Pensioni, ultime al 1 ottobre: fissato tavolo Governo-sindacati, cosa cambia post quota 100?

Le ultime novità sulla riforma delle pensioni al 1 ottobre riguardano i rumors su quella che potrebbe essere la prossima riforma previdenziale dal 2022 in poi, lo scopo dei sindacati é evitare lo scalone di 5 anni al termine della Quota 100, che ormai, é noto ai più, terminerà il 31/12/2021 e ripristinerà a pieno le regole della Monti-Fornero e dunque l’uscita dai 67 anni. I lavoratori dalla loro attendevano con impazienza il tavolo di confronto tra Governo e parti sociali che avrebbe dovuto tenersi lo scorso 25 settembre, non fosse che il 23 settembre il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, attraverso una nota del dicastero, aveva annunciato la quarantena volontaria, seppur risultata negativa al tampone, per essere stata a contattato con una persona positiva al Covid 19. In tanti in questi giorni si sono chiesti quando sarebbe stato spostato il nuovo tavolo di confronto, ora la data é certa. I dettagli al 1 ottobre 2020.

Riforma pensioni 2020, Catalfo annuncia la data del nuovo tavolo di confronto

Come annuncia in un post sulla pagina Facebook del gruppo ‘Lavoro e pensioni: Problemi e soluzioni’, l’amministratore Mauro D’Achille, il Ministro Nunzia Catalfo ha ufficializzato la data del nuovo incontro con i sindacati: “Ricordate il tavolo di lavoro che era saltato perché la ministro Catalfo si era messa in autoisolamento? Ecco, Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, ha convocato per il 14 ottobre i sindacati per una nuova riunione del Tavolo tecnico di studio sulla riforma del sistema pensionistico. Lo comunica il ministero in una nota.

Riportiamo qui la nota ufficiale pubblicata in data 28 settembre attraverso un Comunicato pubblicato dalla Presidenza del Consifglio dei Ministri, che in gran parte era già stata ripresa da D’Achille: “Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, ha convocato mercoledì 14 ottobre 2020 i sindacati, per una nuova riunione del Tavolo tecnico di studio sulla riforma del sistema pensionistico”. Anche Orietta Armiliato, amministratrice e fondatrice del Comitato Opzione donna social, ha subito riportato la nota del ministero evidenziando il post con la scritta in maiuscolo: ‘SAVE THE DATE’. Un modo quello degli amministratori dei gruppi di rassicurare i propri iscritti sul fatto che la discussione sulla tematica previdenziale resta tra le priorità del Governo, nonostante le difficoltà incontrate ed il contesto attuale.

Riforma pensioni, cosa sarà post quota 100? Quale misura avrà la meglio

Su questo verte ormai l’intero dibattito previdenziale, i cittadini vogliono capire e soprattutto chiedono certezza sul loro futuro, basta riforma ‘di anno in anno’ e basta soluzioni temporanee che creano disuguaglianza ed ingiustizie, quota 100 ad esempio, penalizzerà, dicono all’unisono ed é effettivamente un dato di fatto, quanti matureranno i due requisiti richiesti dal 1 gennaio 2022. Per loro non sarà più possibile, rispetto ai ‘fortunati’ che matureranno 62 anni d’età e 38 di contributi entro il 31/12/2021 accedere alla quiescenza anticipatamente, anzi, se non vi saranno misure nel breve periodo, e su questo concordano i sindacati e lo stesso Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro, si andrà inevitabilmente incontro allo scalone di 5 anni previsto dalla Riforma Monti-Fornero, che tornera in auge, non essendo stata eliminata, ma solo ‘sospesa’ per tre anni. Ragion per cui mancando dal 2022 il rinnovo della Quota 100, ormai ufficializzato dal Premier Conte, si andrà in pensione a 67 anni d’età o in via anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi, se uomini, e 41 anni e 10 mesi di contributi se donne.

Grande attesa dunque per l’incontro del 14 ottobre, in cui si spera il Governo ‘scopra le carte’ relativamente alle proprie intenzioni sul post Quota 100. Gli ultimi rumors, che noi stessi vi avevamo riportato riprendendo le indiscrezioni de Il Sole 24 Ore, anticipavano una sorta di doppia flessibilità in uscita, a 62/63 anni con 36/37 anni di contributi per quanti svolgono mansioni usuranti e gravose, mentre una flessibilità dai 64 anni per gli altri con almeno 37/38 anni di contribuzione e con penalità. Una possibile discussione su quota 41 al fine di ampliare almeno la platea degli aventi diritto. Quasi certe la proroga di opzione donna e dell’ape sociale per il prossimo anno. Al momento però queste restano prime indiscrezioni su cui non vi sono conferme, ragion per cui resta prioritario l’incontro del 14 ottobre per comprendere le reali intenzioni dell’esecutivo.

Cosa sperate venga approvato post quota 100, quale misura, a vostro avviso, potrebbe essere risolutiva per dare una svolta alla Riforma Fornero? Fatecelo sapere nella sezione commenti del sito.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

56 pensieri riguardo “Pensioni, ultime al 1 ottobre: fissato tavolo Governo-sindacati, cosa cambia post quota 100?

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    2 Ottobre 2020 in 11:10
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    40 anni di contributi per le donne e 41 per gli uomini, senza paletti di alcun tipo e senza finestre…..
    A 60 anni possibilità di scelta con quanto si è versato.

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    2 Ottobre 2020 in 9:58
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    Caro Max

    hanno la faccia come il c….o, anche se il non voto arriva al 60% a loro non frega niente, fanno e faranno sempre come gli pare, votazioni, referendum etc…. faranno sempre una legge che fa comodo a loro per aggirare l’ostacolo(vedi precedenti) l’unica cosa è fare come i francesi il 5 Maggio 1789

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    2 Ottobre 2020 in 8:21
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    Buongiorno a tutti, rimango sempre più basita dalle varie proposte che si susseguono.
    Possiamo anche non farne un caso personale ma inevitabilmente ognuno guarda al proprio futuro.
    Ho iniziato a 16 anni e mezzo la mia carriera infermieristica. Ho preparato la mia prima salma a questa età mentre i miei coetanei erano ancora sui banchi di liceo. Una scelta direte voi giustamente…
    Ora ho quasi 58 anni e ho maturato 40 e tre mesi di anzianità lavorativa. Nel frattempo ho avuto due figli facendo salti mortali per crescerli. Con mio marito ci passavamo le ragazze ai timbri dell’ospedale.
    Ritengo che nel caso appena descritto 41 anni siano più che sufficienti e quindi la pensione non può essere legata all’età anagrafica o a quote .
    Prego di lasciare l’anticipata ( grottesco!) della Sig.ra Fornero così almeno con un gruppo sparuto di colleghi (sempre che si sopravviva al Covid 19) si riuscirà ad andare via “prima”.

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    1 Ottobre 2020 in 22:10
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    ”Giulio Andreotti, ex presidente del Consiglio e senatore a vita scomparso nel 2013, e il testo di una dichiarazione a lui attribuita. Si legge: «Voi pensate che noi politici, il giorno delle elezioni ci mettiamo incollati davanti al televisore, come fate voi, per vedere chi vince e chi perde? A noi, non ce ne frega nulla, tanto il potere è uno solo. A noi interessano solo i dati di quanti non vanno a votare, quante schede bianche e quante annullate. Perché se il non voto arriva al 60%, per noi è finita!”
    Che si vera o no il pensiero di Andreotti, sicuramente dopo averle provate tutte, all’ appello mancherebbe solo quest’ ultima verifica….
    Devono smetterla di tirare troppo la corda….

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    1 Ottobre 2020 in 21:46
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    Si riempiono la bocca di EQUITÀ , ma dove la vedono se c’è gente che è già in pensione dopo 38 anni di contributi a fronte di persone che si alzano alle 5 di mattina per amdare a lavoro con 41 anni di contributi già versati . È proprio una bella classe politica che sa legiferare EQUAMENTE …. QUESTA È L’ITALIA CHE DA DECENNI È GOVERNATA DA INCOMPETENTI che dovrebbero timbrare il cartellino per capire cosa vuol dire veramente LAVORARE

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    1 Ottobre 2020 in 19:38
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    Eh no. Io non ci sto. Sono nato nell’aprile 1960 e non posso usufruire della quota 100 anche se ho 38 e piu’ anni di contributi per quatto mesi. Togliete pure quota 100, ma lasciate a noi uomini del1960/61 un “finestrino” di andare in pensione anche con delle detrazioni, anche perché se non nascevo con gli “attributi” l’anno prossimo potevo essere in pensione con quota 100!!!!

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    1 Ottobre 2020 in 19:29
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    Sono d’accordo sull’opzione donna con 35 anni di contributi e senza paletti penalizzazioni che a conti fatti escludono contributi figurativi malattia ecc e riconoscimento del ruolo della donna in ufficio e in casa madre e moglie.

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      2 Ottobre 2020 in 11:09
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      Se tolgono quota 100 dopo che la stessa è stata utilizzata dal 30%di chi ne aveva diritto per loro scelta facendo risparmiare
      mi chiedo perché non viene confermata visto che si possono utilizzare le risorse che si sono risparmiate, anche perché aiuterebbe un cambio gerazionale, mentre continuiamo a dare reddito di cittadinanza ai giovani per tenerli sulla poltrona e facciamo lavorare i vecchi ed il reddito di cittadinanza costa 100000 di più di quota 100 ed utilizzano i soldi di chi versa i contributi per pagare il reddito di cittadinanza. Inoltre già dal 2021 e 2022 l’aliquota di trasformazione é stata ridotta pertanto la pensione sarà tagliata, pertanto sarebbe inaccettabile ed insensato aggiungere altri tagli su chi va in pensione perché costringerebbe i vecchi a lavorare.

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    1 Ottobre 2020 in 17:05
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    Salve a tutti, scusate ma non ho capito bene. Con le proposte del Governo verrebbe eliminata la legge Fornero? perchè in tal caso io, come molti altri, che hanno iniziato a lavorare a 16 anni dovremmo lavorare fino a 64 anni? per un totale di 48 anni. Ma vogliamo scherzare???? inoltre come scriveva qualcuno i lavori usuranti dipendono dalla mansione e non dalla categoria. Quota 41 per tutti anche perchè dopo 41 anni di lavoro uno non ne può più (largo ai giovani che ne hanno bisogno).
    Molti giovani,e già ai miei tempi, non iniziavano a lavorare a 16 ma minimo a 19/20 anni ed adesso molti a 25/26 anni quando gli va bene e quindi con 41 anni di lavoro arrivano alla pensione di vecchiaia.
    RIBADISCO 41 PER TUTTI E RIDUZIONE DI STIPENDIO E PENSIONE DOPO 41 ANNI DI CONTRIBUTI A QUESTI GOVERNANTI CHE SONO LA NOSTRA ROVINA

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    1 Ottobre 2020 in 16:24
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    Ci fregheranno ancora una volta di sicuro, come hanno fatto i 5 Stelle e la lega con la quota 100 a scadenza triennale e con paletti età e contributi favorendo solo un numero di persone e provocando altre ingiustizie sociali. Sono davvero scettico e non credo neppure nella tutela dei sindacati. Tutto questo diventerà il cavallo di battaglia di qualche partito che prometterà la riforma delle pensioni così come vuole la gente per andare al governo. Per di più tutto questo malcontento con naturali ripercussioni in termini di mancata produttività sarà a carico sia della imprenditoria privata e delle amministrazioni pubbliche. Certo sono solo ipotesi ma se tutti i giornali scrivono quota 102 o 64 anni di età stanno iniziando a preparare l’opinione pubblica al peggio. Inoltre il governo si fa forte anche della mancanza di coesione del popolo stesso che diversamente dalla Francia ad esempio resta buono e accetta le cose.

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      1 Ottobre 2020 in 17:35
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      Esatto sig. Uberto! Come già più volte ho scritto, dovremmo smetterla di subire passivamente come abbiamo fatto finora, lamentarsi non basta. Perchè come Lei ben dice: “il governo si fa forte anche della mancanza di coesione del popolo stesso”.
      Ed essendo concorde con il resto del quadro fosco che delinea, mi chiedo se questa volta riusciremo a cambiare rotta e trovare il modo di farci ascoltare e comprendere, rivendicando con forza i nostri sacrosanti diritti.

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    1 Ottobre 2020 in 15:07
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    Fino a 10-15 anni fa ci sembrava tanto pensionarci con 40 anni di contributi, oggi, come minimo ce ne vogliono 42 e 10 mesi per i maschi, 1 in meno per le femmine!! Dopo 40 anni qualsiasi lavoro è usurante, la commessa di un negozio, la segretaria di uno studio privato, il cameriere, il cassiere di una banca e potrei andare avanti per ore, quindi: se ci fosse equità una ragionevole soluzione SAREBBE, per coloro che sono nati intorno al 1960 e che, prevedibilmente, hanno iniziato a lavorare dopo il diploma 40 anni di contributi, quale dato primario da considerare sono sufficienti, a mio avviso, diverso il discorso per chi è nato una o due decadi dopo. Difficilmente potrà maturare tanti contributi e, probabilmente, sarà entrato nel mondo del lavoro dopo la laurea o in età avanzata, per cui l’anagrafe diventa la “variabile” fondamentale. Quando si scrive sul rapporto tra pensioni e pil, occorrerebbe onestà intellettuale, è tutto cio’ che è assistenza che ha spolpato le casse e che dovrebbe essere separato dalla previdenza, credo lo capisca anche uno studente delle medie. Avendo perso la sovranità da tempo, non brillando di luce propria, al governo saranno in linea coi voleri della ue, per cui non prevedo concessioni, anzi..

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    1 Ottobre 2020 in 14:28
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    E perché non ripristinare l’APE volontaria? Aiuterebbe un po’ di persone senza danneggiare nessuno.

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      1 Ottobre 2020 in 18:17
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      È quello che dico anche io, sarebbe a costo zero per lo Stato, ma purtroppo è troppo semplice, qui occorre sempre complicare le cose diversamente non saremmo in Italia

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      1 Ottobre 2020 in 20:36
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      L’ape volontaria é un AUTENTICO BAGNO DI SANGUE per chi l’accetta. Fai un pò di conti !
      Pensione più bassa e devi restituire un MUTUO ETERNO !

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        2 Ottobre 2020 in 9:40
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        Ma se è appunto “volontaria” nessuno è costretto ad utilizzarla. È semplicemente uno strumento in più che può risolvere qualche problema.

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    1 Ottobre 2020 in 14:22
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    Ho 54 anni di età e 39 di contributi versati.Ho solo voglio di stare a casa e godermi (visti i calcoli fatti in primis dalla ormai stella della TV Elsa Fornero eta media uomo 82) ~ 28 anni di pensione (molti di meno di quelli che ho versato) Si ritorni alla vecchia maniera, cioè una sola variabile che sono i contributi versati Se nel 1995 si andava in pensione con 35 anni di contributi oggi penso che 41 anni di contributi siano più che sufficienti per salutare il lavoro e lasciare posto ai giovani.Anche perchè mi girerebbero le ………. lasciare 13 anni di contributi ai soliti magna magna

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    1 Ottobre 2020 in 14:15
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    La PROPOSTA DEL SINDACATO è L’unica SENSATA UMANA e ACCETTABILE .
    Prevede nei 10 punti una contemporaneità di situazioni..quota 41 esente da età, flessibilità a partire da 62 anni senza penalizzazione, opzione donna ecc
    Su queste basi anagrafiche di età non si deve mollare 1 GIORNO.
    Sono basi uguali ad altri stati in Europa.
    Si può parlare di penalizzazioni ” accettabili” in alcune situazioni.
    Non certo per chi ha fatto tanti anni di lavoro.
    Quel caso andrebbe solo premiato perchè ha contribuito a tenere in piedi l’Italia e sta finanziando da decenni tutte le pensioni degli errori fatti fino ad ora dalla politica.

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    1 Ottobre 2020 in 14:01
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    Prima di tutto stabilire delle regole comuni:
    1) maturato il requisito si va in pensione a partire dal giorno 1 del mese successivo. (basta finestre, finestrelle, porticine, portoni, ponti levatoi, ecc.)
    2) Abolizione dell’aggancio all’aspettativa di vita. (Questo valore è già incorporato nel coefficiente di trasformazione del montante, quindi non è necessario modificare gli anni anagrafici o di contribuzione, altrimenti è una doppia penalizzazione)

    Regole per la pensione:

    1) Dopo 41 anni di contributi si va senza se e senza ma (calcolo misto per chi ne ha già diritto come nella legge fornero vigente)

    Col calcolo interamente contributivo con correttivi per rendere meno oneroso l’impatto:
    2) Quota 100 vera, ovvero tutte le combinazioni che danno 100 (es. 60 anni e 40 contr., 60 anni e 1 mese e 39 e 11 mesi e così via)

    oppure

    2 bis) finestra di pensionamento a scelta del lavoratore da 58 a 67 anni (simile alla riforma Dini) con correttivo

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    1 Ottobre 2020 in 13:44
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    A questo punto posso solo mettermi a piangere. A 64 anni avrò 45 anni di contributi, quindi quota 109 perchè sono nato a maggio del 1960 e ho iniziato a lavorare a 19 anni. La mia collega è andata in pensione con quota 100 con 38 anni di contributi l’ anno scorso. Oggi ho 41 anni di contributi, quindi già 3 anni in più. Non sono un lavoratore pubblico, tutti i giorni da 41 ANNI timbro il cartellino e a parte due mesi di Covid sono sempre al mio posto almeno 10 ore al giorno se non di più; un esempio ? Per un problema tecnico martedì scorso dopo il mio orario di lavoro son dovuto tornare e prestare servizio dalle 20 alle 24 per risolvere. Ma di cosa stiamo parlando ?

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    1 Ottobre 2020 in 13:04
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    Ribadisco che dopo 41 anni di lavoro è giusto riposarsi e dar spazio ai giovani che non trovano lavoro.

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    1 Ottobre 2020 in 12:56
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    IMPORTANTISSIMO: inserire tra i lavori usuranti anche quello della donna con figli, e l’età minima per la pensione 62 anni

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    1 Ottobre 2020 in 12:41
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    ma quale beneficio avrebbe colui che, come me, ha iniziato a lavorare nel 1985 (a 20 anni) e pertanto avrebbe all’ eta’di 64 anni ben 44 anni di contributi? E che alla stessa eta’ beneficerebbe della riforma Fornero?
    Mi pare di capire che se fosse approvata una tal manovra avrei pure la penalizzazione di 3 anni per anticipo della pensione di anzianita’!
    Ma a quale gioco si gioca?

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    1 Ottobre 2020 in 12:05
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    In primis 41 per tutti, senza se e senza ma.

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      1 Ottobre 2020 in 13:37
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      Sicuramente 41 per tutti che finora sono stati i più discriminati VERGOGNA

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    1 Ottobre 2020 in 12:03
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    Quota 102 formata libetamente; 60+ 42 …60,5+41,5…61+41…. 62+40….
    59×43 è già l’anticipata Fornero.
    E checché ne dica la prof oggi, lasciate l’anticipata Fornero.

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    1 Ottobre 2020 in 11:58
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    Se di pensione anticipata di vecchiaia si tratta appare logico non modificare i requisiti attualmente richiesti (67 età e 20 contribuzione) e procedere alle penalizzazioni stabilite per ogni anno di anticipo.
    Ogni lavoratore potrà valutare le soluzioni a lui più confacenti.
    La individuazione dei lavori usuranti per categoria/contratto è ridicola se non valutata per ogni singola posizione (non è la categoria che indica la usura ma la mansione) ma comunque è corretto prevedere una uscita più favorevole.
    La soluzione prospettata di mantenere una contribuzione minima (37/38) ed una età (64) non è che la semplice riproposizione della attuale quota 100 traslata in avanti che potrà nuovamente favorire solamente i lavoratori dipendenti, soprattutto dello Stato, che hanno sicuramente continuità contributiva.

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    1 Ottobre 2020 in 11:45
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    41 anni per tutti sonO piu’ che sufficienti anche con una penalizzazione. Ognuno potrà poi regolarsi sul da fare in base alle proprie necessità. Opzione donna anche per uomo e possibilità di anticipare il pensionamento con 37 o 38 anni di contributi per chi assiste persone disabili.

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      1 Ottobre 2020 in 15:36
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      41 per tutti senza penalizzazioni!!!

      Rispondi
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    1 Ottobre 2020 in 11:21
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    Buongiorno a tutti e complimenti per il sito!

    Chiedo alla Dott.ssa Erica in primis e anche a tutti Voi se la pensione anticipata con 41 anni e 10 mesi per le donne resterà in vigore anche nel 2021 senza alcun aumento dei requisiti legati all’età anagrafica e se questa tanto attesa riforma post quota 100 potrà cancellare la pensione anticipata della Fornero oppure se la affiancherà, offrendo un’opzione in più.

    Vi ringrazio!

    Saluti,

    Alfredo

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      1 Ottobre 2020 in 18:00
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      Si, i requisiti per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi + 3 mesi di finestra per gli uomini e 1 in meno per le donne) rimarranno inalterati per il 2021, e senza interventi sulla legge in vigore almeno fino al 2026, dopo dovrebbe riprendere a correre perché l’aspettativa di vita non è abolita ma solo bloccata appunto fino al 2026.

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        1 Ottobre 2020 in 21:54
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        Grazie mille Emilio 🙂

        Incrociamo le dita in attesa del 14 ottobre… Speriamo “partoriscano” qualcosa di sensato…

        Rispondi
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    1 Ottobre 2020 in 11:04
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    Spero solo che rimanga “l’anticipata Fornero”, perché quando avrò 64 anni avrò anche 44 anni di contributi e con 41 e 10 mesi pensavo che sarebbe stato il mio peggio….altro che migliorare….la decisione sarà o farmi derubare con opzione donna o farmi derubare anni di vita…..dopo i 60 ogni anno ne vale 3….

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    1 Ottobre 2020 in 10:59
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    Non devono metter mano solo sull’anticipo della pensione di vecchiaia con penalizzazione, ma considerare i contributi versati . Quindi devono fare 41 per tutti o quota 102 con età minima 60 anni (60+42 , 61+41, 62+40 etc)

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      1 Ottobre 2020 in 11:23
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      Chi ha 41 anni di contributi devono avere la possibilita’ di andare in pensione perche’ 41 anni di lavoro bastano e avanzano siamo stanchi e delusi da questi signori che tengono in sospeso la nostra esistenza. Chi scrive e’ una mamma che per 41 anni si è divisa tra casa e famiglia e che come me ce ne sono a migliaia che non vedono l ora di smetterla di fare una vita da cani e di godersi un poco la vita

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    1 Ottobre 2020 in 10:42
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    Ed io lo prendo in saccoccia. Se passa la legge 64 anni come paletto, non pensano che quelli come me, nati attorno al 1963 che hanno iniziato a lavorare subito dopo il diploma di maturità, sono stati esclusi da quota 100 perché ancora non sessantaduenni, e non possono andare in pensione con la tanto odiata Fornero (cosa che a noi va a pennello), ma saremo costretti a lavorare ancora per altri 2/3 anni per arrivare ai 64 anni e con 43/44 anni di contributi. E che cavoli!!!!!!!

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      1 Ottobre 2020 in 14:43
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      E io del 1960, oggi quota 41, a 64 anni andrò con 45 di lavoro! Quota 109! Vi sembra giusto e normale?
      Lasciate l’anticipata Fornero o migliorarla delle finestrelle e finestre.

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    1 Ottobre 2020 in 10:16
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    la cosa migliore è quota 101, (63+38)

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      1 Ottobre 2020 in 11:49
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      ..e il giochetto che vogliono di allungare sempre ogni volta di 1 o 2 anni di età è fatto. Senza risolvere nulla a lungo termine.
      NO non è accettabile. Abbiamo già dato con tutte le riforme fatte fino ad oggi. La flessibilità in uscita è altra cosa ; non certo portare a 63, 64,65,66,67 …. e 80 gli anni di età.

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        1 Ottobre 2020 in 16:34
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        Sottoscrivo il tuo commento Ale, questa è la tragica fine della “rana bollita”. Ormai si dà per scontata l’età di 67 anni per la vecchiaia, i 62 anni e i 41/42 per l’anticipata!! Ma de che!! Siamo impazziti? Ridateci i nostri soldi, separazione assistenza/previdenza e finiamola qui!

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      1 Ottobre 2020 in 14:05
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      Premessa: non sono l’autore del post a cui sto rispondendo, sono un altro Carlo.

      Scrivo per dire che francamente non sono d’accordo, le “quote” con alto numero obbligatorio di anni di contributi, come era già Quota 100, escludono troppi lavoratori e lo faranno ancor più nei decenni successivi dove si risentirà dei buchi contributivi dati dalla crisi che peseranno sulle carriere dei pensionandi.
      Ci vuole la flessibilità, punto. Sia pure con un minimo ragionevole di anni di contribuzione (es. 30), un minimo ragionevole di età (tipo 62) e al massimo con una penalizzazione per ogni anno di anticipo rispetto ai 67 (non oltre il 2%).
      Se no, non si da possibilità di scelta ai pensionandi e c’è invece chi, non facendocela più, pagherebbe per avere questa scelta.

      Scrivo anche perchè rilevo perfetta omonimia tra il mio nick e il tuo (che evidentemente hai legittimissime ma ben diverse opinioni rispetto alle mie! 🙂 ) e, visto oltretutto che ho già avuto interessanti confronti di opinioni con diversi utenti qui, sotto il nick “Carlo”, credo fare cosa opportuna nel firmare d’ora in poi sotto ai miei post come “Carlo Q.”.
      Questo semplicemente per non ingenerare equivoci e confusioni, visto che ora e ancora per diversi mesi ci sarà da discutere! 😉
      Eventualmente, se è il caso, comincerò poi ad usare il nick vero e proprio CarloQ.

      Carlo Q.

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        1 Ottobre 2020 in 16:00
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        Carlo Q, chi legge ogni giorno come me, se n’era sicuramente accorto che il Carlo in questione non eri tu 😊, (se mi permetti il tu, dopo un pò che ci leggiamo) di cui conosciamo perfettamente i pensieri ormai. Giusto però precisare, avevo fatto anch’io lo stesso, quando avendo aggiunto un ’60 al mio nome nel momento in cui mi ero resa conto di essere in compagnia di un’omonima.

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          1 Ottobre 2020 in 19:23
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          Certo, ti “ordino” di darmi del tu! 🙂

          Ho precisato per non creare confusione, che ce n’è già abbastanza!

          Carlo Q.

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      2 Ottobre 2020 in 9:03
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      E 62 + 39…61+ 40…..60+41….?
      Mi accontenterei anche di quota 102 …
      Non certo di quota 109 che avrò a 64 anni ( 60 anni oggi + 41 di contributi oggi)
      I nati dei primi anni “60 pagano per molti!
      E saremo quelli che rallentano l’ingresso al lavoro dei figli. Già misere pensioni noi, loro da fame…
      C’è un disegno dietro che chiamarlo di “classe” non sembra assurdo. Il welfare e le sue conquiste ottenute con la lotta devono sparire?

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    1 Ottobre 2020 in 9:41
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    Se la riforma prevedesse quanto anticipato da Il Sole 24 Ore sarebbe una grande ingiustizia oltre che sconfitta sia per i lavoratori che svolgono lavori gravosi sia per tutti gli altri. Vorro’ vedere se i sindacati avranno il coraggio la volonta’ e la capacita’ di impedire l’approvazione di tale proposta. Io continuo a sostenere che occorre diminuire di due anni rispetto la proposta avanzata, la possibilita’ di andare in pensione anticipata; pertanto 60 anni per i lavori gravosi e 62 per tutti gli altri.

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    1 Ottobre 2020 in 9:35
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    Visto il grande problema occupazionale creato dal Covid, in primis credo che sia sacrosanto cercare di proteggere ed aiutare tutte le persone che dai 60 anni in poi sono rimasti, o non trovano più lavoro per questa maledetta pandemia.
    Per non far rimanere tutte queste persone senza un mezzo di Sostentamento per 5/7 anni per arrivare alla pensione di anzianità credo che vada trovata una forma simile a quota 100 che permetta di avere una pensione anche con una “Piccola” decurtazione dell’1/1,5 % dato che mancando alcuni anni di marche avrebbero già una pensione ridotta.
    È giunto il momento che la politica faccia quello per cui esiste; risolvere i problemi (e non di crearne di nuovi) ai cittadini senza guardare chi si possa prendere i meriti di questo sia esso al governo o all’opposizione potrebbe essere la prima volta forse in cui potremmo essere fieri e da esempio nel mondo invece che per le solite storie di vergogna e corruzione che molti politici continuano a fare nonostante il momento terribile che stiamo vivendo.

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    1 Ottobre 2020 in 9:07
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    Estremamente NECESSARIO riconoscere alle donne con figli, se non a tutte, il doppio lavoro. Quello effettivo e quello in famiglia. Le donne accudiscono la casa, i figli, spesso i genitori senza alcun riconoscimento. Le donne al governo hanno, probabilmente, baby sitter, colf e badante ma la maggior parte si spezza la schiena da mattina a sera e da sera a mattina.

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      1 Ottobre 2020 in 11:35
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      Giustissimo noi donne abbiamo il diritto di di avere un minimo di riconoscimento in quanto lavoratrici madri ma sembra che non interessi nessuno che vergogna-

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    1 Ottobre 2020 in 9:04
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    A mio giudizio, quando si parla di anticipare la pensione di vecchiaia bisogna stabilire solo l’età (62 – 63 – 64 anni) e poi considerare solo 20 anni minimo di contributi, che rappresentano gli anni minimi per la pensione di vecchiaia. Prevedere anche un’altro paletto, come 37 – 38 anni di contributi, vorrebbe dire non garantire, ai più sfortunati con meno anni di contributi, la possibilità di andare in pensione. Del resto ognuno deve essere libero di decidere di anticipare la pensione sapendo, ovviamente, quanto dovrebbe percepire di pensione e quanto perderebbe in termini economici e, nel contempo, quando ne guadagnerebbe in termini di qualità della vita.

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      1 Ottobre 2020 in 12:17
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      Lei ha centrato il problema. E’ chiaro che meno contribuzione corrisponde a meno retribuzione e che quindi non si entra nell’ alveo del privilegio. Ma viene almeno salvaguardato il diritto di tutti di poter valutare il da farsi.

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    1 Ottobre 2020 in 8:58
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    quota 41 per tutti.
    oppure una quota che tenga conto degli anni lavorati indipendentemente dall’età
    (ad esempio : quota 102 ? ok , ma raggiungibile anche a 60 anni quando a quell’età si siano versati almeno 42 anni di contributi, oppure a 59 anni, se si è iniziato a lavorare a 16 e pertanto si sono versati 43 anni di contributi).

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      1 Ottobre 2020 in 12:30
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      Non faranno niente. Il governo cadrá e tutto sará rinviato

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        1 Ottobre 2020 in 13:49
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        Mandano in ci pensione chi ha 38 anni di contributi e chi ne ha 41 sta lavorando ancora Secondo tutti voi questo è giusto??? 41 per TUTTI!!!

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        1 Ottobre 2020 in 14:18
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        Io invece non riesco a capire perchè 9 anni fa, per la pensione di vecchiaia si è passati così facilmente, dai 60 ai 67 anni, e ora si continuano a fare proposte improponibili, con anni di contribuzione irraggiungibili per molti, partendo dai 67, mettendoci paletti e penalità, penalità che tra l’altro sarei anche disposta ad accettare non fosse per i troppi anni richiesti. Ma i 67 non sono semplicemente modificabili così facilmente come lo sono stati i 60? Sono forse scolpiti sulla pietra?
        Quello che trovo profondamente ingiusto, è che un piccolo gruppo di persone, così lontane dalla voce del popolo, si arroga il diritto di decidere il futuro di una moltitudine di essere umani, imponendoci scelte, spacciate anche per buone e fatte per il nostro bene, che invece influiscono pesantemente e negativamente sulla nostra vita. Dovete cominciare ad ascoltarci e smetterla di trattarci come persone che non sono in grado di decidere cosa è meglio per loro. Se è questo che vi preoccupa, vi rassicuro sul fatto che una volta in pensione sapremo come occupare bene il nostro tempo, non moriremo di noia se le nostre giornate non saranno più scandite da orari frenetici, catene di montaggio, stress di vario tipo che a 60 anni non sopportiamo più….. Vi assicuro che ce la faremo, riusciremo a sopravvivere a tutta questa noia, sono le vostre imposizioni intollerabili che ci uccidono. Dovete anche capire che a 60 anni ogni tipo di lavoro può essere logorante e dovete tener conto che ci sono persone che SONO STANCHE OLTRE OGNI LIMITE!

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