Riforma pensioni 2017 news oggi 13 novembre, Rizzetto: Il Governo crea disuguaglianza

Roma– Le ultime novità sulla riforma pensioni 2017 vertono sull’importante e atteso incontro che oggi si terrà a Palazzo Chigi tra Governo e sindacati, il primo punta ad alzare l’età pensionabile dal 2019, bloccando l’adv solo per alcune categorie, che passerebbero da 11 a 15, mentre per il sindacato si sta facendo troppo poco, e la trattativa deve proseguire per poter arrivare ad un accordo condiviso. Totalmente contrario all’approccio del Governo anche l’onorevole Walter  Rizzetto che stamane, di prima mattina, ha pubblicato un post sulla sua pagina personale Facebook.

Riforma pensioni 2018, si va verso l’ennesima ingiustizia

L’onorevole Rizzetto  spesso in piazza con donne e precoci, pro Ddl 857 così come della proroga dell’opzione donna a l 2018, mal digerisce le continue ingiustizie, che a suo dire, il Governo continua a riservare ai cittadini. Che sono stufi e vorrebbero solo, dopo 40/41 anni di pensione, poter andare in pensione o poter avere la libertà di scegliere se ritirarsi prima con un assegno ridotto o proseguire. Ricordiamo che sono molte le donne che lamentano di non avere più un lavoro e fanno appello al Governo affinché tenga in considerazione la loro richiesta.

Ecco le sue parola:

” Un Governo che per l’ennesima volta scatena una guerra tra “categorie” per andare prima o poi in pensione, è un Governo che, di fatto, crea disuguaglianza sociale.
Ed ancora una volta i Sindacati maggiori sono, a mio parere, in ritardo.

Oggi 13/11 incontro coi sindacati : il Governo rilancia

Vedremo cosa accadrà oggi a Palazzo Chigi ove si terrà l’incontro tra Governo e sindacati, ecco quanto riporta ‘La Stampa’

L’ultima offerta che farà oggi il governo ai sindacati per cercare di chiudere un accordo sul delicato dossier pensioni prevede sia la proroga al 2019 dell’Ape social, sia un ammorbidimento dei requisiti per entrare a far parte della lista dei mestieri che verranno esentati dall’innalzamento dell’età della persone a 67 anni a partire dal 2019. I mestieri resteranno sempre i 15 indicati giovedì scorso (gli 11 gravosi già inseriti nell’Ape social più marittimi, addetti alla pesca, operai agricoli e siderurgici), ma recependo le obiezioni dei sindacati che contestavano la credibilità delle stime dell’esecutivo su questo intervento (15-20 mila beneficiari) i requisiti di accesso verranno allentati. In particolare prevedendo non più 36 anni di contributi, ma 30 o poco di più, e 7 anni sugli ultimi 10 (anziché 6 su 7) di impiego in una occupazione gravosa. ”

I sindacati si dicono insoddisfatti, non resta che attendere per comprendere l’esito dello stesso.

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