Proroga opzione donna e lavoro di cura nella riforma pensioni? Parla Armiliato

In questi ultimi giorni é tornato più vivo che mai il tema previdenziale, in molti leggendo le varie proposte per la prossima riforma pensioni e le prime dichiarazioni dei partiti che si presenteranno al voto stanno cercando di comprendere quali proposte saranno poi davvero realizzabili, il dubbio dei lavoratori é che dalle parole non si passi ai fatti a causa delle risorse pressoché nulle e dei tempi ancora più stringenti. Dalla sua anche Orietta Armiliato, fondatrice nonché amministratrice del Comitato Opzione Donna Social, ha cercato di fare il punto relativamente ai tanti messaggi privati che sta ricevendo dalle proprie iscritte, mettendo un post chiarificatore in cui invita alla prudenza e alla pazienza anche per quanto riguarda la proroga dell’opzione donna. Di seguito il post facebook che ha attirato la mia attenzione e l’intervista in esclusiva che ne é seguita, un confronto interessante e ricco di spunti di riflessione per il quale non posso fare altro che ringraziare Orietta. A voi le sue considerazioni.

Pensioni donne: certa la proroga dell’opzione donna? Occorre prudenza e mantenere gli occhi vigili

Così sulla pagina del Comitato Opzione Donna social: ” In molti mi state segnalando video, note stampe, varie ed eventuali dove vengono esplicitate variegate proposte di riforma delle pensioni e che sono espressione di Gruppi, Comitati e Movimenti che sono presenti con le loro sedi virtuali nei diversi social. Ma, non uno di quei provvedimenti enunciati che mi avete evidenziato e che io stessa ho letto, ne esplicita i costi relativi, (beh…anche una certa politica non è che li enunci o ce li quantifichi …)
Perciò quello che dovrebbe, per ciascuno di essi, essere l’ammontare dello stanziamento a copertura, condizione senza la quale nessun provvedimento può essere inserito in una qualsiasi legge finanziaria o di stabilità che dir si voglia, non si conosce né ne viene indicata la sorgente di possibile provenienza (PNRR? DEF? NADEF?) Ora, fermo restando che é sempre bello sfogliare il ”libro dei sogni” così come é sempre bello condividere i propri desiderata, personalmente resto in attesa di conoscere i contenuti delle proposte che saranno inserite nei vari testi programmatici, sempre con un occhio attento e vigile ad evitare di rimanere irretita dalle soggettive allettanti propagande. La suggestione che vi lascio, é quella di rifletterci su, consapevoli comunque che: I sogni son desideri’

Proroga opzone donna e riforma pensioni 2023: l’intervista a Orietta Armiliato

Pensionipertutti: Cara Orietta ha scritto un post molto interessante in cui esorta le sue iscritte a valutare e vagliare tutte le varie proposte che in questi giorni iniziano a girare sul web relativamente alla prossima riforma previdenziale, specie per quanto concerne la proroga dell’opzione donna, cosa non la convince francamente in queste prime dichiarazioni?

Orietta Armiliato: “Purtroppo la stagione propagandistica che peraltro si protrae da tempo, oggi é quanto mai indispensabile a coloro che si accingono ad essere eletti dunque, più che esserci qualcosa di poco convincente rispetto a ciò che ci stanno veicolando, ispirano una certa sensazione di irrealizzabilità e, conseguentemente, si connotano esclusivamente come dichiarazioni d’intento (quali sono) ma che, con un tasso di probabilità elevata, resteranno tali quanto meno per quanto a questo esercizio. Ben sappiamo che gli intendimenti che si traducono in poste di bilancio, devono essere avallati dalle coperture economiche relative così da poter ottenere la cosiddetta “bollinatura” e quindi poter essere comprese fra i capitoli della bozza della Legge di Bilancio. Ora, non mi pare che le risorse rese disponibili per realizzare tutte le promesse di carattere pensionistico che ci vengono proposte, siano sufficienti a soddisfarle“.

Pensionipertutti: Lei invita alla prudenza ma il Ministro Orlando in verità sulla proroga dell’opzione donna si era espresso favorevolmente, affermando fosse una delle misure che meritavano il prosieguo in quanto dimostratasi funzionale per il mondo femminile, teme dunque che il cambio di Governo possa osteggiare la misura o perché preferisce invitare alla cautela le sue iscritte se forse la proroga di OD é una delle poche misure che potrebbe effettivamente non trovare eccessivi impedimenti? Diciamo più scaramanzia?

Orietta Armiliato: “In effetti la scaramanzia, anche se a volte aiuta, ha davvero uno scarso appeal sulla mia attitudine alla concretezza; piuttosto, il mio atteggiamento, é quello di chi non ama alimentare aspettative che hanno un’altissima possibilità di essere annoverate fra quelle che rimangono tristemente scritte nella lista “disattese”….; tuttavia, il Ministro Orlando, rispetto all’istituto dell’Opzione Donna, ne ha sostenuto in tempi non sospetti la sua auspicabile realizzazione, anche a carattere strutturale, tant’è che la sostenne fin dal 2014 quando fu necessario rimettere la misura al proprio posto dopo che INPS ne aveva bloccato l’accesso anzitempo contravvenendo al dettato di legge“.

Riforma pensioni, Armiliato: occorre la valorizzazione economica del lavoro di cura

Pensionipertutti: Quali altri misure a suo avviso per migliorare la vita delle donne prossime alle pensioni dovrebbero essere prese in considerazioni e poi ovviamente attuate dai partiti politici che si affacciano alle prossime elezioni?

Orietta Armiliato: È oltremodo noto che per la platea femminile il riconoscimento del lavoro di cura domestico ordinario debba essere valorizzato economicamente, vuoi in termini di riduzione dell’età e/o del numero degli anni di contribuzioni necessari per poter accedere alle varie misure pensionistiche ed indipendentemente dall’avere o figli o meno e, dunque, sarebbe ora, che entrasse a pieno titolo nei capitoli previdenziali. Ricordo altresì che tale articolo é stato inserito nella piattaforma proposta e siglata unitariamente dalle OO.SS, piattaforma che sappiamo essere materia di confronto nei tavoli di concertazione fra gli stessi ed il Governo. Un altro non meno importante provvedimento che dovrebbe essere realizzato subito ed a prescindere, é quello di aprire alla possibilità di cumulare gratuitamente le contribuzioni versate nelle diverse casse previdenziali anche alle donne che desiderano usufruire della misura dell’Opzione Donna. Tale stortura incomprensibile ancorché vergognosa poiché, ancora una volta, penalizza le Donne lavoratrici senza che vi sia una reale motivazione che ne osti l’accesso, deve essere sanata permettendone l’utilizzo esattamente come avviene per tutti i lavoratori e per tutte le altre tipologie di pensionamento: é inaccettabile che esista un così riduttivo e penalizzante provvedimento nel nostro ordinamento previdenziale che danneggia le Donne e crea discrimine“.

Ringraziamo la sempre attenta e disponibile Orietta Armiliato per il suo tempo e ricordiamo a chiunque volesse riprendere anche solo parte dell’intervista che, trattandosi di esclusiva, é tenuto a citare la fonte.

Pensionipertutti.it grazie alla sua informazione seria e puntuale è stato selezionato dal servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre ultime notizie seguici tramite GNEWS andando su questa pagina e cliccando il tasto segui.

8 commenti su “Proroga opzione donna e lavoro di cura nella riforma pensioni? Parla Armiliato”

  1. Sono d’accordo con tutti gli uomini che esprimono disappunto per opzione donna in quanto ritengo che l’opportunità dovrebbe essere concessa a tutti indipendentemente dal sesso. Auspico parità anche per l’anticipata Fornero.
    Sono contraria alla reversibilità di chi non ha mai lavorato, (es. una moglie di un dirigente, manager, primario ecc… che diritto ha a rivendicare di essere mantenuta con una percentuale della pensione del marito defunto, rispetto a me che finora ho versato 40 anni di contributi e fatto figli ecc… senza avere marito? e ad oggi vediamo quando riuscirò ad andare in pensione …) Tutti dovrebbero percepire la pensione in base a quanto versato realmente; diverso è il discorso dell’assistenza di chi non può lavorare, di tutela delle donne che fanno figli e di chi assiste disabili, il cui mantenimento spetta alla collettività (compresi i pensionati) e non deve ricadere sul discorso pensionistico puro. Ovviamente auspico anche parità di salario uomo/donna.
    So che sarà un commento non piacevole, ma almeno che si cominci a parlare … e ringrazio i gestori del sito se vorranno pubblicarlo.

    Rispondi
  2. Purtroppo OD è destinata ad una ristretta platea di donne. Non tutte possono permettersi di rinunciare ad una percentuale così importante di pensione

    Rispondi
  3. Io per soli 4 mesi sono rimasta fuori da OD. Se non la rinnovano ci sarà uno scalino ed una disuguaglianza immane tra chi è nato prima e chi è del 1964 e successivi… Io mi auguro che il governo non solo rinnovi OD per il prossimo anno, ma anche per i successivi perché è veramente inumano e frustrante, per le donne che vogliono scegliere questa uscita, restare appese a un filo e alle promesse di uno o l’altro partito che, invece di avere a cuore la vera “questione donne” utilizza questo strumento solo per racimolare voti elettorali. È ora di dire basta a questa agonia che non dà modo di pianificare la vita e che umilia chi, nonostante i 35 anni di contributi versati e/o oltre, si deve anche prendere cura della famiglia, della casa, degli anziani che magari ora non ci sono nemmeno più ma che hanno contribuito, loro malgrado, a rallentare o sospendere la carriera lavorativa di molte.

    Rispondi
    • Concordo con Dascia, tutto ciò che ha scritto è verità, ma quali benestanti, siamo donne che hanno lavorato una vita o ancora lavorano, con una fatica immane per cercare di riuscire a far fronte agli impegni della famiglia, incastrandoli con quelli del lavoro, curando casa, figli, genitori e mariti e/o compagni. Ah certo, tutto ciò non basta, è vero quando si tratta di riconoscere qualcosa alle DONNE si tira fuori la parità dei sessi…ma cosa vogliamo aspettarci da questo mondo così maschilista? Non sarà un privilegio OPZIONE DONNA ma l’unica possibilità per chi (DONNA) altrimenti dovrebbe aspettare di avere 67 anni per andare in pensione pur avendo lavorato 35 anni, ma non potendo raggiungere i requisiti della Fornero per motivi di salute, famiglia, disoccupazione. Non è poi così difficile orientare il ns. voto, OD sarà per noi un “faro”. Ringrazio infinitamente Orietta Armiliato per guidare il COD con tenacia, forza, convinzione.

      Rispondi
      • Roberta, facciamo un semplice calcolo matematico tanto per chiarirci le idee: con 35 anni di contributi e diciamo 60 anni di età andate in pensione: quota 95; qualcuno parla di quelle del 1964? campa cavallo; il mio è un caso a parte; faccio parte del gruppo degli inc. del 1960; quota 100: 1° inc; poi quota 102: 2° inc. e ora : non c’è 2 senza 3; io vado con la RITA tra meno di 3 settimane; la pensione ufficiale la vedrò nel 2027; ritornando al discorso vostro: è un’ opportunità e quasi nessuna la utilizza; solo chi se la può permettere; tu dici: non solo le benestanti ma comunque te la puoi permettere; si, vieni penalizzata ma comunque te la puoi permettere; dopo quanto tempo ti danno la pensione? dopo pochissimo; pensa a tutte le persone che vorrebbero andarsene ma non se lo possono permettere; quindi sei fortunata; vivete 3-4 anni in più di noi e riuscite ad andare in pensione ad un età decente; quindi sei fortunata; pensa a tutte quelle donne che vorrebbero scappare ma non possono; e a quegli uomini che vorrebbero scappare ma non possono; quindi sei fortunata; poi ognuno è libero di dare il voto a chi vuole; sono anche molto furbi i nostri politici perchè poi dicono: riproponiamo opzione donna così avremo il voto di molte donne; per ultima: non solo le donne accudiscono i genitori anziani: io con mia madre, morta 2 anni fa a 97 anni , ho fatto il mio dovere fino all’ultimo e la mattina quando mi alzo mi guardo allo specchio e dico: Paolo, tu il tuo dovere l’hai fatto; la giornata inizia bene; saluti a te e ai gestori del sito

        Rispondi
  4. E opzione uomo quando la facciamo visto e considerato che giustamente abbiamo avuto la parità dei diritti. Tutti bravi con un microfono davanti poi all’atto pratico il vuoto cosmico ditemi se sono così distante dalla realtà.Paese di ipocriti di bla bla bla ma di fatti neanche l’ombra. Dai quarant’anni in su ci vorrebbe una meteorite che ci faccia sparire vergognoso non vedere che in altri paesi le persone possono accedere alla pensione prima di noi. Probabilmente questo sarà l’ultimo mio commento repetita iuvant ma il troppo stufa.

    Rispondi
  5. Art. 3 della Costituzione Italiana: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Sono purtroppo ignorante e non ho l’intelligenza illuminata dei nostri politici e sindacalisti e mi chiedo: ma la Legge Fornero ed Opzione Donna non sono forse “Leggi”? Consentire alle donne (benestanti) la scelta di andare in pensione con 38 anni di contributi nel momento in cui si costringono gli uomini (anche quelli single!), che hanno un’aspettativa di vita inferiore di oltre 5 anni, a lavorare per oltre 43 anni è giusto e soprattutto costituzionale?

    Rispondi
    • Sig. Matteo La finisca di fare discorsi intelligenti molte donne non la capiscono… Come se i lavori di assistenza li facessero solo loro o come se i vedovi non esistessero. Nemmeno hanno l’ardore di proporre opzione tutti. La vendetta delle donne sugli uomini… Ma fatela finita…

      Rispondi

Lascia un commento