Pensioni, ultimissime novità donne: i voti persi che potrebbero far gola ai politici

Le ultime novità sulla riforma delle pensioni in queste ore ruotano intorno ai commenti relativi ai risultati delle elezioni europee, interessanti indagini stanno, infatti, in questi giorni suscitando l’attenzione ed il dibattito sui social, specie tra il genere femminile. Le donne attente al loro potenziale, si sono rese conto di poter divenire soggetti altamente interessanti per la politica, che ad oggi, invece, par aver ignorato il potere delle donne come ago della bilancia nei risultati delle elezioni. Stiamo parlando di un dato che fa certamente riflettere messo in luce sia da Giovanna Badalassi, del gruppo di ricerca GenderCapp dell’Università di Modena e Reggio Emilia, quanto da Orietta Armiliato, amministratrice del Cods.

Entrambe fanno notare come Le donne italiane chiamate al voto sono in totale 26,2 milioni ma dalle analisi, post voto delle elezioni europee 2019 di SWG, si evince che 13,1 milioni di loro, ossia il 50%, non ha esercitato il diritto“. Ora é bene andare al fulcro del problema, perché ciò é accaduto, e cosa potrebbe fare la politica per attrarre a se quel 50% di potenziali voti rimasti inespressi? Le considerazioni per le donne, dalle donne su tale aspetto interessante.

Pensioni 2019, donne pro Lega e contro i propri diritti?

Giovanna Badalassi collabora con alcuni enti di ricerca e ha fondato insieme a Federica Gentile Ladynomics, un portale online il cui manifesto é chiaro: ” Scriviamo di politiche di genere e di donne ed economia dall’Italia e dagli Stati Uniti. Ci interessa parlare di economia dalla prospettiva delle donne. Non solo di quello che ci riguarda direttamente, ma soprattutto della nostra visione sull’economia e la politica che la governa.Chiedendoci prima di tutto se ce l’abbiamo, una nostra visione.Noi di Ladynomics pensiamo di sì, e che sia giunto i momento di tirarla fuori”.

Poi criticamente nel suo ultimo scritto del 27 maggio ricorda come la bassa affluenza al voto da parte delle donne potrebbe certamente essere correlata al fatto che in campagna elettorale “si é assistito a programmi elettorali di tutti i partiti dove la questione femminile era assolutamente ignorataPoi ancora più critica dato il risultato, a primo acchito emerso, afferma: “oggi ci tocca assistere al trionfo di forze sovraniste-populiste che nell’ultimo anno si sono messe proprio di impegno per rappresentare al peggio il maschilismo più retrivo che si possa immaginare“. Analizzando poi il voto espresso – il 37% delle donne che hanno votato hanno scelto un partito ostentatamente maschilista – aggiunge basita: Fa quindi molto male pensare che anche delle donne abbiano potuto votare partiti che hanno proposto misure che di fatto escludono o ‘danneggiano’ le donne, si pensi a:” il Disegno di Legge Pillon, rimesso in discussione la Legge 194/78, esaltato la famiglia “tradizionale”, proposto la riapertura delle case chiuse, messo alla gogna sui social giovani donne manifestanti, sospeso insegnanti, approvato misure di politica economica che di fatto escludono le donne, tipo Quota100. ” Poi speranzosa, dice che nonostante tutto vi sono due aspetti in questi dati, sul non voto, da tenere in considerazione che portano dunque a due notizie, una buona ed una cattiva.

Pensioni, quanto potrebbe contare il voto delle donne in futuro?

Eccovi la sua analisi” Due notizie, quella buona, è che noi donne siamo meglio di quello che abbiamo pensato in molte oggi, leggendo i risultati delle elezioni europee. Considerati i tempi, la quantità di anziane, la protesta sociale, le diseguaglianze, l’analfabetismo funzionale e le paure varie ed assortite che vengono fomentate quotidianamente per far presa sui più fragili, 4,8 milioni di donne “sovraniste-populiste” su un totale di 26 milioni ci possono anche stare, in una democrazia che deve per forza comporre molteplici bisogni e punti di vista

La cattiva notizia è, aggiunge, ci sono 13 milioni di voti di donne che non sono andate a votare che a quanto pare non interessano molto soprattutto chi dovrebbe, se non altro per la propria storia, avere un minimo di interesse a raggiungerle“. Il riferimento é ovviamente ad una classe politica cieca e sorda alle richieste della platea femminile, poi ci tiene a sottolineare come sarebbe opportuno, data una tale quantità di potenziali voti fermi ‘con le quattro frecce’, che ci fosse uno sforzo in più per la prossima volta per comporre programmi politici ed elettorali in grado di interagire con queste donne. Infatti lo ribadisce con forza, le donne hanno votato solo per metà. E qui, conclude, sta la verità con la quale i partiti dovranno inesorabilmente confrontarsi, specie quelli che prima o dopo vorranno tornare ad essere competitivi.

Pensioni 2019, Armiliato: prima donne che nonne

Anche per Orietta Armiliato, amministratrice del CODS, e le sue iscritte i dati sul non voto vanno presi in seria considerazione, per comprendere il punto ad oggi sul non fatto, e per ripartire, affinché le forze politiche mettano finalmente al centro delle loro sfide future anche misure previdenziali a favore delle donne, e del ruolo che rappresentano: ‘primadonnechenonne’, insomma lo scopo resta la valorizzazione del lavoro di cura che deve passare attraverso misure atte a valorizzare la donna come tale e non solo in quanto potenziale ‘procreatrice’.

Così Armiliato:Le donne italiane chiamate al voto sono in totale 26,2 milioni ma dalle analisi si evince che 13,1 milioni di loro, ossia il 50%, non ha esercitato il diritto. Questa presa d’atto deve essere motore di una profonda riflessione innanzitutto da parte della politica che, mai come negli ultimi mesi, ha prospettato alla platea femminile un futuro fosco, che non promette nulla di buono“. Abbiamo anche chiesto a Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, il suo parere sulla scarsa partecipazione delle donne alle urne, eccovi il suo parere.

Pensioni donne e voto: il parere di Proietti

“L’ astensionismo dal voto e un fenomeno presente da tempo nelle democrazie occidentali . Le ultime elezioni europee hanno fatto registrare una lieve inversione di tendenza che fa ben sperare per il futuro . Le donne si astengono un po’ di più e questo indebolisce le battaglie di parità di genere che vanno sostenute con forza e determinazione . Voi che idea vi siete fatti al riguardo, come leggete questi dati e quanto pensate che possano, se studiati nell’ottica giusta, ‘far gola’ ai politici?

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

Un pensiero riguardo “Pensioni, ultimissime novità donne: i voti persi che potrebbero far gola ai politici

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    29 Maggio 2019 in 18:17
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    Un po’ cervellotico: non ho capito bene le cifre ma non credo che “tutti” gli astenuti siano di sesso femminile. Potrà solo variare leggermente la percentuale tra astenuti dei due sessi. La questione femminile? Sinceramente non credo che questa abbia influenzato l’astensione dal voto. Semplicemente: o erano più astenuti di un sesso o lo erano più di un altro: difficile trovare la parità esatta di astenuti tra uomini e donne; e, dato che si parla di persone e non di essere sessuati, immagino che, semplicemente, “tutti” gli astenuti lo siano PERCHE’ NON TROVANO NESSUNA RAPPRESENTANZA NELL’ATTUALE ARCO COSTITUZIONALE: per un motivo o per l’altro, alcuni comuni come potrebbe essere quello della condizione della donna, altri diversi.
    Non credo che i partiti, a meno di una SINCERA rivoluzione a trecentosessanta gradi, DI UN SINCERO CAMBIAMENTO, possano trarre vantaggio dal voto di queste PERSONE altamente mature e altamente critiche da non trovare nessun partito “degno” del loro voto: proprio perché, per tali loro caratteristiche, non si farebbero certo attrarre da una pillolina politica indorata.

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