Pensioni, ultime tesoretto Quota 100: pressing per quota 41 e proroga opzione donna

Le ultime novità al 17 aprile 2019 ruotano intorno alla notizia che giacché le domande per quota 100 e reddito di cittadinanza sono inferiori a quelle preventivate dalle stime del Governo, con buona probabilità, come hanno fatto notare prima il vicepremier Di Maio e poi Tridico, neo presidente dell’Inps, molte delle risorse stanziate resteranno a disposizione del Tesoro.

A questo punto come era facile immaginare, i social si sono scatenati, e chi é rimasto escluso dalla legge 26/2019 appena varata per mancanza di risorse, chiede di poter rientrare subito, tra questi in pressing le donne che sul nostro sito hanno commentato non solo chiedendo la proroga dell’opzione donna per le nate del 61, ma che la stessa venga resa strutturale, giacché le risorse non sono più un problema e i lavoratori precoci che tornano a chiedere la possibilità di accedere alla quiescenza dopo 41 anni di contributi, quindi che si riconsideri la quota 41 per tutti. Ecco le prime considerazioni a caldo.

Pensioni 2019, prima deficit ora tesoretto disponibile?

Vi é poi chi come Orietta Armiliato, amministratrice del CODS, si chiede se il Governo stia prendendo in giro gli italiani: “ATTENZIONE: Il Governo🔰vara una legge in vigore dal 30/03/2019: contiene Quota💯 e Opzione Donna, quest’ultima con requisiti innalzati e dunque con platea ristretta per ragioni di copertura economica. Dopo 15 giorni però ci racconta che, derivante da queste due misure, c’è un tesoretto disponibile.

Ora, aggiunge seccata la fondatrice del Cods che quotidianamente aggiorna le iscritte con gli articoli che più ritiene utili al dibattito: ” O ci prendono per cretini o ci prendono per i fondelli, e francamente, delle due possibilità, non me ne garba neppure una!”. Infastidito da tali affermazioni da parte del Governo e dell’Inps anche Livio Trentin, del gruppo ‘lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti’, che dice basito: ” La decenza vorrebbe non chiamare “tesoretto” un DEBITO!! “. Le ultime ad oggi 17 aprile 2019, su considerazioni e pressing da parte delle donne e dei precoci

Opzione donna: vi sono risorse? si ricomprendano le nate nel 61

Armiliato, amministratrice del Cods, che si batte per la valorizzazione del lavoro di cura per tutte le donne, pur convinta che opzione donna non basti e quota 100 sia inaccessibile per le lavoratrici, nel suo ultimo post provocatorio nei confronti del Governo si é detta vicina alle istanze di chi ha chiesto la proroga dell’opzione donna ed é rimasta esclusa, proprio a causa dell’innalzamento anagrafico in fase di stilatura della decreto 4/2019 dettato da ragioni economiche. Così commentando le affermazioni di Tridico e Di Maio sul possibile tesoretto, ha subito voluto puntualizzare sulla propria pagina. “Sbagliare le stime previsionali capita, e solo chi non lavora non sbaglia; dopodiché va detto però che rendersene conto dopo solo 15 giorni dall’emanazione di una legge puó sembrare più una boutade fondata su pretesti e non su effettivi argomenti o, quanto meno, può risultare un filo improbabile; anche perché, questi, sono in ogni caso minori costi rispetto a misure finanziate in deficit ragione per cui, definirli tesoretto, é comunque assolutamente sbagliato”.

Poi rivolgendosi direttamente al sottosegretario al Ministero del Lavoro Durigon e a Maria Edera Spadoni, aggiunge: come potete giustificarvi davanti a quelle donne (e non solo a loro…) che hanno implorato affinché non innalzaste i requisiti necessari all’esercizio dell’Opzione Donna ed ora sono al palo, dopo aver ingoiato l’amaro calice e dopo essersi magari anche spese per difendere l’operato del vostro esecutivo? In ogni caso, se davvero così fosse, dovreste immediatamente ripristinare il provvedimento estendendo il diritto in modo da poter fare accedere le donne nate nel 1961 che avete illuso e disilluso per mesi a vostro piacimento; perché nessuno, ma proprio nessuno, si deve permettere di giocare sulla pelle delle donne, neanche di quelle che lo consentono e lo dimostrano tifando, sconsideratamente, per voi! “. Anche i lavoratori precoci, sui social si sono confrontati ed hanno detto la loro sul ‘tesoretto’ derivante da Quota 100 e Rdc.

Pensioni Precoci, tesoretto? Bene si estenda quota 41 a tutti

Emanuele V. ha scritto: “ Se avanzano soldi………che ampliassero la platea dei 41nisti togliendo qualcuno del paletti messi (perché il governo li aveva messi apposta pensando che fossimo molto più costosi) invece come dicevano gli amministratori del gruppo costavano meno”

Fabrizio F, dalla sua invece pensa si solo una strategia politica: “ Siamo vicini alle elezioni europee, parta la gara alla sciocchezze acchiappa voti“. Livio Trentin, come avevamo anticipato, si é mostrato molto critico nei confronti dell’esternazioni del Governo ed ha aggiunto lapidario: “La decenza vorrebbe non chiamare “tesoretto” un DEBITO!!”. Poi vi é anche chi, si accontenterebbe, del fatto che quel tesoretto venisse almeno speso per eliminare le finestre trimestrali, come Giovanni, che scrive:” Perché non usare il tesoretto derivante dai minori costi di quota 100 e RdC per eliminare le finestre trimestrali“.

Voi a tal riguardo cosa ne pensate? Si può davvero parlare di tesoretto? Nel caso per cosa dovrebbe essere speso ? Diteci la vostra nell’apposita sezione commenti del sito.

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

9 pensieri riguardo “Pensioni, ultime tesoretto Quota 100: pressing per quota 41 e proroga opzione donna

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    18 Aprile 2019 in 10:09
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    Ma ai 6000 esodati rimasti non pensa nessuno, ci sono le risorse non spese dalle vecchie
    salvaguardie perchè non definiscono una volta per tutte la questione?
    Alla previdenza ci vuole gente che ne capisca altrimenti si fanno solo danni. Vero Durigon.

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  • Pingback: Pensioni oggi 18 aprile, ultime notizie da CGIL: 'Quota 100 misura marginale' | Pensioni per tutti

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    18 Aprile 2019 in 8:53
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    Estendere quota 100 a tutti i precoci questo andrebbe fatto dopo la fregatura che ci hanno dato.. Ma anche questi sono dei caccia palle

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    18 Aprile 2019 in 0:15
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    Devono fermare la fornero, tutti dico tutti in pensione con 41 di contributi agevolando con un bonus x i precoci o usuranti. Quando lavori tutti questi anni sfido chiunque a mollare x vivere una vita in santa pace. Questo vale anche per i politici ( senza privilegi si intende) versando tutti assieme i contributi

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      18 Aprile 2019 in 10:33
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      Non mi sembra una gran bella idea estendere quota 100 ai precoci.Al massimo a tutti gli altri ma i precoci no altrimenti li fai lavorare almeno almeno 42 anni se non di piu’.I precoci 41 senza balle a tutti gli altri quota 100 e sono d’accordo con te Walter.Buona giornata

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    17 Aprile 2019 in 23:50
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    Buona sera a tutti,
    sono convito di questa deriva già in atto in molte nazioni e sono seriamente preoccupato…ed anche fortemente rammaricato per la totale distrazione di noi tutti….cittadini, di questo bello ma strano paese…

    “DEMOCRATURA”
    Una democrazia illiberale, detta anche pseudodemocrazia, democrazia parziale, democrazia a bassa intensità, democrazia vuota, democratura, o regime ibrido, è un sistema di governo nel quale, oltre al fatto che si tengano delle elezioni, i cittadini sono completamente tagliati fuori dalla conoscenza di tutto ciò che …

    Un pensiero divergente per fermare la china verso la «democratura»
    Ritorno del nazionalismo, rivisitazione della nozione di «popolo», la disintermediazione che ci fa avvicinare alle «democrature» (mix di democrazia e dittature)… Stiamo vivendo una nuova fase di egemonia culturale? I cittadini sono oggi ad un bivio: sviluppare un pensiero convergente oppure costruirne uno divergente, cioè alternativo e creativo?
    L’ingegnoso saggista Predrag Matvejevic descriveva i regimi formalmente costituzionali ma di fatto oligarchici. Eppure il caso russo fa storia a sé. • Sta finendo la democrazia e comincia la democratura?
    l’ingegnoso saggista Predrag Matvejevic descriveva i regimi formalmente costituzionali ma di fatto oligarchici. Eppure il caso russo fa storia a sé. (Lucio Caracciolo, Limesonline, 11 marzo 2015) • Sta finendo la democrazia e comincia la democratura?
    Se è vero, come sostengono tanti intellettuali e politologi, che stiamo vivendo una nuova fase di egemonia culturale, allora sarà bene prendere delle ragionevoli e umanissime contromisure. Intanto proviamo a individuare i pilastri di questa nuova egemonia culturale che, in un mix di vecchio e nuovo, sembra aver conquistato le coscienze diffuse del nostro tempo.

    Innanzitutto il ritorno del nazionalismo che sembrava essere destinato, dopo la fine della Guerra fredda e il crollo del Muro di Berlino, ad essere confinato nella soffitta della storia. Ed eccolo, invece, più vivo e pretenzioso che mai, percorrere l’Occidente senza trovare ostacoli significativi. Con il nazionalismo tornano i confini e i muri e in un batter di ciglio sembra venire meno il disegno di un’Europa dei popoli, aperta ad Est e spazio comune delle libertà personali, sociali e comunitarie.

    Il secondo cardine di questa egemonia culturale è la rivisitazione della nozione di popolo e di ceti popolari, considerati sempre e comunque oppressi, in una fusione insolita di marxismo delle origini e di moderno populismo a trazione digitale, complice una Rete asservita agli urlatori e ai falsari di turno. Dunque, un mix esplosivo di rivendicazionismo, di resa dei conti con le élites ritenute colpevoli di ogni misfatto ai danni dei ceti popolari, di scelte punitive nei confronti dei potenti di ieri o di quanti si sono avvantaggiati di misure statali (perciò legittimate dal Parlamento per via legislativa) oggi considerate al pari di privilegi da stroncare.

    Il terzo pilastro è il corollario del gigantesco processo di disintermediazione che si è affermato in tutto l’Occidente e che ha finito, proprio per la caduta delle intermediazioni sociali, culturali e infine politiche, ad avvicinare sempre più le democrazie liberali dell’Occidente alle cosiddette «democrature» (mix di democrazie e dittature) che governano miliardi di persone, dalla Russia alla Cina e che si affacciano prepotentemente nell’Est europeo.

    In Italia tutto questo ha trovato addirittura uno sbocco di governo con la Lega a presidiare il neo nazionalismo, e con il M5S a guidare la presunta riscossa popolare e a sostenere la scorciatoia della democrazia diretta. Entrambi incuranti del piano inclinato da loro costruito che provoca lo scivolamento verso una «democratura» all’italiana che certamente non possiamo auspicare.

    Dinanzi a tutto questo i cittadini italiani e i credenti (oggi minoranza nel Paese) si trovano ad un bivio: sviluppare processi di convergenza o di divergenza. In concreto, significa adoperarsi per sviluppare un pensiero convergente che porta ragioni e sostegno ai pilastri del nuovo mondo che si sta affermando senza trovare ostacoli significativi (salvo quelli che la storia con le sue sorprese e imprevedibilità porrà loro di fronte), oppure costruire un pensiero divergente, cioè alternativo e creativo. Culturalmente, socialmente e politicamente.

    Ovvero, un pensiero capace di accogliere la sfida del nostro tempo che noi sappiamo essere molto più complesso di quanto vogliano farci credere i semplificatori che oggi occupano il campo della politica e della comunicazione pubblica, e predisporsi a una traversata del deserto. E quando si parte per un viaggio così pericoloso occorre mettere nello zaino il meglio di cui disponiamo. Acqua e provviste per il corpo, ma soprattutto valori e beni comuni. E allora non possiamo rinunciare al nostro umanesimo che con le sue radici cristiane ha fatto l’Italia così come l’abbiamo conosciuta. Un Paese di grandi bellezze e di tesori di solidarietà. Un territorio segnato dalle diversità che hanno saputo convivere e che, purtroppo, non ha ancora saputo sanare i gap territoriali e sociali. Ma se si vuole anche solo ambire a partecipare al discorso pubblico sul futuro del Paese, occorre essere pronti a pagare il prezzo della propria diversità. Quell’essere divergenti che oggi dovrebbe spingerci a sostenere che il nostro futuro è l’Europa dei popoli e non degli Stati Nazione, che non bisogna costruire nuovi muri e confini, che le paure sono i semi di angosce personali e collettive sempre nuove, che nessuno ha il diritto di processare il recente passato e di individuare colpevoli senza farsi carico dei processi storici, che va difesa la democrazia rappresentativa contro ogni scorciatoia percorsa dalle nuove élites giacobine, che la solidarietà ha i tempi lunghi della consapevolezza ed è di gran lunga preferibile allo statalismo assistenzialista, che la libertà è un bene così grande da non tollerare cessioni neppure in cambio di quote superiori di sicurezza.
    Domenico Delle Foglie

    Con viva cordialità,
    Luigi Napolitano

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      18 Aprile 2019 in 12:58
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      Fate quota 100fino al 31dic. del 2022,cosi i nati del 1960 potrebbero usufruirne e andare in pensione a 62 anni (naturalmente con l’età giusta di lavoro richiesta) e non aspettare i 41di lavoro.
      Grazie x avere incluso in quota 100quelli del 1960.
      Potrei andare con opzione donna ma prenderei 870euro netti, non sono una insegnante e prendo poco di base.

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    17 Aprile 2019 in 18:40
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    41 per tutti o quota 100 senza paletti…chi ha lavorato tanti anni e con lavori gravosi vanno messi a riposo….non si rende più

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    17 Aprile 2019 in 17:10
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    Ma veramente c’è un tesoretto????Allora mantenete quello che in campagna elettorale avete sbandierato da tutte le parti e parlo sia di Salvini che Di Maio.Mandate in pensione quelli che hanno gia’ alle spalle 41 anni di lavoro!Mi sa tanto di presa per il c…… signori stiamo attenti e’ partita la campagna elettorale per il mese di maggio.Sentiremo delle boiate incredibili per portare a casa dei voti. Volete nuovamente il voto….bene… io sono disponibile a tornarvelo a dare a patto che facciate un decreto fate quello che vi pare ma mandate in pensione i precoci con i 41 ma prima delle elezioni europee altrimenti col piffero che avrete il mio voto.Mi auguro che in tanti la pensino come me e non si facciano fregare una seconda volta.Buona giornata

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