Pensioni, ultimissime Durigon: conferme su opzione donna, esodati, quota 41

Le ultime novità sulle pensioni al 12 maggio 2019 riguardano le importanti dichiarazioni sulla proroga dell’opzione donna, sulla quota 41 e sugli esodati che ha rilasciato a Monfalcone l’onorevole Claudio Durigon, nel corso della conferenza stampa aperta al pubblico di presentazione dei candidati alle Europee.

Paola Viscovich, amministratrice del gruppo ‘opzione donna le escluse, ha aggiornato le sue sull’incontro che lei ed alcune donne hanno avuto a Monfalcone con l’onorevole Durigon a seguito dell’evento in cui é emersa la volontà politica di proseguire nell’iter che porterà verso la proroga dell’opzione donna al 2019. Inoltre nel corso della conferenza sono emerse importanti novità, sempre per voce del sottosegretario al Ministero del Lavoro, anche a favore degli esodati e dei precoci, eccovi la sintesi dell’intervento e le reazioni sui social da parte dei lavoratori.

Opzione donna, Durigon conferma la proroga e non solo

Così Paola Viscovich sul gruppo ‘opzione donna le escluse’: “Che piacere partecipare a questo evento, proprio nella mia città!!! Monfalcone ha accolto il Sottosegretario Claudio Durigon, ma egli, a sua volta, ha accolto le donne di Opzione Donna Le Escluse. L’iter che dovrebbe portarci al risultato è avviato. Il treno di Opzione Donna ha subìto solo una sosta, ma ora sta riprendendo il suo cammino. Abbiamo manifestato ulteriormente tutte le ragioni che ci spingono ad insistere che non si spengano i riflettori su una misura che, al momento, rappresenta l’unica maschera di ossigeno per tante lavoratrici. Abbiamo ricevuto ascolto e fattiva disponibilità. Lo abbiamo fatto oggi con l’onorevole Durigon, continueremo a farlo con tutti gli uomini e le donne di buona volontà che saranno disposti a far convergere le loro energie anche alla nostra causa. Un grazie particolare ad Anna Cisint, sindaco della mia città, per aver reso possibile questa importante occasione, alle donne che mi hanno accompagnato e anche alle tantissime altre che, da ogni parte d’Italia, mi hanno espresso il loro sincero rammarico per l’impossibilità di essere fisicamente presenti! FORZA DONNE NON SI MOLLA!”

Durigon nel suo interevento non ha parlato solo della proroga di opzione donna per le nate del 61, ma é tornato a parlare di quota 41 ed esodati, entrambe le categorie parrebbero avere, stando alle ultime dichiarazioni del sottosegretario al Ministero del Lavoro buone chance nel prossimo futuro per la risoluzione del loro dramma previdenziale. Anche se le parole dell’onorevole Durigon non hanno affatto convinto i lavoratori più accorti anzi hanno alimentato sui social ulteriori dubbi e/o amarezza. Vi riportiamo in primis le frasi dette dall’onorevole leghista e poi le analizziamo con gli occhi critici di chi cerca di non illudersi più delle semplici promesse, ma attende ora e più che mai fatti concreti.

Pensioni 2019, quota 100 cambierà faccia, quota 41 tra tre anni

Per quanto riguarda quota 41, Durigon avrebbe detto: “Saremo pronti, quindi tra tre anni per procedere all’obiettivo finale che è Quota 41”, poi cercando di rispondere alle critiche di quanti gli hanno fatto notare che la quota 100 é a scadenza e potrebbe provocare ulteriori ineguaglianze, ha precisato: “Vi do per certo che la Quota 100 di oggi sarà gestita in maniera diversa, caso mai adattata a quelle persone che hanno lavori più difficoltosi, usuranti in modo che possano ancora avere una rispostaInsomma il futuro di quota 100 post 2021 parrebbe potrebbe divenire come l’attuale quota 41 ossia una misura destinata solo alle categorie maggiormente disagiate.

La quota 41, invece, promessa per tutti dal 2022 secondo i precoci é una promessa vuota, giacché, a detta di molti come Antonella G tra tre anni i precoci ‘ si saranno estinti‘, ossia saranno già tutti andati in pensione, o comunque la stragrande maggioranza di quanti oggi la richeidono a gran voce, con l’attuale riforma Fornero. E gli altri fa notare Mauro D’Achille, amministratore del gruppo Lavoro e pensioni: poblemi e soluzioni, della quota 41 se ne faranno nulla, perché i giovani difficilmente arrriveranno a 41 anni di lavoro. Dunque a chi servirà la quota 41 dal 2022?

Pensioni, esodati: unica soluzione 9° salvaguardia, no misure alternative

Poco soddisfatti delle parole di Durigon anche gli esodati che non hanno visto di buon occhio tali affermazioni: “Stiamo lavorando sulla legge per salvaguardare gli esodati. L’Inps non riesce a trovare questo famoso bacino, ma stiamo trovando alternative per dare anche a loro risposte”. Già perché in molti temono che non si andrà incontro alla nona salvaguardia ma ad altre misure ‘alternative’che non ‘salverebbero’ comunque tutte le 6.000 persone escluse dalle precedenti salvaguardie. I dubbi sono emersi con chiarezza sul Comitato esodati licenziati e cessati. Tanté che Giovanni La T ci ha tenuto a precisare e a ribadire quanto richiedono gli esodati al Governo: “Noi chiediamo di far approvare un decreto ad hoc per noi esodati, per esempio aggiungendo un articolo per noi nel DECRETO CRESCITA. Chiediamo un incontro tecnico entro la prossima settimana a ROMA il 15 maggio per scrivere il testo dell’articolo con Raffaele Fontana, caposegreteria del sottosegretario Claudio Durigon con la presenza di tecnici legislativi, MDL,MEF e DG I.N.P.S.”.

Vi é chi come Ottavia Z, preoccupata, mette in guardia gli altri esodati sulle ultime voci sentite relative ad eventuali soluzioni proposte al Governo che non collimerebbero affatto con quanto richiesto dai più, ma solo da un piccolo gruppo che si sta facendo portavoce e potrebbe, dicono gli esodati contrari a tali eventuali soluzioni, fare più danno che bene: “Io non so che informazioni abbiate voi ma io ho letto la soluzione ad hoc che richiedono gli esodati che fanno capo ad Ardizio e che hanno sottoposto a Durigon. Non si fa parola di regole anti Fornero, ma riscatti agevolati di contributi per Ape opzione donna e quota 100. Propongono anche che tutti possano andare in pensione con 62 anni e 20 o 30 anni di contributi con 12 mensilità ecc…. questo per tutti gli esodati compresi ante 2007. A me non va bene anche perché 1 agosto sarei andata in pensione con le regole ante Fornero. Vi é poi chi esausto dalle promesse mette in guardia i suoi lettori, critica si dimostra infatti Orietta Armiliato, amministratrice del CODS, qui vi riportiamo il suo lungo post.

Pensioni 2019, Armiliato: parole molte, ma a quando i fatti?

Anche stamane, preparando la rassegna stampa per il CODS, mi sono imbattuta in una serie di articoli che riportano straripanti promesse di provvedimento a favore di tutte le categorie di lavoratori: donne, precoci, giovani, esodati ….È un fatto: questa perenne campagna elettorale, non da modo di poter lavorare con serietà, stabilendo contatti, sinergie e strategie: le commissioni sono assenti, i sottosegretari ed i ministri sono costantemente in giro per piazze e per programmi televisivi a raccogliere applausi, selfie e consensi, dialogando solo con chi partecipa ai loro eventi e/o condivide le loro iniziative tant’è, ed è sotto gli occhi di tutti quelli che ancora sanno vedere, che se opponi ragionamenti anche solo di carattere prettamente economico o analitico, sei un gufo mentre se contesti il loro dire argomentando oggettivamente, sei un sinistroide frustrato: non vi é più la possibilità di confrontarsi nei luoghi deputati dove ci si può misurare sui temi in maniera corale pur con tutti i normali singoli e distinti ideologici legati alle diverse visioni ed ai programmi dei partiti dei vari membri che compongono le compagini politiche presenti in parlamento”.

Poi ricordando come anche i sindacati fatichino a relazionarsi col governo per proporre le loro analisi ed iniziative, aggiunge: “Le organizzazioni sindacali in primis hanno grosse difficoltà a produrre ai membri dell’esecutivo le loro analisi che altro non sono che la rappresentanza dei bisogni dei lavoratori riscontrata giorno dopo giorno nel “mondo reale” e dunque non riescono a proporre in quelle sedi le loro idee sulle misure idonee a sanare o/a prevenire. Auguriamoci che una volta concluse le elezioni europee, si possa iniziare a lavorare così come si dovrebbe in un Paese dove, per fortuna, vige ancora lo stato di repubblica parlamentare, ovvero quella forma di governo nel quale la rappresentanza democratica di quella che è la volontà popolare è affidata al Parlamento ed ai suoi membri TUTTI e non solo a chi ha stipulato un contratto per governare ed oggi, essendo un patto auto-imposto, lo vuole rispettare ad ogni costo”. Poi conclude cercando di spiegare che la natura del post e quello di far aprire gli occhi alle persone affiché non diventino vittime della strumentalizzazione politica, ma decidano sempre ragionando con oggettività e con la propria testa: “Può sembrare un comizio elettorale anche il mio? Forse ne ha le sembianze ma il contenuto é solo il risultato di chi ha voglia, e come me immaginino ci sia un nutrito numero di persone che lo fanno, di ascoltare, raccogliere e leggere gli eventi con obiettività a cui far seguire singoli ragionamenti consequenziali, logici e di buon senso, certamente non indotti dalla strumentalizzazione propagandistica”. Voi che idea vi siete fatti di queste promesse per la proroga di opzione donna, esodati e quota 41?

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

21 pensieri riguardo “Pensioni, ultimissime Durigon: conferme su opzione donna, esodati, quota 41

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    14 Maggio 2019 in 10:49
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    Le ingiustizie ci saranno sempre, con tutti i minestroni che hanno fatto in questi anni per provare a riparare ai danni fatti, c’è anche chi ha già 40 o 41 anni di contributi a ha iniziato a lavorare giovane e pertanto anche se la quota fa 100 e ha contribuito per più di 38 anni non può andare in pensione perché non ne ha 62 di età, anche questa è un’ingiustizia.

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    13 Maggio 2019 in 23:25
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    Questo articolo invece mi è piaciuto

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    • Erica Venditti
      14 Maggio 2019 in 12:10
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      Meno male Timo 🙂

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    13 Maggio 2019 in 15:08
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    è ora di finirla di deridere gli esodati prefornero ridateci i nostri diritti dovevamo essere i primi ad essere salvaguardati ad oggi ancora dopo 13 anni ancora non sanno chi siamo e l inps dicono che non esistono è vergognoso che questi
    politici come gli altri stiano ancora a godersi i nostri sacrifici e ora di prendere delle sagge decisioni

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    12 Maggio 2019 in 21:19
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    Ho 60 anni e 30 anni di contributi.Quanti anni ancora devo lavorare? Grazie

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    12 Maggio 2019 in 19:01
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    Premiano sempre gli stessi , 62 e 38 di contributi la solita porcata Italiana x avere consensi ….invece chi si trova tra i 40 e 43 anni e non e tra gli usuranti…deve lavorare e pagare x gli altri scempi fatti …41 x tutti questo dovevate fare da subito……

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      13 Maggio 2019 in 23:32
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      Vorrei sapere perche’ noi esodati siamo sempre stati consideratl una nullita’?????
      Esistiamo, siamo qua a reclamare I nostri diritti dopo trentanni di contributi, perche’ buttata fuori dal mondo del lavoro.
      Mi sembra di chiedere l’elemosina………
      Lasciateci L’Ape Social.

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    12 Maggio 2019 in 18:37
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    A infame…
    Sappiamo benissimo che il 26 ci sono le votazioni
    Quindi puoi anche smetterla di prenderci x il C.. O!!!
    Tu e il tuo capo l infame traditore salvini, farete la fine di Renzi, già ora state perdendo tanto,
    Preparatevi a tornare a casa… Uomini di Merda!!!

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    12 Maggio 2019 in 17:59
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    Finora buon lavoro di questo governo, riguardo il diritto per andare in pensione dopo il 2022 , come sostiene Durigon penso sia assolutamente ingiusto sospendere quota cento per i 41 anni per tutti. Sarebbe una grave ingiustizia per i lavoratori che alla soglia del 2022 e 38 anni di contributi per qualche mese non potranno accedere , quindi magari dovranno aspettare altri 4 anni per andare in pensione.Ben venga una legge per tutti con 41 anni per andare in pensione, ma assolutamente non creare differenze e disciminazioni per tutti quei lavoratori che nel 2023 finalmente raggiungono quota cento .Sarebbe una grave ingiustizia

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    12 Maggio 2019 in 17:59
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    Ma scusatemi tanto ,o che ci volete proprio prendere per il c……,oppure non siete capaci di fare i conti .chi ha cominciato a versare i contributi a 14 anni nel 2022 ne versa per 42 anni .

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    12 Maggio 2019 in 17:22
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    Sono nata il 25 maggio 1956. 31 anni contributi Inps, iscritta ufficio di collocamento dal 2010., 3 figli. Benché in possesso dei tre requisiti per l’accesso Ape social: 63 anni, 31 anni di contributi , disoccupata, al CAF mi è stato detto che non ne ho diritto perché disoccupata da lavoro autonomo. I lavoratori autonomi sono figli di un Dio minore? Oltre a non aver percepito alcun sostegno da parte dello stato in quasi dieci anni (danno), sono punita per non aver percepito alcun sostegno da disoccupata (beffa) . Questo discrimine non ha alcun senso e grida vendetta. Il governo equipari a d e s s o i diritti dei lavoratori autonomi a quelli da lavoro dipendente eliminando questo inaccettabile discrimine. L’ ape social è stato introdotto dal precedente governo con tale anomalia, mi aspetto e spero che quello attuale vi ponga rimedio. Per chi legge, sono tantissime persone che subiscono questa ingiustizia.

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    12 Maggio 2019 in 17:02
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    Fra 3 anni sarò in pensione se non crepi prima ,dopo 43 anni di lavoro….sono precoce….per cortesia non continuate a prenderci per il c….

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    12 Maggio 2019 in 16:30
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    A gennaio del 2020 avrò 58 anni e 35 anni di contributi dipendente statale….potrò andare in pensione con opzione donna a quando potrò percepire la prima mensilità di pensione…nessuno mi può dare una risposta corretta alla mia richiesta…Grazie saluti.

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    • Erica Venditti
      13 Maggio 2019 in 16:22
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      Nessun può darle una risposta, perché al momento attuale lei non rientra in opzione donna. I requisiti richiesti sono 35 anni di contributi e 58 se dipendnete ee 59 se auotnoma fatti entro il 31/12/2018. Se vi sarà una rporoga, si vedranno i requisiti richiesti e vi faremo sapere

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    12 Maggio 2019 in 16:00
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    Fanno ridere, duringun e la lega bijardi.

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    12 Maggio 2019 in 15:58
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    Io sono cittadino italiano di origine egiziana sono in Itali¢ltre 35 anni sono disoccupato da 2anni non c’ho nessun reddito ne io né mia moglie isse mio 12mila perché mio figlio che ha una attività ma io non trovo da mangiare sche vado in Egitto per trovo lavoro. E mangiare grazie italia

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    12 Maggio 2019 in 14:41
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    Buongiorno ancora n ricevo un si o un no e x la pensione di cittadinanza spero rsp grz

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    • Erica Venditti
      13 Maggio 2019 in 12:15
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      Anna Non deve chiedere a oi per il reddito di cittadinanza ma dove ha fatto domanda, noi non abbiamo accesso alle pratiche

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    12 Maggio 2019 in 14:27
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    Anche io, lavoratore precoce di 59 anni, della quota 41 tra 2 anni me ne sbatto. Tra 2 anni vado in pensione con la legge Fornero (minuscolo, nota bene) con oltre 43 anni di contributi. Uno dei quali devo pagarmi perché all’imps (ancora minuscolo) non sapevano che una ditta per la quale ho regolarmente lavorato non me li ha pagati. Che cazzo facevano? Lavoravano o giocavano a briscola? Quindi quota 41 subito, e se mancano i soldi è perché troppi non pagano le tasse. Lotta globale all’evasione, altro che aiuti alle imprese. Perdindirindina!

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    12 Maggio 2019 in 14:18
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    Pienamente solidale con chi rivendica uno specifico provvedimento di salvaguardia per gli esodati che raggiungono i requisiti ante riforma Monti – Fornero entro il 31/12/2021. La questione che pone da sempre il Comitato “Esodati Licenziati e Cessati” verte su precisi elementi costituzionali e di diritto, pertanto non c’è alcuna soluzione da cercare perchè la stessa è già scritta nel testo della VIII salvaguardia. A parte i necessari corollari applicativi e la disposizione delle coperture, il testo si riduce a poche righe per prorogare al 31/12/2022i termini dei requisiti di tutte le categorie già menzionate nella VIII salvaguardia. A quasi tre anni dall’approvazione della VIII salvaguardia, parlare di soluzioni da ricercare significa non aver capito o non voler capire chi sono gli esodati e la specifica natura del danno a loro inferto. Fa pertanto specie che sia talvolta una frangia degli esodati medesimi ad invocare generiche “soluzioni ad hoc” preannunciando su queste addirittura dei tavoli di confronto quando è palese che, in materia, si è ben lontani dal potersi accreditare come portavoce di una comunanza di indirizzo tra gli esodati come, del resto, testiamo iano gli stessi commenti a questo articolo.
    Più volte il nostro Comitato ha ribadito, non solo la sua contrarietà a derogare dal piano del diritto ma ha anche evidenziato i potenziali rischi derivanti da provvedimenti finanziati a debito, la cui sostenibilità è resa ancor più incerta dalle note clausole di salvaguardia.
    Che siano poi i comitati o singoli esodati ad avanzare bozze di provvedimenti di legge, ha semplicemente dell’assurdo. Comitati e singoli cittadini possono rappresentare un’utile fonte di consultazione ma la legge la deve predisporre il legislatore che, delle sue proposte e non di quelle dei cittadini, deve dar conto al Ministero delle Finanze, alla Ragioneria di Stato, nonché alla ostituzione. La chiamata dei cittadini a legiferare riporterebbe tristemente a trascorsi storici non propriamente felici, i cui ricorsi spero ardentemente che questo governo ci voglia risparmiare.

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    12 Maggio 2019 in 14:00
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    Io avrò 41 anni di lavoro nel 2023 e 57 anni di età quindi , rispondendo ad una domanda, a me la quota 41 servirà! Della quota 100 non me ne faccio nulla!

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