Pensioni ultime news oggi: previdenza complementare fondamentale post quota 100?

Migliorare il regime fiscale e varare un nuovo semestre di silenzio-assenso nella scelta del Tfr. Sono le proposte di Assofondipensione, che raggruppa 31 fondi pensione negoziali (aziendali o di categoria), per rilanciare la previdenza complementare. Un secondo pilastro che per milioni di lavoratori sarà sempre più necessario per compensare la minore copertura offerta dal sistema pensionistico obbligatorio, soprattutto ora che quota 100 sta terminando e difficilmente si riuscirà ad evitare l’utilizzo della riforma Fornero per uscire dal mondo del lavoro. Le proposte sono state presentate nei giorni scorsi alle Commissioni Finanze di Camera e Senato dal presidente Giovanni Maggi.

Pensioni 2021: previdenza complementare fondamentale, parla Maggi di assofondipensioni

«Pur in un anno di forte difficoltà per il mercato del lavoro, il 2020 è stato positivo — spiega Maggi —. Gli aderenti ai fondi iscritti si sono attestati a 3,3 milioni, il 3,2% in più rispetto all’anno precedente, mentre il patrimonio ha quasi raggiunto i 60 miliardi. Anche grazie al blocco dei licenziamenti e alla Cassa integrazione in deroga, non sono aumentati in modo rilevante la sospensione nel versamento dei contributi e la richiesta di anticipazioni, somme in acconto sul montante maturato.

Il sistema è solido e potremmo guardare con fiducia al futuro, ma gli aderenti sono ancora pochi. Alla previdenza complementare aderiscono circa il 30% dei lavoratori, troppo pochi: bisognerebbe arrivare al 70-80%».

Quella fiscale è la prima leva per promuovere lo sviluppo del settore. «L’attuale schema — spiega Maggi — prevede l’esenzione sui versamenti sino a 5.164 euro l’anno, la tassazione in fase di accumulo con un’aliquota del 20% sui rendimenti dei fondi e anche quella sulle prestazioni finali. Bisogna invece arrivare a uno schema analogo a quello adottato negli altri paesi europei, in cui vengono tassate solo le prestazioni finali».

Pensioni anticipate e previdenza complementare: cambiare tassazione su fondi pensione e tfr

Assofondipensione critica in modo particolare la tassazione sulle plusvalenze, che incide in maniera sensibile sul risparmio previdenziale. «I montanti degli iscritti ai fondi sono in media sui 35mila euro — sostiene Maggi — è assurdo che i rendimenti dei fondi pensione siano tassati al 20% mentre, sull’altro fronte, ci sono strumenti finanziari come i Pir che non subiscono alcuna imposizione. Sempre per quanto riguarda le prestazioni, bisogna superare l’attuale criterio del pro-rata, complesso e penalizzante per i lavoratori che aderiscono da più tempo ai fondi. E bisogna aumentare il plafond di deducibilità sui contributi a favore di soggetti a carico dal punto di vista fiscale, in modo da incentivare la possibilità d’iscrivere i propri figli e familiari».

Oltre al miglioramento del regime fiscale, Assofondipensione propone di riaprire un semestre di silenzio assenso sul Tfr; in mancanza di un’indicazione contraria da parte del lavoratore, il Trattamento di fine rapporto viene conferito ai fondi pensione. «Quello varato nel primo semestre del 2007 aveva dato ottimi risultati — ricorda Maggi — con un incremento dell’80% delle adesioni, mentre negli anni successivi i tassi sono stati del 3-4% l’anno. Va quindi riproposto, accompagnato da una campagna informativa istituzionale».

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8 commenti su “Pensioni ultime news oggi: previdenza complementare fondamentale post quota 100?”

  1. riguardo le previdenze complementari non ho mai capito una cosa:

    per quale motivo investire parte del proprio stipendio in un fondo gestito da privati, che anno il loro mestiere per realizzarci un PROFITTO, dovrebbe essere più conveniente di una gestione statale, ovviamente oculata e costantemente controllata e verificata, che per statuto dovrebbe soltanto consentire ai lavoratori un accantonamento al riparo da erosioni ma dal quale non vengano decurtati i profitti che un fondo privato DEVE avere ?

    e non mi si venga a raccontare la storiella che tutto ciò che è pubblico è per definizione inefficiente …

    in certi settori se il pubblico è inefficiente lo si modifica e ristruttura in modo che diventi efficiente, non si cede tutto al privato il cui unico scopo è realizzare un profitto sui risparmi dei lavoratori.

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  2. Il mio PIP bancario è costantemente in perdita e l’unico guadagno è rappresentato dalla deducibilità fiscale. Le banche hanno costi di gestione che garantiscono il loro guadagno i miei soldi invece sono investiti spesso in fondi spazzatura.

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  3. Non concordo con i lettori precedenti.
    Fondenergia, cui aderisco come lavoratore del settore energia e petrolio sta ottenendo ottime performance (sia col profilo dinamico che con quello bilanciato). Se va avanti così e non si rimangia tutto nei prossimi 5 anni io arrivo a 62 anni e con 40 anni di contributi mi faccio la mia personale uscita a quota 102. Quando vi ho aderito la pensavo come uno strumento per integrare la pensione; dopo la riforma Fornero ho cominciato a considerarlo come uno strumento per potermi pensionare prima. Sicuramente non potrò fare la vita da nababbo ma almeno spero di potermi godere meglio le mie giornate e togliermi ancora qualche sfizio prima che sia troppo tardi.
    Poi se passa “quota 41” magari resisterò ancora un anno ma sicuramente non sono disposto a lavorare fino a 67 anni.

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  4. Ed ecco che rispuntano gli avvoltoi e parassiti:
    Tutti a ripiegare sulla previdenza complementare:
    Contenti?
    Ovviamente intendo SICAV, Intermediari, produttori di prodotti finanziari ecc…
    tutti pronti a togliere denaro dalle tasche dei lavoratori.
    Si perchè alla fine dell’attività lavorativa, i risultati dei riscatti e/o delle renditavita hanno solo prodotto miserie.
    Cioè alla fine chi ha guadagnato sono solo le industrie finanziarie suddette.

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  5. Il mio fondo pensione (Fondo Quadri e Capi Fiat, con l’opzione di investimento a più basso rischio) negli ultimi 10 anni ha avuto un rendimento medio dell’1%. Molto di meno di quanto hanno reso i titoli di stato e la metà del rendimento del “benchmark” di riferimento (Il benchmark sintetizza l’andamento dei mercati finanziari in cui investe il Fondo).
    Perché dobbiamo dare dei soldi ad un fondo quando è sufficiente investire in titoli di Stato per avere un rendimento ben maggiore?
    A beneficiare della previdenza complementare sono UNICAMENTE i fondi di investimento, e non i lavoratori. Quello che ci vuole è una sana e solidale gestione PUBBLICA della previdenza non avvoltoi privati per cui ogni occasione, specialmente le disgrazie e le povertà altrui, sono una occasione da sfruttare.

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