Quando si va in pensione nel 2026: tutte le nuove regole e gli aumenti dei requisiti

Nel 2026 il sistema previdenziale italiano torna sostanzialmente ai meccanismi previsti dalla riforma Fornero. Gli strumenti di flessibilità introdotti negli ultimi anni vengono drasticamente ridotti e restano operative soltanto le due vie strutturali: pensione di vecchiaia e pensione anticipata. L’eliminazione di Quota 103 e di Opzione Donna restringe ulteriormente le possibilità di uscita.

In questo quadro, la domanda principale resta sempre la stessa: quando si può andare in pensione? Le regole valide dal 2026 delineano criteri stringenti, che prevedono requisiti anagrafici e contributivi ben definiti.

Le regole di accesso alla pensione nel 2026

A partire dal 2026 si potrà lasciare il lavoro con due sole modalità:

  • Pensione di vecchiaia: accesso a 67 anni di età con almeno 20 anni di contributi.
  • Pensione anticipata: possibilità di uscire indipendentemente dall’età con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. A tali periodi si aggiunge la finestra mobile di 3 mesi, che comporta di fatto un’uscita a 43 anni e 1 mese per gli uomini e 42 anni e 1 mese per le donne.

La manovra che sta per diventare legge conferma quindi un impianto rigido, che si basa sulle regole introdotte ormai da oltre un decennio e che non prevede eccezioni generalizzate.

Ape Sociale: un sostegno, non una pensione

L’unico strumento di anticipo confermato per il 2026 è l’Ape Sociale, che tuttavia non rappresenta una forma di pensionamento, ma un’indennità assistenziale a importo massimo di 1.500 euro lordi mensili, erogata fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia.

Il governo ha innalzato l’età di accesso, che passa da 63 anni a 63 anni e 5 mesi. I requisiti contributivi variano in base alla categoria:

  • 30 anni di contributi per disoccupati, caregiver e lavoratori con invalidità pari o superiore al 74%;
  • 32 anni per gli addetti all’edilizia e alla ceramica;
  • 36 anni per le professioni classificate come “gravose”.

Si tratta dunque di un accompagnamento temporaneo rivolto a chi vive condizioni lavorative o personali più difficili, senza incidere direttamente sull’età pensionabile generale.

Perché nel tempo aumentano età e contributi

L’incremento progressivo dell’età pensionabile non dipende da scelte occasionali, ma dall’applicazione di norme precise. La legge 102 del 2009 ha stabilito che i requisiti previdenziali devono aggiornarsi periodicamente in base agli incrementi della speranza di vita rilevati dall’Istat. La riforma Fornero del 2012 ha poi ridotto l’intervallo di adeguamento da tre a due anni.

Ogni biennio, quindi, se la longevità media aumenta, anche i requisiti per andare in pensione vengono adeguati. La speranza di vita calcolata al 65° anno, da quando è stata introdotta la procedura, ha registrato una crescita costante, fatta eccezione per il periodo della pandemia.

Nel conteggio attuale, ai 4 mesi persi negli anni del Covid vengono sottratti gli 8 mesi di aumento rilevati nell’ultimo aggiornamento, determinando un effetto netto di 4 mesi in più. Tuttavia la norma prevede che i requisiti non possano crescere più di 3 mesi a biennio, motivo per cui un mese viene posticipato al ciclo successivo.

Cosa accadrà nel 2027 e nel 2028

Gli adeguamenti previsti porteranno a un incremento graduale dei requisiti per la pensione, distribuito su due anni.

Dal 1° gennaio 2027

  • Pensione di vecchiaia: 67 anni e 1 mese, con almeno 20 anni di contributi.
  • Pensione anticipata:
    • Uomini: 42 anni e 11 mesi di contributi + 3 mesi di finestra → 43 anni e 2 mesi totali.
    • Donne: un anno in meno → 41 anni e 11 mesi + 3 mesi di finestra → 42 anni e 2 mesi.

Dal 1° gennaio 2028

Ai requisiti già incrementati si aggiungono ulteriori due mesi.

  • Pensione di vecchiaia: 67 anni e 3 mesi, sempre con 20 anni di contributi.
  • Pensione anticipata:
    • Uomini: 43 anni e 1 mese di contributi + 3 mesi di finestra → 43 anni e 4 mesi.
    • Donne: un anno in meno, con finestra applicata.

Questi aggiornamenti evidenziano la tendenza del sistema previdenziale italiano ad adeguarsi all’allungamento della vita media e alla sostenibilità economica del sistema.

42 commenti su “Quando si va in pensione nel 2026: tutte le nuove regole e gli aumenti dei requisiti”

  1. Supereremo la Fornero … chiuderemo i porti … ah ah ah ah ah ah ah ah !!!! … italianiiiiiiii … vot’Antonio … vot’Antonio … Antonio La Trippa … ah ah ah ah !!!!

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  2. EGR. Sig. Nicola T. ha vinto lei. Le auguro buon anno. Io continuerò a studiare la storia e un po’ di filosofia.
    Cercando di andare al di là degli schieramenti. Ovviamente non scriverò più e la lascio alle sue dotte considerazioni.

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    • Faccia come crede, siamo in democrazia e ognuno esprime le proprie opinioni, Quando si prende una posizione, può capitare che qualcuno non la pensi esattamente allo stesso modo. Lei continua a scrivere quello che pensa e io scrivo quello che ritengo più opportuno, anzi penso che il dibattito sia il sale della democrazia.
      Pensavo di dare vivacità alla discussione, me evidentemente mi sono sbagliato.
      Saluti.

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    • Quindi se ho ben capito, uno come me che è andato in pensione anticipata e ha fatto gli ultimi 3 anni in cassa integrazione, può richiedere il ricalcolo raggiunti i 67 anni…
      o sbaglio?

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  3. EGR. Sig. Nicola T. Io parlo di Stati Uniti.
    Non mi frega niente di fare distinzioni tra repubblicani e democratici. Gli USA dal dopoguerra a oggi, sono intervenuti circa 500 volte fuori dai loro confini e una cinquantina di volte direttamente con i loro soldati. A me non interessa la dx o la sx, mi interessa la storia. Se continuiamo a ragionare al di là della realtà dei fatti, il dibattito non mi interessa più. Vi auguro un buon anno.
    Consiglio di studiare un po’ di filosofia.
    Aiuta a ragionare.

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    • Probabilmente lei è l’unico filosofo in questo blog.Invece, io vedo per il resto tanta ma tanta politica.
      Se lei ha letto il mio post in cui ho citato un libro di un giornalista geopolitico indipendente, le mie affermazioni erano proprio rivolte ad aprire un dibattito storico sulle ragioni per cui gli Stati Uniti dal 1945 sono i poliziotti del mondo, ma le risposte che ricevo sono politiche.Ma è colpa mia, non posso certo pretendere in questo blog di ricevere risposte dotte.Saluti.

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      • vedi, Nicola T, questo sito parla di pensioni; se poi ci vogliamo mettere discorsi del tipo che qualcuno si vuole comprare la Groenlandia, entrare in dibattiti di attualità, parlare del caso Garlasco etc mettiamocelo ma non c’entra niente con il sito e con il discorso Pensioni; tutto qui; saluti a te e ai gestori del sito

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          • Vedi Giovanni, non piovono dal cielo; in questi anni abbiamo disquisito tantissimo parlando di cosa c’era prima del 1995, di cosa c’è stato dopo, della legge Fornero, della fase di quota 100 e di adesso; eccome se ne abbiamo parlato; e quanto ci siamo arrabbiati; ora? l’intento era chiaro: requisiti Fornero; e vedremo l’anno prossimo se viene confermato il mese in più o anche i 3 mesi in più; cosa fare ora? pensiamo a quei ragazzi morti in Svizzera, al caso Garlasco e a tante altre situazioni; sulle pensioni se ne continuerà a parlare durante l’anno in vista dell’anno prossimo, anno cruciale; saluti a te e ai gestori del sito

        • Garlasco non mi interessa. Forse l’appiattimento della posizione italiana sugli USA, si. E incide anche sulle pensioni, sul costo della vita e su tante altre sciagure che si abbattono sull’Europa e sull’Italia.

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          • Vedi Giovanni, io non so quanti anni hai ma presumo che siamo vicini di età; io a maggio ne farò 66 ; parli dei rapporti tra Italia e Stati Uniti? ci sarebbe da parlare per ore; io non ero neanche nato quando De Nicola disse a De Gasperi, che si recava in America, dopo la guerra questa frase: ricordati che qui la gente muore di fame; detto questo è un dato di fatto che l’Italia, allo stato attuale, sia come dici tu; e allora? ; parliamo di pensioni; prima hanno esagerato nella fase in cui persone di 45-50 anni andavano in pensione; adesso esagerano all’incontrario; che cosa possiamo fare? poco o nulla; tirare a campare, maledirli, l’anno prossimo votare secondo coscienza e niente altro; saluti a te e ai gestori del sito

  4. Giusto, Giovanni.
    Non difendo Putin, non difendo Maduro.
    Difendo il diritto di ragionare sui fatti senza essere insultato.
    Un diritto che, puntualmente, viene negato dal sig. Nicola T. e da un certo Wal.

    Oggi funziona così:
    – analizzi la guerra russo-ucraina → sei putiniano
    – critichi gli USA in Venezuela → comunista
    – fai notare i fatti → sei “di sinistra”

    Intanto però obbediamo.
    5% del PIL in armi, comprate dagli USA.
    Il governo si allinea in silenzio. Zero dibattito. Zero domande.

    E chi paga? Noi.
    Peggiorata la Fornero.
    Aumentate le tasse: autostrade, gasolio, sigarette, tutto.

    Il gas?
    Non lo compriamo più dalla Russia a prezzo basso.
    Lo compriamo dagli USA al doppio, via nave, e dovremmo pure dire grazie.

    Ci avevano detto: “Crollerà la Russia”.
    È crollata l’economia tedesca.
    Sta crollando l’Europa.
    E l’Italia incassa la botta senza fiatare.

    Questa non è morale.
    È sudditanza.
    Non è sicurezza.
    È impoverimento programmato.

    Meno pensiero critico.
    Più armi comprate fuori.
    Più tasse pagate dentro.

    E guai a farlo notare.

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    • Mi unisco a Wal, dire che lei ha scritto delle banalità non è un insulto, ma solo la constatazione che quello che scrive si trova tranquillamente sul Fatto Quotidiano, sull’ Unità ( anche se non le piace), su Repubblica ( con toni più sfumati) ecc.ecc.
      Se lei considera un insulto questa cosa, allora provi a scrivere qualcosa che si trova su Libero, la Verità, il Tempo, magari questi giornali le piacciono di più.
      Saluti.

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  5. Chi tenta di analizzare la guerra Russo- Ucraina dal punto di vista storico è considerato Putiniano. Chi condanna l’intervento USA in Venezuela è definitivo comunista. Chi tenta di ragionare sui fatti che accadono, in modo filosofico, è marchiato di sinistra.
    Ma basta!! L’Europa sta sprofondando e noi emaniamo bolle papali e scomuniche. Basta Vi prego!! Che torni la ragionevolezza o, almeno, quello che sia utile per il nostro Paese.

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    • Scusi Giovanni con tutto il rispetto. Ma la storia la conoscete? Durante la presidenza del ” democratico” Barack Obama, gli Stati Uniti sono intervenuti militarmente nei seguenti paesi:
      SIRIA – LIBIA- SOMALIA – PAKISTAN , oltre a continuare le guerre in IRAQ ed AFGHANISTAN iniziate dal suo predecessore Bush Junior. Il numero delle guerre combattute dal ” democratico” Obama sono state sette.
      Quindi, francamente non capisco questa enfasi su Trump. Gli Stati Uniti continuano esattamente a fare quello che hanno fatto dal dopoguerra ad oggi.
      Chissa perchè all’ epoca non ricordo tutte queste condanne contro gli Stati Uniti, forse perchè OBAMA era del partito democratico? Del resto ha preso persino il premio Nobel per la pace.Saluti.

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  6. Il Prezzo del Feudo: Sangue a Caracas, Sudore nelle nostre Case
    Di Gigi Stock

    Il mondo si è svegliato sotto l’ombra di un nuovo padrone. L’operazione che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro è il manifesto brutale di un’era in cui il diritto internazionale è stato sostituito dal capriccio del potente. E sebbene sia necessario ribadire che nessuno rimpiange Maduro — un despota che ha ridotto il suo popolo alla fame e la cui caduta non strappa una sola lacrima di sincero dolore — è il “metodo” che deve terrorizzarci.
    Siamo davanti a un Don Rodrigo globale. Donald Trump, dal suo palazzotto di Washington, ha sguinzagliato i suoi “Bravi” della Delta Force, lasciando sul campo trentadue guardie uccise per dimostrare che nessun muro è abbastanza alto per chi ha la forza. Ma questo spettacolo di potenza ha un retroscena ancora più inquietante: un patto tra giganti. Le indiscrezioni confermano che Russia e Cina sono d’accordo. In cambio del silenzio sul Venezuela e sulle pretese americane verso la Groenlandia, Pechino e Mosca hanno ottenuto mani libere rispettivamente su Taiwan e Ucraina. Il mondo è stato spartito su una mappa, come un bottino tra capibanda.
    Ma chi paga il conto di questo banchetto di potere?
    Il pericolo non è solo nei confini che saltano, ma nelle nostre vite quotidiane. Per sostenere questo nuovo ordine basato sulla forza, il sacrificio richiesto ai cittadini è senza precedenti. Ci viene detto che dobbiamo lavorare sempre di più, con turni estenuanti e ritmi insostenibili, mentre l’orizzonte della pensione si allontana sempre di più, diventando un miraggio per pochi eletti.
    Il frutto della nostra fatica non servirà a costruire ospedali o scuole, ma a finanziare questo nuovo equilibrio di terrore. I nostri risparmi vengono drenati per acquistare armi e gas americani, rendendoci clienti obbligati del “Signore” di turno. Siamo schiacciati tra l’incudine di un lavoro che non finisce mai e il martello di una spesa militare folle, necessaria solo a mantenere in piedi il feudo globale di chi decide il destino del mondo sopra le nostre teste.
    Siamo tutti in pericolo. Siamo in pericolo perché la sovranità dei popoli è stata svenduta in cambio di forniture energetiche e armamenti. In questo scenario manzoniano, dove il potente decide e il suddito obbedisce, la nostra libertà è la prima vittima. Lavoriamo per le armi di altri, invecchiamo nelle fabbriche per il gas di altri, mentre i confini del mondo vengono ridisegnati nel sangue.
    Non è più tempo di voltarsi dall’altra parte: quando la forza diventa l’unica legge, il silenzio dei giusti è la catena dei servi.

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    • Le consiglio di leggere un illuminante libro che si chiama ” GEOPOLITICA UMANA” scritto da un valente giornalista che si chiama Dario Fabbri ( che ho avuto il piacere di conoscere ed è spesso su LA7) .La prefazione è la seguente : “la geopolitica umana studia l’ interazione tra collettività collocate nello spazio geografico calandosi nello sguardo altrui. Oggetto della sua analisi sono le aggregazioni umane, in ogni realizzazione storica. Fino all’ epoca corrente dominata dagli stati-nazioni, dagli imperi.Mai dai singoli individui, mai dai leader.Ritenuti irrilevanti, mero prodotto della realtà che pensano di determinare.Nella migliore eccezione, soggetti che incarnano lo spirito del tempo”.
      Di fatto il mondo replica modelli che si susseguono nella storia e sono fenomeni che vanno studiati e capiti sin dalle civiltà antiche.
      Quindi la geopolitica umana va ben oltre le banalità che da lei leggo, che sembrano il copia e incolla di quello che scrivono alcuni esponenti di sinistra italiana. Saluti

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    • La Meloni ha detto che l’intervento americano è legittimo. Unico leader europeo. Non ho parole. Anche perché Trump ha detto che l’egemonia USA sull’emisfero occidentale non è in discussione. Siamo alla follia.

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  7. Tutti stanno a guardare i mesi in più che vanno aggiunti per andare in pensione a causa dell’aspettativa di vita mentre nessuno si accorge che ci stanno fregando in modo ancora peggiore. Infatti dal 01.07.2026 andrà in vigore l’aumento di tassazione della R.I.T.A. che passa dal 15% al 20% mentre l’esenzione superiore ai 15 anni scende di percentuale. nel mio caso avrò un aumento di tassazione di circa 15.000/20.000 euro. Senza considerare che peggiorano anche i coefficienti per l’ammontare mensile delle pensione. Quindi tanti si focalizzano sull’aumento dell’età pensionabile mentre ci stanno fregando in un modo ben peggiore e subdolo. Ma dove stanno i sindacati che lasciano che noi futuri pensionandi la prendiamo sempre in un posto solo…..

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    • I vertici dei sindacati quando vanno in piazza, si voltano e vedono quattro gatti, perchè i lavoratori ormai , o si lamentano sui social o votano per Durigon e la Santanchè. Razzi ormai si mangia le unghie. Con degli elettori così, poteva diventare Presidente della Repubblica.

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    • vedi Stefano, grazie dell’informazione sulla RITA; e se pensi che essendo tassazione agevolata non puoi nemmeno scaricare, in dichiarazione dei redditi, le spese mediche; ne inventano una più del diavolo; si avvalgono di giovani laureati molto competenti; e allora? maledirli, tirare a campare il più possibile e votare di conseguenza; saluti a te e ai gestori del sito

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    • Lei mi deve dire dove ha letto questa cosa sulla RITA e sulla percentuale di esenzione, perchè a me non risulta ed io collaboro anche con i CAF.Quindi, ritengo sia una bufala, perchè l’ ultima legge di bilancio l’ ho letta articolo per articolo.Se mi fornisce le prove sono pronto a chiedere scusa.Saluti.

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      • Era un articolo sulla Stampa di ieri, ma come accade non era molto preciso. Ho approfondito anch’io guardandomi la finanziaria articolo per articolo e infatti non c’è o meglio non riguarda la RITA per le persone che vanno in un fondo esuberi o che perdono il lavoro prima di arrivare all’età per la pensione di anzianità che rimane invariata nella sua forma essendo ormai strutturale pertanto tassazione al 15% con riduzione di un tot per ogni anno oltre i 15 di permanenza nel fondo pensione. Quella con tassazione al 20% che io per errore ho scambiato con la RITA è una nuova formula affinché chi è già arrivato alla pensione di anzianità può prelevarsi parte del fondo pensione come fosse una RITA con percentuale di tassazione diversa. Mi scuso per l’inconveniente ma ero abbastanza arrabbiato, di sicuro invece non rinnego quando detto sui coefficienti e sul fatto che i cittadini si lamentano per aumento dell’età di qualche e non guardano cose più importanti che incidono poi sulla pensione mensile.

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        • I coefficienti di trasformazione del montante pensionistico sono legati all’ aspettativa di vita come previsto dalla legge Fornero dal 2011.Ricordo, firmata da tutto l’ arco politico con rare eccezioni.
          Quindi, un governo ( a prescindere che ci sia la Meloni o no), può decidere di non fare niente e quindi proseguono con il loro meccanismo automatico.
          NON E’ LA LEGGE FINANZIARIA CORRENTE CHE DETERMINA I COEFFICIENTI DI TRASFORMAZIONE. Saluti.

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  8. Sicuramente alla fine del 2026, con la prossima finanziaria, i nostri governanti ci dovranno regalare qualcosa visto l’arrivo delle prossime elezioni(anche se i conti non andassero bene, non come dice il ministro…), come minimo devono togliere gli incrementi della speranza di vita, di certo non è un problema per la senatrice a vita Fornero

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