L’esecutivo metterà mano all’attuale Riforma pensioni e sopratutto quali misure approverà? Sono questi i tanti interrogativi che si pongono i nostri lettori, molti sperano ancora nella Quota 41, altri confidano vengano almeno rinnovate le misure esistenti come opzione donna e Ape sociale, altri ancora confidano che l’unica certezza, ossia l’anticipta Fornero a 42+10 mesi per gli uomini ed 1 anno in meno per le donne non venga toccata. Vi é anche chi si incaponisce facendo presente che sia un sacrosanto diritto accedere alla quiescenza nonostante il calo demografico ed il rischio che il sistema non sia più in equilibrio tra pochi anni, d’altronde fa notare Biagino, andare in pensione dopo un a vita che si sono versati i contributi dovrà pur essere un sacrosanto diritto acquisito. Ed é per questo che propone al Dott. Perfetto alcune delle modalità più ovvie, a suo dire, per far quadrare i conti. Dalla sua il nostro esperto risponde passo dopo passo alle proposte suggerite da Biagino per far comprendere come ‘tra il dire ed il fare’….via sia di mezzo un sistema a ripartizione ed un netto decremento delle nascite ed un accertato invecchiamento della popolazione, ragion per cui….servirebbero ben altre modalità per raggiungere l’obiettivo riforma pensioni in liena con i desiderata dei lavoratori. Le domande e le risposte del Dott. Perfetto
Pensioni anticipate 2025:é un nostro diritto andare basta tagliare le pensioni dei parlamentari e fare questo
Così Biagino P.: “Gentile Dott. Perfetto, innanzitutto andare in pensione non è un desiderio ma un sacrosanto diritto dei lavoratori.
Vuole sapere come fare :
1 Fare restituire parte dei soldi delle pensioni a coloro a cui è stato permesso di andare in pensione a 19 anni, sei mesi e un giorno;
2 fare rientrare in servizio tutti quelli che sono andati in pensione con appena venti anni di contributi ( attualmente ci sono lavoratori che hanno versato 40 anni di contributi effettivi e continuativi e non possono farlo) ;
eliminare le pensioni di reversibilità al coniuge superstite che percepisce oltre i 1.700 euro;
3 far pagare le tasse a tutti, recuperando dagli 80 ai 100 miliardi l’anno,
4 eliminare il carrozzone delle cariche pubbliche nominate dai politici nelle varie partecipate, fondazioni, etc,;
5 diminuire il numero dei parlamentari e senatori, visto che quasi il 50% degli elettori non va a votare;
5 eliminare ogni forma di condono ( chi non ha pagato le tasse e le imposte deve pagarle senza SE e senza MA, con una mora di importo sostanziale;
6 smetterla di foraggiare l’industria bellica e fornire armi che servono solo a creare morte e distruzione;
Etc., etc,
FINITELA , ANDARE IN PENSIONE DOPO TANTI ANNI DI DURO LAVORO DOVREBBE ESSERE IL PRIMO RICONOSCIMENTO DI UNA CLASSE POLITICA (CHE VENDE SOLO FUMO) A COLORO CHE HANNO DEDICATO UNA PARTE CONSIDEREVOLE DEL TEMPO DELLA PROPRIA ESISTENZA A RENDERE QUESTO PAESE MIGLIORE. Infine, e finisco, se lei vuole rimanere al lavoro anche fino a 100 anni, è libero di farlo, esattamente come i senatori a vita, sindaci ultranoventenni, etc etc.. Ah dimenticavo : coloro che hanno creduto alle promesse fatte in campagna elettorale non sono degli INGENUI, ma sono semplicemente delle PERSONE SERIE, che si sono fidate delle persone sbagliate e che sono state letteralmente truffate“
Cordiali saluti”.
Pensioni 2025, Perfetto: “sarà anche un diritto, ma tra il dire ed il fare”
Perfetto risponde ad ogni singolo punto: “Sig. Biagino Popoli, credo di avere compreso il suo pensiero, nonché lo stato d’animo che l’ha generato.
1. “Fare restituire parte dei soldi delle pensioni a coloro a cui è stato permesso di andare in pensione a 19 anni, sei mesi e un giorno”, dice lei. Non è possibile fare questo (e questo, sig. Biagino, credo proprio che lo sappia anche lei). Lei ha detto bene, è stato “permesso”. La legge lo ha permesso. Una legge non può essere modificata in maniera retroattiva. Nell’ordinamento civile “la legge non dispone che per l’avvenire, essa non ha effetto retroattivo”. Nell’ordinamento penale “nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso”. https://www.diritto.it/principio-irretroattivita-ordinamento-italiano/
2. “Fare rientrare in servizio tutti quelli che sono andati in pensione con appena venti anni di contributi contributi ( attualmente ci sono lavoratori che hanno versato 40 anni di contributi effettivi e continuativi e non possono farlo)”. Non è possibile fare questo. Se hanno potuto farlo, è perché la legge glielo ha permesso (vedi punto 1). “Attualmente ci sono lavoratori che hanno versato 40 anni di contributi effettivi e continuativi e non possono farlo”, dice lei. “Attualmente” è un tempo differente da 40 anni fa. 40 anni fa nascevano 1 milione di bambini all’anno. Oggi ne nascono meno di quattrocentomila. Ed è la denatalità (sempre meno lavoratori futuri) e l’invecchiamento della popolazione (si vive sempre più a lungo e quindi si tenderà a percepire la pensione per più anni) che non permettono a chi ha 40 anni di contributi effettivi di andare in pensione. Non è il Governo che impedisce di andare in pensione a 40 anni. Piuttosto, il Governo si limita a fare i “conti della serva” nella Legge di Bilancio, e non si occupa (o pre-occupa) affatto di trovare efficaci soluzioni alla denatalità e agli impatti derivanti dall’invecchiamento della popolazione. Ma il Governo è fatto di umani, e questo è il meglio che riesce a fare.
3. “Far pagare le tasse a tutti, recuperando dagli 80 ai 100 miliardi l’anno”, dice lei. Ma lei davvero pensa che il Governo non cerchi di fare ciò che lei suggerisce di fare? Il Governo lo sta facendo. A piccoli passi, ma lo sta facendo (lo so leggendo un po’ qua e un po’ là sul sito dell’Agenzia delle Entrate). Se di evasione fiscale e contributiva se ne parla da anni, da decenni, con Governi di sinistra, di destra, di centrosinistra, di centrodestra, e non si riescono ancora a recuperare i soldi dall’evasione fiscale e contributiva, un motivo valido deve pure esserci. Portare all’attenzione del Governo il suggerimento di “far pagare le tasse a tutti” non porta ad alcun risultato. La risposta del Governo (di qualsiasi colore) è già nota: “Lo stiamo già facendo”. E quindi il discorso si chiude con tale frase.
4. “Eliminare il carrozzone delle cariche pubbliche nominate dai politici nelle varie partecipate, fondazioni, etc”, dice lei. Uno di questi cosiddetti “carrozzoni” pare che sia (ovvero che fosse) il CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro). Già a suo tempo il Governo Renzi intendeva abolire il CNEL, ed anche il Movimento 5 Stelle intendeva abolire il CNEL. Ma oggi il CNEL sembra risorgere dalle sue ceneri, sembra anzi rivelarsi una risorsa preziosa, dal momento che sta elaborando una Proposta per le pensioni future da sottoporre all’attenzione del Governo Meloni. Pertanto, anche questo suggerimento di eliminare i carrozzoni statali sembrerebbe difficile da attuare. Qualcuno ci ha provato (Renzi), ma non c’è riuscito. Provarci ancora oggi potrebbe essere possibile, ma l’attenzione del Governo sembra oggi orientata più verso l’Europa che sull’Italia (“L’Italia cambierà l’Europa”, si dice).
5. “Diminuire il numero dei parlamentari e senatori, visto che quasi il 50% degli elettori non va a votare”, dice lei. Per diminuire il numero dei parlamentari mi pare che si dovrebbe fare una legge (non sono per nulla ferrato in Giurisprudenza, per cui potrei sbagliarmi). Le leggi le fa il Parlamento. Il Parlamento dovrebbe fare una legge contro i Parlamentari. Mi riesce davvero difficile immaginare che i Parlamentari possano votare una legge che vada letteralmente contro i loro interessi.
5. bis “Eliminare ogni forma di condono”, dice lei. Con il condono il Governo preferisce incassare meno, piuttosto che nulla.
6. “Smetterla di foraggiare l’industria bellica e fornire armi che servono solo a creare morte e distruzione”, dice lei. Ci sono cose che non si possono eliminare: carestie, epidemie, guerre. Se fossero eliminabili, sarebbero state eliminate già da tempo. La cosa che ci rimane da fare è di riuscire a convivere con esse. Inoltre, carestie, epidemie e guerre sono i modi con i quali il pianeta Terra mantiene in equilibrio le proprie risorse, riducendo la popolazione umana ed animale, il cui sovrappiù metterebbe in pericolo la sopravvivenza stessa delle specie e quindi del pianeta Terra (una buona dimostrazione matematica la si può trovare nel modello preda-predatore di Lotka.-Volterra).
L’ingenuità che io ascrivo alle persone, è simile a quella di un bimbo che si fida delle promesse di un adulto. È giusto stimolare nei bambini la fiducia negli altri. Ma al tempo stesso occorre metterli in guardia da possibili false promesse degli adulti.
Per quanto mi riguarda, io sono andato in pensione con Quota 100 all’età di 65 anni e con 41 anni di versamenti di contributi. Ho lavorato in moltissime aziende, sia come dipendente che come consulente ed ho ricoperto molti ruoli aziendali. Nel mio lavoro mi sono sforzato di guardare le cose anche dal punto di vista degli altri (colleghi, dirigenti, Clienti). Ciò mi ha portato a criticare non già le persone, ma le idee che le persone esprimono. Perché solo un’idea può sostituire un’altra idea. La mia critica non si traduce mai in polemica, ed è sempre costruttiva, nel senso che oltre ad individuare ciò che non va, indico anche ciò che andrebbe fatto e come andrebbe fatto.
Lei, sig. Biagino Popoli, ci dice che COSA andrebbe fatto. Ma non spende nemmeno una parola su COME andrebbe fatto“
Ecco magari proviamo ad estendere la domanda a tutti i lettori, visto che molte delle considerazioni qui espresse dal Signor Biagino le abbiamo già udite tante volte. Chissà che nella sezione ‘commenti’ del portale ne possa nascere un bel dibattito. E come sempre grazie ai lettori per porci il loro punto di vista ed al Dott. Perfetto per dedicare sempre così tanto tempo al nostro portale.
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Egregio sig. Guido,
le ribadisco che con quasi 40 anni di contributi versati io rivendico il diritto di poter andare in pensione, SENZA PENALIZZAZIONI .
Altri invece la pensione ( e che pensione – pagata anche da ME e da LEI) la percepiscono già da decenni, avendo goduto di scellerate normative attuate con il consenso dei tanti soloni ed esperti tecnici che si sono succeduti nei vari governi e che non hanno battuto ciglio per meri calcoli elettorali.
IO NON HO NESSUNA INTENZIONE DI PAGARE IL CONTO PER COLPE CHE NON HO E CHE NON HO CAUSATO.
Siccome è una questione di “RISORSE e di SOLDI”, io sono convinto che sia arrivata l’ora , finalmente, di agire concretamente per reperire queste RISORSE , BASTA SOLO VOLERLO FARE, nella direzione da me evidenziata.
Vivere questo continuo contesto di incertezza in materia pensionistica, questo ricatto subdolo che arriva sino a mettere in discussione addirittura il diritto di percepirla una pensione, questi continui tagli previsti in futuro dagli esperti, etc, etc. è qualcosa che non accetto e che ritengo profondamente ingiusto.
N.B. rilegga attentamente quello che ho commentato e mi dica dove trova la parola RUBARE.
Cordiali saluti
Egregio.
Certo, ha ragione da vendere.
Si batta perchè la pensione Anticipata Fornero rimanga immutata per almeno 10 anni.
Tra tre anni potà così goderne anche Lei.
Cordiali saluti
Caro Biagino, quasi 40 anni di contributi? e per curiosità quanti anni di età? purtroppo la legge parla chiaro: con quasi 40 anni se non hai 67 anni non hai nulla; se hai fatto la pensione integrativa è diverso; cosa vuoi farci? seguire il dibattito, ringraziare il dott. Perfetto che ci dà le dritte che ci sono molto utili a noi poco esperti di economia e sperare, come dice wal, che le cose non cambino in peggio; saluti a te e ai gestori del sito
Guardi che l’ economia una scienza esatta , se non ci sono risorse è perché l’ Italia ha un economia stagnante da decenni, per abbattere il debito pubblico bisognerebbe crescere con un PIL annuo di oltre il 2%.Si guardi le statistiche dal 2000 in poi con governi di tutti i colori e veda quante volte lo abbiamo superato.Capisco i problemi, ma le risorse non cadono dal cielo.
L’economia non è una scienza esatta, al più una scienza sociale.
Certo non è una scienza esatta nel suo complesso, ma le parti economiche come ad esempio quella da me citata sul rapporto crescita/debito pubblico, si basano su postulati matematici e quindi al suo interno ha delle parti identiche alle scienze esatte.Ovviamente dovevo spiegarmi meglio prima.
Aboliscano almeno il Nobel … per cotanta scienza!
Il Premio Nobel per l’economia non esiste.
Esiste il “Premio della Banca di Svezia per le scienze economiche in memoria di Alfred Nobel” che viene confuso con il “Premio Nobel” perché viene conferito nello stesso giorno in cui vengono conferiti i Premi Nobel per le altre discipline.
Alfred Nobel, nel suo testamento nel 1895, espresse la volontà di assegnare un premio a chi ha “apportato i maggiori benefici all’umanità”, indicando i campi dove tali benefici vanno riscontrati: fisica, chimica, medicina, letteratura, pace. Alfred Nobel, dunque, non pensò mai ad un premio destinato a economisti.
Perché?
Il problema è legato alla natura per così dire “ambigua” dell’economia: di un fisico o di un chimico si possono individuare i meriti scientifici grazie ad una loro scoperta, di un medico si può riconoscere il merito di avere individuato un farmaco per curare una malattia. Ma per un economista? Non è in discussione il riconoscimento del valore dell’economista, ma è certamente più complicato individuare il suo apporto specifico al miglioramento della società. Di ciò il Comitato Nobel è pienamente consapevole, ed è per questo che fa riferimento al “premio della Banca di Svezia per le scienze economiche in memoria di Alfred Nobel” piuttosto che al “Premio Nobel per le scienze economiche”.
Mi si permetta una mia nota strettamente personale che ha il sapore dell’autoreferenza e della presunzione.
La mia ricerca trentennale mi ha portato alla creazione di una nuova disciplina che ho chiamato “Economatica” ovvero “Economia Informatica”. In pratica, ho fuso una disciplina “soft” come l’economia con una disciplina “hard” come l’informatica (o Computer Science, nel linguaggio anglosassone) dimostrando matematicamente che i modelli economici (es. la curva di domanda aggregata e la curva della offerta aggregata) hanno la stessa forma delle leggi informatiche (es. la legge di Little e la legge del tempo di risposta). In altre parole, le grandezze economiche hanno una perfetta corrispondenza con le grandezze informatiche, i meccanismi di regolazione di un sistema economico sono gli stessi che regolano un sistema informatico, le “leggi” economiche sono identiche alle leggi informatiche, i comportamenti degli agenti economici (famiglie, imprese, Stato) sono esattamente gli stessi comportamenti adottati dagli agenti informatici (utenti, computer, management). In altre parole ancora, le leggi della produzione dei beni sono le stesse leggi della produzione dei dati.
Sto affermando che economia e informatica possono essere descritte ricondotte ad un’unica disciplina utilizzando stessi modelli con i quali si possono creare teorie che possono essere provate sperimentalmente in laboratorio. Attenzione, però! L’Economia Informatica è molto più “sperimentale” della Economia Sperimentale (per la quale Vernon Smith ha vinto il “Premio Nobel” per l’economia nel 2002), in quanto la prima esegue esperimenti sul campo (con agenti reali che non sanno di partecipare ad un esperimento), mentre la seconda fonda l’esperimento su giochi di ruolo o role-play in cui gli agenti sono consapevoli di partecipare ad un esperimento).
Il laboratorio reale (e non virtuale) è il Centro di Elaborazione Dati, che è equivalente alla Nazione: Il Centro di Elaborazione Dati è il prototipo di Nazione digitale. La nostra Nazione si sta trasformando in Nazione digitale e sta diventato proprio come un Centro di Elaborazione Dati di enormi dimensioni. Questo è il motivo per cui sono molto ferrato sulla natura e sull’utilizzo della moneta digitale.
La mia ambizione è di elevare l’Economia al rango di Scienza Sperimentale alla pari della Fisica, della Chimica e della Biologia. La mia ambizione è di consentire la formulazione di politiche economiche in grado di apportare benefici all’umanità riducendo i mali che affliggono l’umanità, tra cui la povertà e la disoccupazione. La proposta di Riforma Previdenziale flessibile e strutturale Perfetto-Armiliato-Gibbin si fonda su presupposti dell’Economia Informatica.
Solo allora, quando l’Economatica o Economia Informatica entrerà nell’ortodossia dell’economia mainstream, si potrà parlare di “Premio Nobel” per l’economia.
Al momento sto inviando presentazioni e programmi di studio a tutte le università italiane (come pure al Ministero dell’Università e della Ricerca gestito dalla Senatrice Anna Maria Bernini e al Ministero dell’Istruzione e del Merito gestito dal Prof. Giuseppe Valditara) con l’obiettivo di stimolare l’interesse del Senato Accademico per inserire l’Insegnamento di “Istituzioni di Economia Informatica con esercitazioni di laboratorio” nel Piano di Studi dei Corsi di laurea in Economia e Informatica.
Non retroattiva, ma non è nemmeno giusto che noi andiamo in pensione con una miseria dopo 43 anni di contributi per pagare le pensioni di chi è andato dopo 20 anni e per giunta senza neanche un centesimo versato , perché sono tutti figurativi .
Vogliamo parlare della sanità,andare in pensione a 70 anni e’ da suicidio per noi e per i pazienti!! Invece di pensare ad alzare L’età pensionabile, pensate ad aumentare gli stipendi per le tante responsabilità che abbiamo e per sopperire la carenza d’infermieri!!!Parliamo di pensione anticipata con meno restrizioni, ci sono infermieri che si stanno ammalando fisicamente e mentalmente!!!Facciamo lavorare i giovani,invece degli anziani che non sono più in grado di svolgere il proprio lavoro con responsabilità!!un’infermira stanca!!!
Gli esseri umani sono per natura degli esseri avidi …e questo spiega da solo tutti i problemi dell’economia …non ci rimane che l’estinzione
Il mio giudizio mi renderà impopolare ma odio tutti i politici che continuano a mangiare e rubare grazie a noi lavoratori.
Mi fate schifo destra sinistra ecc.ecc.fannulloni malavitosi.
Lavorare 42 anni è 10 mesi mi sembra già tanto e non vi basta ancora e non ditemi che la vita si è allungata perché non è affatto vero pagliacci.
Per quanto mi riguarda, al contrario, popolarissimo!
Varie
A) fissare il punto che da domani mattina chi si sposa sappia che se vuole una pensione, deve guadagnarsela con i propri contributi e non grazie a quelli del coniuge deceduto. Ormai non possiamo più fare niente per le reversibilità in corso. Ma avere una contribuzione che copre due teste e non una è un costo e un abominio
B) Non rivalutare più per almeno cinque anni le pensioni retributive. Anche quest’anno sono stati spesi oltre venti miliardi per rivalutare pensioni che per età dei percettori e modalità di calcolo sono state una pacchia. Ovviamente non si può tornare indietro e cancellarle. Ma almeno non rivalutare, operazione tanto costosa quanto ingiusta in modo offensivo
C – Calcolare le pensioni sociali in quota Assistenza e non attribuirle alla Previdenza. In questo modo finirebbe la bugia della percentuale troppo elevata di PIL assorbita dalla Previdenza. Perché è ovvio che pagare un qualcosa agli anziani che non hanno contribuzione è una forma inevitabile di assistenza contro la povertà. La previdenza è un’altra cosa. In questo modo le minime andrebbero a carico non della contribuzione di chi lavora ma della fiscalità di tutti i percettori di qualsiasi tipo di reddito, ampliando la platea di chi paga le pensioni sociali.
D) Fissare a 65 anni l’età alla quale è comunque illegale lavorare. Perché non è solo vero il calo demografico rispetto al passato: è che è stata elevata per legge l’età minima per poter lavorare. Il principio è stato di giustizia e non di produttività: a 14 anni non è psicofisicamente impossibile lavorare ma non è giusto. Analogamente dopo i 65 non è giusto lavorare anche quando si è ancora in grado di combinare qualcosa.
L’unica cosa di giustizia sociale sarebbe fare una legge (ovviamente non retroattiva) con applicazione del metodo CONTRIBUTIVO per tutti, comprese le pensioni attuali, vitalizi, reversibilità, bonus ecc con rivalutazione in rialzo dei coefficienti. In questo caso saremmo considerati tutti uguali: lavoratori e pensionati, politici e non, uomini e donne. Tutti percepirebbero in base a quanto versato.
Certamente signora Anna, una legge NON RETROATTIVA, perché noi boomers che siamo ad un passo dal raggiungimento della pensione Fornero anticipata abbiamo il sacrosanto diritto di percepire un assegno pensionistico che rientri a pieno titolo nel sistema misto. Giù le mani dalla Fornero!
Brava Marinella!
Non Dimentichiamo, che la pensione anticipata Fornero è bloccata, fino a fine 2026, il resto che scrivono sono solo chiacchiere da Bar.
concordo al 1000%; brava marinella; un saluto a te e ai gestori del sito
Grazie Don e Paolo. Un caro saluto.
Anna, da quel che ho capito dici: ricalcolare di nuovo tutte le pensioni comprese quelle attuali: non è possibile; la legge parla chiaro: come fai a ricalcolare la pensione di chi ci è andato 20 anni fa? ; come fai a dire: metodo contributivo per tutti? e gli anni fino al 1995? non ci siamo; saluti a te e ai gestori del sito
Caro Paolo prof.
Se certi commenti fossero letti (non mi riferisco a quello di anna che direi è “contenuto”) da coloro che stanno al vertice della piramide sociale nostra e globale penso morirebbero … ma dal ridere a crepapelle.
Saluti
caro Wal, ma guarda che secondo me li leggono pure; ce ne sono certi, e non faccio nomi, che sembrano di persone che sono andati non in bici a capo nord ma che arrivano sulla terra dopo un viaggio lunghissimo su marte; appartengono più al libro dei sogni più che alla realtà; in alcuni casi agli incubi; un saluto a te , al dott. Perfetto e ai gestori del sito
Uguale per tutti cosa?
Se ho versato più di lei ho diritto di avere ciò che hanno ricevuto coloro che sono andati già in pensione con i miei stessi versamenti.
Smettiamola con questa demagogia di voler mandare in pensione chiunque e senza che questi abbiano fatto versamenti al sistema previdenziale
Credo che le parole dette ieri da Giorgetti (che può piacere o meno), siano chiare… non c’è trippa per gatti.
Inviare armi a un paese straniero in guerra non è consentito dalla costituzione o meglio dalla defunta costituzione.
Sig. Giorgio, è vero che l’Art. 11 della Costituzione Italiana asserisce che “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”, ma all’Art. 78 asserisce che “Le Camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al Governo i poteri necessari”, e inoltre all’Art. 87 si asserisce che “Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale. [omissis] Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere”
In definitiva, sig. Giorgio, se da un lato l’Italia ripudia la guerra, dall’altro lato, qualora si rendesse necessario, il Presidente della Repubblica Italiana “dichiara lo stato di guerra deliberato dalla Camere”.
Gentile e stimato Dott. Perfetto lei ha smontato facilmente le ingenue proposte del lettore per trovare i soldi per una riforma delle pensioni giusta e chiede idee sensate. Separare previdenza da assistenza ( a carico della collettivita’,piu’ tasse per tutti lo so)non e’ fattibile? E forse dovremmo quasi essere a posto…
Sig. Roberto C., separare la previdenza dall’assistenza sarebbe fattibile. Non solo fattibile, ma anche auspicabile. Non sono io a dirlo, ma è Alberto Brambilla, Presidente Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, nel suo articolo dal titolo eloquente “Davvero l’Italia non può separare previdenza e assistenza?” pubblicato sul sito itinerariprevidenziali.it in data 14/3/2022 (https://www.itinerariprevidenziali.it/site/home/ilpunto/pensioni/davvero-italia-non-puo-separare-previdenza-e-assistenza.html).
In estrema sintesi, il Prof. Brambilla sostiene (dati alla mano) che, separando la previdenza dall’assistenza si otterrebbero benefici, i più significativi dei quali risulterebbero:
a) Maggiore chiarezza di bilancio, e quindi si avrebbero migliori informazioni per chi deve prendere decisioni in ambito previdenziale e assistenziale;
b) Risparmi dell’ordine di 5/6 miliardi l’anno (effettuando i dovuti controlli, si intende), e quindi si potrebbero erogare prestazioni a quelli che ne hanno davvero bisogno;
c) La spesa per pensioni risulterebbe non già del 16% del PIL ma del 12% del PIL (in linea con la media europea), e quindi si comunicherebbero dati più attendibili alla Commissione europea.
Supponiamo che il Governo prenda in seria considerazione il consiglio del Prof. Brambilla di separare la previdenza dall’assistenza e lo metta in pratica. Quindi, sig. Roberto, secondo lei dovremmo essere a quasi posto.
Ha detto bene: saremmo “quasi” a posto. Siamo a posto per quanto riguarda l’aver fatto chiarezza sull’aspetto finanziario delle pensioni. Ma la “sostenibilità del sistema previdenziale” si regge sul lavoro.
Vale dunque la pena ricordare le parole che la Prof.ssa Fornero ha pronunciato nella Conferenza stampa del 2011 quando ha spiegato la Riforma Monti-Fornero: “tutti, ma proprio tutti, devono capire che il principale meccanismo per fare pensioni è il lavoro”.
Si ritiene che il nostro sistema previdenziale sia in equilibrio quando il rapporto tra “lavoratori attivi” e “pensionati” si aggiri intorno 1,5. In altre parole, per ogni pensionato devono esserci 1,5 lavoratori attivi.
L’ISTAT comunica che in maggio 2024 il numero di occupati (lavoratori attivi) è pari a 23.954.000 (https://www.istat.it/wp-content/uploads/2024/07/CS_Occupati-e-disoccupati_MAGGIO_2024-1.pdf).
L’INPS comunica che al 31/12/2022 il numero di pensionati è pari a 16.131.414 (https://servizi2.inps.it/servizi/osservatoristatistici/api/getAllegato/?idAllegato=1007)
Anche se facciamo riferimento a due anni differenti (2024 per gli occupati e 2022 per i pensionati) ipotizziamo che il numero di pensionati si sia mantenuto a 16.131.414 anche nel 2024.
Pertanto, il rapporto tra lavoratori attivi e pensionati è dato da 23.954.000/16.131.414 = 1,48 (molto prossimo al valore ideale stimato in 1,5). Il rapporto ci dice che, per ogni pensionato, occorrono 1,48 lavoratori (diciamo 1 lavoratore a tempo pieno e 1 lavoratore part-time)
Ora, se nel 2025 volessimo mandare in pensione 100.000 lavoratori, occorrerebbe trovare lavoro a 100.000 x 1,48 = 148.000 nuovi lavoratori (supponendo a parità di importi salariali oggi erogati e a parità di importi pensionistici oggi erogati).
CONCLUSIONE: se non si aumenta il numero di lavoratori attivi, non è possibile mandare in pensione nessun lavoratore anziano, nemmeno riducendo gli importi pensionistici con il calcolo interamente contributivo o con forti penalizzazioni, in quanto, andando in pensione si riduce il numero di lavoratori attivi che contribuiscono a pagare le pensioni. Se proprio non si riesce ad aumentare il numero di lavoratori attivi, per mandare in pensione i lavoratori anziani occorre far versare i contributi alla forza lavoro robotica (Robot e AI).
Considerazioni più che corrette.
Peccato poi che certe notizie e, in particolare, certi dietrofront dell’EU appena rieletta stupiscano.
Mi spiego.
Da tempo centinaia di migliaia di automobili costruite in Cina hanno destinazione Europa.
Di queste, moltissime, sono prodotte da blasonate case automobilistiche Europee che vi hanno de-localizzato.
Nel frattempo l’Europa aveva deciso di applicare dazi consistenti sulle importazioni auto di provenienza cinese.
Ma, poiché questo avrebbe coinvolto anche i produttori europei, quel globalismo che chiude fabbriche da noi per aprirle in quei paesi, ha fatto 4 abbaiate e il tutto si sta ridimensionando.
Immaginiamo come potrà mai essere accolta l’imposizione previdenziale su Robot e A.I.
Temo che queste scelte chiariscano molto del dover rimanere sul posto di lavoro, per chi almeno lo possiede ancora.
Scusi dott. Perfetto,
1. Ma la Legge Fornero non ha avuto effetto retroattivo? Eppure è stata fatta.
2. Le guerre non si possono evitare, ma non devono nemmeno essere alimentate in nessun modo, eccetto se non si è costretti a difendersi; EVITIAMO DI ALIMENTARLE.
3.Eliminare l’evasione fiscale si che è possibile, ad esempio abolendo totalmente la circolazione di denaro in forma cartacea. SOLO PAGAMENTI ELETTRONICI E TRACCIABILI PER TUTTI.
4. Le cariche pubbliche specie quelle accordate a nomina ( spesso inutili e inconcludenti) si potrebbero quantificare, CENSIRE e soprattutto verificare quali risultati CONCRETI esse producono. SI FACCIA UN CENSIMENTO.
5. Diminuire il numero dei Parlamentari e Senatori in un Paese dove c’e una percentuale altissima di non votanti con un iter Legislativo che rispetti i dettati della Costituzione si può fare? Io credo di si. Si faccia.
6.Obbligare deontologicamente i vari candidati a mantenere le loro promesse elettorali attraverso le quali si chiedono ( e si prendono) i voti specie su punti importanti che toccano la vita delle persone è davvero impossibile farlo ? Un partito o un movimento politico serio potrebbe stilare un codice etico in tal senso ? Si faccia questo codice etico VISTO CHE GLI ITALIANI SONO UN POPOLO DI INGENUI?
7. La legge sui Condoni tiene conto di quelli che invece le tasse le hanno pagate, secondo le regole stabilite? Quante risorse producono concretamente ? La legge sui Condoni prevede uno sconto o un premio per quelli che invece le pagano nei tempi e nei modi giusti? SI POTREBBERO NON FARE PER UN SENSO DI GIUSTIZIA.
Noi cittadini e lavoratori vogliamo soluzioni concrete, e certamente non spetta a noi sapere o indicare come fare.
Spetta a coloro che si sono assunti oneri , onori e responsabilità di cambiare quello che non funziona.
Le mie parole sono state udite tante volte, vuol dire che ci sono tanti che pensano e condividono quello che ho commentato e se in futuro ce ne saranno altre di “parole” come le mie se ne dovrà fare una ragione perchè vuol dire che siamo messi proprio male e cosa ancor più grave, vuol dire che, ancora una volta, nulla cambierà.
Cordiali saluti
Sig. Biagino Popoli, non metto in dubbio la sua onestà intellettuale, nel senso che sono convinto che lei crede in quello che dice. Lei potrà pure avere ragione (ed io concordo con lei su tutti i 7 punti che ha elencato). Ma “non basta avere ragione, bisogna essere capaci di farsela dare” (osservava Luciano Lama).
1. Lei dice “Ma la Legge Fornero non ha avuto effetto retroattivo? Eppure è stata fatta”. No, sig. Biagino, la Legge Fornero non ha avuto effetto retroattivo. Ha solo messo ordine nel caos che si era venuto a creare nel sistema previdenziale con gli interventi dei vari Governi che avevano preceduto il Governo Monti nel 2011. L’allungamento dell’età di pensionamento presente nella Legge Fornero deriva dal fatto che la finestra di 1 anno è stata inglobata nell’età anagrafica, e quindi ha innalzato l’età anagrafica per la pensione di vecchiaia. Queste sono le parole espresse dalla Prof.ssa Fornero nella Conferenza stampa del 2011: “Non ci sono più finestre e non ci sono più quote. L’età minima degli uomini oggi è 65 ma attenzione! 65 + 1 fa 66! non fa 65: noi inglobiamo la finestra e quindi partiamo da 66. Attenzione ancora perché le donne innescano un processo di adeguamento all’età maschile, e questo processo termina nel 2018”. Riporto il link dell’articolo su pensionipertutti dove è possibile rileggersi parola per parola ciò che disse in quella occasione la Prof.ssa Fornero (https://www.pensionipertutti.it/riforma-pensioni-obiettivo-sostituire-la-fornero-tra-il-dire-ed-il-saperlo-fare/)
2. Lei dice: “Le guerre non si possono evitare, ma non devono nemmeno essere alimentate in nessun modo, eccetto se non si è costretti a difendersi; EVITIAMO DI ALIMENTARLE”. A me non sembra che l’Italia voglia alimentare le guerre. Se si riferisce al caso particolare della guerra Russia-Ucraina, penso che all’interno stesso della coalizione del nostro Governo ci siano posizioni a favore ma anche contro la consegna di armi all’Ucraina.
3. Lei dice: “Eliminare l’evasione fiscale si che è possibile, ad esempio abolendo totalmente la circolazione di denaro in forma cartacea. SOLO PAGAMENTI ELETTRONICI E TRACCIABILI PER TUTTI”. In un comunicato stampa rilasciato il 5 febbraio 2024 l’Agenzia delle Entrate afferma: “Evasione fiscale, nel 2023 nuovo record di recupero Incassati 24,7 miliardi di euro (+22%): è il risultato più alto di sempre. Il gettito spontaneo supera i 536 miliardi, oltre 26 miliardi in più rispetto al 2022” (fonte: https://www.agenziaentrateriscossione.gov.it/export/.files/it/comunicati/005_Com.-st.-Risultati-2023-Agenzia-Entrate-e-Agenzia-entrate-Riscossione_05.02.2024.pdf) . Come si può notare, da parte dello Stato c’è lo sforzo di contrastare l’evasione fiscale. Con l’introduzione dell’euro digitale e con la sempre maggiore diffusione dei pagamenti digitali, si arriverà di certo a contrastare sempre di più l’evasione fiscale attraverso la tracciabilità dei pagamenti digitali per via elettronica.
4. Lei dice: “Le cariche pubbliche specie quelle accordate a nomina ( spesso inutili e inconcludenti) si potrebbero quantificare, CENSIRE e soprattutto verificare quali risultati CONCRETI esse producono. SI FACCIA UN CENSIMENTO”. Il suggerimento che lei evidenzia, sig. Biagino, è perfettamente condivisibile. Ma credo che la sua attuazione incontrerebbe fortissime resistenze da parte di lobby, gruppi di potere, gruppi di pressione, che renderebbero l’attuazione del suo suggerimento praticamente impraticabile. Ad ogni modo, il punto non è tanto cercare di eliminare ciò che non è desiderabile. Il punto è far funzionare ciò che è indispensabile che funzioni, nonostante la presenza di forze che ostacolino il suo corretto funzionamento. Questo che le sto descrivendo si chiama “resilienza”, e ho avuto modo di studiarla e di metterla in pratica nel mio lavoro di Business Continuity Manager, predisponendo il Piano di continuità operativa aziendale in modo da garantire il funzionamento dell’azienda anche in condizioni avverse come alluvioni, terremoti, pandemie che causano mancanza di energia elettrica, mancanza di collegamenti nelle comunicazioni, mancanza di personale.
5. Lei dice: “Diminuire il numero dei Parlamentari e Senatori in un Paese dove c’e una percentuale altissima di non votanti con un iter Legislativo che rispetti i dettati della Costituzione si può fare? Io credo di si. Si faccia”. Nel 2019 è stata avanzata una proposta di legge costituzionale che prevede la riduzione del numero dei parlamentari, da 630 a 400 deputati e da 315 a 200 senatori elettivi. La posposta di legge è stata approvata nel 2020 (fonte: https://www.riformeistituzionali.gov.it/it/la-riduzione-del-numero-dei-parlamentari/). Dal 2022, il Parlamento italiano è composto di 400 deputati e 200 senatori. Vorrei aggiungere ancora una cosa. I lavoratori, i cittadini, sin appellano spesso al riconoscimento dei loro diritti. Eppure, quella “percentuale altissima di non votanti” che lei, sig. Biagino, ci ricorda, sembra non riconoscere che votare è non solo un diritto, ma è anche un dovere. Dove ci sono diritti, ci sono anche doveri.
6. Lei dice: “Obbligare deontologicamente i vari candidati a mantenere le loro promesse elettorali attraverso le quali si chiedono ( e si prendono) i voti specie su punti importanti che toccano la vita delle persone è davvero impossibile farlo ? Un partito o un movimento politico serio potrebbe stilare un codice etico in tal senso ? Si faccia questo codice etico VISTO CHE GLI ITALIANI SONO UN POPOLO DI INGENUI?” Le “azioni sociali” (che si studiano in Sociologia), le dinamiche sociali sono molto complesse, sig. Biagino, entrano in gioco molti fattori: soprattutto la morale (cioè i valori che tengono unita la società), e l’etica (la traduzione di tali valori in comportamenti). Ci sono nazioni che orientano il popolo verso il perseguimento della salvaguardia della cultura nazionale (proibendo di vestirsi in un certo modo, proibendo di parlare in un certo modo, proibendo di comportarsi in un certo modo). In una società altamente coercitiva si rileva un numero elevato di suicidi. Ci sono poi nazioni come l’Italia in cui non sono presenti orientamenti particolarmente coercitivi. Abbiamo la formazione di Movimenti che propendono all’affermazione di determinati valori; tali Movimenti si trasformano poi in Partiti, trasformando anche i valori di origine. Sia i Movimenti che i Partiti hanno un proprio codice etico, una propria linea guida di comportamento. Ma l’essere umano tende a barattare la coerenza a tale linea di comportamento con l’opportunità di poter godere di maggiori privilegi. Oscar Wilde diceva “Se un uomo non è stato ancora comprato, è solo perché non è stato ancora fissato il suo prezzo”.
7. Lei dice: “La legge sui Condoni tiene conto di quelli che invece le tasse le hanno pagate, secondo le regole stabilite? Quante risorse producono concretamente ? La legge sui Condoni prevede uno sconto o un premio per quelli che invece le pagano nei tempi e nei modi giusti? SI POTREBBERO NON FARE PER UN SENSO DI GIUSTIZIA”. Spesso, sig. Biagino, ci aggrappiamo alla parola “Giustizia”. Ogni volta che la sento, non posso fare a meno di ricordare le parole di Dante “Diligite iustitiam qui iudicatis terram” (Amate la giustizia, voi che giudicate la terra”). Credo che solo esuli come Dante riescano a conoscere e a comprendere il profondo significato di “giustizia”. Tutti gli altri, tutti noi, io credo, abbiamo della giustizia solo una “parvenza”, ne conosciamo l’aspetto esteriore, superficiale, ma non profondo.
Nelle sue conclusioni, sig. Biagino, lei afferma: “Noi cittadini e lavoratori vogliamo soluzioni concrete, e certamente non spetta a noi sapere o indicare come fare. Spetta a coloro che si sono assunti oneri , onori e responsabilità di cambiare quello che non funziona”. Come non darle ragione, sig. Biagino? Ma se quello che lei auspica non si realizza, se coloro che si sono assunti oneri e onori non sono in grado di cambiare quello che non funziona, che cosa mai potremmo noi fare?
Ebbene, io una soluzione l’avrei, e l’applico a me con un certo successo: se non puoi cambiare le circostanze, cambia il tuo modo di pensare, e poiché solo tu sei responsabile dei tuoi pensieri, solo tu potrai cambiarli.
Egregio Prof. Perfetto,
cercherò di seguire il suo consiglio.
Però mi lasci dire, è davvero dura “cambiare il proprio modo di pensare”, soprattutto :
quando le circostanze rimangono sempre le stesse e nulla cambia;
quando diventa difficile persino andare a votare, perché non si sa chi scegliere;
quando sento ancora consensi sull’ipotesi sciagurata di dover a tutti costi mantenere i lavoratori anziani al lavoro per periodi ancora più lunghi, anziché pensare ai giovani e alle loro prospettive future;
quando le prossime pensioni saranno sempre più esigue per arginare l’enorme debito pubblico nazionale;
quando quel senso di “parvenza” di giustizia, ogni giorno, si affievolisce sempre di più;
quando il mondo intero rischia di autoannientarsi;
quando la vita di 8 miliardi di persone è in mano a poche persone, alcune di esse estremamente pericolose e senza scrupoli, che hanno nelle loro mani i codici di micidiali armi nucleari (una autentica follia);
quando insomma “quel cielo sempre più blu” magistralmente cantato da Rino Gaetano, diventa ogni giorno sempre più bianco, a causa dei cambiamenti climatici in atto, volutamente ignorati e addirittura negati per soddisfare gli interessi di quelle lobby e quei gruppi di potere di cui lei parla;
La ringrazio per l’attenzione riservatami e per aver reso possibile un confronto che, per quanto mi riguarda, è stato costruttivo e produttivo.
Cordiali saluti
Biagino Popoli vorrete togliermi la pensione perché ho 23,8 anni utili di INPS e un montante di circa 440000 eur. Ho pure 12,9 anni di Cassa dei Ragionieri. Prima di parlare bisognerebbe riflettere. Cosa facciamo, rubiamo i soldi a chi ha pagato per meno di 25 anni?