Pensioni, ultimissime su quota 100: se ho i requisiti il diritto si cristallizza?

Moltissimi i dubbi dei lettori sulla futura riforma delle pensioni post Covid 19, sarà migliore o rischierà di andare ad intaccare leggi già in vigore mutandole? Sono molti i lavoratori che ci scrivono per sapere se il diritto alla pensione una volta raggiunto, si cristallizza, e dunque può essere utilizzato in qualsiasi momento, o se questo, cambiando la legge possa venire meno.

Riforma pensioni 2020: le domande dei lavoratori su quota 100

Taluni ci scrivono: ” Se ho già raggiunto i requisiti per quota 100, ossia 38 anni di contributi e 62 d’età, posso fare domanda di pensione anche nel 2022 o se cambia la legge non posso poi più usufruirne ed é meglio io ‘mi ritiri’ subito?” O ancora: Io farò 62 anni il 1 gennaio 2021, ora quota 100 é sperimentale fino al 31/12/2021 e dunque ci rientrerei tranquillamente, ma se la prossima legge di bilancio cambiasse la quota 100, resterebbe valida per me tale possibilità o rischio di non poter più godere di tale misura? Posso dunque mettermi d’accordo con l’azienda sulla base di una legge sperimentale fino al 2021 o mi consigliate maggiore prudenza e nessun accordo senza legge certa?”.

Qui vi riportiamo due considerazioni emerse da un post di Orietta Armiliato, amministratrice opzione donna social, e da un commento allo stesso di Luigi Metassi, ex amministratore Comitato esodati licenziati e cessati, che a nostro avviso ben possono chiarire ogni dubbio. Anche perché Luigi Metassi é memore del pasticcio capitato con gli esodati, che si sono ‘fidati’ delle regole in corso, all’epoca, per poi ritrovarsi, a norma cambiata, con un ‘pugno di mosche in mano’ nonostante gli accordi tra lavoratori ed aziende.

Riforma pensioni, ultime su quota 100: titolo acquisito si cristallizza?

Orietta Armiliato su un post Facebook nella sua pagina per aggiornare le iscritte al Comitato, che spesso propongono la medesima domanda sulla cristallizzazione del diritto riferita ad opzione donna, così asserisce

“Forse non tutti sanno che … esercitare il diritto di accesso (leggi diritto soggettivo) ad una misura pensionistica presente nel nostro ordinamento previdenziale avendone i requisiti, é tutelato dell’art.38 Secondo Comma della Costituzione. Quindi il titolo uno volta acquisito si cristallizza e si potrà esercitare in qualsiasi momento. Dalla sua con un commento é intervenuto Luigi Metassi per confermare l’affermazione di Armiliato, ponendo però l’accento sul fatto che la prudenza non sia mai troppa, eccovi la sua disamina.

Pensioni, ultimissime specifiche su cristallizzazione diritto

Così Metassi: “L’affermazione del tuo post è giustissima e fa specie che una cosa così fondamentale risulti così sorprendente da destare così tanti interrogativi. Credo peró che necessiti una ulteriore precisazione onde evitare pericolosi fraintendimenti.
Il diritto alla pensione è soggettivo quindi, una volta acquisito resta tale e non puó essere cancellato da nuovi provvedimenti di legge che, nel frattempo, dovessero interporsi. Occorre peró comprendere bene alcune cose:

1) il diritto si materializza quando siano stati conseguiti i requisiti previsti dalla legge al momento vigente;
2) le leggi non sono imperiture ma si possono modificare e abrogare in qualsiasi momento;
3) data la materia di cui si tratta, eventuali modifiche alle leggi che regolano il sistema pensionistico è improbabile (non è peró un dogma) che avvengano al di fuori della legge di stabilità;
4) per quanto detto sopra, vi sono sufficienti garanzie che le regole pensionistiche non mutino fino al 31 dicembre dell’anno corrente ma non vi è alcuna garanzia che restino tali anche per l’anno successivo.

Da tutto questo si deduce che chi ha raggiunto i requisiti nel corso dell’anno ha acquisito il diritto soggettivo a presentare domanda di pensione in qualunque momento, fosse anche fra 10 anni, fatta salva ovviamente la effettiva sussistenza dei requisiti.
Chi non raggiungesse i requisiti nel corso dell’anno farebbe invece bene ad attendere pazientemente ad assumere decisioni irrevocabili perchè non è affatto detto che la prossima finanziaria non possa apportare modifiche all’attuale regime pensionistico. In tale situazione sarebbe un vero azzardo sottoscrivere le dimissioni a data futura“.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

8 pensieri riguardo “Pensioni, ultimissime su quota 100: se ho i requisiti il diritto si cristallizza?

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    1 Maggio 2020 in 12:13
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    Io compio i 62 anni nel settembre 2022
    Supererei già i 38 anni di lavoro.
    Ci potrebbe essere la possibilità di far slittare a tutto il 2022 quota 100?
    Grazie mille.
    Andrei in pensione prima lasciando il posto ad un giovane dipendente comunale.

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    • Erica Venditti
      1 Maggio 2020 in 15:21
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      Purtroppo non possiamo darle questa risposta, al momento é tutto molto incerto. Le faremo certamente sapere qualora sopraggiungessero novità. Quel che é certo ad oggi é che la quota 100 é sperimentale e dovrebbe concludersi al 31-12-2021

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    1 Maggio 2020 in 11:54
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    Ottimo articolo, molto interessante. Si pongono di conseguenza due domande, in base al prevedibile mutamento “radicale” delle regole pensionistiche causa crisi economica da coronavirus: 1) in possesso già dei requisiti minimi di Quota 100 conviene subito fare domanda a Inps presentando le dimissioni irrevocabili dall’impiego con decorrenza entro 31 dicembre 2020, perchè dal gennaio 2021 potrebbero decadere le garanzie e la sussistenza dei requisiti acquisiti? 2) maturando i requisiti della pensione anticipata ordinaria con 42 anni e 10 mesi durante il 2021, conviene attendere pazientemente, senza ricorrere a Quota 100 nel 2020, o, cambiando le regole, si rischia la pensione di vecchiaia fino almeno i 67 anni?

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    • Erica Venditti
      1 Maggio 2020 in 15:25
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      La rongrazio molto per la stima Maurizio, Per questioni così specifiche le consigliamo di rivolgersi a Domenico Cosnetino presidnete del patronato Inapi, che si é reso disponibile via messanger. Contatti lui e faccia pure il mio nome. Resta inteso che una volta maturati i requisiti il resto é una scelta soggettiva, se proseguire fino ai 42 anni e 10 mesi o se fermassi con quota 100, questo deve poi solo stabilirlo lei a fronte di considerazioni sul suo assegno previdenziale. Ma ribadisco una conulenza dal patronato che analizzerà la sua questione diventa fondamentale. Saluti e buon 1 maggio!

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    29 Aprile 2020 in 16:21
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    Il suggerimento è più che condivisibile soprattutto in relazione ai ”diritti” acquisiti per i privilegiati. Il vero problema, tuttavia, risiede nell’altro insormontabile ostacolo rappresentato dall’ancora incerto diritto al TFS che, chissa perche’ non è più immediato oppure deve passare per il tramite di ”discutibili” prestiti bancari.

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    • Erica Venditti
      28 Aprile 2020 in 15:50
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      Grazie di cuore Francesco!

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    28 Aprile 2020 in 13:35
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    Sentite il mio parere: chi raggiunge i requisiti quota 100 ci vada senza indugi. Il futuro è incerto e i così detti “diritti acquisiti” sono certi per i privilegiati (politici e compagnia) ma per la “gente normale” possono cambiare a piacere (la vicenda degli esodati dovrebbe insegnare qualcosa).
    Quindi occhio, andateci subito o poi non lamentatevi.

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