Pensioni ultimissime, Damiano risponde a Salvini: ‘Quota 100 non ha superato niente’

Le ultime novità al 28 settembre 2020 sulla Quota 100 derivano da alcune frasi che sono state pronucniate in questi giorni dal Premier Conte, relativamente al fatto che la misure é destinata a concludersi perché non ha rappresentato una soluzione, e dalle reazioni che queste hanno provocato nel leader della Lega Matteo Salvini, che ha affermato che non permetterà, post quota 100, ossia dal 2021 il ritorno della Fornero. Sulla questione é intervenuto anche l’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano, che dalla sua ha ribadito l’importanza di concentrasi sul non ritorno della scalone Monti-Fornero, che se si lasciassero così le cose avverrebbe di certo dal 2022, e sulla necessità di abbassare gli anni contributivi richiesti da quota 100, 38 anni per il dirigente Dem sono eccessivi e tagliano fuori esodati e donne. Eccovi le sue considerazioni.

Riforma pensioni, Damiano a Salvini: Quota 100 non ha superato un bel niente

Nell’ultima nota stampa Ansa, Damiano asserisce: ” Vedo molto stupore intorno all’annuncio del Premier Conte su Quota 100. A me, invece, sembra che si scopra l’acqua calda”. Poi aggiunge:”Infatti, come tutti sanno questa misura del Governo giallo-verde era a tempo, cioe’ ‘una tantum’. Ed é proprio per questo, dice convinto, sarebbe stato meglio definirla ‘finestra 100’, proprio perché a scadenza: ” Infatti scade al 31 dicembre del prossimo anno: sarebbe stato meglio chiamarla Finestra 100″.

Poi commentando le affermazioni di Salvini che rispondendo a Conte ha asserito: “ Vogliono tornare alla Legge Fornero? La Lega non glielo permetterà, promesso. Non si scherza con i sacrifici di milioni di lavoratrici e lavoratori italiani”, Damiano ha così concluso: “La propaganda di Salvini circa il superamento della legge Monti-Fornero e’ sempre stata una pura invenzione. Quota 100 non ha superato un bel niente per il semplice fatto che il passato Governo ha scelto di non renderla strutturale. Si tratta, appunto, di scelte e non di casualita’.

Riforma pensioni 2022: occhio all’effetto scalone

Infine Damiano si esprime circa l’effetto scalone che deriverà post quota 100 se non si riuscirà per tempo a mettere mano alla Riforma pensioni, da qui l’invito a Governo e sindacati a trovare una misura di flessibilità che sia, questa volta, strutturale: ” Lo scalone Monti-Fornero, grazie a questa scelta, torna nel 2022: per questo e’ necessario che il tavolo di confronto Governo-sindacati individui una misura di flessibilita’, questa volta strutturale. Allora si’ che potremmo dire di aver superato la legge del Governo Monti che ha provocato molte ingiustizie sociali“.

Infine il dirigente del partito Dem dà un suggerimento sugli anni contributivi necessari che dovrebbero essere posti come limite, i 38 stabiliti dalla quota 100 sono risultati eccessivi specie per alcune categorie, che ora necessitano maggiore attenzione: “Un suggerimento: i 38 anni di contributi previsti da Quota 100 sono troppi: escludono coloro che, soprattutto le donne, non hanno carriere continuative. Infine, non dimentichiamo gli ultimi esodati”.

Cosa ne pensate delle considerazioni di Cesare Damiano, le condividete o pensate che quota 100 abbia effettivamente, anche se per poco tempo, superato la riforma Fornero? Fatecelo sapere nell’apposita sezione commenti del sito.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

43 pensieri riguardo “Pensioni ultimissime, Damiano risponde a Salvini: ‘Quota 100 non ha superato niente’

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    30 Settembre 2020 in 21:32
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    La mediocrità intellettuale, la sudditanza psicologica e il servilismo ai poteri forti sono le caratteristiche di chi ci ha amministrati negli ultimi trent’anni.

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  • Pingback: Riforma Pensioni 2021 ultime, Fornero contro Salvini: 'Quota 100 solo un favore elettorale' | Pensioni Per Tutti

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    30 Settembre 2020 in 10:37
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    Per potere fare una seria previsione di spesa pensionistica e quindi lavorare a riforme strutturali che diano sostenibilità al sistema occorre prima separare la spesa per pensioni di competenza INPS dalla spesa assistenza di competenza dello stato, in questo momento tutto è addossato ai conti INPS e logicamente gli spazi di manovra sono nulli anzi la corte dei conti ha mandato un messaggio dicendo che la riforma deve essere peggiorativa e no migliorativa.
    In questo momento il mix dice che quanto eroga l’INPS incide per il 16% sul PIL ma se si calcola solo la spesa pensionistica senza spesa per assistenza si scende vicino al 10% scendendo sotto le medie europee e lasciando quindi ampi spazi di manovra ad una seria riforma strutturale del sistema pensionistico che sappia comprendere le ragioni di tutti.
    Il primo vero problema che c’è da risolvere non è decidere se andare in pensione con 40 anni e 36 di contributi e come, ma sapere guardare al fenomeno sociale degli ultimi 20 anni che ha portato infinità di contratti di assunzioni a tempo , a giorni, a mesi, con metodologie strane , in aggiunta la perenne crisi che ha escluso dal mondo del lavoro fiumi di persone che oggi fanno fatica a 60 anni a raggiungere 20 anni di contributi, in aggiunta il problema ex giovani che si sono trovati nel baradan del lavoro precario e sono destinati ad una pensione sociale.
    Concludendo , per andare ad un tavolo sindacati e governo e fare una riforma strutturale devono avere spazi di manovra e quindi occorre separare la voce pensioni dalla voce assistenza, in questo caso occorre lavorare pensando ad una età di uscita che cominci da 62 0 63 anni non importa e con diverse modalità fissando un minimo di contributi di 20 anni ragionando sul calcolo contributivo quindi non regalando niente a nessuno.

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    29 Settembre 2020 in 23:47
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    Dallo scorso novembre sono in pensione con quota 100,anzi quota 105 perché ho 41 anni di contributi e 64 anni.E dopo quasi 50 anni di lavoro effettivo su tetti e impalcature, e vari infortuni subiti ,grazie a quota cento (e Salvini)finalmente non ho più mal di schiena.Se aspettavo la pensione con la legge Fornirò mi davano 20 euro in più al mese .aspettando circa 3 anni.Ma di cosa parlate….voi non conoscete la vita reale.
    Ps. Artigiano da una vita e prendo 930 euro al mese…..e non mi lamento.

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      30 Settembre 2020 in 17:13
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      30.9.2020
      Per i nati 1960/61 con 40/41 di contributi ad oggi…non precoci, no quota 100, e se non restasse l” anticipata ” Fornero:
      Vi rendete conto che arrivare a 64 d’età si raggiungono 45 di contributi cioè quota 109?
      È terrorismo delle news o è questa la posizione governativa?
      E il sindacato che ci sta a fare?
      Dovete lasciare un’uscita per contributi per tutti, accettabile (41/42/42,5…) non condizionata all’età e non penalizzata. Abbiamo dato più che abbastanza!

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    29 Settembre 2020 in 17:27
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    Tranquillo io a 64 anni sarò a quota 109, pensa te che gioia!
    Nato nel 1960 e già a 41 di contributi ora!
    Non l’avrei pensato mai fino a 3 mesi fa; ma ora devo dire e ripetere: Lasciate “l’anticipata”
    Fornero!
    Se non vi riesce niente di meglio per i lavoratori…
    PD, leu,5 *…. che delusione (ancora non ci metto i sindacati). Ma se mi toccano altri 4 anni di lavoro…

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      30 Settembre 2020 in 17:10
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      30.9.2020
      Per i nati 1960/61 con 40/41 di contributi ad oggi…non precoci, no quota 100, e se non restasse l” anticipata ” Fornero:
      Vi rendete conto che arrivare a 64 d’età si raggiungono 45 di contributi cioè quota 109?
      È terrorismo delle news o è questa la posizione governativa?
      E il sindacato che ci sta a fare?
      Dovete lasciare un’uscita per contributi per tutti, accettabile (41/42/42,5…) non condizionata all’età e non penalizzata. Abbiamo dato più che abbastanza!

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    29 Settembre 2020 in 12:28
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    L’unico modo per eliminare lo scalone è mandare il pensione chi ha fatto 41 anni di contributi e ridurre l’età della pensione di vecchiaia da 67 anni a 64 anni .
    Tutto il resto sono chiacchiere . Se fanno 64 anni per tutti ci sarà chi va in pensione dopo 37/38 anni di lavoro e chi andrà dopo 48 anni di lavoro !!

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    29 Settembre 2020 in 9:46
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    Tanti bei discorsi, da parte di tutti perché se qualcuno pensa che un politico non faccia le cose solo ed unicamente per interessi di bottega (partito), be’ credo solamente che sia un illuso. In 60 anni di vita ho capito però che, soprattutto i populisti, soprattutto quelli che non hanno mai lavorato un giorno in vita propria non dovrebbero essere Mai, e ripeto Mai a decidere cose importanti e sacrosante come una Pensione perché a me sembra molto evidente che non sono come etica e capacità in grado di decidere queste cose. È così difficile iniziare dal principio che da chi non trova più lavoro fino ai giovani mettersi in una bella stanza, Governo, Opposizione e Parti Sociali e stare dentro fino a quando non sia trovata una soluzione per tutti. Questo secondo me dovrebbero fare i politici. Trovare i problemi e risolverli definitivamente Uno alla volta e non iniziare dibattiti falsi e stucchevoli dai quali non viene mai una soluzione. Siccome tutto insieme non si può fare “Una cosa per volta” ma risolta una volta per tutte, perché la Pensione è il risultato di una vita di sacrificio di troppe persone e dovrebbe essere una cosa Basilare e Primaria da risolvere anche perché aiuta anche tante famiglie intere ad andare avanti. DECIDETE una volta per tutte e fatela finita con le PROMESSE inutili.

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    29 Settembre 2020 in 9:13
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    Ma l’anticipata Fornero resterebbe o no?
    Perché chi oggi ha 40/41 e non l’età per quota 100 che farà? Ci pensano
    i sindacati?

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    29 Settembre 2020 in 8:50
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    Io ho 59 anni e sette mesi, e 40 anni di contributi pagati:
    stanti così le cose devo lavorare ancora tre anni netti per andare in pensione ANTICIPATA (!?!) , ma anticipata de che ? 42 anni e 10 mesi di contributi e quasi 63 anni di età anagrafica e me la chiamate ANTICIPATA ???
    Vedendo che si stadicendpo che 38 anni di contributi sarebbero troppi ?

    ma a me, a sentire certe argomentazioni, pare di stare sulla Luna …

    41 PER TUTTI E BASTA! e per i lavoratori penalizzati perchè discontinui o altro, trovare delle soluzioni che partano dal dato dei 41 anni di contributi.

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    28 Settembre 2020 in 21:53
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    io nato nel 1960 adesso devo sperare che non venga abolita la fornero che mi consentirebbe di andare in pensione a sessantadue anni e dieci mesi con 42 anni e 10 mesi di contributi questi grandissimi pezzi di merda sembra vogliano portare il requisito minimo a 64 anni e 38 di contributi quando io avro maturato quota 108!!!!!!!!!!!!! ma andate affanculo

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      29 Settembre 2020 in 17:27
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      Tranquillo io a 64 anni sarò a quota 109, pensa te che gioia!
      Nato nel 1960 e già a 41 di contributi ora!
      Non l’avrei pensato mai fino a 3 mesi fa; ma ora devo dire e ripetere: Lasciate “l’anticipata”
      Fornero!
      Se non vi riesce niente di meglio per i lavoratori…
      PD, leu,5 *…. che delusione (ancora non ci metto i sindacati). Ma se mi toccano altri 4 anni di lavoro…

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    28 Settembre 2020 in 21:15
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    41 anni di versamenti senza intrallazzi e tutto retributivo…

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    28 Settembre 2020 in 17:28
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    Ma non avete ancora capito che tolta al quota 100 non ci sarà più niente per nessuno ? Solo la Fornero M….tta e niente altro !
    Quote 41 ,120 etc ed attenti alla ASPETTATIVA DI MORTE !!!! IL PD è tornato !

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    28 Settembre 2020 in 16:32
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    C’è molta gente come me che ha 36 anni di contribuzione 64 anni e non riesce a trovare uno straccio di lavoro per arrivare a 67 anni , cosa dovrebbe fare una persona? Damiano ha ragione, troppe persone sono rimaste per strada dopo una vita di lavoro , lasciatele andare in pensione con quello che hanno maturato. Avete fatto la pensione contributiva con 20 anni di lavoro e dopo 36 non bastano?

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    28 Settembre 2020 in 16:31
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    Io la penso diversamente, e cioè, chi ha raggiunto l’età di 64/65 anni deve andare in pensione calcolando quello che gli tocca in base ai contributi versati

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    28 Settembre 2020 in 16:30
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    C’è molta gente come me che ha 36 anni di contribuzione 64 anni e non riesce a trovare uno straccio di lavoro per arrivare a 67 anni , cosa dovrebbe fare una persona? Damiano ha ragione, troppe persone sono rimaste per strada dopo una vita di lavoro , lasciatele andare in pensione con quello che hanno maturato. Avete fatto la pensione contributiva con 20 anni di lavoro e dopo 36 non bastano?

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    28 Settembre 2020 in 16:26
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    Gentilissina Erica, Gentili Signori, una piccola spiegazione per favore, sulle voci del momento quando di parla di penali da applicare, che siano dai 62 oppure dai 64 anni, queste penali sono applicate fino ai 67 anni e poi la pensione riprende il suo valore naturale in base al suo calcolo oppure sono penali applicate per il tempo restante della propria vita? Grazie

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    • Erica Venditti
      28 Settembre 2020 in 16:38
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      Per sempre come opzione donna, é una scelta!

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    28 Settembre 2020 in 15:56
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    Politici, sindacalisti, ministri, ex ministri e compagnia cantante continuano tutti a parlare ma nessuno sta facendo niente. E quelle poche proposte che hanno fatto sono a dir poco scandalose, tipo tolgo la finta quota 100 di Salvini che quota 100 poi non lo è nemmeno perché è un ambo secco (62+38 e le altre combinazioni tipo 63+38 non fanno nemmeno 100 ma 101 e così via) e la sostituisco con una quota 102 (64+38) ancor più difficile da raggiungere e quindi per pochissimi, tutto ciò per fingere di cambiare ma alla fine tutto rimane invariato, ovvero rimane la fornero.
    Benissimo adesso parlate, cantate ve la ridete, ma nel 2023 parleremo canteremo e suoneremo noi e per tutti voi sarà pianto e stridore di denti. Già le sedie da 945 sono 600 e per poter poggiare il vostro nobile sederino dovrete chiedere il voto a noi e dubito lo otterrete se non fate una seria riforma delle pensioni cari miei.
    Dovrete stupirci con effetti speciali, altro che quota 41 o uscita dai 62 anni, ormai non bastano più, ci vuole ben altro, per stupirci. Altrimenti sapete già come finirà e noi sappiamo benissimo a quanto ci tenete al vostro posticino.

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      28 Settembre 2020 in 21:10
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      No no vedrai che questa volta i sindacsti faranno 4h di sciopero.

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      30 Settembre 2020 in 13:12
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      Quello che dice Damiano secondo me sono cazzate…cazzate …per giustificare il fatto che vogliono togliere quota 100 e destinare le risorse per altre spese..certo.quota 100 andrebbe migliorata tenendo conto anche di chi ha versato meno contributi e ha un eta’ che lo pone ‘ fuori dal mondo del lavoro ma ad ora e’ lunica alternativa di scelta che riguarda tutti d’uscita anticipata dal mondo del lavoro..con pensione calcolata sulla base dei contributi versati..prima c’era il nulla luscita anticipata riguardava solo alcune categorie con.particolari requisiti..inoltre ha aiutato molte persone che hanno perso il lavoro a 62 anni o più che pur avendo.versato molti anni di contributi..avrebbero dovuto aspettare 67 anni sarebbero rimaste senza più un reddito di sostegno..quota cento e’ una misura sperimentale che secondo me andrebbe modificata in meglio abbassando ad esempio la quota di contributi necessari per chi e’ disoccupato in eta’ prossima alla pensione (e non in peggio come sicuramente faranno).e andrebbe resa strutturale …mo chiedo invece perche’ questo Damiano e quasi nessuno abbia criticato.la norma di pensionamento anticipato introdotta dal governo Renzi APE volontaria cioe’ fare un mutuo per andare in pensione prima..business per banche ed assicurazioni pazzesco!!..purtroppo a questi sta sul cazzo quota 100 perche’ l’ha proposta Salvini…per finire se prima non ci sara’ una riforma seria del INPS.separando assistenza da previdenza e non quel calderone che c’e’ adesso saremo sempre qui’ a parlare di riforma delle pensioni….

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    28 Settembre 2020 in 14:53
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    Damiano è uno dei pochi che da sempre fanno proposte sensate e coerenti, purtroppo normalmente non ascoltate (a cominciare dal suo stesso partito).
    E anche qui ha ragione a dire che non ci può essere motivo di sorpresa (ma, casomai, è facilmente mera polemica politica) da parte di chi si “stupisce” (o fa finta di farlo) sull’affermazione di Conte.
    Si sa da tempo che Quota 100 non sarebbe mai stata confermata a fine 2021 ma, d’altra parte, è proprio la stessa esistenza di Quota 100 solo fino a quel termine a spingere fortemente ad una riforma per evitare lo “scalone”.

    Anche la sua osservazione sugli (assurdi) 38 anni minimi di contribuzione, di cui si continua purtroppo a parlare in questi giorni a proposito di future regole pensionistiche, coglie pienamente nel segno.

    I 38 anni sono ciò che ha reso Quota 100 inavvicinabile ai più, a causa soprattutto dei buchi contributivi di questi ultimi decenni di crisi.
    Replicarli, come si vocifera, in fantomatiche “Quota 102”, fosse pure dai 64 anni, sarebbe un’autentica PRESA PER I FONDELLI.

    Ci dica perciò il governo se vuole prenderci i fondelli con una nuova “riforma” fatta NON per ovviare ad un diffuso e sempre meno sostenibile disagio sociale e per stimolare il ricambio generazionale ma solo per “risparmiare”, ovvero intende far sì che la “riforma” possa essere sfruttata solo dal MINOR NUMERO POSSIBILE di pensionandi.
    E ci dicano i sindacati se vorrebbero accettarlo.

    La vera soluzione, se si vuole “risparmiare”, è una RAGIONEVOLE penalizzazione per ogni anno di anticipo rispetto ai 67 (Damiano parlava del 2% per ogni anno, Boeri del 1.5%), consentendo al pensionando la SCELTA, che in età avanzata è di notevole importanza, tra PIU’ SOLDI o PIU’ TEMPO DI VITA, ovvero tra PIU’ SOLDI e MIGLIOR SALUTE FISICA E PSICHICA.

    Nè si può richiedere una preminenza ed una maggiore “urgenza” della “quota 41” sulla flessibilità (casomai concomitanza, ma con netta separazione dei fini) perchè la pesantezza del lavoro, a parità di lavoro ed escludendo quelli fisicamente usuranti, dipende altrettanto se non più dall’età anagrafica che dall’anzianità lavorativa.
    Tre anni in più di lavoro fatti a vent’anni sono molto più “leggeri” di tre anni in più fatti a 62 anni.

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      28 Settembre 2020 in 17:28
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      La seguo con attenzione Carlo e mi trova spesso concorde nelle analisi che porta.
      Questa volta faccio fatica a digerire l’affermazione: “La vera soluzione, se si vuole “risparmiare”, è una RAGIONEVOLE penalizzazione per ogni anno di anticipo rispetto ai 67 (Damiano parlava del 2% per ogni anno, Boeri del 1.5%),”
      O meglio la potrei digerire meglio accompagnata da approffondimenti molto precisi che chi fa i conti dovrebbe portare in luce e se ne vede bene di farlo credo.
      Si può risparmiare con qualunque cifra maggiore di zero essendo una cifra in detrazione, ma a me , quasi me ne vergogno, piacerebbe il massimo della trasparenza su quel dato e non trovarmi al mercato delle cifre a chi offre di meno.
      Tanto per sapere SE, QUANTO e DOVE il mio sacrificio concorre a salvare la Patria !
      ALtrimenti non si finisce più di fare esperimenti falsi.
      Nessuno fino ad ora mi ha fatto vedere una tabella con i numeri scritti che mi aiuti a capire
      – primo SE il sacrificio di una percentuale maggiore di zero porta realmente un beneficio al sistema e per quanto tempo, o è soltanto un mero risparmio di cassa e il sistema andrebbe comunque in crash nel momento che tutti i nati nel 62, 63 ad esempio, andranno in pensione…e quindi rivoltano il problema ai prossimi politici che si troveranno in quella tornata;
      -secondo quanto serve quella percentuale a contribuire o chissà annullare… la quota di pensioni pagate a quanti non dovrebbero percepire quel valore di pensione per tutti i motivi che ormai conosciamo e nessuno affronta. Aiutare il prossimo mi sta bene ma qui mi sembra un altra cosa.
      E quanto concorre sempre quella percentuale a pagare la cassa integrazione.
      – se fosse da portare ad una media di anni e valore di pensione uguale per TUTTI i comparti di lavoro quel 2% quanto si ridurrebbe?

      Io non so ma ho sempre in mente quel dato di 300.000 esodati dimenticati nel conteggio e previsione della precedente riforma..
      Sarà stata dimenticanza di analisi di una specifica situazione sfuggita al caso studiato o qualche algoritmo non era poi molto preciso?

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        28 Settembre 2020 in 19:38
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        Ale, sono d’accordo con lei nel chiedere trasparenza e conti precisi, fatta però salva la successiva precisazione.

        Faccio una lunga (come mio solito … 🙂 ) premessa.
        PURTROPPO non credo che si potrà avere una riforma “flessibile” che, in generale, non si basi su una qualche penalizzazione oppure addirittura (qualcuno lo proporrà) sul ricalcolo tutto a contributivo.
        Quest’ultima cosa in vantato nome anche dell'”equità verso i giovani che hanno tutto contributivo”, discorso che non sta in piedi anche perchè sono convinto che quando i giovani andranno in pensione, con carriere oltretutto spesso discontinue, per non creare una insostenibile nazione di anziani VERAMENTE poveri (ancor più di adesso) NON si potrà dare loro, in massa, pensioni da fame e sarà indispensabile rifare un calcolo contributivo più favorevole o dare a ognuno di loro una quota integrativa, il tutto fondato probabilmente su risorse trovate dalla fiscalità generale (come si fa per le pensioni sociali).
        Nè credo che pur fra 40 anni sarà possibile estendere molto oltre i 67 anni l’età della pensione di vecchiaia, che oggi è una follia che solo noi e Grecia abbiamo in Europa.
        Quindi sulle pensioni non la vedo così nera per i giovani, il cui problema è invece immediato e si chiama mancanza di lavoro.

        Spero di non essere troppo ottimista sul futuro pensionistico dei giovani, ma secondo me il vero problema non sarà per chi andrà in pensione tra 40 anni, il vero problema è per chi deve andarci ADESSO!
        La mia generazione, che immagino sia anche la sua, ovvero quella degli attuali sessantenni, ha secondo me passato la gioventù e la maturità in un mondo certo più facile di quello dei loro padri e più facile (e più felice) anche di quello di oggi.
        Tutto TRANNE per una cosa: le PENSIONI.
        I nostri padri ci andavano prima e con più soldi e senza essere nè continuamente colpevolizzati nè mazziati nè usati come bancomat dai governi.
        Siamo noi la vera “generazione sfigata” sulla questione specifica delle pensioni!
        Sul resto no, ma sulle pensioni si.

        Ciò detto, credo che dato che il ricalcolo tutto a contributivo sarebbe troppo oneroso per il pensionato in quasi tutti i casi, credo che sia più facile che si vada sulle PENALIZZAZIONI (se si andrà nella direzione della “flessibilità”).

        Il mio discorso sulle penalizzazioni è generale, anzi generico (me ne rendo ben conto) a parte le due percentuali che ho ipotizzato e per le quali PER ORA mi devo “fidare” delle valutazioni di Damiano e Boeri.
        Ma lei ha ragione a dire che se c’è una percentuale di detrazione sarebbe bello sapere “dove si va a parare” con quella.

        Ricordandosi, però, che ci potrebbe essere anche il rovescio della medaglia: mettiamo che governo e sindacati si accordino su una percentuale di compromesso (le trattative si fanno per questo), non quella (ipotesi: 3%?) che il governo e i “rigoristi” tipo Corte dei Conti e UE vorrebbero per essere sicuramente “sostenibile” per i conti INPS e neppure quella (ipotesi: 1%?) che vorrebbero i sindacati per non far mazzolare troppo i pensionandi.
        Quindi, per ipotesi, si accordano sul 2%, che non sarebbe la migliore per i pensionati ma neppure quella tipo “salasso del 3% annuo, ma sicuro per i conti”.
        E contestualmente squadernano al mondo, in nome della “trasparenza”, i conti sulla sostenibilità della scelta, dove in realtà si vede da dati ufficiali governativi che è stata fatta una “concessione” del 1% di penalizzazione in meno ai pensionati, concessione che imporrà costi un pò maggiori per l’INPS, rispetto al “meraviglioso” teorico 3% che magari avrebbe ricvevuto l’applauso perfino della Fornero.

        Il giorno dopo, può stare certo di più di un titolone a grandi caratteri su un “giornalone” (esempi “a caso”: il Sole 24 ore, il Corriere della Sera, la Stampa e tanti altri, molto probabilmente i più) che recita più o meno così: “Il governo sfida l’Europa con una scelta non sostenibile per le casse INPS. Preoccupazione a Bruxelles. E’ quasi più costosa di Quota 100!, dicono Fornero e Cazzola”.
        Ed entro mezzogiorno, non più tardi, mio aspetterei pure la reprimenda pubblica dei Dombrovskis di turno.

        Siamo sicuri che tutta questa “trasparenza” non rischierebbe di essere un boomerang?
        Io non lo so, qualche dubbio ce l’ho.

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        29 Settembre 2020 in 0:20
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        Anch’io mi trovo più che spesso, concorde con Carlo, e lo sono anche quando parla di ragionevoli penalizzazioni, purtroppo.
        Come ho già scritto in altri miei commenti, (e per chi legge ogni giorno scusate se mi ripeto) non dovrebbe essere così, fino a 9 anni fa non si sarebbero permessi di fare proposte di questo tipo, invece ora mi ritrovo ad accettarle per disperazione e non mi trovo affatto a mio agio con questa accettazione, come una resa di fronte al fatto: in questo momento non posso aspettarmi niente di più, perchè a nessuno verrà in mente di offrirmi di più e questo porta a frustrazione e rabbia: ho permesso a persone che pensano principalmente ai propri interessi, di portare ai minimi livelli le mie aspettative riguardo a diritti che pensavo acquisiti.
        Per quanto mi riguarda, fin da ragazza è come se avessi impostato un “pilota automatico” determinando tempo e destinazione. In mezzo a varie e grosse difficoltà mi ero ripromessa di tenere duro con il lavoro fino ai 60 anni per la pensione di vecchiaia, e nel 2011 per me era stato un duro colpo vedere come le carte in tavola erano cambiate, senza che ne nessuno fiatasse. Io ci ho provato a modificare il mio pilota automatico, ma non c’e stato verso, perchè proprio quest’anno a 60 sono arrivata alla frutta, con soli 32 anni di contributi a fine anno, con cui attualmente non ci posso fare niente, e senza la forza di aggiungerne altri. Ha ragione Lei Ale, quando dice che fa fatica a digerirla questa cosa se non suffragata da validi e provati motivi, come aveva ragione anche quando ha scritto quel bel commento di cui copio solo:
        “Questa storia di penalizzare in continuo prelevando dalla quota che uno si aspetta dalla propria pensione è una atroce assurdità . Uno svilimento interiore che porta rabbia e odio”….
        Sì ha ragione Lei, ma io questa storia delle penalizzazioni mi sono forzata, arrendendomi, di farmela andar bene, di avvalorarla, quindi c’è ancora più rammarico perchè viste le premesse temo sarò scesa a compromessi con me stessa per niente.
        E se così sarà, credo mi sarà molto difficile perdonare.

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          29 Settembre 2020 in 12:23
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          Angela, la capisco perfettamente, come capisco Ale.
          E’ così: in particolare da una decina di anni i pensionati e pensionandi sono continuamente colpevolizzati e la colpevolizzazione serve come giustificazione per mazzolarli sempre di più, cosa che avviene effettivamente.

          E, a proposito di colpevolizzazioni, giusto in questi giorni si vedono titoli tipo “Pensioni, spesa record nel 2020: è pari al 17% del Pil”.
          Beh, grazie, con il PIL 2020 che è crollato causa COVID-19 …
          Andate a vedere il rapporto spesa-pensioni/PIL di Germania, Francia, Spagna ecc. per il 2020, “scommetto” che sarà anche per loro il “record di sempre”!
          Però la cosa ci viene di nuovo venduta come “le pensioni italiane sono insostenibili”, manco che i pensionati italiani nuotassero nell’oro.

          Da dieci anni almeno ci viene venduto il concetto che “siccome il rapporto spesa-pensioni/PIL italiano è uno dei più alti d’Europa, bisogna abbassare le pensioni”.
          Ehi … e andare a vedere PERCHE’ è uno dei più alti? Perchè non andare a vedere che se è così è perchè è il nostro PIL ad essere BASSO, anche ben prima del coronavirus!, e che non è la spesa pensionistica ad essere particolarmente alta in assoluto rispetto ad altri paesi, soprattutto se si separa previdenza e assistenza?
          Il PIL nominale langue e abbiamo un PIL reale, ovvero calcolato a prezzi costanti in modo da depurarlo delle variazioni dei prezzi dei beni prodotti, che è addirittura FERMO DA VENT’ANNI!
          C’è da sorprendersi se il nostro rapporto spesa-pensioni/PIL è peggiorato?

          E di chi è colpa se il PIL è fermo? Dei lavoratori? Dei pensionati?
          No, è colpa di chi aveva ed ha in mano le leve di comando delle scelte economiche, le imprese in primis e poi la politiica che non le ha sapute indirizzare.

          Ciò detto, anch’io sono “rassegnato” ad avere penalizzazioni, anche se non mi piace.
          Purtroppo le alternative sarebbero peggiori.

          Vorrei però, come minimo, non essere preso per i fondelli da chi farà le scelte.
          Quantomeno, non cerchino di colpevolizzarmi, come se io avessi delle “pretese”.

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            29 Settembre 2020 in 13:32
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            Esatto Carlo! Per me, soprattutto le sue ultime parole, fanno il sunto di tutto il mio scritto.
            Come sempre, grazie!

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    28 Settembre 2020 in 14:41
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    Chi ha dato per 40 o 41 anni. di lavoro è anche troppo…e che si ritrova precario o disoccupato prima dei 60anni con meno contributi che speranze ha?

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      28 Settembre 2020 in 15:50
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      Allora,
      Oggi 28.9 si leggono sui giornali notizie preoccupanti. Dal 2022 scalone di 5 anni se non si trova una soluzione adeguata.
      Quota 100 se ne sarà andata (e non è un gran male). Per gente come me,del 1960 e con già 41 anni di contributi cosa resta? Arrivare a 63/64 anni con 45 di contributi? (Quota 109?).
      Cari sindacati mi pare una ingiustizia totale! (Da restituire la tessera!).
      Pensate un po’ anche a noi con 40/41 già fatti ad oggi. Almeno lasciate, o migliorate un poco, l’anticipata Fornero (i nostri 42/43 anni nel 2022 li avremo fatti) e senza penalizzazioni.
      Altrimenti che senso avete di essere nostri rappresentanti?

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        28 Settembre 2020 in 16:48
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        Caro Paolo, purtroppo i sindacati oggi rappresentano solo i pensionati. Coloro i quali hanno acquisito i loro cari diritti (pensioni calcolate con il metodo retributivo, baby pensionati ai quali sarà concessa la 14^ per non parlare delle pensioni d’oro.
        Io la tessera non la pago già da tempo, da quando precario sono stato abbandonato da tutti.
        Mi dovrò rassegnare alla pensione anticipata a 64 anni con 44 di contributi pregando Dio di aver la salute.
        Sarebbe molto bello se tutti i lavoratori dipendenti spedissero la tessera al mittente.

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        28 Settembre 2020 in 21:58
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        io nato nel 1960 devo sperare nella legge fornero

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    28 Settembre 2020 in 13:56
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    MA DI COSA VOGLIAMO PARLARE….ORA SI DISCUTE DI QUOTA 100 SI/NO, PENSIONE CONTRIBUTIVA MA CON LIBERTà DI SCELTA SU QUANDO ANDARE IN PENSIONE, IO DICO SOLO CHE IL CONCETTO DI DIRITTO ACQUISITO è QUALCOSA CHE SI UTILIZZA A PROPRIO PIACIMENTO/CONVENIENZA….SIAMO IN CRISI.. BENE ALLORA RIMETTIAMO” MANO” A TUTTE LE PENSIONI QUELLE GIà CONFERMATE E QUELLE CHE VERRANNO. I LIMITI DI ETA’ MASSIMA DEVONO ESSERE UGUALI X TUTTI SI MA X I LAVORI PESANTI E PER SITUAZIONE DI PATOLOGIE MAGARI ANCHE RIDOTTI. AH DIMENTICAVO ORA I SINDACATI INDICONO SCIOPERI MA DOV’ERANO QUANDO è STATA APPROVATA DA TUTTI LA FAMOSA FORNERO/MONTI, E QUANDO CON IL JOB ACT SI SONO CANCELLATI ANNI DI LOTTE DELLE CLASSI OPERAIE…TOTò DIREBBE : ‘ MA MI FACCA IL PIACERE…”

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      28 Settembre 2020 in 15:19
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      Quota 100 era qualcosa, Damiano che non e’ riuscito a salvare neanche tutti gli esodati fermandosi senza alcun senso al 2014, ora propone altre prese in giro con il suo PD, ma siamo seri un volta per tutti

      GRAZIE

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    28 Settembre 2020 in 13:39
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    compirò 62 anni in febbraio e andrò in strameritata pensione con 40 e 1 mese di lavoro. Quota 100 mi ha tolto quasi 3 anni di differenza e stress. Lode Salvini. Che ha fatto il PD succube della UE? Che ha fatto Damiano, se non blaterare? Quanto alla signora Fornero, se kz incontrassi l’ammazzerei.

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      28 Settembre 2020 in 14:21
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      Quota 100 non considera per niente gli anni di lavoro, gli anni di lavoro sommato a quello a casa cura dei figli con due parti prematuri …… quota cento ha agevolato tutti coloro che hanno iniziato a lavorare a 25 o 26 anni e e fuori con 38 di versamenti…. ma i precoci dove li mettiamo le mamme che hanno avuto poco tempo da dedicare ai bambini anche in difficolta’……. non andro’ mai con quota 100 lavoro nel pubblico e faccio 41 anni e 62 di eta’ a gennaio 2021 ti sembra giusto che chi ha lavorato di meno ci e’ andato con quota 100 perche’ magari anagraficamente piu’ vecchio? Credo che 41 con agevolazione precoci e usuranti sia una buona scelta non e’ detto che chi ha 60 anni e lavora nel pubblico fisicamente sia ben piu’ predisposto a lavorare deve essere presa in considerazione soprattutto il lavoro delle donne parlo per la parte che non e’ retribuita cioe’ il lavoro a casa i figli ecc che e’ inestimabile. Quindi via da subito quota 100 e una soluzione piu’ rispettosa per tutti.

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      28 Settembre 2020 in 16:51
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      se vuoi una mano penso che che ne troveresti diverse
      si sottovaluta molto lo sconforto e la rabbia sociale generata dal blocco pensione che a sua volta blocca le assunzioni

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    28 Settembre 2020 in 13:35
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    Ma un cristiano dopo che ha lavorato 41 anni quanto C…… deve ancora lavorare perche deve essere penalizzato

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    28 Settembre 2020 in 12:57
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    Salvini, che per inciso vive sulle spalle di tutti noi con un assegno da favola che ogni operaio si sogna, continua la sua cantilena sugli unici due argomenti che fanno presa, mi dispiace dirlo, sugli ignoranti: Pensioni e immigrazione. Il problema nostro è che non ha inciso ne sull’uno ne sull’altro: La quota 100 è una ciofeca a tempo e gli arrivi di migranti e i rimpatri sono uguali a quando c’era lui. Cosa lo paghiamo a fare uno così ? Chiunque di noi saprebbe fare altrettanto e forse meglio.

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    28 Settembre 2020 in 12:44
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    Damiano dice che 38 anni di contributi sono troppi ?
    e che dire allora di 41 anni di contributi ? Sono pochi ?
    Prima di abbassare i 38 anni previsti dalla quota 100 pensino a chi ha lavorato e versato contributi per 41 anni ?

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