Le ultime novità sulle pensioni anticipate ad oggi 14 marzo 2018 arrivano dai social, sono i lavoratori a dare sempre più spesso la loro opinione e a chiedere esplicitamente al Governo, attraverso post Facebook o lettere ai politici, quali misure vorrebbero vedere realizzate. Molti ammettono di non aver nemmeno più un chiaro credo politico, un po’ amareggiati, quello che desiderano e poter contare su un Governo, indipendentemente dal leader che lo guiderà, che abbia intenzione di riportare equità sociale e di soddisfare almeno in parte i desiderata dei pensionandi.
Pensioni anticipate 2018: Quota 41 per tutti e quota 100, le misure chieste
Uno dei post più chiaro in questo senso è quello di un lavoratore precoce che scrive: ”
“41 PER TUTTI …e quota 100 per chi è rimasto nella terra di mezzo, gente che ha iniziato a lavorare presto e che non ha i 12 mesi per essere precoce perché allora non tutti venivano messi in regola, per chi oltre a lavorare faceva le serali e non sempre aveva il posto fisso, per chi dopo lo studio non trovava lavoro fisso perché doveva partire per la naia, e per tantissime altre situazioni che non sono state prese in considerazione, perché la riforma Fornero è stata fatta senza usare il CERVELLO!”
Ricordiamo infatti la pensione anticipata con Quota 41 è effettivamente spendibile solo da quanti abbiano maturato almeno 12 mesi di contributi anche non continuativi prima dei 19 anni. Tanti ci hanno fatto presente, anche in pvt, che pur essendo andati a lavorare molto giovani non sono considerati precoci perché all’epoca non sono stati messi in regola e non hanno dunque maturato i mesi necessari di contributi per poter essere considerati tali.
Ultima ora pensioni: Quota 100, conviene o no?
Se quota 41 per tutti senza limiti anagrafici trova tutti d’accordo, la proposta quota 100, tornata in auge nei programmi elettorali del Movimento 5 stelle e della Lega, non convince tutti. Il lavoratore sopra citato la considera una misura necessaria per chi è rimasto nel limbo e non può usufruire della quota 41, una sorta di paracadute aggiuntivo. Altri temono che se la quota 100 non verrà lasciata ‘libera’ ossia intesa come somma di età anagrafica e contributiva, possa divenire dannosa per i precoci, che dunque continuano a prediligere, se mai si dovesse fare una scelta tra le due, per la prima.
Il dubbio è che la quota 100 possa portare con sé taluni limiti es 40 anni di contributi e 60 d’età, come in passato si era già vociferato. Se così fosse va da sé che per molti precoci, anagraficamente più giovani, l’opzione non sarebbe vantaggiosa. Per Tito Boeri , tornato recentemente sulla questione, addirittura concedere quota 100 e 41 sarebbe ancora più deleterio per il Paese rispetto ad abolire in toto la Riforma Fornero.
Boeri contro Quota 100 e 41, peggio dell’abolizione della Fornero
Per l’economista abolire la riforma delle pensioni attualmente vigente avrebbe un impatto sul debito implicito pari a 85 mld di euro. Ma introdurre le misure di flessibilità in uscita come quota 100 e quota 41 per il Presidente dell’Inps sarebbe ancora più deleterio che eliminare la Legge Fornero, l’impatto sul debito sarebbe pari a 105 mld.
E voi cosa ne pensate? Quali le vs proposte al futuro Governo?
