Pensioni ultime oggi su donne e lavoro di cura: polverone volantino della Lega

Ha creato moltissimo polverone il volantino pubblicato dalla sezione giovani Lega di Crotone per Salvini Premier apparso sui social , un manifesto contro chi ‘offende le donne’, peccato che avendo tirato in causa il ruolo della donna relegato alla famiglia, e alla procreazione, abbia avuto effetto contrario.

Il manifesto é parso offensivo nei confronti del genere femminile e sebbene Salvini, a distanza di ore, abbia detto di ‘non condividere tutti i punti’, la bufera é ancora in corso. A tal riguardo, abbiamo intervistato Orietta Armiliato, fondatrice ed amministratrice del Comitato opzione donna social, che si batte per la valorizzazione del lavoro di cura, e ne é emerso un confronto molto interessante.

Pensioni donne, valorizzazione lavoro di cura concetto NON chiaro

Gentile Orietta Armiliato, lei richiede da tempo al Governo, come fondatrice del CODS, la valorizzazione del lavoro di cura. Ossia di riconoscere alle donne anche in termini di sconto contributivo quel doppio/triplo lavoro che costituisce il tanto caro welfare informale, che spesso impedisce alle donne di poter avere carriere continuative. Nonostante i ripetuti appelli, anche da parte delle sigle sindacali che sono favorevoli alla valorizzazione del lavoro di cura, ad oggi nulla pare essere in ‘cantiere’. Se non, forse, un emendamento che porterebbe le donne con figli, RICHIEDENTI LA QUOTA 100, ad avere un bonus contributivo al pari dell’ape sociale. Ora, provocatoriamente, dato che il volantino della Lega ha fatto molto discutere, come mai il Governo non va in questa direzione quando é stato scritto che: “il ruolo naturale della donna é quello volto alla promozione e al sostegno della vita e della famiglia?”. Letto così, seppur svilente, in quanto donna, pare ovvio che la donna sostenga la famiglia, non le pare? Come mai tanto riserbo, nel riconoscerlo allora?

Ho ragione di credere che il rappresentante della Lega che ha sottoscritto e veicolato quel riprovevole indegno e spregevole contenitore di ostilità nei confronti del progresso, dell’istruzione e dell’indipendenza di giudizio delle Donne, traduca il pensiero espresso in quel passaggio che lei ha citato, in maniera assolutamente riduttiva e finalizzata al modello di madre e moglie dedita esclusivamente al leale servizio della famiglia, anche a costo di sminuire se stessa. Nulla valorizza la femminilità intesa a tutto tondo in quel volantino che, a mio avviso, disegna un pensiero pregiudiziale di opposizione ad un ruolo centrale della donna, ruolo che si esprime non certo e non solo attraverso la maternità e la totale dedizione al nucleo famigliare che, nella fattispecie, sottende essere espressa attraverso le faccende domestiche. Infatti, l’autore del manifesto definisce come “promozione e sostegno alla famiglia”, la messa in discussione di teorie culturali che non prevedono la valorizzazione del welfare informale coniugato agli impegni lavorativi al di fuori della famiglia oltre a limitare la diffusione del reale concetto dell’essere Donna, ovvero persona che ha una identità solida e pensante, che può decidere di mettere a disposizione della famiglia nella percentuale che ritiene essere corretta rispetto alle sue esigenze, nel rispetto dei valori che intende rappresentare e comunicare all’interno della propria famiglia. Quindi, la prospettiva che enuncia questa propaganda, fa pensare ad una totale mortificazione del ruolo della Donna sia in seno alla famiglia sia alla società, con una neppure malcelata volontà di immiserire e degradarne il ruolo che è innanzi tutto quello dell’essere Persona, ovvero entità che racchiude nel suo essere femmina un mondo che non si limita all’essere strumento di accudimento.

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