanea, facendo specifico riferimento alla gravità della situazione economica in un certo periodo di crisi, MA NON IN VIA GENERALE, DEFINITIVA E PERMANENTE, COME INVECE STA ACCADENDO DA MOLTI ANNI NELLA REALTA’.
    QUINDI INCROCIAMO LE DITA E SPERIAMO CHE LA CONSULTA CI RESTITUISCA IL NOSTRO DIRITTO AD AVERE LA LIQUIDAZIONE SUBITO AL PENSIONAMENTO, E NON DOPO ANNI DI ATTESA!

    Rispondi
  • Avatar
    16 Gennaio 2019 in 16:05
    Permalink

    ERRATA CORRIGE: CON RIFERIMENTO AL MIO COMMENTO SULLA DECISIONE DELLA CONSULTA PER IL TFS, LADDOVE SCRIVO IN MERITO AL FATTO CHE” MERCOLEDì 10 OTTOBRE la Consulta si esprimerà sulla causa promossa dal tribunale di Perugia con una ordinanza del 25 aprile 2017 sulla questione della legittimità costituzionale dell’art. 26, c. 19 della legge 448/98, relativa all’accordo collettivo nazionale quadro firmato dai sindacati confederali del 29 luglio 1999 e del conseguente art. 1, c. 3 del D.P.C.M. 20 dicembre 1999 che giustifica tale trattenuta a titolo di rivalsa, evidente discriminazione rispetto a quanto prescrive l’art. 2120 del Codice civile per il settore privato” PENSO CHE TALE NOTIZIA SIA VECCHIA E RIFERITA AD ALTRO ANNO.
    RIMANE VALIDA INVECE L’ATTESA PER LE DECISIONI DELLA CONSULTA IN MERITO AI TEMPI LUNGHISSIMI PER AVERE IL TFS.
    E NON E’ POCO!
    SCUSATE L’OCCORSO.

    Rispondi
  • Avatar
    16 Gennaio 2019 in 14:40
    Permalink

    Credo che una manovra peggiore era impossibile fare. Veramente vergognosa. E non chiamatela riforma. Perché non avete la più pallida idea di cosa sia una vera riforma

    Rispondi
  • Avatar
    16 Gennaio 2019 in 14:06
    Permalink

    UNA DONNA A PARTORIRE CI METTE MENO TEMPO DI QUESTI INCOMPETENTI A RIFARE UNA LEGGE . IL BLOCCO DELL’AdV LO SI DOVEVA CONGELARE NELLA LdB PRIMA DI NATALE , CHE SENSO HA FARLA ENTRARE IN VIGORE PER BLOCCARLA DOPO UN MESE ??? UNO CHE HA MATURATO I REQUISITI AL PRIMO GENNAIO DEVE ASPETTARE I PORCI COMODI DI DUE BISTICCIONI CHE NON SI ACCORDANO SU NIENTE !!!!!!!! COSA CENTRANO “TRIVELLE ” , “TAV “, LA SICUREZZA , ECC. ECC. CON LE PENSIONI ?????? DILETTANTI ALLO SBARAGLIO CHE GIOCANO CON LA VITA DI PERSONE CHE HANNO LAVORATO PER 42/42 E DOVRANNO PURE ASPETTARE UNA FINESTRA . IMBROGLIONI MATRICOLATI E BASTA :

    Rispondi
  • Avatar
    16 Gennaio 2019 in 13:41
    Permalink

    questi continuano a rinviare , ma io il preavviso avrei dovuto darlo al primo diembre 2018 !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Rispondi
  • Avatar
    16 Gennaio 2019 in 11:48
    Permalink

    Domanda: se leggo che adv si applica anche a quota 100 : “Il requisito di età anagrafica di cui al presente comma è successivamente adeguato agli incrementi alla speranza di vita di cui all’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni”,

    Esempio di dipendente privato:
    data fruizione quota 100 ( 62+38) = 01.10.2019
    quale delle 2 soluzioni risponde a quanto dichiarato nel decreto ?
    data pensione = 01.10.2019 + 3 mesi finestra = 01.01.2020
    data pensione = 01.10.2019 + 3 mesi finestra + 5mesi di adv = 01.06.2020

    Rispondi
  • Avatar
    16 Gennaio 2019 in 11:26
    Permalink

    Ricapitolando: andranno in pensione chi, raggiunti i requisiti, non ha speranza alcuna di trovare un altro lavoro e questo va bene, chi sta bene già di famiglia e non gli interessa perdere qualcosa tanto un po’ di nero si trova sempre, chi ha i requisiti e si licenzia o si fa licenziare ma continuerà a lavorare nello stesso posto così potrà integrare una pensione ad un’altro stipendio in nero facendo risparmiare al datore di lavoro il versamento di contributi. Tanto diciamolo, chi controllerà queste persone ?? Rimangono fuori chi ha già 42 anni di lavoro e gli si aggiunge anche l’ADV, 6000 esodati. L’INPS perderà una marea di contributi, pagherà migliaia di pensioni in più e i conti della cassa peggioreranno enormemente. Questa non è una riforma… è un obbrobrio. La Fornero era più equa e giusta.

    Rispondi
  • Avatar
    16 Gennaio 2019 in 10:48
    Permalink

    Sarà l’età, sarà che non sono un genio ma ancora non capisco come si possa uscire nella P.A. dal 1′ luglio 2019 (punto A delle finestre in uscita) quando poi il punto C recita testualmente: c) la domanda di collocamento a riposo deve essere presentata all’amministrazione di appartenenza con un preavviso di sei mesi (?)

    Rispondi
  • Avatar
    16 Gennaio 2019 in 10:19
    Permalink

    e il blocco ADV non è previsto?

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *