Pensioni ultime novità oggi: Quota 41 contro pensioni di cittadinanza

Pensioni ultime novità oggi: Quota 41 contro pensioni di cittadinanza

Le ultime novità al 6 febbraio 2019 sul decretone relativo alla quota 100 e al reddito di cittadinanza si susseguono giornalmente, caldi sono i dibattiti sui social sulla convenienza o meno di accedere all’uscita anticipata con quota 100, e su quanto possano aver pesato misure come reddito di cittadinanza e pensioni di cittadinanza a scapito di altre misure, si pensi alla quota 41 per tutti o alla flessibilità in uscita dai 62 anni, come proposta dai sindacati ieri in audizione al Senato. Ma Davide Aiello, onorevole del Movimento 5 Stelle, ha voluto precisare con un post l’importanza di queste due misure che sono divenute realtà e, che a suo dire, nulla hanno a che vedere con l’assistenzialismo, ma anzi aiuteranno i consumi a ripartire e ridurranno la povertà. Eccovi le sue parole.

Pensioni e reddito di cittadinanza: non sono misure assistenziali

Così sulla sua pagina Facebook Davide Aiello: “Il Reddito e la Pensione di Cittadinanza sono diventate realtà grazie al cosiddetto “decretone”. I potenziali beneficiari di questa manovra economica sono circa 5 milioni. Lo scopo è quello di dare un aiuto economico alle famiglie che ne hanno più bisogno, significa riattivare i consumi dei beni primari e di conseguenza innescare un circolo virtuoso per le nostre piccole imprese che si traduce anche in occupazione”.

Poi aggiunge certo, cercando di far venire meno le critiche specie sul reddito di cittadiannza: “Dire che si tratta di una misura assistenziale che consente ai beneficiari di restare a casa senza fare nulla è falso.Nessuno avrà il tempo di lavorare in nero mentre riceve il Reddito di Cittadinanza perché avrà tutta la giornata impegnata e alla terza proposta di lavoro rifiutata si perde il beneficio. Le richieste possono essere presentate a marzo, mentre il Reddito si riceverà verso la fine di aprile”. Eppure sono in molti a pensare che il reddito e la pensione di cittadinanza abbiano impedito, togliendo risorse, una riforma delle pensioni 2019 che avrebbe maggiormente accontentato tutti. Tra questi vi sono i precoci, che si dicono delusi da una destinazione sbagliata di risorse, la quota 41 dove avere la priorità.

Pensioni 2019, precoci contro quota 100 e pensione/reddito di cittadinanza

E mai possibile si chiedono i precoci, criticando aspramente la quota 100, che possano accedere alla queiscenza quanti hanno 38 anni di contributi solo perché over 62enni, mentre restino al palo quanti hanno iniziato a lavorare da giovanissimi ed oggi hanno 41/42 anni di contributi? Già perché il paradosso di questi lavoratori e che sono troppo giovani per accedere all’uscita anticipata con quota 100.

Inoltre si dicono certi che le risorse destinate al reddito di cittadinanza, che ritengono una misura assistenziale, o alla pensione di cittadinanza, siano state sottratte alla loro causa. Non é possibile, aggiungono basiti, dare una pensione di 780 euro a quanti non hanno versato i contributi ed impedire a quanti i contributi li hanno versati il diritto alla quiescenza. Anche questo Governo, dicono, nonostante le promesse e i voti presi grazie alal campagna elettorale pro quota 41, é stato una delusione. Poi ci scrivono in moltissimi commenti ‘ce ne ricorderemo alle prossime elezioni’. Cosa ne pensate delle scelte del Governo? Concordate con i precoci o le misure approvate sia in campo previdenziale quota 100 e pensioni di cittadinanza, quanto il reddito di cittadinanza vi sembrano le migliori, date le risorse a disposizione?

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

6 pensieri su “Pensioni ultime novità oggi: Quota 41 contro pensioni di cittadinanza

  1. ERRATA CORRIGE: LADDOVE, NEL MIO COMMENTO DEL 6 FEBBRAIO 2019 – 23:00, SCRIVO, ERRONEAMENTE :
    “… INFATTI: ASSISTENZA, PAGATA COL TAGLIO DELLA RIVALUTAZIONE DELLE PENSIONI A PARTIRE DA 1522 EURO NETTI…”
    DOVEVO CORRETTAMENTE, SCRIVERE:
    “… INFATTI: ASSISTENZA, PAGATA COL TAGLIO DELLA RIVALUTAZIONE DELLE PENSIONI A PARTIRE DA 1522 EURO LORDI…”
    PEGGIO ANCORA, “LORDI”!

  2. Difficile spiegarsi il perché di questa ingiustizia nei confronti di chi ha 4142 43 anni di contributi!!!
    O meglio, si capisce benissimo che è una misura pagliativa x far vedere che…
    Ma a maggio ci riprenderemo il maltolto, andrete avanti(???) con i voti di altri…
    Il gatto è la Volpe faranno la fine di Renzi!!!
    STATE SERENI DISSE…..

  3. Qualcuno faccia una colletta per regalare loro libri di diritto e, poi, SPIEGHI LORO LA DIFFERENZA TRA PREVIDENZA ED ASSISTENZA IN UNO STATO DI DIRITTO!
    Separare la Previdenza dall’Assistenza, facendo pagare quest’ultima alla fiscalità generale, come negli altri Paesi e dopo aver fatto pagare gli evasori fiscali per 110 miliardi annui, invece che i pensionati!
    CREARE DUE ORGANISMI INDIPENDENTI:
    INPS, ISTITUTO NAZIONALE PREVIDENZA SOCIALE E INASS, ISTITUTO NAZIONALE ASSISTENZA SOCIALE!

  4. Leggo: “… I potenziali beneficiari di questa manovra economica sono circa 5 milioni. Lo scopo è quello di dare un aiuto economico alle famiglie che ne hanno più bisogno… “: INFATTI: ASSISTENZA, PAGATA COL TAGLIO DELLA RIVALUTAZIONE DELLE PENSIONI A PARTIRE DA 1522 EURO NETTI; TAGLIO POCO TEMPO FA DICHIARATO INCOSTITUZIONALE DALLA CONSULTA. METODI DA GOVERNO TECNICO!
    Si taglia la Previdenza di chi se la e’ pagata ed e’ suo diritto sancito dalla Consulta per “regalare” una pur lecita “Assistenza” ai bisognosi, che andrebbero messi in grado di lavorare, come da Costituzione, e, Assistenza, che andrebbe, finalmente, separata dalla Previdenza e fatta pagare, come negli altri Paesi, con la fiscalita’ generale o, meglio ancora, coi 110 miliardi annui di evasione fiscale… Non sia mai? Continuiamo a prelevare soldi altrui dalle pensioni e dal TFR/TFS congelato dal 2011; e volevano abolire la legge Fornero!
    Stessi metodi da Governo Tecnico! A quando la patrimoniale all’italiana, ovvero fatta pagare proporzionalmente e non PROGRESSIVAMENTE, come continua a richiedere il FMI tramita la S. Lagarde?

  5. Ritengo giusto che, chi ha 62 e più, disoccupato da tempo magari perchè licenziato, non avendo più grandi possibilità di rientrare nel mondo del lavoro, possa accedere alla pensione con qualsiasi numero di contributi, sapendo che il suo reddito sarà in proporzione agli anni di contributi versati. Non ritengo giusto che venga offerta la stessa possibilità a chi il lavoro lo ha ancora e quindi un reddito, ancor meno a chi ha versato solo 38 anni contro i 41-42-43 di chi è obbligato a lavorare ancora. Perchè offrire una possibilità a qualcuno, seppur con penalizzazioni e non a tutti? Un lavoratore con 41 anni di versamenti potrebbe anche decidere di perdere qualcosa ma a lui non viene consentito. 5 anni di lavoro in più sulle spalle, di alzatacce mattutine per raggiungere il posto di lavoro sono una parte di vita persa. Chi ha iniziato a lavorare dopo i 24 anni andrà prima di chi ha iniziato a 17, chi ha versato meno andrà prima di chi ha versato di più. E’ davvero una riforma inconcepibile, iniqua e ingiusta.

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