Riforma pensioni 2018 ed elezioni, ultima ora: quota 100 ‘libera’ o quota 40 con penalità?

Le novità dell’ultima ora al 3 marzo sulla riforma pensioni 2018 ruotano intorno alle elezioni ed ai desiderata dei cittadini, futuri pensionandi. La tematica previdenziale è stata al centro di tutti i programmi politici e promesse ne sono state fatte moltissime.  Mancano ormai pochissime ore alle elezioni politiche 2018, domani 4 marzo i cittadini si ritroveranno alle urne per scegliere il nuovo Parlamento.

Sui social i lavoratori, più che mai si stanno confrontando su quale sarebbe la soluzione più idonea alle loro esigenze, sul nostro sito in molti hanno lasciato i loro commento citando i loro desiderata, la soluzione più in voga risulta la quota 100 ‘libera’ , emerge poi l’idea di  un’uscita a 40 anni di contributi con penalizzazione e ingresso nel mercato del lavoro per i giovani. I dettagli

Le proposte al nuovo Governo: quota 100 libera, di cosa si tratta?

Il Signor Giuseppe propone una soluzione che, sarebbe certamente la panacea per molti, riprendendo l’idea di un suo collega:

“La Pensione giusta era quella di cui gli Italiani avevamo fatto un contratto con lo Stato Italiano! cioè 57 anni di età e 35 anni di contributi!
Comunque visto la strage che ha fatto il Governo Monti e le lacrime della Dottoressa Fornero direi che ci possiamo accontentare quanto esposto da Pasquale:
QUOTA 100 libera
1) 60 anni di età anagrafica e 40 di anzianità contributiva;
2) 61 anni di età anagrafica e 39 di anzianità contributiva;
3) 62 anni di età anagrafica e 38 di anzianità contributiva;
4) 63 anni di età anagrafica e 37 di anzianità contributiva;
5) 64 anni di età anagrafica e 36 di anzianità contributiva;
6) 65 anni di età anagrafica e 35 di anzianità contributiva;
SALUTI.

Riforma pensioni 2018: Quota 40 c0n penalità temporanea e assunzione di un giovane

Il Signor Stefano, scrive invece una proposta relativa alla quota 40, una soluzione forse più penalizzante per i lavoratori ma che permetterebbe l’ingresso nel mondo del lavoro di tanti giovani disoccupati.

“Buongiorno,
per chi ha già 40 anni di contributi versati, con 12 mesi di contributi versati prima del 19° anno di età, perché non si pensa ad una uscita dal mondo del lavoro con:
all’uscita a 40 anni “imporre ” all’ azienda l’assunzione di un GIOVANE dipendente ( con età non superiore ad anni..?), con delle agevolazioni fiscali tipo,
penalità del..% al lavoratore uscente fino al raggiungimento dell’età pensionabile attualmente in vigore, es. 40 anni al 31/12/2018, previsione d’uscita 31/10/2021 con 42 anni e 10 mesi, dopodiché si annulla la penalizzazione. La somma pari alla penalizzazione versata va a scalare quello che il datore dovrebbe versare come tassazioni verso il nuovo assunto.
L’azienda così sarebbe più competitiva e penso si rilancerebbe il lavoro giovanile.
Questo a discrezione del lavoratore uscente.
Scusate se mi sono permesso di scrivere questo mio pensiero personale”

Verso quale opzione voi propendereste maggiormente?

 

Erica Venditti

Erica Venditti

Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981. Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista Scopri di più

6 pensieri riguardo “Riforma pensioni 2018 ed elezioni, ultima ora: quota 100 ‘libera’ o quota 40 con penalità?

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    3 Maggio 2018 in 8:50
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    attenzione attenzione quota 100 prospettata dalla lega è una presa in giro persino peggiore della legge fornero. chi infatti ha raggiunto 60 anni di età anagrafica e 40 anni reali di contributi versati è comunque costretto a lavorare altri 4, 5, 6 e più anni visto che resterebbe comunque una soglia a 64, 65,66 anni in funzione anche e soprattutto della mancata abolizione dell’adeguamento all’aspettativa di vita. Incredibile !!!

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    6 Marzo 2018 in 8:28
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    La Pensione giusta era quella di cui gli Italiani avevamo fatto un contratto con lo Stato Italiano! cioè 57 anni di età e 35 anni di contributi! Comunque visto la strage che ha fatto il Governo Monti e le lacrime della Dottoressa Fornero direi che ci possiamo accontentare quanto esposto da Pasquale: QUOTA 100 libera 1) 60 anni di età anagrafica e 40 di anzianità contributiva; 2) 61 anni di età anagrafica e 39 di anzianità contributiva; 3) 62 anni di età anagrafica e 38 di anzianità contributiva; 4) 63 anni di età anagrafica e 37 di anzianità contributiva; 5) 64 anni di età anagrafica e 36 di anzianità contributiva; 6) 65 anni di età anagrafica e 35 di anzianità contributiva; SALUTI. cialis online

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    5 Marzo 2018 in 17:45
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    Con l’introduzione dell’ EURO (moneta) ci ritroviamo, dal 2002, con salari pagati in controvalore alla vecchia LIRA ma con la triste realta’ di dover acquistare con i prezzi “convertiti” al (vecchio) MARCO TEDESCO …
    Se si vuol acquistare una Panda, ad esempio, la paghera’ 10.000 euro sia l’operaio di una fabbrica italiana che percepisce un salario di 1.200 euro/mensili, sia l’operaio di una fabbrica tedesca che percepisce invece 2.500 euro/mensili.
    Le logiche invece, nella nostra “Europa”, si invertono quando parliamo di “pensioni ed eta’ pensionabile”: in Germania si e’ pensionabili max. all’eta’ di 65 anni, in Francia max. all’eta’ di 62 anni …
    L’uomo della strada si chiede quindi: quota 100 e quota 41 (senza penalizzazioni ulteriori) “sono” condizione necessaria e sufficiente a riportarci in un contesto (europeo) di razionale equita’?
    Peraltro…. Non dimentichiamo che nel nord Italia si vive (statisticamente parlando) almeno 3 (tre) anni in meno rispetto alla Germania!! Mentre… al sud-Italia ben 6 (sei) anni in meno!!

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    3 Marzo 2018 in 22:03
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    Tra qualche mese compio quota 104 con 41 di contributi e 63 anni e ultimi 10 anni con lavoro notturno non sarebbe ora di andare in pensione e passare la Mano a un baldo giovanotto! !!!

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