Pensioni, ultim’ora sindacati: serve Quota 41, lavoro cura, flessibilità dai 62 anni

È appena terminata l’audizione in Senato dei rappresentanti di CGIL CISL UIL, iniziano a circolare la sintesi di quanto emerso, molte le proposte dei sindacati che ritengono insufficiente la quota 100, sebbene sia un primo passo ed un’opportunità per quanti abbiano carriere continue e strutturali, non può bastare.

La quota 100 resta una misura insufficiente per precoci, donne, e lavoratori con carriere frammentate. Ecco le modifiche che andrebbero attuate per i sindacati al decretone per renderlo apprezzabile da una platea maggiore di lavoratori che ad oggi si ritrovano esclusi dalla quota 100 e dunque dalla nuova riforma delle pensioni. Eccovi in dettaglio quanto emerse oggi al Senato:

Pensioni 2019, l’intervento di Cgil, Cisl, e Uil: Quota 100 nn basta

Così Cgil, Cisl e Uil analizzando nel corso dell’audizione odierna in Senato il cosiddetto decretone: “Quota 100 è un ulteriore passo verso la reintroduzione di una flessibilità di accesso alla pensione, ma non sarà in grado di rispondere in modo omogeneo alle esigenze espresse da molte lavoratrici e lavoratori”.

Poi aggungono: “Quota costituisce una opportunità per lavoratori con carriere continue e strutturate, ma sarà meno accessibile per i lavoratori del Centro Sud e del tutto insufficiente per le donne, per i lavoratori con carriere discontinue o occupati in particolari settori occupazionali caratterizzati da discontinuità lavorativa, come il settore agricolo o quello dell’edilizia, nei quali raramente un lavoratore raggiunge i 38 anni di contribuzione”. Ecco cosa manca a detta di Cigl, Cisl e Uil ed i punti da cui ripartire per fare una riforma completa ed equa per tutte le categorie dei lavoratori.

Riforma pensioni, si riparta da interventi per precoci e donne

In particolare, sottolineano, occorrono determinate misure nell’immediato: “per le lavoratrici è necessario prevedere che il requisito contributivo riconosca la maternità ed il lavoro di cura”.

Inoltre é “necessario introdurre la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contribuzione a prescindere dall’età; in tal senso l’abrogazione degli incrementi automatici dell’età pensionabile per le pensioni anticipate è un primo passo nella giusta direzione, ma, al contempo, la finestra mobile di 3 mesi introdotta pospone la decorrenza della pensione e depontenzia l’effetto positivo”. A vostro avviso con queste aggiunte la riforma delle pensioni potrebbe dirsi allora completa?

Condividi l'articolo o lascia un mi piace!

Autore dell'articolo: Erica Venditti

Erica Venditti
Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

2 commenti su “Pensioni, ultim’ora sindacati: serve Quota 41, lavoro cura, flessibilità dai 62 anni

    Avatar

    Renato

    (5 Febbraio 2019 - 13:52)

    I PRIMI DATI DI CHI HA PRESENTATO LE PRIME DOMANDE DI QUOTA 100. LO STO DICENDO DA OTTO MESI CHE ERA UNA LEGGE INGIUSTA NEI CONFRONTI DI CHI HA VERSATO GIA’ 41/42 ANNI MA I DUE CIALTRONI HANNO PENSATO SOLO AI VOTI E I PRECOCI L’HANNO PRESO I QUEL POSTO ., ALTRO CHE REGALARE SOLDI AI FURBI , QUESTI STANNO GIA’ INTONANDO UNA BELLA PATRIMONIALE ALLA FACCIA DEI CITTADINI ONESTI CHE SI SI SONO FATTI IL MAZZO PER RISPARMIARE QUALCOSA E SOPRATTUTTO PAGANDO SEMPRE LE TASSE .

    Avatar

    Renato

    (5 Febbraio 2019 - 13:52)

    QUOTA 42 DA SUBITO , E NON VOTARE I DECRETI ATTUATIVI PER IL REDDITO DI CITTADINANZA. SE SALVINI FA QUESTO ARRIVA AL 50% !

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *