Pensioni ultime notizie oggi, Boccia frena: ‘La riforma non è una priorità’

Le ultime notizie di oggi 26 giugno 2018 sulle Pensioni arrivano dal presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, che  manda un messaggio chiaro al governo e al ministro del Lavoro Luigi Di Maio. In sintesi le pensioni non sono la priorità assoluta per il paese perchè è necessario pensare ai giovani e al Lavoro. Vediamo poi anche la risposta di Tommaso Nannicini a Di Maio sulla questione pensioni d’oro e aumento delle pensioni minime.

Ultime notizie Pensioni 2018: Boccia contro la riforma

“Le pensioni sono una questione ma non possono essere la questione prioritaria del Paese”. Così interviene il presidente di Confindustria a margine dell’assemblea dell’Unione industriale di Torino.  Boccia continua poi spiegando quali sono le priorità del Paese: “E’ evidente che in questo Paese bisogna parlare di lavoro e giovani. Per farlo abbiamo bisogno da un lato di avere attenzione alle politiche per i giovani con piani di inclusione nella Pa e nel privato. E dall’altro rendere competitive le imprese italiane affinchè possano creare occasioni di lavoro strutturali”.

Infine Boccia manda anche un altro messaggio al Governo, questa volta per quanto concerne la TAV: “È determinante, le infrastrutture non sono una questione ideologica. Le infrastrutture collegano le periferie al centro e i Paesi al mondo. Per questo speriamo che prevalga come sempre il buon senso. Le infrastrutture creano occupazione sia nel momento iniziale sia in quello successivo perché creano competitività”.

Pensioni ultime novità oggi: Nannicini parla di Flat Tax e tagli alle pensioni d’oro

Non si è fatta attendere molto la risposta del PD, per bocca dell’economista Tommaso Nannicini, dopo le dichiarazioni di Di Maio di tagliare le pensioni d’oro e aumentare le minime. Con un post su Facebook, Nannicini attacca la Flat Tax e tramite un esempio spiega come chi ha pensioni da4 o 5mila euro al mese si ritroverà a guadagnare ancora di più nonostante l’annunciato taglio:

Guido Alberto è un pensionato di 68 anni con un assegno mensile pari a poco meno di 6.000 euro: la sua, volendo usare la definizione del contratto di governo Lega-5 Stelle, è una “pensione d’oro”. Il Nostro, infatti, è una delle circa 30.000 persone a cui l’Inps eroga assegni pensionistici per più di 5.000 euro netti al mese. Nel caso di Guido Alberto la parte di pensione non giustificata dai contributi versati, che il governo ha promesso di tagliare, corrisponde a circa 300 euro netti al mese.

Se la proposta dovesse andare in porto, quindi, la sua pensione scenderebbe a poco meno di 5.700 euro. Il gettito complessivo di un intervento di questo tipo può essere stimato attorno ai 115 milioni di euro: una cifra molto lontana dal miliardo con cui il ministro Di Maio continua a promettere di finanziare il reddito di cittadinanza. Ma – si sono subito affrettati ad affermare i 5 Stelle – al di là del risparmio effettivo per le casse dello Stato, quello dei tagli alle “pensioni d’oro” è un tema di equità sociale non più rinviabile: la lotta ai privilegi, dicono, è una questione di principio prima ancora che di efficienza economica.

Peccato che con l’introduzione della flat tax, contenuta nello stesso contratto di governo di cui sopra, la pensione di Guido Alberto, appena decurtata di circa 300 euro, non solo tornerebbe ai livelli precedenti ma addirittura aumenterebbe di circa 1.700 euro. Complessivamente, quindi, Guido Alberto vedrebbe crescere il proprio reddito disponibile da poco meno di 6.000 a oltre 7.500 euro. Dalla pensione d’oro a quella di diamante.

In termini di finanza pubblica, poi, a fronte di una minore spesa pensionistica di 115 milioni, si avrebbe una riduzione del gettito fiscale di circa 862 milioni, solo per aumentare il reddito dei percettori di pensioni d’oro, con un conseguente aumento del deficit scaricato sulle future generazioni. Il tutto su una platea di sole 30 mila persone. Non male come risultato per chi si propone demagogicamente di tagliare i privilegi e redistribuire risorse a chi ne ha più bisogno. Quando sbandi troppo a sinistra qualche volta ti ritrovi a destra”.

 

Stefano Rodinò

Stefano Rodinò

Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

2 pensieri riguardo “Pensioni ultime notizie oggi, Boccia frena: ‘La riforma non è una priorità’

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    26 Giugno 2018 in 23:07
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    LA RIFORMA DELLE PENSIONI E’ STATA IL CAVALLO DI BATTAGLIA DI SALVINI ALLE ULTIME ELEZIONI , PERTANTO, ANCHE SE PROVVISORIAMENTE, DEVE ESSERE APPROVATA QUOTA 100 SENZA LIMITI D’ETA’ E SENZA ALTRI PALETTI. QUINDI PER TUTTI I NATI NEGLI ANNI 50 SALVINI DEVE APPROVARE TRANSITORIAMENTE QUOTA 100 PER RENDERE PIU’ LIEVI LE DIFFERENZE CON I LORO COETANEI CHE SONO GIA’ ANDATI IN PENSIONE.
    SUCCESSIVAMENTE FARA’ UNA LEGGE DEFINITIVA PER TUTTI.

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    26 Giugno 2018 in 17:41
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    Scusate ma gli industriali cose volete che ne pensino delle pensioni e dei diritti acquisiti di migliaia di lavoratori che dopo una vita di lavoro vorrebbero avere il sacrosanto diritto di andarsene in pensione? ..Ma per favore!!!

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