Riforma pensioni 2018, ultime Damiano su esodati, opzione donna e precoci

Le ultime novità al 14 marzo 2018 sulla riforma delle pensioni 2018 e nello specifico su quota 41, proroga opzione donna ed esodati, solo alcuni dei temi più cari ai lavoratori , è tornato a parlare Cesare Damiano, esponente del Partito Democratico.  Nel corso della recente campagna elettorale sono state fatte molte promesse, tra queste la cancellazione della Legge Fornero, ora, dice Damiano, si passi dalle parole ai fatti, così come è avvenuto nella passata legislatura e si completi, aggiunge, l’opera di modifica della riforma intrapresa 5 anni fa. Le sue parole.

Riforma Pensioni 2018, Damiano: Ora dalle promesse si passi ai fatti

In questo clima di incertezza post elettorale è tornato a parlare Cesare Damiano rivolgendosi ai partiti che sono risultati vincitori alle elezioni, sebbene nessuno, al momento, abbia i numeri per poter Governare il Paese.  Damiano, riferendosi al Documento di economia e finanza cui il Governo sta lavorando,  spiega  “Salvini e Di Maio scopriranno che le loro promesse elettorali, così demagogiche, faticheranno a tradursi in realtà”. Poi però aggiunge fiducioso “certo qualche passo per rendere più equo lo stato sociale a partire dalle pensioni va immaginato”. Dalle parole, dice, si passi ai fatti, occorre correggere la Legge Fornero, ha suggerito,  mettendo in discussione la soglia di uscita dal mercato del lavoro.

Pensioni anticipate: apertura verso quota 41, esodati, opzione donna?

Poi Damiano enuncia le prime cose da fare nella prossima legislatura in campo previdenziale, assodato che abolire in toto la Fornero non pare realistico, i dettagli:

  1. rendere strutturale l’anticipo pensionistico a 63 anni, dal momento che l’ape social è al momento una misura sperimentale che scadrà alla fine del 2018 ed andare  oltre le 15 categorie di lavori pesanti che beneficiano della misura
  2. Porre la parola fine al dramma degli esodati, concedendo l’ultima e definitiva ‘nona’ salvaguardia
  3. proseguire con la sperimentazione di opzione donna
  4. Consentire ai precoci, nello specifico a tutti coloro che hanno già versato 41 anni di contributi, di poter accedere alla quiescenza indipendentemente dall’età anagrafica e dal tipo di lavoro e cancellando tutti gli attuali paletti che ha previsto l’Ape.

Infine aggiunge: ” arebbe un passo avanti importante: se nell’ultima legislatura abbiamo restituito più di 20 miliardi di euro al sistema pensionistico per un suo miglioramento, uno sforzo almeno analogo lo dovrebbe compiere il nuovo Governo. Soprattutto chi, nella campagna elettorale, si è speso sulla necessità di una correzione radicale del sistema pensionistico”, conclude.

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

4 pensieri riguardo “Riforma pensioni 2018, ultime Damiano su esodati, opzione donna e precoci

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    16 Marzo 2018 in 9:57
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    Damiano farebbe meglio a stare zitto!
    La proposta della Lega 41 anni di contributi e/o quota 100 è l’unica ad avere un senso perché è DEMOCRATICA vale cioè PER TUTTI e non soltanto per alcune categorie.
    In questi anni si sono spesi decine di miliardi per soluzioni tampone (salvaguardie/opzione donna/ape social, ecc) che hanno di volta in volta favorito gruppi di persone aumentando di fatto la sperequazione tra lavoratori e non risolvendo il problema.

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    15 Marzo 2018 in 10:18
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    Penso che con 40 anni di contributi no stop si abbia diritto alla pensione

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    14 Marzo 2018 in 17:31
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    È cosa buona e giusta salvaguardare gli esodati non salvaguardati!! Una vergogna nazionale

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      20 Marzo 2018 in 13:10
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      in effetti innescare diseguaglianze tra le varie categorie di lavoratori ritenendo alcune più meritevoli di altre e una cosa scandalosa … si dovrebbe entrare nel merito di molte cose e molti troverebbero le scorciatoie per esercitare dei diritti in teoria spettanti ma di fatto poi nello specifico no .. nella mia storia lavorativa, esposizione amianto ,esodato non salvaguardato, ho visto la corsa ad assicurarsi il diritto anche facendo i furbetti .. gente che si inventava curriculum lavorativi che altri certificavano ma erano non veritieri ,mansioni di funzione generiche che di fatto creavano privilegi per la legge ma erano solo mansioni d’ufficio vedi ad esempio le forze dell’ordine un conto è prestare servizio nelle strade un altro stare in ufficio.. e non voglio divulgarmi .. innescherei la guerra tra poveri ..
      la cosa più giusta è stabilire regole certe per tutti .. poi ciascuno si sceglie la strada lavorativa che ritiene più opportuna .. nel settore privato se vieni licenziato dopo i 50 anni diventa difficile arrivare alla pensione ..trovare un nuovo lavoro o versando contributi ,anche la strada dei contributi volontari è impraticabile per un disoccupato costretto a versare soldi all’inps come se avesse un lavoro, parlo di somme mensili consistenti.. ma il problema di queste persone si risolve solo facendo finta di ascoltarli .. poi ciascuno si deve arrangiare questa e la triste realtà .. facile parlare di pensioni a 67 anni o 43 anni di contributi ,quando si ha il posto statale sicuro e ben retribuito .. certo non tutti gli statali se la passano bene ma chi decide non è di sicuro l’insegnate o chi sta allo sportello a sentire le lamentele dei cittadini ..

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