La prossima legge di stabilità si avvicina e con essa i nuovi correttivi e le misure in materia pensionistica per consentire ai lavoratori di lasciare il lavoro in anticipo rispetto ai requisiti della Legge Fornero. Da una parte Salvini rilancia l’abolizione della Legge Fornero, dall’altra il Governo fa i conti e cerca soluzioni sostenibili economicamente che rischiano di scontentare un po’ tutti. Quota 100 infatti non è ben vista dai lavoratori , ma al momento è l’unica soluzione sul piatto.
Anche il riconoscimento del lavoro di cura per le donne ed eventuali sconti contributivi per loro è al momento in stand-by, e a questo proposito vediamo l’appello di Orietta Armiliato che da anni lotta affinchè sia valorizzato il lavoro di cura per tutte le donne. Nella prima parte del post pubblicato sul gruppo Comitato Opzione Donna Social, l’amministratrice si sfoga per quanto accade giornalmente sui social e poi torna a parlare delle
Ultimissime novità Pensioni 2018: parla Orietta Armiliato
“Pare proprio che non esista più un principio ispiratore elevato, un modello cui riferirsi e dal quale prendere esempio: anche da questa pagina trasudano superficialità ed egoismo accompagnati da grettezza che è spesso frutto di ignoranza ovvero mancanza di conoscenza che diventa fertile terreno per i luoghi comuni che prolificano spropositatamente stornando l’attenzione dai problemi reali per indirizzarla verso questioni assurde quasi sempre infarcite di odio, cattiveria ed invidia“.
Queste le parole di Orietta Armiliato, che poi continua “Non esiste più nulla che assomigli al bene comune, all’educazione, al senso civico: conta e vale solo quel che serve a soddisfare il “mio” bisogno e, tutto ciò che esula da questo, non ha alcuna valenza nessun interesse. E si ha un bel da fare per spiegare, argomentando, punti di vista differenti che aprano a riflessioni o a proporre possibili soluzione che possano essere utili a tutta la platea femminile, come questo Comitato si propone”.
Pensioni oggi 25 luglio 2018, lavoro di cura per le donne
Il lungo post di Orietta Armiliato continua poi entrando nel vivo del discorso sulle pensioni per le donne. Ecco le sue parole: “Pongo da due anni il tema del lavoro di cura non tanto come quel connubio di strumenti necessari per consentire alle donne di poter vivere in maniera equilibrata le responsabilità professionali e famigliari (ci sono molti gruppi, associazioni, comitati che se ne occupano specificatamente) ma piuttosto come una possibilità di riconoscimento tangibile economicamente scontando anni di contribuzione e/o abbassando l’età di accesso alla quiescenza giacché, a mio avviso, è questo il primo passo da compiere per far evolvere tutto il processo educativo sul tema: se esiste un provvedimento all’interno del nostro ordinamento che determina una valorizzazione economica, questo doppio spesso triplo ruolo che le donne svolgono ed hanno addosso come fosse un tatuaggio non voluto, verrebbe meno e si determinerebbe un irreversibile cambio di passo verso una maggiore consapevolezza sociale del genere femminile.
Ed invece, ci preoccupiamo più del voler lasciare il lavoro per continuare, magari facendo le nonne a tempo pieno (per carità niente di male ci mancherebbe ma…) a lavorare a “zero salario” sopperendo alle carenze di un sistema che ci vede più come “bestie da soma” piuttosto che riconoscerci come persone. Dunque, indipendentemente da tutti i provvedimenti normativi mirati alla flessibilità con i quali ogni giorno ci bombardano insensatamente fino a rintronarci e che spesso riconosciamo come inattuabili, con questo riconoscimento si potrebbero accorciare i tempi necessari al pensionamento e/o a compensare almeno un po’ i mancati versamenti contributivi dovuti alla discontinuità lavorativa che, parlando di donne, é certificata ed ordinaria e, finalmente, si fisserebbe un concetto chiaro sul ruolo che le donne hanno diritto di avere al pari di quel che avviene in molti Paesi”.
