Riforma pensioni 2017, adv è se passasse la proposta di d’Achille?

Uno dei temi caldi riguardanti la prossima legge di bilancio 2018 e le eventuali modifiche alla riforma pensioni 2017 concerne l’aumento dell’età pensionabile collegato all’aspettativa di vita. Le ultime notizie a riguardo vedono il Governo propenso all’innalzamento dell’età a 67 anni a partire dal 2019 e sindacati e differenti politici, tra cui  Martina, Damiano e altri favorevoli allo stop dell’adv se non per tutti almeno per alcune categorie di lavoratori che sono impiegati in mestieri particolarmente gravosi. Secondo il precoce Mauro D’ Achille lo stop andrebbe esteso ad altre sottocategorie, al fine di risolvere almeno i casi più meritevoli di tutela. Il lavoratore parte da un’idea di un altro precoce e la rimpolpa di sue ulteriori migliorie. Ecco in sintesi la proposta, cosa ne pensereste al riguardo?

Riforma pensioni 2017, adv  stop dal 2019 per donne, precoci e disoccupati?

“Un caro amico mi segnala una proposta che altri non hanno ritenuto di dover prendere in considerazione In questi giorni su ogni media e ogni social specifico si fa un gran parlare di aspettativa di vita. Gentiloni e Boeri favorevoli alla applicazione completa dei cinque mesi di estensione, supportati dalla comunicazione dell’istat, e con loro la ragioneria generale dello Stato, che vedono in questo allungamento della vita lavorativa una inesauribile fonte di euro risparmiati. Tutti gli altri, Sindacati in testa, ma con politici di spessore a supporto, che invitano ad un congelamento della attuale età, oppure ad un rinvio all’anno prossimo, o ancora ad un blocco limitatamente ai lavori gravosi (ricordo che per i lavori usuranti il blocco è stato già sancito fino al 2025). La proposta è quella di NON APPLICARE TALE AUMENTO NON SOLTANTO AI LAVORI GRAVOSI MA A TUTTI I LAVORATORI PRECOCI” .

Personalmente sono più che favorevole a tale proposta, essendo una mediazione utile sia all’erario sia a quei lavoratori precoci che per la loro situazione personale e lavorativa non hanno avuto accesso né all’ape social né alla uscita anticipata con 41 anni di versamenti. Aggiungerei, inoltre, la possibilità di non applicazione anche alle DONNE per il giusto riconoscimento del loro lavoro di cura, e ai DISOCCUPATI che non vedano allontanarsi ulteriormente il traguardo del pensionamento.

 

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

3 pensieri riguardo “Riforma pensioni 2017, adv è se passasse la proposta di d’Achille?

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    1 Novembre 2017 in 9:51
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    È veramente difficile pensare di dover dimostrare quanto un lavoro possa essere usurante o quanto una donna con o senza figli possa essere talmente stanca indipendentemente dai calcoli assurdi fatti sulle aspettative di vita che in poche parole vuol dire ci auguriamo che tu campi di meno e che la pensione non te la,si debba dare a lungo. Allora meglio andare a lavorare distrutti e demotivati magari anche facendo male ciò che si deve fare e che ci renderà meno nobili piuttosto che pensare di far lavorare chi vuole continuare a lavorare e lasciare andare chi desiderare per mille ragioni chiedere un rapporto di lavoro. Già 65 anni mi sembrava
    tanto ma 67 è un omicidio .

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    31 Ottobre 2017 in 18:56
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    Perché nessuno parla dell’ingiustizia fatta a chi assiste un affine di primo grado? Perché avere la 104 per assistere lo suocero convivente non è uguale come assistere il padre? Ho 41 anni di contributi, oltre 6 mesi di 104 e sono precoce. Per me nulla di nulla.

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