Quota 100, Quota 41, pensione in base all’età: Chi avrà la meglio post Covid 19?

La riforma delle pensioni sebbene in stand-by continua a far discutere sui social, e le misure al centro sono quota 100, quota 41 e l’uscita anticipata in base all’età. Tutti si interrogano su come la pandemia in atto potrà influenzare la prossima riforma delle pensioni non appena vi saranno le condizioni per ritenere lo stato d’emergenza sanitario superato e per riprendere gli incontri tra Governo e sindacati.

Il covid-19 lascerà in eredità qualche considerazione specie sull’età più giusta per accedere alla quiescenza? Conterà questo, oppure verrà dato maggior spazio alla libera scelta, quota 100 quindi, per poter accedere alla quiescenza sebbene con anni di contributi in meno e assegno più ridotto o ancora si premierà chi ha versato più contributi indipendentemente dall’età anagrafica? La diatriba su quanto sia stata corretta o meno quota 100 prosegue e soprattutto ci si interroga su quanto questa possa essere oggi utile a fronte del nuovo contesto economico determinato dalla pandemia. Per molti andrebbe sostituita con quota 41 o con altre misure, per altri andrebbe potenziata, vedi ultima intervista di Durigon, e per altri ancora andrebbe portata a scadenza, data l’assenza di altre misure in vista, per poi, come dice lo stesso Ghiselli, segretario confederale della Cgil, pensare dal 2021 ad una vera riforma delle pensioni, altro che a quota 100. Abbiamo deciso di riproporvi due delle considerazioni più pertinanti a tale interrogativo, eccovi dunque i pareri di Franco Giuseppe e di Claudio Maria Perfetto.

Quota 100 ingiusta ed ha beffato i quota 41 ed i più anziani

Così Franco Giuseppe, contrario da sempre a Quota 100, non ha modificato il suo pensiero sulla misura e sostiene: ” non ha mandato in pensione le persone più anziane, infatti migliaia di lavoratori dovranno comunque raggiungere i 67 anni della vecchiaia, non ha mandato in pensione chi aveva più anni di lavoro sulle spalle ma chi ne aveva meno. Come ho sempre ripetuto in tutti i miei commenti, ai quota 100 non si è imposto niente, ma si è data l’opportunità di scelta se lavorare meno anni e percepire un assegno inferiore. Gli altri milioni di lavoratori non hanno avuto la stessa opportunità di scelta e quindi gli è stato imposto di arrivare al massimo dell’età ( 67 ) o al massimo dei contributi ( 43,1 ).

Se lo scopo delle aziende era quello di alleggerire il numero dei dipendenti, si poteva cominciare dando una possibilità di scelta a quelli più anziani, che a rigor di logica dovrebbero essere i più soggetti a deperimento fisico, ad assenze per malattie e minor rendita lavorativa. Stesso dicasi di chi aveva già un considerevole numero di contributi, maggiore dei 38 richiesti; questi quanto prima andranno in pensione comunque, direi in contemporanea dei quota 100, ma anche a loro non è stato concesso nulla, devono lavorare di più e non possono scegliere di accettare un assegno inferiore. Il comune denominatore avrebbe dovuto essere la possibilità di scelta. Se, al posto dei 67-38 si fosse scelto un 65-36, l’assegno sarebbe stato calcolato su 36 anni di contributi e il risparmio ci sarebbe stato comunque, così come ci sarebbe stato se invece di mandare in pensione con 43 anni fossero stati 41. La quota 100 è stata solo una proposta pubblicitaria politica che ha attirato voti anche da chi pensava si fosse abolita la Fornero in toto. I veri anziani e i precoci sono stati presi in giro e sono ancora al lavoro e questo è un dato di fatto che nessuno può contestare. Dalla sua Claudio Maria Perfetto fa una considerazione più filosofica ma che ben si presta al contrsto attuale.

Quota 100 o quota 41, quale quella giusta? Dipende dalle circostanze

Perfetto riparte dall’eterogenesi dei fini di cui ha parlato abbondantemente Cazzola nel suo lungo editoriale: “Per fissare un chiodo quando manca il martello si può usare anche il tacco di una scarpa. Per ridurre il personale quando manca il business si può usare anche Quota100.
Il tacco della scarpa non è fatto per battere il chiodo ma, all’occorrenza, può tornate utile per tale fine. Quota 100 non è fatta per ridurre il personale ma, all’occorrenza, può tornare utile per tale fine. Non è forse l’eterogenesi dei fini?

Quota 100 è stata fatta con il fine di favorire il ricambio generazionale. Punto. Quota 41 poteva essere fatta anch’essa con il fine di favorire il ricambio generazionale. Punto anche qui. La bilancia della giustizia umana (magari un po’ taroccata) ha fatto pendere il piatto della bilancia dalla parte di Quota 100 anziché di Quota 41.

E allora? Ci sono due sole possibilità da prendere in considerazione:
– la giustizia è cieca, ed ha decretato l’esito a favore di Quota 100
– la giustizia non è cieca, ci vede piuttosto bene (se ha potuto taroccare la propria bilancia) ed ha decretato l’esito a favore di Quota 100
Pertanto: se ammettiamo che la giustizia sia cieca dobbiamo anche ammettere che Quota 100 sia giusta; se invece ammettiamo che la giustizia ci veda bene dobbiamo anche qui ammettere che Quota 100 sia giusta. Morale: la giustizia umana non è giusta secondo giustizia, ma è giusta secondo le circostanze” . Voi cosa ne pensate siete più in liena col pensiero di Franco Giuseppe o con quello di Claudio Maria Perfetto? Fatecelo sapere nell’apposita sezione del sito.

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Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

40 pensieri riguardo “Quota 100, Quota 41, pensione in base all’età: Chi avrà la meglio post Covid 19?

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    17 Giugno 2020 in 15:44
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    Ho compiuto 62 anni e ho 41 anni e 6 mesi di contributi. Da 35 anni mi alzo alle 4 del mattino e rimanenti li ho passati in fabbrica. Certo che vado in pensione,la Fornero e i nostri politici non sanno minimamente cosa è la fatica e primi problemi di salute

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    2 Maggio 2020 in 18:58
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    Non si può fare una legge sulle pensioni e poi continuare a cambiarle. Non si può giocare sul futuro che si è già pianificato. Che si abbassino “qualcosa” i politici.

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  • Pingback: Quota 100 é restrittiva, nella prossima riforma pensioni la si tinga di rosa | Pensioni per tutti

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    22 Aprile 2020 in 18:47
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    Credo e spero di andarmene con quota 100.Vovevo parere però del TFR di quota 100 e che lo stesso per i dipendenti pubblici verrà percepito a 67 più un anno. I dipendenti quota 100 del privato invece ne possono usufruire prima. Questa è una profonda ingiustizia, a cui spero venga posto un rimedio. Grazie!

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    22 Aprile 2020 in 17:00
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    Quota 100 già legge sperimentale fino al 2021 compreso ( alla quale abbiamo fatto affidamento) deve rimanere e così come è come previsto e come sempre assicurato e dichiarato da personalità politiche e sindacali fino alla fine della sperimentazione, 2021 compreso, altrimenti senza pensione, senza lavoro e senza reddito, inoltre le donne svolgono doppio lavoro anche cura della famiglia e figli e quando tornano a casa dal lavoro devono ricominciare a lavorare ( non potendo permettersi aiuti domestici) così come anche nei giorni festivi, poi per il 2022 è prevista una nuova riforma pensionistica, se servono soldi si devono prendere da altre fonti molto più ricche e ce ne sono molte e non dalle pensioni che sono già state tanto tartassate.

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    22 Aprile 2020 in 9:35
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    Quota 41 per tutti i lavoratori! Indipendemente dall’età anagrafica. Mi sembra giusto, per chi ha già alle spalle tutti questi anni di lavoro avendo iniziato prima, andare in pensione senza limiti di età.

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      3 Luglio 2020 in 21:46
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      Quota 41 anni a qualsiasi età che chi ha fatto tutti questi anni sicuramente ha cominciato giovane io x esempio a 15 anno

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    22 Aprile 2020 in 9:18
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    Premesso che spero di andarmene per raggiunti limiti di età, quello che non condivido è l’accanimento sugli anziani, secondo il governo, VIGOROSI E SANISSIMI.
    Sono un insegnante di 65 anni ,ormai un pò sfiduciato e demotivato e COSTO allo Stato quanto 1,6 docenti neoassunti…..come se non bastasse l’anno prossimo spenderanno un mare di soldi per me ,allo scopo di aggiornarmi e torturarmi, con la loro informatica a 66 anni.Mi pare un paradosso imporre a qualcuno di aggiornarsi a quell’età, e spendere quei soldi che, sarebbe meglio investire sui giovani.
    Un docente nei primi 7 anni di servizio prende quasi la metà di me e dovrebbe rendere di più.
    Ps. sto facendo lezione via piattaforme internet che funzionano si e no al 30%.

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    22 Aprile 2020 in 0:51
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    Condivido e sono favorevole a quota 100, se a dicembre sarà ancora possibile la sfrutterò . A 62 anni e più di 40 di contributi non aspetterei di certo.

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    21 Aprile 2020 in 22:10
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    Chiederei un allungamento di quota 100 fino al dicembre del 2022 e non fino al 2021(visto il Covid) forse qualcuno in più riuscirà ad andare in pensione .grazie

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      22 Aprile 2020 in 9:29
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      Gentile Monica, se fosse approvato il suo pensiero di allungare di un anno la sperimentazione, c’è da chiedersi di cosa stiamo discutendo ? C’è una diatriba in corso sulla validità della sperimentazione di quota 100, norma che ci fa discutere sull’equità, sull’anzianità, sui contributi versati, sul blocco triennale che al suo termine causerà un caos previdenziale di difficile soluzione. Intende spostare di un anno lo scalone che si produrrà nel 2022 ? Lei non pensa affatto ai lavoratori che già con la quota 100 sono stati penalizzati, gli vuole allungare ancora di un anno un riequilibrio dovuto ? A pensare male, verrebbe da credere che nel 2022 lei rientrerebbe nella quota 100 allungata. Sbaglio ?

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        22 Aprile 2020 in 13:30
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        Concordo molto con quanto esposto da Franco Giuseppe.
        Peraltro bisognerebbe analizzare perchè a 64-65-646hai meno di 35 anni di contributi, magari modificare la legge per la contribuzione volontaria, per l’eventuale recupero di lavoro nero datato (anni 70 e 80 del secolo scorso) che spesso riguarda il lavoro svolto in età minorenne, se una persona ha almeno due/tre testimoni in qualche modo qualificati (esempio gli ex-colleghi di lavoro) , dovrebbe avere la possibilità di recuperare il possibile, la legge prevede che esista/esistano documenti che dimostrino che “il minorenne” svolgeva attività lavorativa …… un plurimo ossimoro …. un ex minorenne di 15-16 anni deve avere un documento di 35-40-45 anni fa che evidenzi in chiaro …. che lavorava in nero ….. e veniva “pagato” male, poco e in ritardo in contanti, altro esempio….. chi qualche hanno fa si metteva a lavorare in proprio …. per i primi 5 anni …. poteva non pagarsi …. i contributi….adesso se volesse pagarseli….. dichiarazione dei redditi relative in mano ….. non può (?)
        IN OGNI CASO le varie modifiche anche quelle prima della monti-fornero hanno “bastonato” senza ritegno i lavoratori precoci …. si gentiloni …. ha previsto i 41 per alcuni …. molti con sfortune assortite.
        Aggiungo molti precoci hanno iniziato con occupazioni scomode poi hanno migliorato….
        adesso lavori faticosi ecc. devi averli fatti negli ultimi sei anni ….
        Poi la differenza contributiva ….
        tra donne e uomini ….. dividi et impera

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    21 Aprile 2020 in 20:56
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    Concordo con erica venditti e unico sito dove possiamo dire la nostra opinione se poi a qualcuno quello che diciamo non gli grada..può benissimo andare su altri siti e magari spiegare quello che voleva dire caro Sig Roberto zanatta

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    21 Aprile 2020 in 17:32
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    Condivido quanto espresso nell’articolo sopra dal Dott. Claudio Mara Perfetto!

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    21 Aprile 2020 in 17:26
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    Condivido quanto espresso dal Dott. Claudio Maria Perfetto!

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    21 Aprile 2020 in 15:13
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    Sarò proprio curioso di vedere chi ancora troverà un lavoro in Italia tra i giovani nei prossimi anni ,dopo questa crisi, se non si permette l’uscita a scelta dal lavoro a persone che hanno più di 36 a..37 anni di contributi O che abbia un età di 60.. 62 anni. E non venite a raccontarci che a 65 anni siamo ancora giovani perchè questa epidemia ha dimostrato anche ai cari politici chi sono i giovani e chi gli anziani . Se preferite far riavviare l’Italia con anziani a lavoro che dopo questa batosta lavoreranno sicuramente con più energia .. e giovani a casa fatelo pure!

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      21 Aprile 2020 in 17:17
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      Condivido quanto scritto da Ale!

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      21 Aprile 2020 in 22:50
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      Condivido Ale
      Pienamente d l’accordo
      Lucia

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    21 Aprile 2020 in 14:27
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    Se questo è il tenore di chi commenta l’articolo, possiamo stare sicuri che il paese non potrà mai sollevarsi. Una povertà e disonestà intellettuale da spavento. Meglio leggere Topolino.

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      21 Aprile 2020 in 18:56
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      Franco Giuseppe, sante parole, oramai la gente vuole lo stipendio e la pensione senza entrare in azienda o uffici, lamentandosi sempre che 38 anni sono troppi e che le fatiche con caldo in reparto ecc.. le fanno solo loro ( vedesi qualcuno che condivide sempre tutto e tutti l’importante è farla andare in pensione con q. 100 ) A questa gente dico che causa chiusura azienda il sottoscritto per mangiare ha dovuto andare a lavorare in germania, altro che caldo torrido in reparto ( sveglia )

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      22 Aprile 2020 in 9:14
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      La disonestà intellettuale è di chi ti chiede di pagare contributi per 43 e più anni e poi ti restituisce il dovuto con cifre ridicole forse in 20 anni se la fortuna te lo permette. Tutto il resto se lo tiene per se stesso, e con cifre ben diverse, e per altre cose che non centrano nulla con la previdenza . E non occorre essere esperti economisti per comprenderlo. Se a Lei sta bene regalare i suoi soldi lo faccia pure.

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        22 Aprile 2020 in 12:52
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        E lo chiede a me se mi sta bene regalare soldi ai politici ? Proprio a me che i 43,2 anni sono stato costretto a farli obbligatoriamente, non potendo scegliere di andarmene prima e con un assegno inferiore come i quota 100 ? Benvenuto in questo sito, dove ci viene concesso di confrontarci tra di noi, però per scrivere bisogna conoscere e conoscersi. Ormai, personalmente, ho imparato a conoscere molto di tanti commentatori, chi la pensa come me, chi no, chi ha pretese in un senso, chi nell’altro senso, chi parla per interesse personale, chi non ha nessun interesse sulla questione ma vuole mettere l’accento su alcune lacune gravi. Conosciamoci e confrontiamoci senza astio alcuno.

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          22 Aprile 2020 in 15:32
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          Buongiorno, io l’astio ce l’ho con la mancanza di trasparenza voluta apposta per tenerci nell’ignoranza. Per fortuna il mio imprinting mi ha portato a non fidarmi di nessuno a maggior ragione di chi cerca di farmi le nuove regole penalizzanti e guarda caso gli stessi si mantenengono privilegi da nababbi.. Potrei rispondere come già vedeva lontano il grande Totò..! Non mi riferivo solo a politici ma anche ad altre categorie che la Fornero non ha minimamente toccato e a 55 anni con 35 ,ora 37 anni di contributi sono in piena pensione e sia Lei che noi tutti per 9 anni ( che ora vorrebbero portare a 12 ..fino a 67 anni di età) abbiamo fatto i bravi lavoratori pagando i contributi che loro non hanno versato e ora con il ricalcolo continuo degli indici saremo doppiamente mazziati..nell’età e nell’entità della pensione. Ci rendiamo conto che i numeri reali di questa sporca faccenda non ce li fanno mai conoscere.
          La prima cosa come suggerita da molti è scorporare la previdenza dall’assistenza, poi uniformare tutti i lavoratori e ripeto tutti ad un sistema che abbia identiche regole e poi dare una scelta al lavoratore in base ai contributi versati di poter uscire con una cifra rapportata ai contributi. Vuoi una ricca pensione? lavori fino a 75 anni. Riesci a vivere con 800 euro ? puoi uscire dopo n anni di contributi. Con una regola che duri 10 anni o più in modo che una persona si possa programmare una propria vita che non deve per forza essere una vita fatta per il lavoro fino al trapasso. Alcuni possono pensarla anche e degnamente come Aristotele e senza rubare nulla concepire il lavoro, come diceva Aristotele, anche per altri fini. cordialmente

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            27 Aprile 2020 in 13:11
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            CONDIVIDO
            Non mi riferivo solo a politici ma anche ad altre categorie che la Fornero non ha minimamente toccato e a 55 anni con 35 ,ora 37 anni di contributi sono in piena pensione e sia Lei che noi tutti per 9 anni ( che ora vorrebbero portare a 12 ..fino a 67 anni di età) abbiamo fatto i bravi lavoratori pagando i contributi che loro non hanno versato e ora con il ricalcolo continuo degli indici saremo doppiamente mazziati..nell’età e nell’entità della pensione. Ci rendiamo conto che i numeri reali di questa sporca faccenda non ce li fanno mai conoscere.
            La prima cosa come suggerita da molti è scorporare la previdenza dall’assistenza, poi uniformare tutti i lavoratori e ripeto tutti ad un sistema che abbia identiche regole e poi dare una scelta al lavoratore in base ai contributi versati di poter uscire con una cifra rapportata ai contributi.
            AGGIUNGO chi sparla di regole previdenziali fornere, cazzola, senatori semplici, senatori e/o deputati graduati, i senatori responsabili di berlusconiana memoria (2010)giornalisti saccenti ….. dovrebbe dichiarare e rendere pubblico sul sito inps il proprio conto previdenziale ….. dove risulti chiaro quanti contributi ha pagato, chi ha pagato ed eventualmente quali sono quelli reali e quali quelli figurativi….. così per capire meglio.
            Aggiungo ancora – e questi sono alcuni dati …….
            Poi la dott.ssa Camilleri passa ai dati Inps rielaborati dal Settimo Rapporto sul Bilancio del sistema Previdenziale Italiano, ove di evince come al 1 gennaio 2019 vi siano in pagamento 652.687 pensioni previdenziali da più di 38 anni, relative a uomini e donne andati in pensione nel lontano 1980 o anche prima. Ora si comprende come gli effetti del passato pesino inevitabilmente su quanti richiedono di poter uscire anzitempo oggi, giacché quelle elargizioni ‘generose’ , si pensi alle baby pensioni, che ancora incidono sulla spesa previdenziale italiana.
            Poi snocciola qualche dato: “Dovrebbe, dice, allora far quantomeno riflettere che la durata delle pensioni erogate dal 1980 o prima sia in media pari a circa 44 anni nel settore privato e 44,4 anni per gli uomini e 43,3 per le donne nel settore pubblico. Considerando che, a oggi, per un 65enne la durata media della prestazione pensionistica (valore attuale medio per maschi e femmine della pensione diretta e di reversibilità) è calcolata a poco più di 19 anni”
            Insomma per la ricercatrice giusto provare ad attenuare le maglie strette della Riforma Fornero, ma sarebbe bene non fare errori già fatti in passato, tra questi dunque abbassare troppo l’età della pensione, al fine di non creare altri’danni’ al sistema previdenza dimenticando quelli già causati in precedenza. Tre almeno, come avevamo anticipato , i motivi che spingono l’età del pensionamento ad aumentare progressivamente e che se non si tengono in debito conto rischiano di presentare all’Italia un ‘conto salato’ specie alle future generazioni, insomma le parole non ci sembrano così distanti da quelle proniunciate più volte dalla Professoressa Fornero, specie leggendo il terzo motivo ove si cita il patto intergenerazionale.
            Eccovi l’ultima parte estrapolata dal suo intervento: “Come si diceva, molto spesso gli italiani si lamentano dell’innalzamento dell’età di pensionamento. Sarebbe tuttavia opportuno conoscere questi dati e capire perché le età stanno progressivamente aumentando. I motivi sono essenzialmente tre:
            • •Aumenta la longevità dei pensionati e l’aspettativa di vita a 65 anni (22,5 anni per le donne e 19,3 anni per gli uomini), di conseguenza si allunga anche la durata media delle pensioni;
            • I baby boomer (coorti molto numerose) hanno già iniziato ad andare in pensione con un relativo aumento della spesa pensionistica dovuto al fatto che queste generazioni presentano nastri contributivi completi e buone retribuzioni;
            • E’ necessario rispettare il patto intergenerazionale e mantenere in equilibrio il sistema con un rapporto adeguato tra durata della vita lavorativa e durata della quiescenza, per evitare di penalizzare i lavoratori che oggi con i loro contributi consentono il pagamento delle pensioni.
            Poi conclude: “Se non si lega l’età di pensione alla speranza di vita (peraltro uno degli stabilizzatori automatici del sistema) i rischi sono quelli che emergono da durate quasi quarantennali delle pensioni sorte molti anni fa e ancor oggi in pagamento: ci vorranno ancora molti anni per ridurre queste anomalie che ancor oggi appesantiscono il bilancio del sistema pensionistico. Una lezione da non dimenticare”.
            ULTIMA COSA:
            MOLTI LAVORATORI PRECOCI, HANNO INIZIATO A LAVORARE A 15-16 ANNI, IN NERO, SOTTOPAGATI, IN RITARDO … IN CONTANTI E PER LAVORI SCOMODI, FATICOSI, OVVIAMENTE LA CONTRIBUZIONE PREVIDENZIALE anni 70 ed anni 80 e in parte anche dopo.. ERA UN VOCABOLO SCONOSCIUTO. POI PIU’ DI QUALCUNO HA TROVATO PRIMA O POI OCCUPAZIONI MIGLIORI. RISULTATO ….. RECUPERARE QUEI CONTRIBUTI …. E’ PRATICAMENTE IMPOSSIBILE. NON BASTANO DEI TESTIMONI (NEMMENO GLI EX-COLLEGHI DI LAVORO …. ANCORCHE’ ANZIANI). PER LA LEGGE BISOGNA DIMOSTRARE CON DOCUMENTI INERENTI DI AVER LAVORATO. UN PLURIMO OSSIMORO….. BISOGNA DIMOSTRARE CON UN DOCUMENTO IN CHIARO DI 40-45 ANNI OR SONO, DI AVER LAVORATO IN NERO……
            Quindi come sottolineano in tanti la fornero non ha minimamente toccato e a 55/56/57/58anni con 35 ,ora 37 o 38 e cinque figurativi (es: carabinieri, polizia, esercito, guardia di finanza) anni di contributi sono o ancora vanno in piena pensione e sia Lei che noi tutti per 9 anni ( che ora vorrebbero portare a 12 ..fino a 67 anni di età) abbiamo fatto i bravi lavoratori pagando i contributi che loro non hanno versato e ora con il ricalcolo continuo degli indici saremo doppiamente mazziati..nell’età e nell’entità della pensione (= succede con quota 100 di cui Salvini va fiero 62 età 38 di contributi, mentre chi non ha i 62 anni di età deve raggiungere i 42 anni di contributi se donne e 43 se uomo palesemente contraddittoria …… dividi et impera….stima asdvita a 65 anni 22,5 anni per le donne e 19,3 anni per gli uomini….. questo fino al 2026…….. forse)
            Grazie berlusconi, sacconi, brunetta, fornero, senatori e dep semplici e graduati, letta, gentiloni, salvini, conte …..
            E’ come diceva Lubrano ….. una domanda sorge spontanea, quante persone di età superiore ai 60 anni e perchè faticano ad arrivare a 35 anni di contributi….
            perchè l’INPS ad ogni fine anno non pubblica oltre ai dati sopra esposti i seguenti:
            quante pensioni sociali elargisce
            quante pensioni di invalidità elargisce
            quante pensioni di reversibilità elargisce
            quante indennità di accompagnamento
            E QUESTA SOPRA E’ ASSISTENZA NON PREVIDENZA
            ED AD OGNI FINE ANNO L’INPS DOVREBBE PUBBLICARE
            quante sono le posizioni con 41 anni di contributi,
            quante sono le posizioni con 42 anni di contributi,
            quante sono le posizioni con 43 anni di contributi,
            CONOSCERE PER CAPIRE….. ma il popolo e bue….. e deve essere mantenuto tale……..
            Se non si lega l’età di pensione alla speranza di vita (peraltro uno degli stabilizzatori automatici del sistema) i rischi sono quelli che emergono da durate quasi quarantennali delle pensioni sorte molti anni fa e ancor oggi in pagamento: ci vorranno ancora molti anni per ridurre queste anomalie che ancor oggi appesantiscono il bilancio del sistema pensionistico. Una lezione da non dimenticare”.
            E’ possibile che per ridurre queste anomalie: 652.687 pensioni previdenziali da più di 38 anni, relative a uomini e donne andati in pensione nel lontano 1980 o anche prima, non è possibile nessun tipo di intervento ?????????
            I PENSIONATI non si toccano………………. 652.687 voti pesano
            i pensionandi con 42-43 anni di contributi di cui non conosciamo i numeri precisi (120.000 – 150.000 l’anno ……forse e in futuro temo sempre meno … pesano meno e sperano che vivano ancora meno)
            Grazie berlusconi, sacconi, brunetta, fornero, senatori e dep semplici e graduati, letta, gentiloni, bersani (governo monti con voti PD E PDL (poi Forza Italia, e FdI a macchia di leopardo…… Meloni sì, Crosetto assente + il responsabile Razzi) salvini, conte …..
            Sottolineo che gli attuali componenti il parlamento italiano a 60 anni iniziano a ricevere il “vitalizio” anche con soli 5 anni di contributi, mentre il popolo bue deve compierne 67.
            Aumenta la longevità dei pensionati e l’aspettativa di vita a 65 anni (22,5 anni per le donne e 19,3 anni per gli uomini), di conseguenza si allunga anche la durata media delle pensioni-
            il metodo (o meglio l’applicazione all’età e/o alla contribuzione pensionabile è stato per ora congelato da Di Maio, fino al 31-12-2026) già criticato …….. voglio vedere che risultati avrà a fine 2020.

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    21 Aprile 2020 in 12:10
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    Finché non divideranno assistenza da previdenza non si potrà vedere la realtà cioè che la previdenza e in attivo e non ci sarebbe problema a fare una quota 41 per tutti che sarebbe la cosa più giusta chi ha lavorato di più deve andare in pensione prima di chi ha lavorato meno.. Ma poteva anche starci la quota 100..ma finché non verrà fuori la verità troveranno tutte le scuse possibili incolpando Europa che non vuole.. Non è Europa sono i nostri politici che sono incompetenti tanto a l’oro cge gli frega prendono 13000€ al mese.. Questa è la verità purtroppo

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    21 Aprile 2020 in 11:23
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    No, non è Stato Salvini a mantenere al lavoro gli ultra sessantenni: a mantenerli al lavoro è stato il PD, Italia Viva di RENZI, Azione di Calenda, i Radicali della Bonino, FI di Berlusconi e Sacconi e Brunetta, ecc e in generale TUTTI I LIBERISTI che hanno sostenuto il governo Monti-Fornero. Compresa Confindustria e Cgil, Cisl e Uil che hanno fatto appena tre ore di sciopero, cioè nulla per contrastare la famigerata Legge Fornero
    Preciso che son sono di destra ne leghista, ma questi sono i fatti.
    Per andare al dunque, Quota 100 è un primo passo per svuotare da massa di anziani accumulati e dare una prospettiva di lavoro ai giovani e non farli andare all’estero da emigranti.
    Adesso, dal gennaio 2022 bisogna abrogare la Fornero e la cosiddetta speranza di vita. 62 anni bastano.

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      21 Aprile 2020 in 11:39
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      Bravo Totuccio hai perfettamente ragione il PD sopratutto ha fatto solo danni . Questi signiori deveno leggere un po cosa facevano i loro compagni 30 40 anni fa. Hanno invertito i ruoli della politica, ecco perche perdono ovunque si voti.

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      21 Aprile 2020 in 17:21
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      Sig. Totuccio Condivido quanto espresso da Lei!

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      21 Aprile 2020 in 19:07
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      TOTUCCIO, svuotiamo pure le aziende degli anziani ( un anziano quanti anni deve avere? quanti anni di contributi deve avere? ). Mandiamo in pensione gente a 55 anni, poi l’inps chiede i soldi a lei per mantenere questi nuovi pensionati. Ritorniamo al vecchio sistema

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    21 Aprile 2020 in 10:42
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    Rimango in topic sull’argomento citando le parole di Salvini, intervistato da Giletti a “Non è l’arena”, dove il nostro simpatico buontempone, ha unito sotto l’argomento coronavirus anche il fatto che la Fornero tiene sul lavoro fino a 67 anni le persone più a rischio contagio. Rimango senza parole !!! Ma come, proprio Salvini e la Lega si sono inventati la quota 100 che ha mandato in pensione chi ha 62-63-64 anni e lasciato sul lavoro chi di anni ne ha già 65-66 e poi si stupisce degli anziani ancora al lavoro ? “Durigon e Salvini, ce li avete lasciati voi gli anziani al lavoro !!!!”

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      21 Aprile 2020 in 12:03
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      AMa chi vi da il diritto di scrivere tutte queste frescacce “questo è un fatto” sulla base delle opinioni di un lettore?
      Provate a fare informazione, invece.

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        21 Aprile 2020 in 13:46
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        Sig. Roberto Zanatta,
        quando lei esprime tra virgolette “questo è un fatto” a chi attribuisce l’affermazione, oppure a quale fatto intende riferirsi?
        Quando lei fa riferimento alle “opinioni di un lettore”, a quale lettore si riferisce e a quali opinioni?
        Quando esorta a “fare informazione” a chi si sta rivolgendo, oppure a quale genere di informazione si riferisce?
        Leggendo il suo breve commento, mi pare di capire che qualcosa l’abbia contrariata. È così?

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        • Erica Venditti
          21 Aprile 2020 in 15:29
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          Claudio il Signor Roberto ha rivolto ‘il fare informazione’ al sito, non ha gradito la mia scelta di pubblicare commenti dei lettori, peccato per lui!

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            21 Aprile 2020 in 18:04
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            La risposta del Sig. Roberto è sotto il mio commento, quindi credo che si riferisse alla mia frase nell’articolo, in cui sostenevo che è un “dato di fatto” che i più anziani e chi ha lavorato di più siano ancora al lavoro. Probabilmente per lui non è così.

          • Erica Venditti
            21 Aprile 2020 in 18:20
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            Franco Giuseppe il commento cita: “Ma chi vi da il diritto di scrivere tutte queste frescacce “questo è un fatto” sulla base delle opinioni di un lettore?
            Provate a fare informazione, invece”. Fate informazione invece é chiaramente inteso a noi, nel caso specifico a me, che ho deciso di pubblicare un suo commento e dunque per il Sign Roberto non ne avevo diritto. Siamo all’assurdo, in casa mia ( sito nostro) potrò ben pubblicare quel che ritengo meritevole o no?

      • Erica Venditti
        21 Aprile 2020 in 15:26
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        Mi scuso con gli altri lettori, perché generalmente sono sempre molto cortese e disponibile, ma quando si esagera si esagera: 1) se avesse letto le notizie del sito non ha spot ma quotidianamente si sarebbe reso conto che intervisto politici, sindacalisti oltre ad avere una sezione dedicata interameete agli editoriali: a visto chi scrive per noi? No giusto per capire il suo ‘fate informazione’ a cosa si riferisce…2) Come politica interna al sito abbiamo la tendenza a dare ampio spazio ai lettori, non le piace tale politica, eviti di commentare così nessun suo commento finirà mai sul portale, 3) Io e il mio collega siamo stimati da politici e sindacalisti e da google news proprio perché non raccontiamo fake, andiamo alla fonte e cerchiamo di avvicinare la politica ai problemi reali delle persone, a questo serve pubblicare i commenti e le ‘opinioni di un lettore’, giacché le persone non possono sedere ai tavoli con Conte, la Catalfo o con i sindacalisti e un buon modo per fare arrivare alle loro orecchie il pensiero delle persone che vorrebbero poter andare in pensione. 4)Credo, magari peccherò anche di modestia, che ‘pensionipertutti’ sia uno dei siti più completi e più precisi in ambito previdenziale proprio per l’accuratezza delle fonti riportate. Quindi non tollero chi si permette di dire ( dall’alto di cosa poi?, chi é lei per dirlo?) che non facciamo informazione.

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