Riforma pensioni 2018/19, ultime notizie post approvazione Def: quali misure rientrano?

Le ultime novità sulla riforma pensioni al 28 settembre 2018 riguardano l’accordo raggiunto sul deficit al 2.4% del Pil, alla fine pare Tria si sia ‘arreso’ ed abbia vinto la linea più ‘coraggiosa’ o come taluni dicono ‘imprudente’ del Movimento 5 Stelle e della Lega, che si dicono soddisfatti, è la Manovra del cambiamento, esultano i due vicepremier Salvini e Di Maio.

Sono stati deliberati 27 miliardi per la manovra, così facendo, pare che le misure punta di diamante dei due schieramenti dovrebbero, il condizionale resta d’obbligo, poter essere realizzati nella Legge di Bilancio 2019, quindi via libera al reddito di cittadinanza e alla riforma Fornero. Si ma in che modo? Sulle misure che potranno vedere la luce, moltissimi restano i dubbi anche dopo aver letto la Bozza Def. Ci siamo interfacciati a tal proposito anche con Roberto Ghiselli, ecco la sua reazione a caldo, rilasciataci in esclusiva ieri in tarda serata.

Riforma pensioni 2018, Ghiselli: le informazioni sulle misure sono troppo generiche

Così il Segretario confederale della Cgil: “Le informazioni sono ancora generiche quindi difficili da commentare, ad iniziare dal fatto che non sono ancora emerse le cifre che verranno impegnate. Se si prevede che andranno in pensione 400000 persone il primo anno vuol dire che avranno scelto solo alcune fra le diverse ipotesi in campo e quindi non si sa quali saranno i vincoli e i limiti per quota 100 e se ci sarà quota 41″.

Il segretario Ghiselli poi prosegue: “Sarà inoltre interessante capire come riconosceranno il lavoro delle donne e se interverranno sugli esodati residui. Non si conoscono inoltre i criteri con cui verrà gestita la pensione di cittadinanza, in particolare se sarà legata all’Isee e in che modo”.

Riforma pensioni 2018, Ok al Def, ma quali misure sono certe?

Procediamo con nostre considerazioni: Effettivamente si parla nella bozza, ad esempio, “di una nuova finestra per i pensionamenti anticipati senza il requisito anagrafico attualmente in vigore per chi ha maturato un’anzianità contributiva di 41 anni”. Ma non si specifica quale, non si dice che verrà riproposta la quota 41 ora usufruibile per le categorie disagiate, che comunque ricordiamo dal 2019 saliranno già 41.5 i contributi effettivi necessari per uscire anticipatamente, per effetto dell’aumento dei 5 mesi dell’adv. Nei mesi si è parlato anche di alzare l’asticella a 42 anni di contributi, la nota non chiarisce nulla in merito alle intenzioni.

Si alle pensioni con quota 100 con alcune restrizioni funzionali alla sostenibilità del sistema previdenziale”. Anche qui, come fa notare Ghiselli, non si comprende quali saranno questi paletti imposti sulla quota 100. Anche per le donne la situazione non pare certo più definita: “attenzione particolare verrà rivolta alle donne, caratterizzate da una carriera discontinua“. Non si cita la tanto attesa proroga dell’opzione donna, né si comprende in che direzione intende agire l’esecutivo.  Non si citano provvedimenti a favore degli esodati, 6.000 persone ancora in attesa di un decreto legislativo che ponga fine al loro dramma. Pare certa invece la pensione di cittadinanza, che aumenterà le pensioni minime a 780 euro. Anche su questo punto molti si erano detti contrari, Damiano in primis, dal momento che vi è il rischio  di incentivare il lavoro nero, se i contributi sembrano non avere più valore per costruire l’ammontare della propria pensione.

Ma queste sembrano solo questioni di forma, Di Maio e Salvini continuano a rassicurare che è stata una grande vittoria per l’Italia, “Insieme abbiamo dimostrato che cambiare il Paese si può ed i soldi ci sono” -tuona soddisfatto in un post Facebook il Ministro del Lavoro e delle politiche Sociali.  Allo stato attuale quello che emerge, invece, è che la riforma delle pensioni, il reddito e le pensioni di cittadinanza, i fondi per i risparmiatori colpiti dalle crisi bancarie, gli investimenti, il calo delle tasse per gli autonomi arriveranno sì , con buona probabilità, nella legge di bilancio 2019, ma che le riforme saranno finanziate ricorrendo all’indebitamento.

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

14 pensieri riguardo “Riforma pensioni 2018/19, ultime notizie post approvazione Def: quali misure rientrano?

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    28 Settembre 2018 in 20:21
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    IO VOGLIO SOLO VEDERE COSA SUCCEDERÀ TRA 2/3 ANNI QUANDO SCADRÀ IL REDDITO DI CITTADINANZA ( sempre che l’Italia non sia saltata per aria ) COSA FARANNO I FANNULLONI , FURBONI, EVASORI E FANCAZZISTI. PROBABILMENTE LA RIVOLUZIONE 😮🤭

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    28 Settembre 2018 in 19:05
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    LA POVERTA’ NON VA INCORAGGIATA, VA COMBATTUTA DANDO LAVORO, NON SUSSIDI, che devono essere solo temporanei, essere l’eccezione e non la regola … e pagati dalla fiscalità generale, non coi tagli alle pensioni altrui, definite “privilegiate”.

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    28 Settembre 2018 in 17:33
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    e per gli invalidi civili , che devono andare in pensione con l’anzianità nulla ? dobbiamo andare a 67 anni e 3 mesi , anche se abbiamo problemi fisici ?.

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    28 Settembre 2018 in 17:28
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    È sicuramente importante mandare in pensione 400.000 lavoratori ripeto lavoratori , è molto più importante pagare le pensioni per i prossimi 20/30 anni non solo per i prossimi mesi occhio .Speriamo in bene .

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    28 Settembre 2018 in 12:40
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    Probabilmente accadrà che, piano piano, l’Italia diverrà “una Repubblica democratica fondata sull’assistenza a carico dei sempre meno che lavorano”; capirai, chi lavora già forse prende più o meno quella cifra, in più ora gliela offrono come assistenza…
    Il Ministro Di Maio dice che non è assistenza perché chi usufruirà del reddito di cittadinanza dovrà lavorare ben otto ore (al giorno? no) A SETTIMANA e dovrà riqualificarsi! Se, poi, rifiuta tot contratti di lavoro, allora perderà il reddito! Ma chi glieli offre, in una situazione come questa, tot contratti di lavoro? Se ci fosse chi offre tot contratti di lavoro, il problema della disoccupazione non esisterebbe!

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    28 Settembre 2018 in 12:37
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    Certo che ora nella realta fa’ un po’effeto
    Reddito di nullafacenza 780 eurini e 40anni di contribuzione 980!
    Si perche mia suocera va bene che ha la reversibilità di mio povero suocero
    Ma quanti sacrifici ha fatto perché era edile a prendere quella pensione
    Questo richiama INGIUSTIZIA!

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    28 Settembre 2018 in 12:06
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    MA, ADESSO, CHI EVENTUALMENTE GODRA’ DI REDDITO DI CITTADINANZA E DI PENSIONE DI CITTADINANZA, AVRA’ O NO UN PRIVILEGIO NON AVENDO VERSATO I RELATIVI CONTRIBUTI (VERSATI DA ALTRI PER LUI?)?
    ALLORA DEFINIAMOLI REDDITO DI PRIVILEGIO E PENSIONE DI PRIVILEGIO!
    Quindi ci avviamo a divenir il Paese dei 780 ero di reddito: in attesa di tot lavori che immagino pochi troveranno, uno invecchierà col reddito di cittadinanza e, poi, quando sarà ora della pensione sociale, scatterà la pensione di cittadinanza, sempre di 780 euro, salvo future rivalutazioni, poveretti, mica puoi lasciarli in povertà! E, LORO, PERLOMENO, CONSERVERANNO LO STESSO POTERE DI ACQUISTO DI QUANDO LAVORAVANO, PARDON, PRENDEVANO IL REDDITO DI CITTADINANZA!
    Ma di creare vere occasioni di lavoro serio a tempo indeterminato e ben retribuito non se ne parla? Invece di lasciarli, come da impressione che, posso sbagliare ma ricevo, a carico delle pensioni dei sempre meno che, man mano che riusciranno ad andare in pensione o moriranno di vecchiaia, ancora lavorano? E, poi, quando tutte le LEGITTIME “pensioni di privilegio” (come le hanno definite secondo me erroneamente) saranno colpite, inutilmente per l’esiguo numero e relativo importo, cosa faranno? Io immagino, posso sbagliare, colpiranno, AVENDO CREATO UN PRECEDENTE (se la incostituzionale manovra riuscirà a passare) tutte le altre legittime pensioni a retributivo, indipendentemente dall’importo, fino a che tutti saranno livellati al minimo di 780 euro… Sia chi abbia lavorato e versato una vita, sia chi, suo malgrado, non lo abbia forse mai fatto?
    QUALCUNO SPIEGHI LA DIFFERENZA TRA PREVIDENZA ED ASSISTENZA!

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      28 Settembre 2018 in 19:08
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      Ciao, Giampiero: si scrive “nullafacenza”, si pronuncia “nullafacjenza”!

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    28 Settembre 2018 in 12:05
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    RIFORMA PENSIONI
    Questo governo sta annunciando il superamento della legge Fornero…E’ vero tutto questo? Si parla solo di quota 100. Cosa rappresenta? Una nuova forma di flessibilità in uscita? Va a sostituire la pensione di vecchiaia e quella anticipata? Un po’ di chiarezza, prima di parlare di superamento, sarebbe rispettoso nei confronti dei cittadini. Bisogna finire di comunicare con slogan, è giunto il momento dei fatti. Se la quota 100 e’ una flessibilità e con penalizzazioni, allora ci stanno prendendo in giro. Tutto ciò esiste già. Ancora più grave se non lo è e ha penalizzazioni. Altra considerazione. Nessun accenno alle mansioni gravose..insomma, prima di fare i salti di gioia e parlare di superamento della legge Fornero cerchiamo di svegliarci e valutare le azioni di questo governo.

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      28 Settembre 2018 in 17:15
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      Giuseppe C, più ti leggo e più mi convinco che sei una persona totalmente disinformata. Il reddito di cittadinanza è un sussidio a termine…!!! Informati per favore e cerca di intervenire intelligentemente

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    28 Settembre 2018 in 12:04
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    Ieri sera,in una trasmissione Tv, il Ministro della Giustizia spiegava che, con reddito e pensione di cittadinanza, si sarebbe rimessa in moto l’economia perché chi prima non spendeva, ora, con 780 euro, avrebbe rimesso in moto l’economia spendendoli perlomeno per i beni essenziali.
    Mi chiedo: se queste persone sono vive, vuol dire che per i loro beni essenziali già finora qualcuno spendeva; o ce li avevano loro o qualcuno LI AIUTAVA; quindi, i soldi per i beni essenziali che spenderanno, PER L’ECONOMIA, sia che venissero da altri, sia ora dai 780 euro SONO SEMPRE GLI STESSI! Solo pagati da persona diversa; per l’economia non cambia niente, parlando di beni essenziali, gli unici che, con 780 euro si possono acquistare.
    Invece, lo spaventato ceto medio, al quale ci si rivolge nel voler tagliare le sue legittime pensioni per finanziare il reddito e la pensione di cittadinanza con una manovra incostituzionale, definendole “pensioni di privilegio”, spendeva ben più che per i beni essenziali; ora, spaventato, smetterà di consumare e, IL RISULTATO, PER L’ECONOMIA, SARA’ IN PASSIVO, PERCHE’ SI CREERA’ RECESSIONE!
    Le erroneamente definite “pensioni di privilegio”, peraltro, sono altamente insufficienti, per coprire i redditi e pensioni di cittadinanza; per farlo occorrerebbe ricalcolare “tutte” le pensioni a contributivo; c’è già un pensierino, dopo il precedente, se passasse, di quelle sopra i 4500 euro?
    Tutti a 780?

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      28 Settembre 2018 in 19:13
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      Scusa, Silvano, ma io sono un sempliciotto che capisce poco di queste cose… Grazie per avermi informato che il reddito di cittadinanza – la pensione di cittadinanza no – è un sussidio a termine; terminerà con la pensione di cittadinanza? dato che i tre lavori da rifiutare dubito che arrivino? In futuro cercherò di accontentarti ed essere più intelligente nei miei interventi… per quel che posso, sai sono uno scemotto che scrive quasi a vanvera!

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      28 Settembre 2018 in 21:47
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      Scusate mi son persa un passaggio o non c è mai stato? I precoci com già 41 anni di contribuzione che fine fanno?

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