Riforma Pensioni donne

Riforma Pensioni 2018-2019 ultimissime oggi su donne e lavoro di cura

Anche nella giornata di oggi per quanto riguarda il tema della Riforma delle Pensioni 2018-2019 arriva un’appello da Orietta Armiliato, amministratrice  del gruppo “Comitato Opzione Donna Social”, che ha focalizzato la sua attenzione sul delicato tema delle donne e del lavoro di Cura. Vediamo le sue parole scritte all’interno del gruppo.

Riforma Pensioni 2018 2019, nuovo appello sulle donne

Ecco di seguito il post integrale di Orietta Armiliato: “La reale ed immediata possibilità che hanno le donne di poter fare un passo avanti verso l’affermazione di diritti paritari ossia senza discriminazioni di nessuna natura e quindi di sesso e quindi salariali e via così, è quella del riconoscimento del “lavoro di cura” che entrando nel nostro ordinamento sancirebbe il consolidato fatto che le lavoratrici esercitano almeno un doppio mestiere di cui uno che le impegna, così come è stato quantificato da più studi sul tema, per almeno 4 ore al giorno 365 gg all’anno e che non è in alcun modo remunerato.

Sappiamo che non esistono misure o norme realizzabili a costo zero neanche quelle che, deprimendo il reddito pensionistico soggettivo, generano risparmi nel tempo ma sappiamo anche che le donne sono quelle che più degli altri lavoratori hanno subito un danno con l’avvento di norme, senz’altro necessarie, ma estremamente penalizzanti per loro in primis. Dunque il danno, almeno in minima parte, in questo modo sarebbe riconosciuto perché non si può certo dire che sarebbe sanato ma, almeno, ridotto.

Questa proposta è stata inserita nella piattaforma unitaria siglata dalle OO.SS le quali hanno sollecitato e sollecitano l’esecutivo di Governo, affinché si possano affrontare le tematiche individuate e sottoscritte, aprendo tavoli di concertazione”.

Ultimissime Riforma Pensioni: le proposte per il Governo

Nella seconda parte del suo post, Orietta Armiliato ricorda i temi inseriti nella piattaforma unitaria su cui si dovrà discutere con l’attuale esecutivo: “Siamo certe che questo governo vorrà, democraticamente, ascoltando le rappresentanze dei lavoratori dare il via alla trattazione degli elementi contenuti nel testo di cui sopra quanto prima possibile. Ricordo, per chi non li avesse presente, che i temi inseriti nella suddetta piattaforma sono i seguenti:

  • Revisione del meccanismo di adeguamento dei requisiti di accesso alla pensione in relazione agli incrementi della speranza di vita
  • Superamento delle disparità di genere delle donne e valorizzazione del lavoro di cura
  • Flessibilità in uscita e sostegno alle future pensioni dei giovani.
  • Interventi per il rafforzamento della previdenza complementare ed il rilancio delle adesioni
  • Separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale
  • Ripristino della perequazione dei trattamenti pensionistici
  • Ape sociale e pensione anticipata per i lavoratori precoci/Cumulo Gratuito
  • Revisione delle norme che prevedono il posticipo del termine di percezione dei Tfr e dei Tfs dei dipendenti pubblici
  • Emanazione del decreto di semplificazione delle procedure per il pensionamento in caso di lavoro usurante.
  • Verifica della consistenza delle risorse residuate per l’opzione donna e l’ottava salvaguardia relativa agli esodati gestendo le problematiche aperte
  • Ribadiamo la necessità di favorire una rapida approvazione della legge di riforma della governance degli Enti previdenziali, che affermi un vero sistema duale con una più precisa ed efficiente ripartizione dei poteri tra l’attività di gestione e l’attività di indirizzo strategico e di sorveglianza

 

11 importanti punti che le organizzazioni sindacali, devono poter discutere in un confronto aperto e costruttivo, con il Governo attuale”. Voi cosa ne pensate? Vi trovate d’accordo con questi punti? Fatecelo sapere come sempre nei commenti qui sotto o sulla nostra pagina facebook Pensioni per tutti!.

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Autore dell'articolo: Stefano Rodinò

Stefano Rodinò
Classe 1981, ho studiato scienze politiche ad indirizzo Comunicazione Pubblica, dal 2009 per quattro anni ho lavorato come interinale presso l‘I.N.P.S. di Torino dove ho iniziato la mia formazione sul mondo delle pensioni. Dal 2013 come giornalista esperto di previdenza ho iniziato a scrivere sul sistema pensionistico, raggiungendo fino ad oggi oltre 13 milioni di lettori con i miei articoli.

4 commenti su “Riforma Pensioni 2018-2019 ultimissime oggi su donne e lavoro di cura

    […] di oggi 11 agosto 2018 sulla riforma delle pensioni, vediamo le ultimissime notizie grazie ad una interessante riflessione scritta dall’On. Anna […]

    kesten

    (10 agosto 2018 - 22:58)

    mi mancano due anni e mezzo per raggiungere i 43 anni e 5 mesi ed andare in pensione (fine 2020), Raggiungo prima la pensione Fornero che quella di quota 100 piché a fine 2020 la mia quota sarà 107,5 ed i 64 anni li faccio l’anno dopo. Quello che mi preoccupa ora é che forse tra due anni cambieranno in peggio le cose ed invece di ridurre ci aumenteranno i tempi del pensionamento. Siamo stati degli sciocchi, dovevamo votare PD almeno si capiva qualche cosa e sapevamo di che morte morire.

    Giuseppe C.

    (10 agosto 2018 - 13:40)

    Ciò che è il sottostare ad un obbligo di legge che regolava i calcoli delle pensioni, peraltro all’epoca più equamente, è divenuto. mi sembra, un qualcosa per cui quasi condannare chi è semplicemente sottostato alle regole vigenti in essere, additato quasi come un pericoloso criminale, un affamatore delle future generazioni! Tu sottostai alle leggi e ti si accaniscono contro! Ti chiamano “nababbo a spese dello Stato!”, per essere sottostato, OBBLIGATORIAMENTE alle leggi dello Stato, per averle osservate.
    Lo dico per amor del vero, perché la mia pensione è di 1300 euro A RETRIBUTIVO, perché per trentacinque anni ho prestato soldi allo Stato sotto forma di contributi pensionistici e, se il calcolo dovesse
    (non è detto, perché i primi 14 anni ero a tempo pieno e, poi, a part time e, quindi, sugli ultimi a part rime mi hanno calcolato la pensione senza, immagino tener conto dei versamenti alti dei primi 14 a tempo pieno)
    risultare favorevole ne ho diritto perché, come banche e finanziarie quando erogano un prestito, qualcosa ci devo guadagnare! Iniquo è il contributivo che ridà solo quanto versato per decenni; se prendi solo quanto versato, perché devi aspettare tot tempo per la pensione? Dovresti poterci andare quando vuoi, anche dopo un anno! Se prendi solo quanto versato!
    Ma create le premesse perché i giovani possano avere lavoro a tempo indeterminato e ben retribuito, se ne siete capaci, altrimenti traetene le conclusioni, invece di attaccare chi ha avuto la fortuna di lavorare in epoche in cui i politici di allora sapevano creare premesse per lavoro, stato sociale ed equità!
    Proprio quelli bravi, i politici di allora, che si vogliono colpire con il ricalcolo dei vitalizi, proprio quelli che hanno saputo favorire lavoro e stato sociale, quelli vengono colpiti!

    Giuseppe C.

    (10 agosto 2018 - 12:37)

    Penso che il TFR TFS vada erogato come da diritto il giorno dopo il pensionamento o licenziamento.
    Penso che occorra tornare a una semplice regola di età e/o anni di servizio uguali per tutti per andare in pensione ad una età decente che consenta ancora di reggersi in piedi per portare avanti hobby o passioni che i lavoratori aspettavano di compiere quando avrebbero smesso di lavorare.
    Basta con questa giungla di casi, casetti, differenze tra sesso, lavoro, che stanno, immagino, mettendo in crisi persino i Patronati che, giustamente, non riescono facilmente, immagino, a districarsi nell’interpretare le pensioni tutte diverse una dall’altra.
    Basta distruggere la previdenza pubblica.
    Tornare alla normalità di una vita normale e, per i cosiddetti giovani DARE LAVORO A TEMPO INDETERMINATO E BEN RETRIBUITO, UNICO MODO PER AVERE UNA PENSIONE FUTURA DECENTE, senza dichiarare di attentare alle pensioni in essere per foraggiare quelle di chi non si riesce, suo malgrado, a far lavorare.
    Il lavoro e la pensione, in uno Stato civile e di diritto, non deve essere, questo si che è il caso di usare questo termine, un privilegio, una vincita alla lotteria MA LA NORMALITA’, senza doversi recare all’estero per averla. E, se non sono capaci di dare la normalità, ne traggano le conclusioni, invece di rimescolare nei redditi gratis e pensioni ricavate togliendole a chi, a suo tempo, QUANDO I POLITICI SAPEVANO METTERE LE BASI PERCHE’ SI CREASSE LAVORO E SVILUPPO, se l’è sudata lavorando duro!

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