Riforma pensioni 2018, Damiano contro Bce: dati falsi, alzare l’età pensionabile è follia!

Cesare Damiano tuona contro la Bce, dati falsi e folli

Le ultime novità sulla riforma pensioni ad oggi 27 marzo 2018, giungono dalle ultime dichiarazioni di Cesare Damiano che si scaglia contro i dati della Commissione Europea concernenti le pensioni. “Non bastava il Fondo Monetario Internazionale, adesso l’attacco alle pensioni è partito anche dalla Commissione europea”, dice basito in un comunicato stampa, i dati su cui non concorda e le ragioni del suo intervento  a ‘gamba tesa’ contro i dati della Bce che definisce, senza giri di parole, : “Falsi”. I dettagli dalle sue parole.

Pensioni 2018, Damiano : basta fare cassa con i pensionati

“Se in campagna elettorale – spiega Damiano– la Lega ha promesso di ‘abolire la Fornero’, dall’Europa giunge il messaggio contrario: bisogna nuovamente alzare l’età pensionabile. Due opposti estremismi ai quali occorre rispondere con proposte concrete e realizzabili. In primo luogo, va respinta con forza la pretesa dell’Europa di penalizzare nuovamente i pensionati allo scopo di fare cassa. I dati sui quali si basano gli avversari dello Stato Sociale sono semplicemente falsi” Poi aggiunge, spiegando minuziosamente, le ragioni del suo totale scostarsi ai dati diffusi, che hanno fatto ipotizzare nel futuro alla necessità di una Riforma Fornero Bis: ” Il peso della spesa pensionistica sul Pil non è del 16% ma del 12%, se il calcolo viene depurato dai costi dell’assistenza e dalle tasse che i pensionati pagano ogni anno, che ammontano a 43 miliardi di euro”.

Riforma pensioni 2018: ecco la reale portata dei risparmi delle riforme ad oggi

Poi Damiano torna a far presente che anche le riforme precedenti, non solo quella Fornero, hanno permesso di risparmiare sulle pensioni, una montagna di risorse sono già state accumulate. “Non solo, dice seccato,  concentrarsi sulla riforma Fornero e ignorare tutte quelle precedenti (Maroni, Damiano e Sacconi), non consente di valutare appieno la portata degli interventi di riforma fin qui realizzati.

La Relazione tecnica del Governo al DEF del 2015 ha precisato la portata dei risparmi: ‘Grazie alle riforme Maroni, 2004, Damiano, 2007, Sacconi, 2011, e Fornero, 2012, cumulativamente la minore incidenza della spesa in rapporto al PIL ammonta a circa 60 punti (900 miliardi di euro) dal 2004 fino al 2050. Tale effetto è da ascrivere per circa 1/3 alla riforma Fornero e per 2/3 a quelle precedenti’. Come si vede, una montagna di risorse, che corrisponde al 40% del totale del nostro debito pubblico. Chi pretende di spremere altre risorse dalle pensioni è semplicemente folle”.

Pensioni 2018, Fornero Bis ennesima follia!

Oggi l’obiettivo sembra essere di nuovo fare cassa sulla pelle dei pensionati, un ‘idea, quella della Fornero bis, che rasenta la follia, se dice Damiano: “L’obiettivo è di nuovo la reversibilità, la quattordicesima e il ricalcolo degli assegni di chi è andato in pensione con il sistema retributivo, queste pretese, chiude, vanno respinte al mittente. Sia che si tratti dell’Fmi, sia che si tratti della Commissione europea”.

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