Pensioni donne

Riforma Pensioni 2018-2019: ultimissime news su opzione donna e precoci

Giorni caldi per quanto riguarda la Riforma delle Pensioni 2018 -2019con Salvini e Di Maio del Governo che continuano a promettere il superamento della legge Fornero, nonostante gli ormai soliti problemi di coperture finanziarie. Intanto, proprio al Governo arriva un’appello da parte delle donne del gruppo ‘Movimento Opzione Donna‘ che aspettano una proroga alla misura, così come promesso dall’esecutivo nel suo contratto di Governo. Vediamo poi le ultime novità sui precoci!

Pensioni Opzione Donna proroga, ultime news oggi 29 agosto

Ecco di seguito il post di Lucia Rispoli, amministratrice del gruppo Movimento Opzione Donna e indirizzato al Premier Conte e ai due vice-Premier Salvini e Di Maio: “In mancanza di una politica di genere le donne continuano a lavorare “h24”! In mancanza di una politica di genere le donne continuano ad essere sfruttate e muoiono di fatica! In mancanza di una politica di genere lo Stato fa caporalato con le donne! Il Movimento Opzione Donna chiede che lo Stato intervenga in materia di pari opportunità, ponendo fine alle diseguaglianze sociali che caratterizzano la vita delle donne, altrimenti esse saranno annientate!

Il Movimento Opzione Donna chiede che il Governo intervenga con una politica di genere che disegni un “sistema di prestazioni sociali” interamente dedicato alle donne … a tutte le donne.  Perché questo è un Paese che invecchia ed invecchia al femminile, mentre lo Stato continua a “fare cassa” con l’incremento della speranza di vita”. Se questo è il Governo del Cambiamento, allora le Donne del Movimento Opzione Donna chiedono che questo Governo “cambi passo” ed interrompa questa “ragionevolezza contabile” ispirata solo dalla “fretta di salvare il Paese” che, in nome di dottrina e teorie, ha posto in essere solo interventi costrittivi che hanno generato solo storture e disparità ed hanno principalmente penalizzato le donne con un “allineamento alle peggiori condizioni” ispirato alla logica della parità di sesso”, ignorando di fatto i loro diritti e bisogni. Diciamo basta alla “ragionevolezza contabile” che dal 2011 ha reso ciechi i governi, impedendo loro di vedere dove le donne di questo Paese stavano andando.

Le Donne hanno bisogno di poter uscire dal mondo del lavoro in modo flessibile, ragionevole ed articolato, a prescindere dallo “status di disoccupazione” riconosciuto, dalla “certificazione di cura” prodotta, dalla “104” o dal “grado di invalidità” posseduto.  La proroga al 31.12.2018 della misura sperimentale c.d. Opzione Donna ex lege 243/2004 rappresenta la prima misura idonea a dimostrare alle donne di questo Paese il “cambio di passo” che questo Governo ha dichiarato nel suo “Contratto di Governo per il Cambiamento”. Attendiamo fiduciose che questa promessa sia mantenuta e per questo OGNI GIORNO saremo il “MEMO ROSA” di questo Governo giallo – verde”.

Ultime Riforma Pensioni 2019: giovani e Precoci rischiano di esser vittime

Giuseppe Cosentino è intervenuto nella giornata di oggi tramite il sito sussidiario.net ed esprimendo tutte le sue preoccupazioni relative al fatto che il taglio delle Pensioni d’oro che il Governo vuole effettuare non sarà un bene per i giovani lavoratori e per i precoci. Anzi: “le risorse aggiuntive, derivanti dal taglio delle pensioni d’oro, non sarebbero comunque i giovani futuri beneficiari delle pensioni più basse, ma i coetanei beneficiari degli assegni sociali – cioè di chi non ha pagato contributi (magari anche in parte per evasione fiscale) -: situazioni che andrebbero più propriamente ricondotte alle politiche dell’assistenza, e non della previdenza“.

Nell’articolo poi Cosentino spiega come il taglio delle pensioni d’oro ed un ricalcolo retroattivo del sistema sarebbe un pericolo per tutti anche per i precoci: “In conclusione ritengo che l’ibridazione retroattiva e arbitraria dei due sistemi produca molte conseguenze inique e molte disparità di trattamento (a svantaggio ad esempio dei “lavoratori precoci” con i medesimi contributi di quelli entrati dopo nel mondo del lavoro), determinando un’incertezza del quadro giuridico in contrasto palese con i chiari e ormai stabili criteri della giurisprudenza Costituzionale in materia, con conseguente prevedibile diffuso contenzioso”.

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Autore dell'articolo: Stefano Rodinò

Stefano Rodinò
Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica. Scopri di più

10 commenti su “Riforma Pensioni 2018-2019: ultimissime news su opzione donna e precoci

    Maria Imparato

    (10 settembre 2018 - 12:18)

    La quota 100 con paletto anagrafico a 64 anni significa ridurre drasticamente il numero dei pensionandi, penalizzando chi ha cominciato presto l’attività lavorativa. Un vero bluff, di cui nessuno parla, sindacati compresi!

    Annamaria

    (4 settembre 2018 - 14:25)

    Buongiorno vorrei sapere quando potrò andare in pensione visto che ho 35 anni di contributi e 55 di età ora sono disoccupata co una madre invalida alm100x100 ho letto che c’è una nuova legge grazie

    Antonella

    (2 settembre 2018 - 20:42)

    Vorrei sapere se ci sarà opzione donna. Ho 35 anni di contributi e 60 anni di età.

    Grazie

      Erica Venditti

      Erica Venditti

      (3 settembre 2018 - 12:41)

      Al momento Antonella non si sono ancora capite le reali intenzioni del Governo sulla proroga, non resta che attendere la legge di bilancio e certamente, dal canto nostro, se avremo news prima, vi informeremo al riguardo. Buona giornata e grazie per averci scritto

    […] ultimissime novità al 2 settembre 2018 sulle pensioni anticipate 2018 arrivano dalle dure parole pronunciate dall’ex ministro del Lavoro Tiziano Treu ora presidente […]

    CARLO CONTE

    (30 agosto 2018 - 20:34)

    Se vanno in porto i progetti di questi due Stanlio ed Ollio della politica ci ridurranno alla fame e l’ Italia andrà a breve in default. Spero che qualcuno che li ha votati, pur non essendo a conoscenza dell’imbroglio che hanno messo in atto, si stia almeno mangiando le mani. sono d’accordo con tutti quelli che raccomandano di non fare niente: meglio lasciare le cose come stanno

    Massimo

    (30 agosto 2018 - 17:08)

    Sono sempre più amareggiato nel sentire le ipotesi deliranti che i Politici stanno formulando in questi giorni,…..e poi i Sindacati?!!
    Speriamo che finalmente si sveglino dal torpore generato dall’inattività e dall’incapacità di far sentire il giusto peso nel mondo del lavoro. Io so soltanto che sono 42 anni che pago il mio contributo sindacale e ovviamente anche quello all’INPS e che quando è nato l’autore di questo articolo io lavoravo già da 5 anni…
    Fermatevi !!! Mi sa che è meglio che lasciate le cose come stanno anzichè peggiorarle

    ALESSANDRO

    (30 agosto 2018 - 10:38)

    Il grande tema della spesa pensionistica (che risente anche dell’aggravio del costo dell’assistenza) impedisce a tanta gente di lasciare il lavoro per “godersi”, si fa per dire, la pensione. Essendo una questione ECONOMICA, come si fa a mandare in pensione lavoratori con pochi anni di contributi versati, lasciando al lavoro, chi ha oltre 40 anni di contributi realmente versati e non figurativi??? In ogni caso il taglio delle cosiddette pensioni d’oro alla fine si riduce ad una questione di principio o di presunta equità

    kesten

    (30 agosto 2018 - 7:35)

    Credo che da questo Governo non ci si possa aspettare nulla di buono.

    kesten

    (30 agosto 2018 - 7:33)

    IL M5S ha promesso il reddito di cittadinanza come priorità assoluta. il Governo ha davanti a se 5 anni di amministrazione e sicuramente dirà che non tutto puo’ esser fatto subito. E’ evidente che un intervento sulle pensioni sarà solo distruttivo e non costruttivo. La coperta troppo corta penderà a favore dell’assistenza a scapito di coloro che, essendo attivi, pagano contributi. Poiché non sarà possibile togliere i diritti a chi li ha già acquisiti per ottenere il finanziamento del “premio” di cittadinanza dovranno agire riducendo gli assegni pensionistici di coloro che stanno per andare in pensione (tra i 63 e i 64 anni) riversando i fondi su chi non lavora. Quindi aspettiamoci una riforma peggiorativa di allungamento dei requisiti in uscita e uno stravolgimento della fornero nelle parti piu’ favorevoli, come ad esempio il sistema retributivo dei lavoratori con 18 anni di contributi al 31.12.1995. RIFORMARE NON SIGNIFICA MIGLIORARE specie quando il governo é in mano a degli incompetenti. Bisogna tener presente che é lo stato a voler essere avvantaggiato rispetto ai lavoratori in modo da garantire l’assistenza a colore che, per necessità, ne hanno bisogno. E’ evidente che verranno privilegiati coloro che hanno 64 anni ma hanno meno contributi versati (motivi diversi …. anche lavoro nero) é evidente che deve essere tagliato fuori chi sta lavorando e può quindi continuare a pagare contributi, é evidente che il reddito di cittadinanza andrà anche a coloro che lavorano a nero e continueranno a farlo (vedi falsi invalidi). L’obbiettivo del “Ricambio Generazionale” non esiste. Si aggiunga anche che il problema dei QUARANTUNISTI é destinato, nei numeri, a dissolversi poiché sarà sempre piu difficile trovare lavoratori con 41/42 anni di contributi alle spalle anche a 64 anni. QUESTE SONO LE PROSPETTIVE e …….. non pensate di punire i lestofanti con un voto di dissenso, ci vogliono ancora 5 lunghi anni, un tempo infinito in cui questi potranno fare qualunque tipo di disastro possibile. NON C’E’ PIU’ NIENTE DA FARE, E’ STATO BELLO SOGNARE.

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