Pensioni ultim’ora quota 100: 25mila domande presentate, UGL: ‘Un Successo’

Arrivano nuove stime dall’INPS sul numero di domande per quota 100 presentate fino ad oggi 6 febbraio 2018. L’Alto numero di domande secondo Paolo Capone, segretario generale dell’UGL dimostra come questa pensione anticipata sia da considerarsi un successo.

Vediamo allora le novità dell’ultim’ora rilasciate dall’INPS sul numero di aderenti a quota 100 e le dichiarazioni del segretario dell’UGL a questo proposito.

Pensioni quota 100 ultim’ora: Le parole di Capone

“Siamo arrivati a circa 24mila domande presentata per andare in pensione con quota 100. E’ ormai evidente che la riforma della legge Fornero, voluta da questo esecutivo, rappresenta un successo e lascia ben sperare sull’obiettivo finale: favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro“.

Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl, continua poi spiegando in merito alle domande arrivate all’Inps per accedere a quota 100 che: “Un terzo delle richieste arrivano dalla pubblica amministrazione. Questo indica che il ricambio generazionale investirà sia il settore pubblico che quello privato con uno svecchiamento vero e proprio della popolazione lavoratrice”.

Pensioni ultim’ora INPS: Domande per quota 100 quasi 25.000

Riportiamo l’ultimo comunicato stampa dell’INPS rilasciato oggi 6 febbraio 2019: “Hanno superato quota 24.200 le domande presentate all’Inps per il pensionamento con quota 100 alle ore 10.00 di oggi. Lo rende noto l’Inps. I lavoratori dipendenti ammontano a 10.143 e la gestione pubblica conta 7.379 domande”.

L’INPS prosegue poi con i dati delle aree metropolitane principali: “A livello territoriale l’area metropolitana di Roma supera la soglia delle 2mila domande mentre Napoli arriva 1.170. A seguire Milano con 835 e poi Palermo a 770″. Quasi 25mila domande già effettuate quindi per quota 100, voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti!

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Autore dell'articolo: Stefano Rodinò

Stefano Rodinò
Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

7 commenti su “Pensioni ultim’ora quota 100: 25mila domande presentate, UGL: ‘Un Successo’

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    Giuseppe C.

    (8 Febbraio 2019 - 14:04)

    Non se ne prevedevano 400.000?
    E, sbaglio o, salvo errori, la domanda presentata (per interrompere i termini) NON PUO’, COMUNQUE, SUCCESSIVAMENTE, ESSERE DAL LAVORATORE REVOCATA SE INSODDISFATTO DELL’IMPORTO DELL’ASSEGNO PROPOSTO?

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    Franco Giuseppe

    (7 Febbraio 2019 - 13:43)

    Pare che le domande ad oggi siano 25.000, certo un buon numero, solo che a leggere bene, siano quasi tutte maggiormente di persone disoccupate da tempo o licenziate ultimamente. Questa è una buona notizia e cioè il fatto che si offra la possibilità a chi non ha più possibilità di entrare nel mondo del lavoro causa età e mansione lavorativa. Giusto così. Non trovo accettabile invece che venga offerta la stessa possibilità a chi il lavoro lo ha ancora e percepisce già un reddito. Che si facciano anche loro 5 anni in più come i precoci che si dovranno sorbire la Fornero per intero con 5 anni in più di lavoro. Come sospettavo, questa riforma che taglierà anche del 30% il reddito non è sopportabile da tutti. Chi ancora in attività, avendo uno stipendio di 1500 euro rischia di ricevere solo 1000 di pensione?

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    Luigi Napolitano

    (7 Febbraio 2019 - 11:43)

    Buon giorno,

    La nuova manovra economica prevede che un milione di persone andranno in pensione anticipata nei prossimi tre anni. Si tratta della cosiddetta quota 100, ossia minimo 62 anni di età e almeno 38 anni di lavoro.

    È vero allora, come dicono in tanti, che un milione di nuovi pensionati porterà altrettanti posti di lavoro?

    La quota 100 crea davvero un milione di posti di lavoro?

    No, non è affatto vero che un milione di persone che vanno in pensione liberano un milione di posti di lavoro per i più giovani.

    Vediamo perché.

    Giovani ed anziani non sono intercambiabili
    Si parla di lump of labor fallacy, per indicare la teoria secondo cui il mercato del lavoro ha un numero fisso e determinato di posti di lavoro.

    Al contrario, il mercato del lavoro è flessibile, i posti di lavori si creano, si riducono e cessano di esistere.

    Allo stesso modo, i lavoratori sono flessibili, nel senso che hanno caratteristiche diverse e sono adatti a lavori diversi.

    Una persona di 62 anni, con una determinata esperienza e determinate caratteristiche, non potrà essere sempre (e necessariamente) sostituita da una persona giovane, che ha tutt’altro livello di istruzione e tutt’altra esperienza.

    Anzi, diciamo pure che in rari casi una persona che sta per andare in pensione sarà sostituita da una persona giovane.

    Come mai?

    Perché quel lavoro, nel corso degli anni, ha assunto caratteristiche tali da richiedere necessariamente una persona con molti anni di esperienza. Oppure, col passare degli anni, quel lavoro non ha più senso di esistere.

    Mandando in pensione un lavoratore l’azienda potrebbe non avere bisogno di sostituire quel lavoratore; ad esempio, potrebbe semplicemente accorpare ruoli e mansioni.

    Giovani ed anziani non sono intercambiabili. Semmai sono parti che si completano.

    I costi, se un milione di persone va in pensionamento anticipato
    Cosa accade mandando in pensione anticipata un milione di persone?

    Si crea un costo importante per il welfare, un costo che dovrà essere sostenuto dallo stato, quindi da tutti i cittadini.

    Prima o poi questo costo porterà lo Stato ad un aumento delle tasse, che ricadrà anche sulle aziende. In risposta, le aziende potrebbero evitare di assumere, allo scopo di contenere le proprie spese.

    Inoltre, un eccessivo costo delle pensioni porterà ad una riduzione di altre spese pubbliche, come ad esempio quelle della formazione.

    Per semplificare: costo alto per le pensioni, pochi soldi per innovazione ed istruzione, tasse per chi deve assumere.

    Per questo, è ragionevole credere che se un milione di persone va in pensionamento anticipato il paese potrebbe entrare di nuovo in recessione.

    La perdita del collegamento tra le vecchie e le nuove generazioni
    In un’epoca di flessibilità, tecnologie, innovazione, cambiamento, il pensionamento anticipato provocherà non solo un costo altissimo per la società ma anche una mancanza di collegamento tra le vecchie e le nuove generazioni.

    Con il pensionamento anticipato di un milione di persone in così poco tempo verranno a mancare esperienza, memoria storica e mentoring per i giovani.

    Le vecchie generazioni possono dare alle nuove molto di più restando sul posto di lavoro che non andando in pensione.

    L’assistenzialismo può condurre alla recessione
    La convinzione che un milione di nuovi pensionati porteranno un milione di giovani ad entrare nel mondo del lavoro è una convinzione anacronistica e sbagliata.

    Non siamo nel dopo-guerra, il mercato del lavoro italiano non è una catena di montaggio del 1960: vanno in pensione 50 operai e ne assumo 50 più giovani.

    Seppure un milione di persone in pensione anticipata potrà portare qualche posto di lavoro nei primi mesi, nel medio e lungo termine questa soluzione porterà l’Italia alla recessione.

    Ironia della sorte, saranno proprio i giovani a pagare il prezzo più alto di questo assistenzialismo.

    Cordiali saluti,
    Luigi Napolitano

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      Giuseppe C.

      (8 Febbraio 2019 - 14:11)

      Ciao Luigi, temo che, per quanto riguarda le assunzioni di giovani per il turn over nel settore pubblico, FINO A NOVEMBRE 2019, PER UN VETO SE BEN RICORDO POSTO DA BRUXELLES AL GOVERNO GIALLO VERDE, IN ITALIA NON SI POSSONO FARE ASSUNZIONI!
      Di giallo verde preferisco il mitico Santos di Pelè; il calcio non mi interessa ma, quello giocato dal Brasile, più che sport è “arte”!
      Sul giallo verde nostrano non mi esprimo…se non in presenza del mo avvocato! ):

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        Luigi Napolitano

        (8 Febbraio 2019 - 21:13)

        Ciao Giuseppe,
        grazie per la Tua gentile opinione,
        Tengo a precisare; ciò che scrivo in questo luogo di informazione in merito ai giocatori della squadra giallo/verde è sempre preceduto da una mia Pec, recapitata ai singoli protagonisti del mio commento. Il confronto democratico e civile è sempre e comunque il sale della democrazia, diversamente non saremmo qui. Sarebbe un altra storia…
        Grazie e buona Domenica.

        Cordiali saluti,
        Luigi Napolitano

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          Giuseppe C.

          (11 Febbraio 2019 - 20:57)

          Buona domenica a Te, anche se,ormai, passata!
          Un caro saluto!
          Giuseppe.

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    Andrea

    (6 Febbraio 2019 - 16:47)

    Penso che ci sia un po’ effetto bottiglia che si stappa: c’è un forte timore che il decreto non venga convertito in legge o subisca della modifiche sostanziali. Quindi la paura porta molti ad accelerare un scelta che non è del tutto ponderata. Si sa che chi ha presentato la domanda, anche a decreto poi non convertito, potrà far ricorso per ottenere il beneficio. Forse …
    Quando sarà possibile ragionare con calma – a legge consolidata tra poche settimane – penso saranno molti quelli che valuteranno se anticipare di qualche mese rispetto alla Fornero sia davvero una scelta saggia, o valga la pena attendere e garantirsi una pensione maggiore.
    Per molti infatti questa quota 100 è solo un palliativo a quote 102, 103, 104 … ormai già acquisite.
    Andrea

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