Quanto è remunerativo un conto deposito?

Il conto deposito, che non deve essere confuso con il conto corrente, è un prodotto finanziario che ha finalità di risparmio e di investimento; diversamente dai tradizionali conti correnti, sono una specie di “salvadanaio” in cui depositare il proprio denaro per un determinato periodo; a fronte di tale deposito, l’istituto bancario offre un tasso di interesse attivo che può essere più o meno elevato.

L’apertura di un conto deposito può essere effettuata in modo tradizionale, ovvero recandosi presso una filiale fisica di un istituto bancario, oppure via Internet; nel primo caso si parla di conto deposito tradizionale (offline), mentre nel secondo caso si parla di conto deposito online. La remuneratività di un conto deposito varia in base a diversi fattori; analizziamo i principali.

Il tasso di interesse

Il fattore principale che incide sulla remuneratività di un conto deposito è ovviamente il tasso di interesse; questo può variare fra istituto e istituto ed è influenzato da vari fattori fra cui la politica monetaria della Banca Centrale Europea, la situazione generale del mercato finanziario, l’andamento della domanda e dell’offerta di denaro, la concorrenza fra istituti bancari.

L’eventuale vincolo di durata del deposito

Anche la presenza di un eventuale vincolo di durata incide sulla remuneratività di un conto deposito; a questo proposito si deve ricordare che esistono conti deposito vincolati e non vincolati (altrimenti detti liberi); nei primi le somme depositate non possono essere prelevate fino a quando non si arriva alla data di scadenza del contratto; il periodo del vincolo può essere più o meno lungo (generalmente vengono proposti 12, 24, 36 mesi, ma possono essere stabiliti anche periodi diversi); nei conti deposito liberi, invece, non esistono vincoli di sorta e il cliente può prelevare il denaro quando vuole. Il conto deposito vincolato è quindi un prodotto finanziario meno flessibile dal momento che le somme in esso versate sono “congelate” per un periodo prestabilito; questa perdita di flessibilità viene però compensata con un tasso di interesse più remunerativo. Chiaramente, più lungo è il periodo di vincolo e più alto sarà il tasso di interesse attivo relativo alle somme depositate sul conto.

A prescindere dal vincolo, maggiore è il periodo in cui il denaro rimane depositato, più alti saranno gli interessi corrisposti.

Eventuali costi associati

Il conto deposito, come già accennato, è uno strumento che si caratterizza per una limitata operatività dal momento che, diversamente dal conto corrente, non ha come scopo quello di gestire il denaro per operazioni di vario tipo e movimentazioni a carattere quotidiano; in linea di massima, i conti deposito sono conti zero spese ovvero non gravati da spese di gestione, apertura, chiusura ecc. Nei conti liberi potrebbero però esserci commissioni legate ai prelievi. È sempre opportuno, quando si valuta una proposta di conto deposito verificare se e quali spese sono previste.

Tassazione

Per valutare la remuneratività di un conto deposito, si deve tenere conto che gli interessi maturati sono soggetti a una tassazione del 26%; questa ritenuta viene effettuata dalla banca.

Si deve tenere conto anche dell’imposta di bollo che grava sui conti deposito (2 per mille) qualora il saldo medio superi i 5.000 euro; in alcuni casi, la banca azzera tale spesa; l’imposta è cioè sempre dovuta, ma è la banca che se ne fa carico.

In conclusione, per determinare quanto è remunerativo un conto deposito è fondamentale leggere con grande attenzione il contratto e le condizioni proposte dalla banca valutando tutti i punti sopraelencati.

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