Pensioni, Sanità, Sacchetti BIO: Rizzetto ridiamo importanza alle tematiche serie

Imperversa in questi giorni la polemica sui nuovi bioshopper biodegradabili e compostabili a pagamento, utilizzati per gli alimenti e obbligatori dal 1 gennaio 2018. Molti i consumatori furiosi e tanti coloro che già pensano a come comprare la frutta senza pagare i centesimi dovuti, magari applicando uno scontrino per ogni frutto/verdura acquistata. Un monito arriva dall’onorevole Walter Rizzetto, Fratelli d’Italia, che invita a ridare importanza alle tematiche realmente importanti e a non distogliere l’attenzione dai reali problemi con cui devono convivere i cittadini italiani. Un monito al concentrato mediatico di questi giorni che rischia di spostare  l’attenzione su problemi futili! Ecco le sue parole:

Pensioni minime, costo della vita, sanità e tasse altroché qualche cent per i sacchetti di plastica

Io penso una cosa.

Ci sono dei problemi più importanti di qualche euro speso per i sacchetti di plastica, vero concentrato mediatico di questi giorni.
Mi frega poco di questo tema, troverei più rilevante capire se c’è stata veramente una marchetta a favore di qualche azienda “vicina” al Governo, cosa che cercherò, a breve, di comprendere.

Ma considerata la nostra Sanità, le tasse, le accise, il costo della vita, la nostra moneta debole nei confronti della stessa moneta forte di altri Paesi membro, le pensioni minime, gli autovelox ad ogni metro, il costo sempre più alto di acqua e gas, il costo sempre più alto dei generi di prima necessità, il costo del latte in polvere e dei pannolini etc..etc…ebbene, mi pare poca roba.
E poi sapete che vi dico?
Molti acquistano le buste di plastica di insalata già lavata a 2 euro! Dico, ci rendiamo conto?

Come ovviare il problema?

Evitate i super ed ipermercati:
il fruttivendolo sotto casa o il mercato settimanale 🇮🇹 non vi mandano via se portate le buste da casa.

E voi cosa ne pensate al riguardo?

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

4 pensieri riguardo “Pensioni, Sanità, Sacchetti BIO: Rizzetto ridiamo importanza alle tematiche serie

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    6 Gennaio 2018 in 18:14
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    Leggo che possono essere usati, alternativamente a quelli del super, solo sacchetti personali con determinate caratteristiche purché nuovi, monouso, per motivi igienici relativi all’appoggio sulle bilance.
    Proporrei, sempre per motivi igienici, l’obbligo di foderare con un enorme sacchetto monouso da cambiare per ogni cliente, il nastro trasportatore ove vengono fatti avanzare i prodotti alla cassa, nonché lo spazio ove questi, già passati in cassa, vengono ammucchiati prima che i clienti poggino le borse per riempirle coi prodotti.
    Sempre per motivi igienici esporrei cartelli che vietino di mettere i bambini in piedi nei carrelli con le scarpine con le quali hanno, magari, calpestato una cacca di cane e proporrei, altresi, di non far entrare cani nei super.
    Le mani dei clienti dovrebbero, forse, sempre per motivi igienici, essere foderate con guanti sterili monouso per tutti i prodotti esposti e confezionati e non solo per frutta e verdura e tenuti fino alla fuoriuscita dal super onde non toccare le confezioni che poi vengono poggiate sul nastro trasportatore della cassa oppure esaminate per leggere e, poi, magari, rimesse sugli scaffali…
    Se proprio si tiene così tanto all’igiene.

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    6 Gennaio 2018 in 13:53
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    Ieri sono stato al super: due centesimi a busta e… inoltre, la bilancia da me usata era senza tara, Ovvero segnava 0. Fino a poco tempo fa, salvo errori, era obbligatorio mettere tot grammi meno 0, per non far pagare la busta come frutta o verdura, o prodotto che sia.
    Risultato: la busta si paga due volte, una in caso la bilancia non sia tarata per il peso della stessa ad escluderla, e l’altra alla cassa.

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    5 Gennaio 2018 in 19:58
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    Che poi, se ho ben capito, il sacchetto è biodegradabile al 40% e, quindi, si continuerà ad inquinare.
    Sarebbe più semplice vietare di produrre plastica e tornare all’uso di altri materiali, o alla borsa della spesa o alla retina di spago, che può essere lavata in lavatrice, come negli anni ’50, compreso, quando non a contatto col cibo, l’uso di carta di vecchi giornali. Ma vuoi andare a toccare certi interessi? Importante è una parvenza di ecologia “di facciata” minima che si limiti al sacchetto bio (al 40%?). I sacchetti non si possono portare da casa se non come quelle, in pratica, che danno i supermercati e nuove per motivi igienici; ma allora chi mette i bambini nei carrelli con le scarpe che magari hanno acciaccato una cacca di cane (tener presente che ultimamente si trovano molti casi di cani infestati da giardiosi, per non parlare del rischio terribile di echinococcosi)?
    Allora perché al bar non servono solo in bicchieri di plastica bio, sicura garanzia di sterilità invece che in bicchieri e tazze che potrebbero non essere state perfettamente sterilizzate in autoclave? Naturalmente serviti da baristi con guanti bio usa e getta da cambiare ad ogni cliente servito!

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    4 Gennaio 2018 in 12:56
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    E’ giusto eliminare la plastica perché inquina ma sarebbe bastato fare come si faceva negli anni ’50 quando uno si portava la borsa, la retina, oppure si potevano usare buste di carta utilizzabili più volte. Non riesco a vedere il problema igienico nel pesare sulla bilancia con la propria busta di carta. Vogliamo fare le bilance auto igienizzanti ad ogni pesata come le tazze del water?
    Se ho ben capito la nuova legge sui sacchetti di plastica i single saranno i più tartassati; infatti al supermercato verrà automaticamente addebitata la busta per ogni acquisto di frutta o verdura, immagino indipendentemente dal numero di pezzi e dal peso del contenuto. Quindi se una famiglia di cinque persone compra tre chili di mele e se un single compra una sola mela, l’addebito della busta sarà lo stesso! Calcolato che non possono mangiare, i single, solo mele, se acquisteranno una mela, una pera, una banana, un cespo di lattuga, un kiwi e una carota e una patata, pagheranno per per sette buste come chi abbia comprato sette buste contenenti ognuna dieci pezzi invece che uno! Mi sembra iniquo! Perché non paga il supermercato le buste? Si potrebbe permettere di inserire nella stessa busta prodotti diversi aventi lo stesso prezzo per chilo.
    Penso che mi recherò sempre più nelle frutterie straniere.

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