Ultime ad oggi su opzione donna, l'intervista a Barboni e Molinaro

Pensioni ultime novità oggi lunedì 11 febbraio su Opzione donna e lavoro di cura

Anche oggi lunedì 11 febbraio 2019 torniamo ad aggiornarvi con tutte le ultime novità sulle pensioni anticipate. In particolare torniamo ad occuparci del sensibile tema della pensione per le donne, grazie al nuovo appello di Orietta Armiliato sul riconoscimento del lavoro di cura.

Vediamo poi anche nuovi pareri dall’associazione nazionale commercianti e dalla Corte dei Conti che hanno parlato in commissione lavoro in questi ultimi giorni a proposito dell’opzione donna e della sua proroga.

Ultime novità Pensioni anticipate oggi lunedì 11 febbraio: Lavoro di cura e appello di Armiliato

Ecco le parole di Orietta Armiliato nel suo ultimo post sul gruppo Comitato Opzione Donna Social: “Dalle statistiche che abbiamo a disposizione sulla materia (internet ne è l’archivio facilmente consultabile) emerge che la quota espressa in ore giornaliere spesa per espletare il lavoro domestico a carico delle donne é pari a 5 ore quotidiane contro 1emezza impiegate dagli uomini. I tassi di occupazione ne sono lo specchio poiché dimostrano come la gestione (cura) della casa e della famiglia più in generale, gravi oltremisura sulle donne e che queste siano costrette il più delle volte a scegliere lavori part-time o come avviene in casi più disperati, ad interrompere la carriera cosa che accade soprattutto quando le donne sono anche madri.

È chiaro che il lavoro di cura richiesto dalla famiglia alla sua componente femminile rispetto al lavoro che produce salario svolto fuori casa, si sviluppa e viaggia su binari paralleli e quindi non convergenti.
Le statistiche, infatti, ci indicano come le alternative si dividano tra carriera e lavoro domestico e scelta della maternità, a svantaggio di una indipendenza economica, di una realizzazione di se stesse, di una messa a frutto del tempo e sacrificio dedicato allo studio per accedere ad una professionalità, professionalità che spesso neppure riescono a mettere in pratica a tutto tondo pagando nel tempo, anche in termini pensionistici giacche, con tali presupposti, raggiungere un numero di anni sufficiente ad accedere a qualche forma pensionistica rimane un irraggiungibile traguardo e dunque un frustrante desiderata.

Il riconoscimento di questo secondo lavoro svolto “in nero” dal momento che 5 ore al dí sono superiori anche al tempo richiesto per un lavoro part-time svolto fuori casa, diventa una imprescindibile condizione che le donne lavoratrici, madri o non madri, vogliono vedere in qualche modo valorizzato. Ben sappiamo che, per mantenere una propria “situazione di comfort” le istituzioni hanno sempre girato lo sguardo altrove seppur più che consapevoli che questo welfare gratuito fosse (é) il frutto di una negativa, sbagliata, iniqua e discriminante concertazione culturale e sociale che avvantaggia tutto e tutti ad esclusione di chi se ne deve giocoforza accollare il gravoso impegno: le donne. Già perché, oltre a tutto quanto detto, le donne lavoratrici pagano anche un alto prezzo in termini psicologici e morali stante la situazione che vivono quotidianamente che alimenta un costante senso di colpa e/o di frustrazione insomma di inadeguatezza sia nell’affrontare il lavoro fuori casa sia nella cura della famiglia.Sarà dunque o no ben riposto l’impegno che impieghiamo e impiegheremo per questa istanza? Questo é un vero tema tutto femminile per il quale é necessario battere piedi e piazze, pretendendone la giusta attenzione?”

Ultime notizie Pensione Opzione Donna, nuove audizioni in commissione lavoro

La Corte dei Conti in audizione in Senato ha ribadito il suo parere sulle misure di anticipo pensionistico, l’APE Social e l’Opzione Donna e ha ribadito che ” Riguardo alle ultime due misure la Corte ha già espresso una valutazione positiva nel Rapporto 2018 sul coordinamento della finanza pubblica sottolineando come fossero strumenti volti a garantire una più fluida fase di transizione dal vecchio al nuovo regime disegnato dalla legge 214/2011″.

Anche l’associazione nazionale Commercianti ha parlato di Opzione Donna, ponendo l’accento sulle ingiuste penalizzazioni per chi decide di uscire con questa misura: “Penalizzazioni che le lavoratrici, dipendenti e autonome, vedono perpetuarsi, in quella che dovrebbe rappresentare un’agevolazione scelta liberamente, ma che di fatto è una necessità dovuta all’assenza o all’inefficienza dei servizi di prossimità alla famiglia. Penalizzazioni ancor più ingiustificate, in considerazione del fatto che “opzione donna” è integralmente coperta dai contributi versati dalle lavoratrici, e pertanto è a costo zero per le casse dello Stato”.

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Autore dell'articolo: Stefano Rodinò

Stefano Rodinò
Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

1 commento su “Pensioni ultime novità oggi lunedì 11 febbraio su Opzione donna e lavoro di cura

    Isabella

    (11 Febbraio 2019 - 15:17)

    Ancora SUDDITANZA PSICOLOGICA, nel RIVENDICARE quello che da anni, avrebbe dovuto essere un DIRITTO SACROSANTO così come da tempo, avviene in Paesi d’Europa molto piu civili e avanzati rispetto al nostro, vero fanalino di coda anche in questo. A ciò si aggiunge che, accedendo alla famosa Opzione Donna, ci tocca subire anche un notevole taglio dell’assegno pensionistico finale. Riassumendo: pur contribuendo con il nostro lavoro silenzioso, nelle nostre case, senza alcun riconoscimento, x i ns politici, noi donne contiamo meno di extracomunitari, omosessuali, minoranze varie a cui si destina, ancora oggi, tutta l l’attenzione x la soluzione delle loro problematiche . E noi? Sempre figlie di un Dio minore?…………..

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