Pensioni ultime oggi 26 febbraio, le parole di Durigon su Opzione donna e quota 41

Riforma pensioni ei crisi di Governo: l'appello a Conte da aparte di Durigon

Pensioni, ultime novità di oggi 26 febbraio su quota 41 e opzione donna, direttamente dalle parole del sottosegretario Durigon. Dopo l’importante giornata di ieri in cui i sindacati hanno incontrato il Governo vediamo quali saranno i prossimi passi attesi.

Durigon ha confermato la possibilità di poter effettuare quota 41 nei prossimi anni e che si sta studiando alcune alternative per Opzione donna, come un bonus figli per le mamme che vogliono andare in pensione.

Pensioni oggi 26 febbraio, ultime da Durigon su donne, bonus figli e gravosi

Partendo proprio da questo possibile Bonus figli, Durigon spiega che si avrebbe lo sconto di un anno di contributi necessari al pensionamento per ogni figlio. Ad esempio per una donna con due figli la quota 100 scenderebbe a 98, bastando 36 anni di contribuzione. Durigon poi sottolinea però che “Certo l’ipotesi ha un suo costo, 500 milioni all’anno per ogni figlio”.

A proposito dei costi per alcune proposte Durigon ha poi parlato anche della stima dei costo di una eventuale soppressione delle finestre per i lavoratori gravosi. Per permettere lo scivolo anticipato in questo caso sarebbe necessario uno stanziamento “di 30 milioni all’anno per le finestre”.

Pensioni anticipate ultime novità oggi: Ape Social, opzione donna e quota 41

Nel resoconto di Durigon dopo l’incontro con i Sindacati, il sottosegretario ha anche voluto ricordare i risultati ottenuti dal governo, che “ha inserito in Legge di bilancio 22 miliardi di euro per la copertura alla Quota 100, un provvedimento che riguarderà circa un milione di beneficiari”. Su quota 100 ribadisce che la bontà della scelta “E’ già stata sancita dalle prime richieste di pensionamento giunte, cifre che testimoniano sia quanto il tema fosse sentito, sia quanto il provvedimento ne abbia intercettate le esigenze”.

Ci sono poi altri temi sui quali i sindacati hanno chiesto risposte, e Durigon si è soffermato anche su questi, partendo dall’APE Social e dichiarando la “disponibilità a valutare la fattibilità tecnico-economica per un emendamento che riveda i criteri e possa ampliare la platea dei beneficiari”. Anche Opzione Donna sarà finanziata nuovamente e “Riceverà 250 milioni di euro il primo anno, 395 il secondo e 297 il terzo”

Infine un passaggio anche sulla quota 41. In questo caso Durigon ha affermato che “resta uno degli obiettivi del governo e che, dunque, non è stata affatto accantonata”. Il sottosegretario ha poi concluso spiegando che nel corso di nuovi futuri incontri con le organizzazioni sindacali si continuerà a discutere “Su temi e problemi di cui il governo ha ben presente la rilevanza”.

15 commenti su “Pensioni ultime oggi 26 febbraio, le parole di Durigon su Opzione donna e quota 41

  1. Nato nel 1962 alla fine di quest’anno avrò 38 anni di contributi ….quindi al compimento dei
    62 anni i contributi saranno circa 43 anni….. morale ci sono italiani di serie A e italiani di serie B ……non importa quale sia il governo in carica …

  2. per la prima volta nella storia della repubblica italiana i partiti stanno mantenendo le promesse fatte in compagna elettorale ,e mai visto lo sciacallaggio dei giornalisti venduti e paraculi,che si inventano di tutto pur di mettere scompiglio ,ma la gente ha capito,di che pasta sono fatti, tranne alcuni,vedi i sindacalisti portano in piazza i pensionati per scioperare ,di cosa ,mentre gli hanno portati in ferie quando hanno fatto la fornero,e al mare quando hanno abolito l’articolo 18,cmq loro bravi, i tromboni sono quelli che gli pagano le tessere per farselo mettere anche………………………questi nuovi ragazzi dove gli stanno dicendo di tutti i colori,incompetenti,nulla facente,ignoranti,stanno dando esempio di come si governa,faranno i loro errori, ma impareranno,almeno ,non rubano che è già tanto per questo paese,dove il mala affare era di casa,poi per me si comportano come padri di famiglia ,anche se non l’anno ancora,un buon padre da l’esempio hai figli. Ricordatevi una cosa molto importante ,quando si raggiunge l’aldilà l’unica cosa che rimane nella mente delle persone a noi care è quello che abbiamo fatto di bello sulla terra.

    1. Buon giorno preg.mo Sig. Giacinto,
      il mio intervento sarà telegrafico.

      Le allego al mio post alcuni link, dove potrà leggere e verificare con i suoi occhi che non ci sono sono grandi differenze con quanto accedeva nel passato. Direi perfettamente sovrapponibile. Opinione personale e rispettosa del Suo pensiero.
      Ma credo che fatti e relative sentenze fugano ogni dubbio..di eventuali interpretazioni.

      https://www.iltempo.it/politica/2018/11/28/news/di-maio-lavoro-nero-contratti-papa-ditta-ardima-pomigliano-causa-1096946/

      https://www.huffingtonpost.it/2018/06/29/salvini-e-i-50-milioni-della-truffa-della-lega-sui-rimborsi-non-ci-sono-piu-spesi-in-10-anni_a_23471053/

      https://www.ilpost.it/2018/02/14/rimborsi-m5s-spiegati/

      https://it.wikipedia.org/wiki/Lega_Nord

      Con viva cordialità,
      Luigi Napolitano

  3. Pantaleo si sente preso in giro come il sottoscritto ecco perché è alterato Noi precoci siamo quelli che dobbiamo continuare a lavorare Dopo 41 o 42 anni di contributi noi siamo ancora sul pezzo e abbiamo sacrificato la nostra gioventù Mente gente che ha cazzeggiato in gioventù va in pensione con soli 38 anni di contributi Tanto si capisce che ai sti signori :parola per nn dire altro : vogliono pagare meno anni di pensione il più possibile Perciò noi continuiamo a lavorare e pagare contributi per dare un reddito di cittadinanza a persone che lavorano in nero e prendono un reddito Si siamo molto delusi e i in…….ati Le solite promesse da campagna elettorale CONTE SALVINI Di MAIO provate a fare più di 40 di fabbrica e poi ne riparliamo Ma noi precoci ne riparliamo alle europee

  4. E quindi l’età per le donne resterebbe sempre 62 anni? Si presume che una donna a 62 non abbia più il problema dei figli… Quindi ho paura che stiamo parlando dell’ennesima fregatura. Ma quanto siamo Stati ingenui a votare questa gente? Quasi quasi rimpiango quelli di prima che già è quanto dire…

  5. Signora Erica, lei dice bene, ma anche Pantaleo ha ragione. Questi signori ci hanno preso in giro tutti. Aveva promesso quasi in lacrime (tipo Fornero) che con 41 anni saremmo andati in pensione e che era un sacrosanto diritto. E adesso ci viene a dire che non ha la bacchetta magica e manda in pensione chi di anni di contributi ne ha 38? Io penso che Pantaleo è stato pure morbido nei confronti di questi imbroglioni.

  6. Buongiorno per completezza,
    mi scuso ma amo essere preciso. Grazie

    ALTRO CHE BOOM DI OCCUPATI, DAL 2008 E’ SPARITO UN MILIONE DI POSTI DI LAVORO

    BY SABRINA MANCINI • FEB 25, 2019

    Il trucco c’era. E chi frequenta più da vicino il mondo del lavoro lo aveva capito da un pezzo. Boom di occupati? Infornata mai vista di posti fissi? Macché. La verità, drammatica, è che negli ultimi dieci anni, in barba ad incentivi, bonus e decreti volti ad incoraggiare l’occupazione stabile, gli impieghi precari e saltuari sono cresciuti a dismisura, coprendo intere categorie produttive e spingendo le imprese a considerare il contratto fisso, malgrado l’abolizione dell’articolo 18 operata dall’ex premier Matteo Renzi, un lusso da potersi permettere solo nelle occasioni speciali. Il risultato è un mercato del lavoro profondamente cambiato non solo nella qualità, che è già una questione da non sottovalutare, ma soprattutto nella quantità. In altre parole, si lavora (e di conseguenza si guadagna) sempre meno.
    A certificare, numeri alla mano, il peggioramento dei livelli occupazionali è l’ultimo rapporto integrato Istat, Inps, Inail, Anpal, ministero del Lavoro, da cui emerge che quel “quasi” record del 58,5% di assunti (che resta comunque ben al di sotto del 67,9 europeo), con una media di occupati nel 2018 al di sopra del 2008 di circa 125mila unità, altro non è che una sonora bufala. Certo, le cifre sono reali, le rilevazioni esatte. Ma non ci dicono tutto. All’appello mancano, infatti, le ore lavorate, unico criterio che permette di misurare, oltre all’effettivo impegno di dipendenti ed autonomi, anche la forza e la solidità del mercato. Ebbene, se confrontiamo questo parametro con quello del 2008 scopriamo che sono scomparsi 1,8 milioni di ore, vale a dire oltre un milione di unità di lavoro a tempo pieno. Ecco la spiegazione dell’Istat: “La ripresa dei livelli di input di Lavoro, a ritmi meno intensi prosegue con una crescita occupazionale a bassa intensità lavorativa: se il numero di persone occupate recupera il livello del 2008, la quantità di lavoro utilizzato è ancora inferiore. Nella media dei primi tre trimestri del 2018 rispetto ai corrispondenti del 2008, il Pil è del 3,8% al di sotto del livello pre-crisi e le ore lavorate del 5,1%”.
    Insomma, i posti sono aumentati. Ma si tratta di contratti “a bassa intensità lavorativa”. Ovvero di impieghi che producono meno crescita economica, fanno entrare meno soldi in tasca ai lavoratori, non spingono i consumi né la competitività del Paese. In sintesi: un disastro. A provocare il crollo delle ore non è stato l’avvento delle moderne teorie sociologiche secondo cui ad un maggiore tempo libero concesso ai dipendenti corrisponde una maggiore produttività. E neanche l’applicazione delle tesi futuriste di Beppe Grillo, secondo cui la digitalizzazione e le nuove tecnologie ridurrano progressivamente la necessità di trascorrere lunghi periodi sul posto di lavoro. Semplicemente, sono cresciuti enormemente i contratti a tempo determinato, soprattutto quelli di breve durata. Il dato, che smentisce quello, un po’ ottimistico, diffuso recentemente dall’Inps, è contenuto sempre nel rapporto integrato messo a punto dall’Istat con tutti i soggetti che monitorizzano il mercato. “Nella stima preliminare del quarto trimestre 2008 – si legge nel dossier – torna a crescere lievemente l’occupazione permanente (+0,1%), dopo la caduta del terzo” ma è “il tempo determinato (+0,1%)” a toccare “il valore massimo di oltre 3,1 milioni di occupati”. In dieci anni, tra il 2008 e il 2018, i dipendenti con contratto a tempo sono aumentati di ben 735mila unità. Un aumento concentrato soprattutto “nei dipendenti con rapporti a termine di durata fino a un massimo di sei mesi (+613mila)”. Se questo è lo scenario, è chiaro che al Paese, ai lavoratori come alle imprese, servirà uno sforzo ben ulteriore rispetto a quello messo in campo finora dalla politica, con interventi che negli ultimi dieci anni sono evidentemente riusciti solo a nascondere il livello di gravità della crisi italiana.

    Cordiali saluti,
    Luigi Napolitano

  7. Buongiorno a tutti e grazie per l’attenzione,

    Mi domando di cosa parlate cari politici?
    Altro che creare 1 milione di posti di lavoro questo nella Vostra fantasia, la realtà invece dice questo: dal 2008 ad oggi abbiamo perso ben 1.8 milioni di posti di lavoro. per cortesia siate almeno precisi…e onesti con i cittadini..è un Vostro preciso Dovere..

    Inoltre questa Europa di cui tutti Vi riempite la bocca Vi ricordo che in venti anni ci è costata, intendo dire per ogni singolo cittadino italiano 74 mila euro.
    Questi dati sono presenti in uno studio tedesco dove si evidenzia che l’Italia ci ha rimesso 4.321 miliardi al contrario di Germania e Olanda dove hanno guadagnato soldi a palate: pensate che ogni cittadino ha portato a casa oltre 21.000 mila euro.
    Mica male per questi popoli privilegiati rispetto a noi…Non Vi pare??
    Cari miei Politici, oggi giallo/verde, per conoscere la vera realtà italiana, bisogna leggere studi tedeschi?? E voi cosa fate?? per tutelarci, oltre a beccarvi il gigantesco stipendio sempre pagato da noi lavoratori eterni..
    Fonte: https://www.pressreader.com/
    di Sandro Iacometti

    Un qualcuno, un politico, sicuramente di grande caratura si pronunciava cosi già nel lontanissimo 1990…

    Guardate il video lo ricorderete..Vi ritornerà la memoria! Garantito..
    https://www.youtube.com/watch?v=6G8ro0sbCOA

    Una gigantesca vergogna ma di cosa parlate..tutti i giorni,,,,il solito eterno teatrino…

    Mi vergogno per Voi..

    Distinti saluti
    Luigi Napolitano

  8. Scusate ma giusto pochi giorni fa abbiamo saputo che gli emendamenti a favore delle donne non sono stati presentati. Ora leggo che si vorrebbe proporre un ” bonus figli ” e fin qui ben venga. Ma l’aiuto sarebbe abbassare gli anni di contributi? da 38 a 36? allora, prima domanda: e chi di figli ne ha più di due invece? e l’età invece rimane fissata a 62 anni ? Si prosegue sempre con lo stesso metro di giudizio allora, non si considera che magari ci sono donne che gli anni contributivi richiesti li hanno già superati ma non hanno ancora raggiunto i 62. Cercate una soluzione migliore se davvero volete aiutarci perché sennò come sempre figli e figliastri.

  9. Durigon ma prima del voto dov era..??
    Ad ingrassarsi mentre il salvini andava in giro a promettere a noi precoci e 4142 anni di contributi che ci avrebbe mandato in pensione senza MAI menzionare q100…???
    Sei il Cazzola di salvini…
    Stessa stazza da maiale che non ha mai lavorato in vita sua…
    È x voi moderatori del sito..
    Abbiate il coraggio di pubblicare questo commento, se c è ancora libertà di opinione…..

    1. Panataleo noi pubblichiamo- non é questione di coraggio, ma al più di analisi dei contenuti- essendo infatti gestori del sito oltreché ‘moderatori’ ci teniamo che questo mantenga un livello di confronto elevato e di decoro e che la sezione commenti non sia un raccoglitore di insulti gratuiti. Ragione per cui la invitiamo nei prossimi a non offendere nessuno, si può esprimere il medesimo concetto, con maggiore educazione. Grazie.

      1. Mi scuso se qlc volta esagero, pur sapendo che non è una scusa valida, ma mi viene dettato dalla rabbia e delusione Dell essere stato preso in giro, di aver dato fiducia ad un uomo che poi non si è rilevato tale….

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