Riforma pensioni 2018/19, news oggi: uscita a 60 anni, stop adv e privilegi

Le ultime novità sulla riforma pensioni 2018 in questo clima di incertezza politica ruotano intorno ai desiderata dei lavoratori e agli appelli al prossimo Governo, qualunque esso sia. Le persone si aspettano una radicale riforma della Legge Fornero, sebbene recentemente Boeri durante Mezz’ora in più, la trasmissione di Rai 3, abbia ribadito con forza che la totale abolizione della stessa sarebbe un errore. Bisognerebbe piuttosto insistere, ha detto convinto, sull’abolizione dei privilegi: “uniformando le pensioni dei parlamentari a quelle dei normali cittadini si potrebbero ottenere risparmi per 150 milioni di euro”. Ecco le richieste dei cittadini al Governo che siederà alla guida del Paese

Riforma pensioni, ultime oggi: quali priorità per i cittadini?

Tra le richieste maggiori sui social, in ogni gruppo, si legge: Maggiore equità nei trattamenti previdenziali, la nona ed ultima salvaguardia per gli esodati, la possibilità di poter uscire anticipatamente dal mondo del lavoro, anche pagando pegno, le donne in primis che chiedono l’estensione dell’opzione donna . Vi è poi chi ribadisce con forza la necessità di stoppare il meccanismo ancorato all’aspettativa di vita che porta ad incrementare nel tempo l’età di uscita alla pensione e chi chiede, in ultimo, di poter uscire a 60 anni o con 40 anni di contributi. Questi ultimi sono coloro che ancora ambiscono nella quota 100 senza paletti, ossia come somma tra età anagrafica e contributiva. Le conferme di queste tendenze giungono quotidianamente sui social, l’ultimo sondaggio è stato lanciato un’ora fa da Mauro D’Achille, amministratore del gruppo  pensioni e lavoro: Problemi e soluzioni, ecco la sua domanda e le prime risposte.

Pensioni 2018, al Governo chiederei che:

D’Achille si rivolge a quanti spesso leggono ma non commentano e non esternano le proprie idee, chiedendo anche a loro di essere propositivi e fare proposte al nuovo Governo: “Dico a te, che leggi quasi sempre e non scrivi quasi mai:
Se tu, proprio tu, avessi l’opportunità di esporre ad un politico di vertice una tua proposta, quale faresti?”. In pochi minuti sono già emerse risposte interessanti:

-Silvano scrive: ” La prima cosa che chiederei è eliminare da subito l’ A.d.V.  È ingiusto che sia calcolato senza tener conto della tipologia di lavoro svolto, un lavoratore che ha fatto un lavoro usurante non può avere la stessa aspettativa di un impiegato dirigente politico”

-Tommaso aggiunge: “Prorogare Ape social e semplificare la burocrazia, oltre a proseguire sulla separazione fra assistenza e previdenza, ma ce ne sarebbero tante” poi , precisa: “Evidenziare soprattutto il ruolo delle donne e mamme che crescono i figli piccoli e assistono gli anziani, visto che ricadono economicamente sulle famiglie e spesso si sacrificano e risultano avere meno contributi, garantire qualche anno in meno per poter andare in pensione

-Alessandra: “Flessibilità in uscita a 60 anni.Pensione in base ai contributi versati”

-Sereno: “proporrei l’ uscita dal lavoro volontaria , libera , autonoma con quattro fasce d’ uscita : 40- 41- 42 -43.di contributi versati.Al giorno d’oggi si predica molto x la libertà della persona e si fanno discriminazioni così grandi come la legge Fornero ??

-Nicletta: “Flessibilità in uscita per tutti”

Stop adv: richiesta che va per la maggiore

Sebbene lo si sappia da tempo che lo stop dell’adv è una delle richieste che va per la maggiore, in pochi minuti, da questo sondaggio, ne abbiamo la conferma:

– Michele: “Innanzitutto stop adv

-Daniela: “separazione tra previdenza ed assistenza! E poi, prima cosa, togliere aumento per aspettativa di vita

-Giorgio: “Separazione assistenza previdenza. Rivedere ADV. Rendere strutturale ape social, riconoscimento lavoro di cura per le donne, rivedere le regole sui.precoci ( tempi biblici)”

-Vincenzo: che un diritto non può essere solo riconosciuto dalle disponibilità economiche del paese 2)che la migliore riforma delle pensioni è l’occupazione di tutti i disoccupati 3) che si finisca di fare cassa sulle pensioni con riforme nel nome di salvaguardare i giovani 4)eliminare tutte quelle norme che impongono lacci e laccioli per ritardare la pensione ,adv, lavori usuranti o meno usuranti, perchè qualcuno mi deve spiegare perchè un impiegato pendolare che si alza alle 6 del mattino per andare a lavorare e torna a casa alle 19.00 cosa è ?

E voi cosa chiedereste al nuovo Governo? Quale la misura che più vi sta a cuore?

 

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

31 pensieri riguardo “Riforma pensioni 2018/19, news oggi: uscita a 60 anni, stop adv e privilegi

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    3 Maggio 2018 in 15:45
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    Buongiorno,
    Vi facciamo partecipe di alcune riflessioni che sicuramente già conosci in quanto discussione accesa in merito alla riforma pensioni siamo un gruppo di lavoratrici stanche, arrabbiate ……..e sfiduciate !!!!!!!!!!!!
    Pensiamo che quanto fatto con la Fornero per le donne sia semplicemente vergognoso , da noi non esiste un welfare a misura , attento ed efficace , dopo una vita di “doppio – triplo” lavoro ……….e mi riferisco a………. casa… anziani da accudire… … figli con nipotini da aiutare ……. crediamo che 60 anni come età per uscire dal mondo del lavoro per una donna siano più che sufficienti !!!!!!! Ti pare? Riteniamo e concordiamo tutte da sempre che la quota 100 tanto voluta e proposta da Damiano sia la strada più giusta ed equa da seguire….. Possibile che i politici non trovino insieme unione e accordi per arrivare ad una soluzione seria CONDIVISA e strutturale ?

    Come si può ignorare quanto scritto sotto ???!!!!!!

    Se non ricordo male la Corte Costituzionale aveva giudicato incostituzionale abbassare le alte pensioni dei politici, mentre ridurre quelle delle persone comuni era considerato un sacrificio necessario. Alla luce di questa assurda considerazione credo che gli scenari che si apriranno nel momento della discussione non saranno rosei per noi comuni mortali. Una politica e i sindacati che lasciano indietro gli ultimi per continuare a mantenere i propri privilegi è infame e amorale. Per finanziare l’Ape, il nuovo meccanismo che consentirà ad oggi di andare in pensione fino a tre anni prima, l’esecutivo non adotterà dunque la proposta del presidente dell’Inps. L’idea infame è di seguire un altro tipo di strada ricorrendo al prestito bancario che ,a parere loro ,ha il vantaggio di non gravare sui conti dello Stato”. Tutta la questione è a dir poco amorale e vergognosa !!!!!

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    17 Aprile 2018 in 23:03
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    Per Alfonso – se lasciamo in piedi l’attuale baracca puo’ solo accadere quello che “normalmente” avviene in natura: Il cane non mollera’ l’osso e il lupo non si fara’ mai strappare il pezzo di carne …
    Purtroppo, come qualcuno ha gia’ detto, per una nazione ritenuta di … “BACCHETTONI” vale la – comoda e consolidata – regola: Chi ha avuto ha avuto … chi ha dato ha dato e … continui a dare ..!!!

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    17 Aprile 2018 in 21:57
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    Questo messaggio è rivolto alla lega nord ed al m5S, cioè a Salvini ed a Di Maio.Loro sono stati proprio bravi a fare le promesse pre elettorali per avere i voti degli italiani delusi dal precedente governo che ha pensato solo a banche ed a chi i soldi già li aveva.
    Fiduciosi nel programma di rinnovamento che loro proponevano , finalmente , in qualcosa a favore degli italiani che vivono del loro lavoro e che che se ne dica mandano avanti questo paese in cui di giusto non c’è proprio un bel niente, gli italiani di buona volontà li hanno votati sperando in qualche cambiamento ed in qualcosa di positivo che certo il sig. padoan non avrebbe mai concesso( se no le banche fallivano).Dopo aver vinto le elezioni tutti contenti si aspettavano qualcosa di buono che non arriverà mai (ormai l’hanno capito tutti). Non siete riusciti nemmeno in un mese mezzo a mettervi d’accordo come l’italia vi chiedeva per formare un governo.Completamente ottusi ed accecati avete proposto l’alleanza uno con il p d e l’altro con f i che erano i due partiti che chi vi ha votato ha cercato in tutti i modi di far fuori. Ora mi sto chiedendo solo se capite quello che state facendo o se questa è l’ennesima opportunità per prendere per i fondelli gli italiani che vi hanno dato il loro consenso. Certo che quanto avete fatto finora non è certamente una prova di capacità , intelligenza e sopratutto di lealtà nei confronti dei vostri elettori. E se sperate in nuove votazioni che vi porteranno più in alto, lasciate perdere, alle prossime votazioni quelli che vi hanno dato il voto ora , amareggiati, delusi e senza alcuna prospettiva non andranno più a votare (es. il sottoscritto) e può darsi che forse riuscirete ad arrivare al 5 per cento. in poche parole la vostra buona occasione era questa ma ve la siete giocata male e non tornerà più.

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    17 Aprile 2018 in 12:32
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    Boeri se non volete darmi la pensione come esodato non salvaguardato , datemi un lavoro all’INPS essendo io invalido al 57% e secondo lg . 68/99 avente diritto a collocamento obbligatorio!!

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    17 Aprile 2018 in 9:45
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    65 ANNI E’ 2 MESI…42 ANNIED OLTRE DI CONTRIBUTI……………………….PAGLIACCI………………………

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    17 Aprile 2018 in 7:38
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    poi volendo entrare in queste logiche assurde di presunta differenziazione dei lavori usuranti
    lavorare da civile in un istituto penitenziario non è considerato lavoro usurante??????????

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      17 Aprile 2018 in 9:31
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      Penso di non essere l’unico ad avere un montante nelle casse dell’INPS di oltre 1.000.000,00 € ( UN MILIONE DI EURO !!!! ) che sono soldi che io ho versato in 38 di lavoro ininterrotto, con contributi tutti effettivi !!! Ad un certo punto a 58 anni di età , lavorando in un laboratorio chimico, in cui la minima distrazione crea perico. Ho lasciato mediante accordo consensuale con l’azienda. ORA MI CHIEDO QUESTO MILIONE QUANDO SI DECIDONO A DARMELO, FORSE QUANDO LASCIO QUESTO MONDO !? Considerando che il fondo pensione integrativo mi ha liquidato tutto il capitale nel giro di due mesi !!!

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    17 Aprile 2018 in 7:36
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    please, regole per andare in pensione semplici, chiare, dirette, univoche per tutti.
    di questo abbiamo bisogno non arzigogolamenti che nascondono trappole truffaldine come
    l’A.D.V. e l’A.P.E.

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    17 Aprile 2018 in 6:30
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    41 anni di contributi per i precoci. E 41 anni di contributi con 62 di età per tutti i lavoratori.

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      17 Aprile 2018 in 9:28
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      Penso che dopo 41 anni di lavoro e a 62 anni di età si abbia il diritto e il dovere di lasciare spazio ai giovani . Siamo un paese di vecchi che lavora….

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    17 Aprile 2018 in 0:17
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    Leggo quotidianamente gli aggiornameti sulle pensioni e mi sento presa ingiro dalla politica che continua a rimandare soluzioni temporeggiare e non concludere niente. La legge fornero monti e’ stata approvata in una settimana quanto tempo ci vorra’ adesso perche’agli eletti venga concesso da parte delle cariatidi del sistema e dai poteri economici dominanti in europa che si mettono di traverso
    di mantenere le loro promesse elettorali.

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    16 Aprile 2018 in 21:33
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    Visto e considerato che uno dei cavalli di battaglia delle forze politiche che alle ultime elezioni hanno ottenuto più voti é stato quello delle pensioni con quota 100 cioè l’età anagrafica sommata a quella contributiva vorrei sperare bene che mantenessero le promesse fatte! Ci siamo stufati di promesse fatte e poi mai mantenute dai precedenti governi, ricordiamoci che prima o poi torneremo a votare…

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    16 Aprile 2018 in 18:14
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    E’ inutile negare che il punto più dolente è negare la pensione a chi è disoccupato per qualsiasi motivo senza ammortizzatori sociali. A 60 anni questa categoria di ex lavoratori dipendenti (pubblici e privata), in deroga ad ogni riforma, deve aver diritto alla pensione in quanto rimanendo senza lavoro (e, con la situazione economica attuale, non avendo alcuna possibilità di trovare occupazione a quell’età) non maturerà mai né i 30, né i 40, né i 41, né i 42 anni di contributi. DISOCCUPAZIONE, 60 ANNI E 20 DI CONTRIBUTI devono essere nuovi requisiti per aver diritto a trattamento pensionistico. In più occorre riconoscere il periodo trascorso in stato di disoccupazione senza NASPI come periodo utile PER IL DIRITTO (E NON PER LA MISURA) ALLA PENSIONE. Erica Vendtti e Mauro D’Achille ci facciano sapere la loro opinione.

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    16 Aprile 2018 in 17:01
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    QUARANTA ANNI DI CONTRIBUTI SONO TANTI.

    ETA’ ANAGRAFICA MINIMA DI 60 ANNI UNITAMENTE A 40 ANNI DI ANZIANITA’ CONTRIBUTIVA.

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      16 Aprile 2018 in 18:01
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      Uscita a 60 anni indipendentemente dai contributi se voglio avere unapensione in base a quello che ho versato è affare mio non degli altri

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        18 Aprile 2018 in 0:24
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        A Pasquale: Se rilegge bene il suo commento c’è un grossissimo problema. Lei prima parla che quaranta anni di contributi sono tanti, poi però indica un’età minima di sessanta anni. Lo sa che esistono persone che oggi hanno 58 anni e 41 anni di contributi versati? Le faccio il mio esempio: Ho 23 mesi di contributi versati per un corso che all’epoca poteva essere riscattato ai fini pensionistici, cosa che feci ma che oggi sono considerati non effettivi. Ho 14 mesi di militare ( Avevo un lavoro ed ho perso stipendi e contributi che sono rimasti solo figurativi). Assunto nel 1980 oggi ho 38 anni di contributi di lavoro effettivo. Quindi alla fine 40 anni di contributi versati, 38 di lavoro effettivo e 14 mesi che lo stato mi ha fatto perdere. Andrò in pensione si a 60 anni ma con 43,3 anni di contributi. Vede che non sono quota 100?

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    16 Aprile 2018 in 16:12
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    In un Paese Civile Non devono pagare sempre i soliti Cittadini , si potrebbe lavorare e versare tutti 41 anni di contributi anche e soprattutto i politici , poi si va’in pensione in base ai contributi versati , solo in Italia oggi non esiste la possibilità di sapere dopo quanti anni di versamenti si ha diritto alla pensione ripeto Diritto sanno solo dirci la coperta è corta , quale Partito verde rosso o giallo propone un referendum per abolire tutti i privilegi e vitalizi ai signori politici anche loro dovrebbero lavorare e versare gli stessi anni di contributi dei cittadini ,inoltre bisogna fare in modo che dopo due legislature i politici tornino al lavoro precedente ed al raggiungimento dei famosi 41 anni di contributi vadano in pensione . Allora quale Partito si fa avanti !!!!!!!!!!

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    16 Aprile 2018 in 15:43
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    Sarebbe cosa buona e giusta eliminare completamente i vitalizi e concedere la reversibilità solo a vedova/a del politico defunto e non tramandarlo per alcune generazioni. Sarà ripetitivo ma fissare un’età per andare in pensione è una osa sacroanta sopratutto dopo aver lavorato 40 e più anni (abolizione dell’ADV). Dividere la previdenza dell’assistenza. Rendere strutturale APE social. Opzione Donna strutturale

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    • Erica Venditti
      16 Aprile 2018 in 15:44
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      Grazie mille Mimmo

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      17 Aprile 2018 in 18:58
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      60 anni mi sembra età giusta per pensione.. perché deve decidere lo stato con aspettativa di vita.. andando in pensione a 67 anni non porterò mai a casa i 45 che hp versato.. non è giusto.. paghiamo per quellu che a 35 o 40 anni sono andati in pensione versando 15 anni di contrubuti.. ma portandobe a casa 40 o 50..

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    16 Aprile 2018 in 15:31
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    Entro un po’da portoghese in questo ssondaggio perchè giá sono pensionato e, in quanto a scrivere, non mi faccio pregare. Vi sono peró alcuni aspetti sui quali osservo che le proposte si incanalano su binari morti e vorrei evidenziarli.
    Sui lavori usuranti temo che nessuna soluzione potrá mai venirne a capo. Si possono migliorare forse le cose, magari valutando quei lavori che, da un punto di vista di stress e dispendio di energie appaiono piú gravosi. Questo peró non risolve il problema, perchè c’è differenza tra lavoro dipendente e passione e non è così automatico attribuire coefficienti anche tra gli stessi lavori. La casistica è talmente ampia che, la stessa istituzione di una commissione di studio apparirebbe come il piú classico dei classici metodi per non approdare a nulla o per dare soluzioni raffazzonate che soddisferebbero alcuni e scontenterebbero molti. In realtá, sono l’assenza di sicurezza e tutele sul lavoro il problema di fondo. In un ambiente di lavoro sano e tutlato, le cose cambierebbero radicalmente per molti lavoratori.
    Il secondo appunto è sulle ADV. È sbagliato contestare le ADV dal punto di vista dell’ allungamento della vita lavorativa. Questo è addirittura lapalissiano ma rasenta il pleonasmo ai fini concreti del dibattito. Le ADV vanno contestate in quanto si tratta di una aberrazione concettuale aggravata da premesse del tutto arbitrarie sulla durata della vita dei singoli individui e perché l’incidenza in pejus è definitiva e non tiene in considerazione l’ipotesi in mejus . Soffermarsi sull’allontanamento della pensione è questione che non porta ad alcun risultato perché, su questo piano, avrà sempre partita facile chi pretende di sottomettere i diritti del cittadino alla quadratura del bilancio.

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    • Erica Venditti
      16 Aprile 2018 in 15:41
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      Onorata del tuo commento Luigi e grazie per esserci venuto a trovare sul sito 🙂

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    16 Aprile 2018 in 15:19
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    Proporrei OPZIONE DONNA STRUTTURALE ed amplierei le categoria dei lavori gravosi/usuranti. Il medico ospedaliero turnista soprattutto se in ruolo in reparti ad alto stress fisico e psicologico come possono essere i Reparti di Emergenza Urgenza o Oncoematologici non è ad oggi considerato usurante nè gravoso e quindi si presuppone che debba continuare a lavorare fino ai 67 anni. E’ovvio che i Direttori di Struttura anelano a rimanere al loro posto fino a 70 anni come gli universitari ma questo è improponibile per gli altri medici che lavorano in prima linea con tutte le difficoltà attuali con elevata esposizione anche a contenziosi di natura legale. I riflessi e la reattività nescessaria per svolgere questo lavoro vengono meno con gli anni con tutti i rischi ad essi collegati.

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    16 Aprile 2018 in 15:00
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    Il loro obbiettivo e di farci morire, prima di prenderla….tutto calcolato….

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    16 Aprile 2018 in 14:58
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    Basta con le chiacchiere e con questa allucinante pantomima sulla sostenibilità dell’abrogazione della Fornero.
    In questo paese ci sono risorse per salvare le banche, ci sono risorse per finanziare la chiesa con l’otto per mille, ci sono risorse per le pensioni da capogiro, ci sono risorse per gli F35, c’è tolleranza per gli oltre 100 miliardi di evasione fiscale ecc…ma è la fine del mondo pensare di poter erogare la pensione a chi ha già 40 anni di servizio e oltre sessant’anni di età.
    Un’ingiustizia assolutamente intollerabile soprattutto quando, a parlare di insostenibilità, si alternano i saccenti della finanza, gli alti burocrati dello stato, i politici iperpagati che, all’ombra delle loro vellutate digestioni, con redditi annui con i quali sarebbero assicurate centinaia di pensioni, hanno la faccia tosta di programmare la qualità di vita per il resto della gente.
    Si faccia in fretta perchè ciò che è accaduto alle ultime politiche è solo l’inizio di un processo che non può più essere governato con le dichiarazioni delle cassandre nostrane che emanano odore di natfalina.

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    16 Aprile 2018 in 13:40
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    Ma perche’ un 62 enne esodato, invalido al 57% non puo’ venire incluso come lavoratore usurato e uscire a quota 98.Assurde leggi pensionistiche di burundiland ???? INPS e politici si vergognino!!!!

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    16 Aprile 2018 in 12:34
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    A proposito di lavori usuranti.
    il mio lavoro non è usurante però abito a Genova e lavoro a La Spezia ( non per scelta mia ).
    Esco di casa alle 6.15 e se tutto funziona ( 4 treni e 2 oppure 4 autobus ) rientro alle 19.30 ( escluso una decina di recuperi mensili alle 21 / 22 ) ma per alcuni anni sono uscito di casa alle 5 perchè il treno era stato tolto.
    Ho 61 anni e in casa non c’è nessuno a prepararmi la cena o a provvedere alle faccende domestiche e ho un papà di 93 anni,,,
    Ho i miei problemi a deambulare maturati nel mio passato ma alla sera se non affretto il passo ( non posso correre ) perdo il treno.
    Insomma, il mio non è un lavoro usurante però dopo 11 anni di questa vita…

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    • Erica Venditti
      16 Aprile 2018 in 14:20
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      Grazie della sua preziosa testimonianza Giovanni, per curiosità quanti anni di contributi ha alle spalle?

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    16 Aprile 2018 in 12:25
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    1. Dividere assistenza da previdenza
    2. Abolire i contributi figurativi dei parlamentari come ha detto Boeri
    3. Rendere chiara la legge – qualsiasi sia – eliminando tutti i vari distinguo che le circolari dell’ INPS provocano : ad esempio Opzione Donna la legge diceva 57 o 58 anni e 35 di contributi ( non diceva che chi ne ha una parte nella Gestione Separata non può accedervi), Autorizzazione ai CV prima del 2007: mai abrogata ma non accettata dall’INPS. Un ginepraio di regolette, che fanno sì che nessuno capisca nulla della propria situazione

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