Pensioni ultime news: la corte dei conti boccia quota 100, la UIL risponde

Pensioni ultime news: la corte dei conti boccia quota 100, la UIL risponde

Nuovo botta e risposta tra Corte dei Conti e sindacati, ed il terreno è ovviamente quello delle pensioni. I magistrati contabili chiedono ancora una volta all’Italia di abbassare il debito pubblico e bocciano il reddito di cittadinanza e l’uscita pensionistica anticipata con quota 100. Vediamo cosa ha detto la Corte dei Conti e la risposta di Domenico Proietti della Uil. Vi ricordiamo di tornare a trovarci ogni giorno per tutte le ultime notizie sulle pensioni!

Ultime novità Pensioni 2019: l’allarme della Corte dei Conti su quota 100

Le ultime novità sulle Pensioni oggi arrivano dalla Corte dei Conti che ha ribadito come le priorità del nostro paese siano la riduzione del debito che rischia di bloccare la crescita del nostro paese. Per la Corte, la “Tenuta dei target concordati con la Ue è essenziale” e per quanto riguarda la materia previdenziale specifica:

“Bisogna definire un quadro di certezza e stabilità normativa. Un quadro che dovrebbe essere in grado di offrire una ‘sostenibile normalità’ alle nuove generazioni, ai lavoratori più anziani, alle imprese, agli investitori internazionali interessati ad avviare attività economiche nel nostro Paese per i cui piani industriali rileva la prospettiva degli oneri sociali. Le misure dovrebbero essere ispirate ad un corretto bilanciamento delle esigenze delle generazioni presenti e di quelle future. Invece le misure prese finora secondo la Corte dei Conti: “Si muovono invece nella logica del non ordinario non soltanto Quota 100, ma anche misure come la modifica del meccanismo di perequazione ai prezzi, il contributo, per l’appunto straordinario, sui trattamenti di importo elevato, i tempi per la corresponsione del TFR/TFS nel pubblico impiego, il divieto di cumulo con altri redditi da lavoro, e così via”.

Pensioni ultime novità su quota 100 dalla Corte, e la risposta di Proietti (UIL)

Secondo la corte dei conti, infine: “L’introduzione di Quota 100 ha comunque posto sotto i riflettori una reale esigenza: quella di un maggior grado di flessibilità del requisito anagrafico di pensionamento. A riguardo sarebbe necessaria una soluzione strutturale e permanente, più neutra dal punto di vista dell’equità tra coorti di pensionati e tale da preservare gli equilibri e la sostenibilità di lungo termine del sistema. Qualunque scelta pone un problema di cassa non indifferente, ma una “correzione attuariale” della componente retributiva dell’assegno, in caso di pensioni “miste”, non comporterebbe la creazione di debito pensionistico implicito“.

Prontamente sul tema delle pensioni è arrivata la risposta del sindacato della UIL, tramite le parole di Domenico Proietti: “Una maggiore e strutturata flessibilità di accesso alla pensione, come proposto oggi dalla Corte dei Conti, conferma la validità delle proposte della Uil e di tutto il sindacato. Dopo Quota 100 infatti bisogna introdurre l’accesso alla pensione intorno a 62 anni per tutti i settori di lavoro e stabilire che 41 anni di contributi sono sufficienti a prescindere dall’età“. Infine spiega “La Uil chiede al Governo di aprire il tavolo di confronto con i sindacati per affrontare anche i temi delle future pensioni dei giovani, della valorizzazione del lavoro di cura per le donne e della maternità ai fini previdenziali e per ripristinare la piena rivalutazione delle pensioni in essere”.

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Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

6 pensieri su “Pensioni ultime news: la corte dei conti boccia quota 100, la UIL risponde

  1. siamo alle solite ..io ho 63 anni e 8 mesi a dicembre 2018 avevo piu’ di 42 anni di contributi. decido di agganciare quota 100 …addirittura il caf stesso mi convoca . dando le dimissioni subito a marzo posso presentare domanda e andare in pensione a luglio . cosi faccio .
    e adesso questi vogliono modificare !! rittoccare !! cambiare !!! cosa vogliono creare ancora degli esodati ?
    vergona , vergona ..per me questo e’ terrorismo sociale.
    ma dico con quasi 64 anni e 43 di contributi cosa c’e’ da dare ancora.
    un ultima cosa in azienda al posto mio hanno assunto due periti e un giovane ingegnere.

  2. Tutti i ben pensanti, narrano la riduzione del debito pubblico ma se poi provi a dire come questo governo sta provando a fare, di ridurre i tantissimi privilegi pensioni incluse, il giorno dopo sono già in uno studio di avvocati per il ricorso. Sempre stessa storia vogliono ridurre il debito sui comuni mortali…. Peccato che il partito che più avrebbe dovuto combattere questa politica la ha avallata. Hanno fatto danni per anni ed ora versano lacrime di coccodrillo!!

  3. La Corte dei Conti potrebbe forse parlare con maggiore cognizione di causa e maggiore informazione sulla manovra economica messa in campo da questo governo.
    Ad esempio, come mai la CdC non interviene sulla maggiore spesa/minore efficienza dovuta all’auto aumento delle giornate di ferie (due settimane) che la magistratura si è aggiunta autonomamente (perché la magistratura quando si tratta di propri vantaggi non guarda in faccia a nessuno!). Ma ovviamente queste due settimane di vacanza pagata in più a spese degli italiani saranno erogate anche ai giudici della CdC e quindi…
    Tornando al busillis la !quota 100″ non va vista con il paraocchi della sola previdenza. E’ evidente (ed è stato dichiarato dal governo) che la misura serve per liberare posti di lavoro che saranno per buona parte occupati da disoccupati giovani. Questa ‘ la VERA manovra, non i presunti o veri privilegi concessi ad una categoria piuttosto che ad un’altra!
    L’idea è far uscire dalle aziende persone che a 62 anni non sono ancora stati oggetto di strategie di sostituzione da parte delle aziende stesse, che magari calcolavano di aver davanti altri cinque anni di lavoro per quella risorsa. Ora l’azienda deve assumere velocemente perché i migliori altrimenti li troverà occupati, costerà meno e avrà un bump di produttività.
    Quota 100 è una opportunità per i giovani e le imprese, non per gli anziani sulla soglia della pensione, mettetevelo bene in testa!

  4. Altrimenti,
    se “… le priorità del nostro Paese siano la riduzione del debito…”,
    e in pensione non ci si va più, di fatto, pur pagandosela, facciamo una bella cosa: diamo la possibilità, a chi voglia, DI NON ESSERE OBBLIGATO AI CONTRIBUTI PER LA PENSIONE INPS;, POI, SE LA VEDRA’ LUI QUANDO DECIDERA’ DI SMETTERE DI LAVORARE O CONTINUARE FINCHE’ CAMPI (CI SIAMO QUASI, ORMAI): FORSE, ORMAI,NON SARA’ PIU’ UNA GRAN PERDITA: SIAMO QUASI COSTRETTI A LAVORARE “VITA NATURAL DURANTE”!

  5. Leggo: “… Corte dei Conti che ha ribadito come le priorità del nostro paese siano la riduzione del debito che rischia di bloccare la crescita del nostro paese…”.
    La priorità, per chi, OBBLIGATORIAMENTE, per decenni, ha pagato contributi del 33%, i più alti del mondo, per una pensione che viene continuamente posposta lasciando ormai,solo la speranza di sopravvivere qualche anno dopo il pensionamento, quando non ti reggi più in piedi e sei pieno di acciacchi o, addirittura, di morire sul luogo di lavoro, è invece di ANDARE IN PENSIONE NEI TERMINI CONTRATTUALI INIZIALMENTE STIPULATI, OBBLIGATORIAMENTE, CON LO STATO TRAMITE LE SUE ISTITUZIONI .
    CHE NE PENSA LA CORTE DEI CONTI DI FAR PAGARE LE CRISI NON SOLO AI LAVORATORI E PENSIONANDI MA, INVECE, ALLA FISCALITA’ GENERALE, COME NEGLI ALTRI PAESI CIVILI, MAGARI SEPARANDO LA PREVIDENZA DALL’ASSISTENZA E, MAGARI, SE NON E’ CHIEDERE TROPPO, FACENDO FINALMENTE PAGARE E STANANDO CHI EVADE ANNUALMENTE PER 110 MILIARDI ANNUI E SE LA RIDE DEI PROBLEMI DEI LAVORATORI E PENSIONATI CHE PAGANO LE IMPOSTE A MONTE?

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