Mentre la Legge di Bilancio 2018 ha completato il suo iter di approvazione, è già ora di guardare al futuro per quanto riguarda le pensioni. Ne sono più che consapevoli sia Di Maio quanto Berlusconi che continuano il loro scontro a distanza sui possibili tagli alle pensioni d’oro. Contro la proposta di Di Maio, fatta in questi termini, anche Davide Baruffi e Damiano, del Pd. Anche il direttore del Giornale Sallusti non perdona l’affermazione di Di Maio e si scaglia contro l’onorevole del M5S dandogli del ladro. Vediamo le ragioni di tanta opposizione, le novità al 21/12/2017
Pensioni 2018, Di Maio taglio pensioni d’oro necessario
Luigi Di Maio torna a parlare di pensioni d’oro, Ospite di Lilli Gruber a Otto e Mezzo, spiega meglio quanto aveva detto Alessandro Di Battista nella puntata di diMartedì. L’idea dei pentastellati è quella di tagliare gli assegni sopra i 5.000 euro netti al mese per la parte non corrispondente ai contributi versati durante la propria carriera lavorativa. Il taglio potrà quindi portare l’importo dell’assegno fino a quello che si avrebbe con un ricalcolo pieno contributivo della pensione. Il candidato Premier M5S precisa, facendo un esempio per fare meglio comprendere il suo ragionamento: se si sono versati contributi per una pensione da 3.000 euro e se ne ricevono invece 8.000, il taglio porterebbe l’assegno fino a 3.000 euro. Un intervento che, come aveva già spiegato Di Battista, mira soprattutto ad aumentare le pensioni di importo più basso, visto che ci sono diversi pensionati che vivono sotto la soglia della povertà. Ma in tanti si chiedono sarebbe davvero questa la soluzione?
Riforma pensioni 2018, Baruffi contro di Maio: solite castronerie
Nei giorni scorsi Davide Baruffi aveva già replicato alle correzioni di Di Maio facendo presente che emergevano nuove altre castronerie nel suo discorso:
“Anche la stampa si è accorta che per rastrellare 12 miliardi, come proposto da Di Maio, bisogna colpire molte pensioni medie. E il M5S visti i dati che abbiamo pubblicato, si è affretta a correggere: “intendevamo su più anni”, “intendevamo 5.000 euro netti”. Quello che però ancora molta stampa e Di Maio non sanno è che:
1) parlare di redditi “netti” come soglia è una castroneria dal punto di vista tecnico, una cosa inconsistente: lo può giusto fare chi non ha la minima idea… di quel che sta dicendo;
2) per le pensioni più alte sono ovviamente molto più corpose anche le imposte: se azzeri le prime (cosa oggettivamente impossibile…) devi anche azzerare le seconde: il risparmio netto che puoi quindi calcolare è di molto ridotto per le casse dello Stato;
3) entrate e uscite, nel bilancio, vanno di pari passo: non puoi coprire con un taglio annuale (o di 6 anni) una maggiore spesa strutturale. Siamo all’abc.
Parlare di cose che non si conoscono e non si capiscono è sempre rischioso”
Berlusconi contro DI Maio: non sanno che la pensione è un diritto!
Alla proposta lanciata dal candidato premier del M5S di tagliare le pensioni superiori più alte per investire nuove risorse sull’abbassamento dell’età pensionabile, Berlusconi ha risposto in un videomessaggio su Facebook:
“Chi vive con quei soldi non è un milionario, metterci sopra le mani è un esproprio che va a colpire il ceto medio” ha commentato l’ex Premier “Dopo la stangata fiscale, il blocco delle infrastrutture, l’impossibile referendum sull’euro, ora ci annunciano che vogliono anche tagliare le pensioni. Non sanno, non avendo mai lavorato, che la pensione non è un regalo dello Stato, ma sono soldi che ciascun lavoratore ha affidato allo Stato e che da anziano si vede restituire sotto forma di pensione”.
Pensioni 2018, Sallusti a Di Maio: sei un ladro
Una proposta che ha fatto saltare i nervi al direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, che nel suo ultimo editoriale promette battaglia al candidato premier grillino: “Sappia che mi batterò perché ciò non avvenga perché quei soldi sono miei e me li sono guadagnati fino all’ultimo centesimo“. Secondo Sallusti il vicepresidente della Camera è “due volte ladro. Ruba a me ma al di là degli annunci roboanti e moralisti, si è tenuti stretti tutti i suoi privilegi di membro della casta: stipendio, liquidazione (che a giorni prenderà) e vitalizio”.
Il gesto di Di Maio ha tutte le caratteristiche di una rapina con scasso, aggiunge, “E lei, come tutti i rapinatori lo fa con leggerezza perché non ha mai conosciuto la fatica e la durezza del mondo del lavoro”.
E voi cosa ne pensate?

Ho ben capito? Il massimo della coerenza: tagliare le pensioni a retributivo perché prendono più di quanto versato (falso), per aumentare quelle basse (pensioni sociali, immagino) di chi non ha mai NULLA versato e per dare il reddito di cittadinanza a chi non ha mai né lavorato né mai NULLA versato!
Come se un Direttore di banca girasse soldi dai conti correnti dei clienti più facoltosi su quelli dei clienti in rosso?
Un libro di diritto in regalo? Sfogliare l’indice fino alla voce “diritto quesito e Stato di diritto”.
Tanto per chiarire: il contributivo è ingiusto perché ridà solo quanto versato (e non si capisce perché, se prendi solo quello versato, devi attendere tot anni di età o di servizio per riaverlo); il retributivo è giusto perché, se io presto per decenni i miei soldi, sotto forma di trattenute pensionistiche OBBLIGATORIE, per tot anni allo Stato, qualcosa ci devo guadagnare, come fanno banche e finanziarie quando erogano prestiti decennali.
Che si vogliano prendere, prima o poi, anche il TFR, ormai assurdamente congelato per due, quattro anni abbondantissimi, nonostante il suo nome di Trattamento di Fine Rapporto?
Certo è probabile che molti elettori, di fronte a tali regali mai né pagati né sudati, li votino in massa!
Peccato per loro, e per fortuna, che il tutto sia incostituzionale in uno Stato di diritto.