Riforma pensioni 2018, la lettera di un precoce a Di Maio: ’41 anni fin troppi’

Le ultime novità sulla riforma pensioni al 13 settembre 2018 arrivano da una lettera che un precoce, il Signor Luigi Napolitano, ha inviato al vicepremier Luigi Di Maio e che in esclusiva ci ha gentilmente permesso di pubblicare. Nella stessa si leggono percezioni contrastanti, un mix di delusione, per le tante dichiarazioni su quota 100 e 41 fatte in questi giorni ed il nulla di definitivo emerso da parte dell’esecutivo, speranza, che effettivamente il voto, dato ad un governo che prometteva il cambiamento del sistema previdenziale,  non sia stato riposto male, la promessa diretta al ministro, se non dovessero passare quota 100 e 41 come promesso in campagna elettorale, non ci si arrenderà, anzi si lotterà più di prima, cercando un confronto diretto con i nuovi potenziali ‘traditori’. Qui i tratti salienti della missiva

Pensioni 2018/19: rispettate il contratto col popolo italiano

Così inizia Luigi: “Buongiorno Ministro Di Maio, sono profondamente deluso da quanto sento in questi ultimi giorni. Le/Vi ricordo che avete stilato un contratto con il popolo italiano e questo dovrà essere rispettato nella sua interezza, altrimenti siete come i soliti buffoni ( ne abbiamo visti a centinaia durante l’ultimo cinquantennio) che proclamano cose in campagna elettorale e poi di questo questo non si fa nulla”.

Poi aggiunge, facendo un rapido excursus sul suo trascorso professionale e incalzando il Governo sulla concessione della quota 41: ” Personalmente credo anzi sono conviito che 41 anni di lavoro siano già troppi, noi ragazzi di 14 anni abbiamo iniziato a lavorare, quando altri coetanei poppavano ancora il latte e dormivano fino alle 10 del mattino, noi abbiamo per quasi mezzo secolo pagato per tutti e ora tocca a noi percepire il meritato riposo con relativa pesione, pagata in tutti i sensi, con il sangue il sudore e fior di denari.”

Quota 100 e 41 devono essere nel Def: basta scuse

Poi procede Luigi rivolgendosi al Ministro del lavoro: “Le ricordo il punto sulle pensioni quota 100 e 41 anni per tutti deve essere nel Def.Qualora ciò non accadesse, spiega il lavoratore precoce esausto, dei continui rimpalli sulla quota 41 : ” mi troverò costretto nel richiedere le Sue/Vostre dimissioni e mi troverà fuori dal Suo ufficio per esigerle anche legandomi ad palo per strada. Credo che sia ora di mettere fine a questo sopruso ripristinando il diritto al trattamento di Eguaglianza come indicato dalla nostra Carta Costituzionale”

Poi spiega che l’esasperazione, sua e di molti altri, è dettata dal fatto che, sentendo le ultime indiscrezioni sulle intenzioni del Governo, parrebbe nuovamente che potrebbero essere danneggiati quanti, paradossalmente hanno lavorato e versato di più, si pensi solo all’ipotesi della quota 100 dai 64 anni. Basito scrive: ” Io ho pagato una montagna di contributi senza mai perdere un giorno di lavoro ed ora esigo ripeto esigo che mi venga corrisposta la mia giusta e pagata profumatamente pensione.”

La promessa al ministro: se quota 41 non passa ci vedremo presto

Poi una promessa al Ministro Di Maio, non una minaccia come egli stesso ci tiene a precisare: “Mi auguro che il def conterrà questo impegno scritto nel contratto, diversamete appena pubblicato e non vi saranno i punti destinati al popolo italiano ci troveremo nei giorni successivi di fronte al Suo ufficio. Ovviamente la mia non vuole essere una minaccia, ci mancherebbe, potrà verificare chi è costui che le scrive, ma voglio essere rispettato per quello che sono un cittadino onesto, e non sono più disponibile ad essere preso per i fondelli. Grazie”.

Cosa ne pensate delle parole del lavoratore Luigi? Le condividete, sareste disponibili, qualora la quota 41 non passasse, ad unirvi alla sua protesta simbolica per rivendicare i vostri diritti? Fatecelo sapere con un commento nell’apposita sezione.

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Autore dell'articolo: Erica Venditti

Erica Venditti
Mi chiamo Erica Venditti, classe 1981,! Da aprile 2014 sono giornalista pubblicista. Scopri di più

47 commenti su “Riforma pensioni 2018, la lettera di un precoce a Di Maio: ’41 anni fin troppi’

    Daniele

    (24 settembre 2018 - 15:24)

    Nato il 20/04/1961, per motivi familiari ho cominciato a lavorare nel giugno 1977, continuando gli studi serali per potermi diplomare.
    Questo significa che per 5 giorni alla settimana ero impegnato dalle 7 del mattino fino alle 23 di sera ( al sabato dalle 14 alle 18 ). Mentre la maggior parte dei coetanei si godevano giustamente la loro gioventù , io e altri come mè non potevamo farlo completamente.
    Se questa categoria “precoci” non riuscirà ad ottenere subito la giusta possibilità di andare in pensione credo che si commetterà per l’ennesima volta una altra profonda ingiustizia. Chiedo al ministro Salvini di mantenere quanto da anni va dicendo/promettendo contro la riforma Fornero. Mi chiedo inoltre quante persone lavoreranno così tanti anni, visto che oggi si comincia a lavorare, bene che vada dai 22 in su. Attendiamo giustizia

    ILTASSISTA

    (20 settembre 2018 - 15:20)

    Nato il 12 agosto 1961, iniziato il mio cammino contributivo il 1° settembre 1976
    All’età di 15 anni e 20 giorni.
    Con la legge Fornero 31 gennaio 2020 — con 43 anni e 5 mesi di contributi e 58 e 5 mesi di età
    Con la quota 100 minimo 64 anni nel 2025 –con 49 anni di contributi e 64 di età
    Con quota 100 minimo 62 anni nel 2023 – con 47 anni di contributi e 62 di età
    Ma non si vergognano………….. ai precoci che hanno versato più contributi non li mandano in pensione, e invece pensano alla quota 100 con 38 anni di contributi e 62 di età
    Ma noi precoci i contributi li abbiamo versati, che caspita centra l’ età.
    VERGOGNA .. VERGOGNA..

      Daniele Gurioli

      (22 settembre 2018 - 10:07)

      Buongiorno,praticamente sono nelle tue stesse condizioni… diciamo che per noi piu’ che alla cancellazione assistiamo ad un peggioramento della Fornero,Trovo assurdo dover lavorare 47 anni per raggiungere i 62 anni anagrafici.Dove sono finiti i 41anni tanto sbandierati in campagna elettorale? Perche’ promettere se poi sai che non puoi mantenere? qualche sera fa Salvini da Floris ha ribadito che “e’ giusto che chi ha lavorato 41 anni possa andare a riposo…”

    FORTE MAURIZIO

    (17 settembre 2018 - 12:08)

    Lavoro da quando avevo 15 anni. All’inizio erano lavoretti di manovalanza perlopiù in nero, poi 2 anni di fabbrica e scuola serale, e infine un impiego nella scuola come assistente tecnico. Quest’anno ho compiuto 60 anni e ne ho accumulati 41 di contributi, quindi, quota 101. Con la schifosa legge Fornero andrò via nell’agosto del 2020. Adesso mi vengono a dire che per andare in pensione con quota 100 devo avere 64 anni, che vuol dire che i miei 103 (61+42) nel prossimo agosto non serviranno a nulla.
    A questo punto mi conviene sperare che questi ennesimi bifolchi, bugiardi, cercavotiadognicosto, non facciano nulla; perchè addirittura pare che qualche cervellone stia ventilando l’ipotesi di mandare tutti noi vecchi anzichè col misto, col solo contributivo.
    Maurizio (17 settembre 2018)

      Maurizio

      (17 settembre 2018 - 14:53)

      Io devo compiere 62 anni a febbraio 2019 e a fine dicembre 2018 maturerò 42 anni di contribuzione, quindi salirò a quota 104.
      se non inseriranno nel def la quota 41 andrò in pensione a marzo / aprile 2020 come voleva la fornero.
      Se dovesse accadere questo, la Ministra Fornero (nonostante le sue lacrime inopportune) risulterebbe essere una Gran Signora paragonata a Salvini e Di Maio, perchè la Fornero almeno ha preferito metterci la faccia, staremo a vedere, pazienteremo ancora qualche giorno e poi vedremo se sono migliori o peggiorie dei precedenti esecutivi.
      Non ho mai votato Pd ne 5stelle e ne Lega, ma da quando si è formato il nuovo governo ho sperato che qualcosa cambiasse, ma sto perdendo ogni speranza.
      Io penso che le persone che sono andate via dall’Italia (Giovani o Pensionati che siano) non lo hanno fatto solo per avere delle opportunità di vita migliore ma lo hanno fatto anche perche sono schifate dai politicanti di questo paese che guardano solo ai propri interessi personali e non sono in grado di programmare il futuro di un popolo, anche io sto pensando all’idea di andare a vivere altrove e mi dispiace e mi fa inc….re.

      paola

      (18 settembre 2018 - 10:22)

      Sono d’accordo con te Maurizio, questo nuovo Governo sta facendo disastri, speriamo si limitino solo alle chiacchiere. Anche io ho 60 anni e di anni contributivi quasi 40. Noi che andremmo col misto verremmo fortemente penalizzati. A parte la quota 100 che se passa col paletto dei 64 ci costringerebbe a stare più a lungo, ma nemmeno la quota 41 o 41,5 o 42 ci conviene. Ma nemmeno in sogno. Poi addirittura se fanno quota 42 a me regalano tre mesi da una parte, ma dall’altra mi toccherebbe un bel salasso. Ritengo che per noi sia preferibile tirare il collo fino al raggiungimento della Fornero, specie se mancano max due anni, piuttosto di farci tassare quello che ci siamo guadagnati con una vita di lavoro. Ma che aiuto sarebbe ?

    Claudio

    (16 settembre 2018 - 7:31)

    Buon giorno, nel leggere alcuni stralci della lettera di questo signore, indirizzata alla attuale politica, si legge tutta l’amarezza che può provare solo chi andato al lavoro ancora in età puberale, grazie a politiche scriteriate si ritrova a dover ancora faticare . Purtroppo questo governo, partito con promesse interessanti, dopo la strenua lotta contro l’immigrazione, che capisco abbia tolto e tolga tutt’ora parecchio tempo da dedicare ad altre cose, si è arenato miseramente su una bandiera del programma, l’eliminazione della legge Fornero. Sarebbe bastato rendere stabile la quota 41. Parto lungo e difficile, e quelli come me che ne hanno usufruito lo sanno molto ma molto bene, quale tipo di calvario sia stato il raggiungimento dell’obiettivo. Questo signore si rivolge al ministro Di Maio chiedendo il giusto riconoscimento per una vita passata al lavoro. Purtroppo però, tra le tante promesse elettorali fatte, c’è ne è una che stride profondamente con la eliminazione legge Fornero, ed è il reddito di cittadinanza. Per pagare tale reddito, da qualche parte serve trovare i soldi, quindi visto che calare le pensioni più alte non è facile. Per ora pare piu corta la strada del lasciare le cose come stanno, e vedere poi. Questo governo come è stato ed è coraggioso per molte cose, lo è invece meno nel correggere un disagio profondo creato con la riforma pensioni della Fornero. A questo signore vanno i miei grandi auguri, e che possa far valere il suo diritto alla pensione.

    Luciano

    (15 settembre 2018 - 20:24)

    Vi abbiamo votato in massa. Avete promesso che con 41 anni di contributi versati ci avreste mandato in pensione. Esigiamo il rispetto del vostro contratto senza tentennamenti e rinvii. Chi ha lavorato duramente e versato fior fior di contributi non può più aspettare. I politici che promettono e non mantengono li mandiamo a casa.

    Luigi

    (14 settembre 2018 - 15:06)

    Buongiorno a tutti,
    grazie ancora per le Vostre gentili opinioni.
    Volevo confermare a tutti i presenti il mio personale impegno/appuntamento con il Ministro In questione. se il def non conterrà il punto 17 del Contratto per il governo del cambiamento di cui Vi ricordo il contenuto:

    17. PENSIONI. STOP LEGGE FORNERO

    Occorre provvedere all’abolizione degli squilibri del sistema previdenziale
    introdotti dalla riforma delle pensioni cd. “Fornero”, stanziando 5
    miliardi per agevolare l’uscita dal mercato del lavoro delle categorie ad
    oggi escluse.
    Daremo fin da subito la possibilità di uscire dal lavoro quando la somma
    dell’età e degli anni di contributi del lavoratore è almeno pari a 100, con
    l’obiettivo di consentire il raggiungimento dell’età pensionabile con 41
    anni di anzianità contributiva, tenuto altresì conto dei lavoratori impegnati
    in mansioni usuranti.
    Inoltre è necessario riordinare il sistema del welfare prevedendo la separazione
    tra previdenza e assistenza.
    Prorogheremo la misura sperimentale “opzione donna” che permette
    alle lavoratrici con 57-58 anni e 35 anni di contributi di andare in quiescenza
    subito, optando in toto per il regime contributivo. Prorogheremo
    tale misura sperimentale, utilizzando le risorse disponibili.

    La mia mail è presente in redazione ed è disponibile nel caso ci fossero persone che intendono prendere parte alla richiesta di dimissioni. Il tutto si svolgerà ovviamente in Roma presso la sede del ministero del Lavoro, Ufficio Ministro Di Maio.

    Grazie ancora e buon proseguimento.

    Con viva cordialità,
    Luigi Napolitano

    salvatore domenico cunzo

    (14 settembre 2018 - 11:05)

    Io non ho parole con tutte le promesse che hanno fatto sia i 5 stelle che la lega di salvini tante belle parole ci stanno tenendo sulle spine per poi intuendo che a tanti lavoratori venga peggiorata la legge Fornero invece di giocare sull’eta’ perche’ non giocate sui contributi che un lavoratore ha versato? non se ne puo’ piu’ di tante promesse non mantenute e tante prese in giro Sig. Di Maio anche lei assieme a Di Battista e Grillo dicevate tante belle parole che io personalmente le ho bevute tutte assieme a mia moglie che ha perso il proprio posto di lavoro dopo 38 anni di contributi versati ed ora e’ disoccupata senza sapere quando possa percepire la sua pensione guadagnata con tanti sacrifici e sudore state mandanto al monte tutti i suoi ed i miei progetti e sogni di vecchiaia e di speranze Sig. Di Maio & Sig. Salvini spero che vi passiate la mano sulla vostra coshienza e fate le cose giuste e fare anche quota 41 e sopratutto l’0opzione donna per tante donne che non ne possono piu’

    Renato

    (14 settembre 2018 - 10:40)

    LE PENSIONI ERANO DA SUBITO NON LE PARTITE IVA , SALVINI FAI SCHIFO

      simone

      (14 settembre 2018 - 10:48)

      Il contratto per il quale vi abbiamo votato recitava:
      “Daremo fin da subito la possibilità di uscire dal lavoro quando la somma
      dell’età e degli anni di contributi del lavoratore è almeno pari a 100, con
      l’obiettivo di consentire il raggiungimento dell’età pensionabile con 41
      anni di anzianità contributiva, tenuto altresì conto dei lavoratori impe-
      gnati in mansioni usuranti”
      Questo avete promesso, ci avete imbrogliato…

      Annamaria

      (14 settembre 2018 - 11:51)

      Lo gridi a gran voce salviniiiiii…i precoci devono uscire a 41 anni….è ingiusto quello che stai dicendo 62 e 38 e chila ha 41 o 42 che fa?
      Ohh…lasciatemi la forneroooooo…con voi ci perdo alla grande….la legge Basaglia ha eliminato i manicomiiiii…non c è più postooooo

    Alberto Manzi

    (14 settembre 2018 - 7:52)

    Per Luigi Napolitano. SE SOLO UNA PICCOLISSIMA PARTE degli indegni che ci rappresentano ragionasse come Lei, l’Italia, di cui mi onoro di essere cittadino dal 60 anni, SAREBBE IL PAESE piu’ RICCO DEL MONDO. VERAMENTE BELLISSIME PAROLE ! Parole che non potranno mai uscire dalla bocca di chi NON LAVORA e NON HA MAI LAVORATO ma solo scaldato lo scrano.

    Pantaleo

    (13 settembre 2018 - 19:25)

    Cosa dire…???
    Spero solo che almeno parte di questi commenti
    Arrivino ai destinatari,ma ne dubito,e se arrivano saranno solo parole vane…
    Quindi aspetteremo maggio x mandarli a casa….
    Sarei annche stanco di leggere promesse…

    Ruggiero

    (13 settembre 2018 - 16:01)

    Il sig. Napolitano ha perfettamente ragione anche se non mi soffermerei tanto sulla precocità quanto all’età anagrafica, visto che l’ammontare della pensione è corrispondente ai contributi versati . Mi soffermerei invece sulle forti disuguaglianze tra le pensioni di ieri di oggi e di domani ed ai vari Cazzola che difendono i diritti acquisiti chiederei come verrebbero pagate le pensioni già maturate se oggi , considerato il sistema a ripartizione, tutti gli occupati incrociassero le braccia e non versassero più i contributi . Questo a significare interdipendenza tra le decisioni prese in passato con quelle di oggi che quindi pur cercando di rispettare i diritti acquisiti questi non possono causare disuguaglianze di trattamento così marcate da obbligare gli attuali giovani ad andare in pensione a 70 anni perché in passato ce ne sono stati altri che sono andati a casa con 15 anni di versamenti.
    Saluti

    Renato

    (13 settembre 2018 - 14:51)

    Vorrei che la lettera di Luigi venga letta soprattutto da DiMaio e capisca una cosa semplice prima viene chi ha dato e se i precoci vanno in pensione lasciano liberi posti di lavoro che potrebbero sempre che ne abbiano voglia essere occupati da chi vorrebbe il reddito di cittadinanza senza fare niente, Prenderemmo due piccioni con una fava e si farebbe giustizia e una volta tanto tutti contenti ( forse i pelandroni e gli evasori un po ò meno perchè dovrebbero sudare e pagare le tasse

      Gaetano

      (13 settembre 2018 - 15:32)

      Praticamente la mia storia è la fotocopia di quella di Luigi ho iniziato a lavorare a 16 anni il prossimo anno ho 40 anni di contributi. Ho votato Salvini principalmente per la riforma delle pensioni e specificamente per quota 41, siamo stanchi e prima di diventare vecchi vorremmo un po’ di relax e svago anche per noi, cosa che con quota 100 non ci verrà ancora concesso. Quindi se non passa quota 41 sarò a fianco di Luigi

    Massimo

    (13 settembre 2018 - 12:41)

    Buongorno a tutti, non è la prima volta che esprimo il mio parere su questa faccenda semplicemente “ignominiosa” sperando che il Governo ,eletto dagli Italiani, rispetti le le promesse fatte … penso che questa volta i “Precoci” di cui mi onoro di far parte, abbiano perso la pazienza, …la raccolta di firme, le manifestazioni, i social , gli incontri con i “Cantastorie” dei Governi precedenti, addirittura un D.d.L. ….
    io la catena e il lucchetto per dare manforte a Luigi le ho già preparate, mi auguro solo che mi facciano manifestare “pacificamente” e non mi tocchino…..così possono continuare a prelevare i miei contributi che ormai sono come si dice :” a Babbo Morto”….

    Franco Giuseppe

    (13 settembre 2018 - 12:27)

    Se per onestà, equità, giustizia, si intende mandare in pensione prima chi ha iniziato a lavorare dopo e ha meno contributi versati, allora sarebbe il caso che la Treccani si adeguasse al nuovo vocabolario grillino e leghino.

    Maria

    (13 settembre 2018 - 12:24)

    Come promesso…41 x tutti.. se mancano i soldi toglieteli agli evasori !!

    Alfredo

    (13 settembre 2018 - 12:08)

    La lettera di Luigi, che mi ha veramente fatto venire i brividi, dovrebbe essere “di diritto” pubblicata dalle maggiori testate giornalistiche. Che la leggano bene Di Maio e Salvini. Che la leggano cercando di cambiare l’angolo di visione della questione, e cioè dimenticandosi, per un attimo, di essere Ministri dello Stato Italiano, calandosi nelle realtà della vita degli italiani. Si ricordino infine che tutti i nodi vengono poi al pettine, e per pettine intendo le prossime elezioni, di qualunque livello si tratti. Gli italiani non dimenticano, e si fa presto a passare dalle stelle alle stalle. Riconfermo la mia idea più volte espressa. Non si deve far conto dell’ età anagrafica di ingresso al lavoro, ma bensì di quella contributiva. La pensione la si mantiene in virtù delle “trattenute” operateci dai datori di lavoro. Conta e deve contare solo questo.

    Luigi

    (13 settembre 2018 - 12:03)

    Buon giorno,
    voglio ringraziare in primis la Sig. ra Enrica Vendetti per aver riportato in questa luogo di confronto e di libera espressione il mio pensiero recapitato nella giornata di ieri al Ministro Di Maio.
    Un ringraziamento anche a tutti coloro che hanno espresso qui, le proprie opinioni in merito.
    Voglio precisare che la mia non e “mania di protagonismo” ma bensì un dovere nei confronti della mia dignità personale che dopo quasi mezzo secolo di lavoro, avendo iniziato alcuni anni prima dei canonici 15 anni, mi porta ad essere non più disponibile a false promesse.
    Invecchiando a suon di sacrifici si accentua, almeno per sottoscritto, il desiderio di onestà e il rispetto dei diritti di ognuno di noi.
    Troppo facile direi addirittura banale se non ipocrita o ridicolo esprimere questi pensieri senza metterci in prima persona la faccia.
    Per cui confermo quanto indicato nel mio messaggio al Ministro che fissa un nostro appuntamento appena dopo la pubblicazione del DEF.
    Per sgomberare il campo da ogni ragionevole dubbio ecco cosa scrivevo (sempre via Mail) alla Ministra Fornero nell’ ottobre 2017, questo, in periodi non sospetti.
    Anche questa comunicazione è stata inoltrata per conoscenza al Ministro sopramenzionato.
    In conclusione e non voglio annoiarVi, ritengo opportuno riportare a Voi tutti quanto espresso nella serata di ieri, questo ovviamente come opinione personale e sempre in questo luogo di confronto, sulla situazione etico/morale del nostro straordinario e unico paese.

    “Buona sera,
    leggo con molto interesse ogni singolo intervento, personalmente sono convinto che abbiamo perso il senso della misura e del rispetto.
    Questo paese versa in queste situazioni penose che ovviamente tutti conosciamo, grazie alle follie dei singoli potentati che si sono passati il testimone al posto di comando.
    Il delirio di onnipotenza li ha portati ad essere completamente scollati dalla realtà, gongolandosi protetti dal prezioso crogiuolo pagato ovviamente da tutti noi instancabili “somari da traino” senza offesa per il somaro. Possiamo certamente definire questi ultimi 60 anni una sorta di assalto alla diligenza, senza nessuna morale o dignità dove l’etica è stata brutalmente giustiziata.
    Certo che anche noi, popolo, abbiamo le nostre responsabilità. la più diffusa e spericolata è il famoso e rinomato, voto di scambio che ci ha portato qui nel bel mezzo del guado senza alcun salvagente ne tanto meno di un gommone. Si affonda inesorabilmente questo per aver perso ognuno di noi il proprio senso del dovere.
    Un grande statista italiano, per sottoscritto un gigante della politica vigliaccamente ucciso dai giuda che lo circondavano, ebbene circa 40 anni fa scriveva : ” Questo paese non si salverà, la stagione delle libertà e dei diritti si rivelerà effimera. se in Italia non nascerà un nuovo senso del dovere”. Aldo Moro”.

    Vi allego il mio messaggio inviato alla precedente Ministra Fornero.

    Email – all’ex Ministra del Lavoro Elsa Fornero, 4 ottobre 2017

    Buon giorno sig.ra Fornero,
    visto che il sig. Mastrapasqua quando afferma che i soldi ci sarebbero stati per i pensionati (come da video), Lei è seduta al suo fianco confermando ogni parola, ma cosa è successo visto che ha partorito una norma che è vero cappio per i lavoratoti onesti creando situazioni ai contribuenti da follia. Ma Lei conosce la dignità. sa cosa vuol dire spostare il pensionamento di anni a persone che lavorano già da oltre 40 anni? Ma Lei ha una coscienza è una lucidità mentale per modificare e sconvolgere situazioni così delicate?

    Mi spiega dove sono finiti i soldi come da bilancio Inps: 2009 – 42.5 miliardi di euro in positivo a 7 miliardi in negativo di oggi? sommando i due sono circa 50 miliardi euro ecco i soldi che le mancano!! o sbaglio? Con secondo link potrà visionare i dati INPS.

    Cancelli la Sua norma e ripristini quanto era in funzione in precedenza ed elimini invece i nove miliardi che ci costano i baby pensionati che sono da 40 anni in pensione e in questo periodo di vacanze, quasi tutti hanno svolto e svolgono almeno due lavori in nero..

    https://www.youtube.com/watch?time_continue=59&v=znEDlmEUH7o

    https://www.youtube.com/watch?v=OeBjNwFp-Qk

    La Sua riforma è stata, ma questo è un mio pensiero personale, la peggiore legge mai emessa in questi ultimi 50 anni. Lei con un colpo di spugna ha tolto la possibilità a persone che lavoravano e lavorano da oltre 40 anni di andare in pensione questo per fare cassa e automantenerVi, usando il cassetto dell’INPS come una sorta di bancomat e per una fantomatica imposizione da parte dell’Europa.

    I famosi soldi che mancherebbero (80 miliardi) come Lei afferma li prenda da dove li avete regalati nel tempo e negli anni per famoso voto di scambio:
    Per cui elimini questo marciume per cominciare sguinzagliando tutti gli uomini al completo Guarda Finanza, Carabinieri, Polizia, questo servirà per porre fine a queste ruberie continue e giornaliere, inoltre dovrà appuntare una medaglia d’oro sul petto di tutti i lavoratori che sono operativi da altre 40 anche per mantenere tutti Voi e che hanno fatto crescere questo paese, certo sono loro la locomotiva del paese e non Voi! Ed è solo grazie a loro che questo paese esiste e sopravvive altrimenti Vi ritrovereste tutti alla Caritas.

    Alcuni dati per illumunarLa (conosciuti da tutti):

    – Baby pensioni; 9 miliardi anno;
    – Falsi invalidi: cinque miliardi la spesa anna;
    – Vitalizi e pensioni d’oro questo in modo permanente a persone che non hanno versato un solo o pochissimi contributi magari stando 1
    solo giorno in parlamento: 170 milioni anno;
    – Sommerso – dati Eurispes: oltre 350 miliardi di euro – evasione annua;
    -Chi lavora in enti pubblici al mattino mentre nel pomeriggio, lavora in nero, guadagnando montagne di denari i lavori che inoltre e di solito vengono svolti presso gli stessi colleghi dell’Ente, ma queste sono cose sono vecchie come il mondo e le conoscete benissimo anche se fate come gli struzzi mettendo la testa sotto la sabbia. Decine di filmati (Le Iene) li immortalano confermando questa abitudine;
    – Corruzione dilagante: oltre 60 miliardi anno;
    – Corruzione in Sanità: 6 miliardi anno.

    Lei con la Sua riforma doveva prima azzerare tutto questo marciume, invece ha mantenuto il marciume (fonte di milioni di voti grazie al conosciutissimo voto di scambio) e ha mandato a quel paese senza alcuna motivazione persone che lavorano da sempre e onestamente per pagare anche il Suo fantastico stipendio.
    Ma arriverà il tempo che dovrete rendere conto alle Vostre coscienze a in quel preciso momento capirà cosa vuol dire. Aver fatto dei torti senza motivazioni alcune..L’uguaglianza dei diritti è cosa sacra come indicato nella nostra Carta costituzionale.

    Glielo ripeto ” Si Vergogni” e quando incontra un cittadino onesto come il sottoscritto e come moltissimi altri, abbassi lo sguardo…
    Le ricordo che sono pronto a rendere pubblica la mia dichiarazione dei redditi in contemporanea alla esposizione della Sua quando era Ministra del lavoro.

    Nel salutarVi e augurando a tutti una buona vita, ringrazio ancora per la condivisione.

    Luigi Napolitano

      Erica Venditti

      Erica Venditti

      (13 settembre 2018 - 12:30)

      Grazie a lei

    Fabio

    (13 settembre 2018 - 11:55)

    Ma è normale che una persona che ha 63 anni e 42 anni e 5 mesi di contributi non possa andare in pensione mentre può farlo chi ha 36 anni di contributi e 64 anni di età? Quindi io che ho 6 anni e mezzo in più di lavoro (e sono disoccupato) e ho versato molti più contributi del 64enne con 36 anni di contributi non posso andare via? Un’ipotesi di legge veramente intelligente. In altre parole: una persona con Quota 100 pari a 64+36 può andare, e io con Quota 105 pari a 63 + 42 e disoccupato non posso andare. Sotto questo aspetto la Fornero è molto più equa: ha fottuto tutti.

      Luigi

      (14 settembre 2018 - 15:20)

      Buon giorno Gent.le Sig. ra Venditti,
      mi sono permesso di utilizzare la Vostra redazione per rilasciare la mia personale Mail, nel caso venisse richiesta.

      Le rinnovo ancora i miei ringraziamenti per aver reso pubblica la mia missiva al Ministro.
      Buon lavoro ricco di successi.

      Cordialmente,
      Luigi Napolitano

    Fabio Pattavina

    (13 settembre 2018 - 11:47)

    La lettera di Luigi riassume perfettamente lo stato d’animo di tantissimi italiani lavoratori onesti. Io ho perso tutte le opportunità perché ogni volta che ero in procinto di andare in pensione arrivavano gli “scalini”: Maroni, Prodi, ecc. Ormai è divenuta una scala interminabile, di infiniti “scalini”; come il mitologico Sisifo, condannato da Zeus a portare un masso fino in cima, ma ogni volta che vi arriva il masso rotola giù e deve ricominciare, così per l’eternità. Noi ci sentiamo tutti Sisifo, puniti dagli Zeus di turno (Dini, Maroni, Prodi, Monti, Fornero, ecc.).
    Le belle parole in campagna elettorale oggi suonano vuote, e piene di giustificazioni del tipo non ci sono soldi per fare tutto. Ma costoro dicevano diversamente. Oggi, io, novello Sisifo, mi ritrovo a fine 2018 con 63 anni di età e 42 anni e 5 mesi di contributi ininterrotti e per 5 mesi non posso andare in pensione. Naturalmente il primo gennaio rotolerò ancora giù, perché serviranno 43 anni e 3 mesi. Non potrò utilizzare l’APE Social perché la sostituiranno con il Fondo Esuberi, dicendo (Brambilla) che le aziende possono gestire meglio dell’INPS i quattrini. E noi disoccupati chi ci gestisce? Mi mancano pochi mesi e a 63 anni nessuno mi assume. Quindi per soli 5 mesi nel 2018, o 10 mesi nel 2019, la pensione mi fuggirà fino al 2023, al compimento dei 67 anni. In tutto questo tempo il governo non ci dice come potremo vivere senza reddito. Io non voglio un sostegno al reddito, non voglio un reddito di cittadinanza o di inclusione o di elemosina. Io voglio la mia meritata pensione. Inoltre, un aspetto poco segnalato, Di Maio continua a parlare di flessibilità, cioè se io rinuncio alla mia pensione e accetto il contributivo (dimezzando quindi la mia pensione) se ne può parlare. Cioè, dovrei pagare a caro prezzo una uscita più che meritata? Non appena uscirà la LdB 2019, se non ci saranno tutele per chi ha lavorato più di 40 anni sarà il caso di andare tutti a Roma e legarsi tutti allo stesso palo di Luigi. Io sarò in testa. Cordialmente.

      Riccardo

      (13 settembre 2018 - 12:41)

      Perdonami Fabio, vista la tua situazione attuale andrai con 63 anni + 3 mesi a fine ottobre 2019.
      Se sei disoccupato avrai i contributi figurativi se hai la NASPI, se fossi senza copertura dovrai versare i contributi volontari per 10 mesi fino a quella data. In questo modo ti garantirai anche di non avere il conteggio quasi tutto contributivo che è molto penalizzante

    Maurizio

    (13 settembre 2018 - 11:34)

    Il sig.Di Maio e con lui il sig.Salvini si stanno rivelando come i governi passati… prima di fare il contratto non sapevano che non poteva essere fatta la Modica della Fornero con 60+ 40?
    Coerenza signori… coerenza!!!
    Che delusione!!!

    Pietro

    (13 settembre 2018 - 11:21)

    Ci sentiamo presi in giro per l’ennesima volta. Spero solo a questo punto che qualche Dio li illumini e non producano come risultato ulteriore caos oltre a quello provocato dalla legge Fornero.
    Confido almeno mantengano art. 4 per le uscite volontarie (la società per la quale lavoro ha in programma uscite per migliaia di esuberi).
    E mi auguro pure che blocchino almeno gli aumenti per la cosidetta aspettativa di vita, che considero un insulto verso tutti coloro che lavorano).
    Sarebbero più onesti se dicessero le cose come stanno e cioè che i soldini servono per pagare pensioni d’oro e privilegi acquisiti.
    Saluti a tutti e ci vediamo semmai al prossimo voto elettorale
    .

    VERA

    (13 settembre 2018 - 11:08)

    Sono perfettamente d’accordo con i commenti precedenti! E’ evidente che ha più peso l’eta’ anagrafica e non quanto hai contribuito! Quota 41 poteva essere il giusto compromesso visto che ancora vige la Legge Amato che se hai 65 anni puoi andare con 15 anni di contributi maturati entro il 1995… insomma negli anni precedenti si sono trovate molte soluzioni e ora con questo governo votato con entusiasmo non si trova una soluzione che possa dare la possibilità di ritirarsi dignitosamente a chi ha iniziato a lavorare prima di altri….

    ALESSANDRO

    (13 settembre 2018 - 10:42)

    Commentare la lettera di Luigi è di una semplicità unica, specialmente perché il suo scritto rispecchia il pensiero di tanti lavoratori che si trovano nelle sue stesse condizioni. Ribadisco che, secondo me, stanno sbagliando nel non valutare nel giusto modo il peso della contribuzione (se effettivamente versata) rispetto all’età pensionabile. Ciò detto, bisogna capire che i contributi versati all’atto di andare in pensione, (che servono all’esistenza dell’INPS), sono un dato certo, mentre l’ADV, con la quale si calcola per quanti anni POTREBBE ESSERE EROGATA UNA PENSIONE è un dato ALEATORIO, vago, incerto, che non è detto che si realizzi, anzi il governo SPERA PROPRIO CHE ALMENO UNA PARTE DI QUEI LAVORATORI-(che la pensione la vorrebbero da vivi)- MUOIA PRIMA PER REALIZZARE UN CONCRETO RISPARMIO . Inoltre, mentre il medico studia il malato muore, perché mentre il governo decide cosa farà da grande, tanti lavoratori (che continuano a lavorare) versano altri contributi aumentando ulteriormente la propria quota. In questo modo, in tanti potrebbero raggiungere e superare anche la quota 42 ed oltre. Infine, se proprio non sono in grado (ECONOMICAMENTE) di sostenere quanto hanno promesso, facessero almeno un gesto, a questo punto, caritatevole bloccando l’applicazione dell’ADV da l prossimo gennaio 2019, per non danneggiare ulteriormente i già tartassati “FORNERIZZATI”, che in alcuni casi, per pochi mesi o addirittura giorni dovranno scontare l’infame pena di 5 mesi in più di lavoro . CREDO CHE UNA PROROGA DEL GENERE VERREBBE MOLTO APPREZZATA, IN ATTESA DI TEMPI MIGLIORI.

      Giordano

      (13 settembre 2018 - 10:54)

      Il messaggio di Luigi è molto chiaro, noi che abbiamo iniziato a lavorare nel 76 e con 42 anni di contributi versati intendiamo ora di meritarci il dovuto riposo… Precoce con troppi anni di lavoro in officina meccanica, dove fino agli anni 90 non esistevano paranchi. L’azienda che dava tempi ristretti x produrre ( anche se non in catena di montaggio)… Vogliamo i nostri DIRITTI, ABBIAMO DATO E VERSATO ORA CREDO SIA GIUSTO RIAVERE.

    Alberto Manzi

    (13 settembre 2018 - 10:39)

    Bellissima lettera Luigi !
    Il problema di questo governo sono infatti i “precoci”, coloro cioè che hanno mantenuto in vita questo paese agonizzante.

      Sergio

      (13 settembre 2018 - 11:06)

      Alessandro, quanto hai ragione……..

    massimo

    (13 settembre 2018 - 10:33)

    Sono un dipendente di 65 anni compiuti e ben 42 anni e 3 mesi di contributi ( quota 107…!!!). avevo intravisto nelle promesse elettorali dei nostri attuali governanti una possibilità che mi avrebbe permesso di andare finalmente in pensione. Ancora oggi leggo un vice premier che continua a sostenere il limite di 64 anni all’interno della famosa quota 100, e l’altro vice premier che sostiene di voler adottare i 62 anni come limite. Ora, a parte il dubbio se abbiamo o no un premier visto che parlano sempre i vicepremier, ma questa distonia delle loro vedute mi fa pensare che ancora una volta non si passerà dalle promesse ai fatti. Nelle frasi di questi signori, la forma temporale più usata nei loro discorsi, da sempre, è il futuro, ma dovrebbero sapere che ogni futuro ha prima o poi un presente. Quando sarà il loro…???

    Daniela

    (13 settembre 2018 - 10:29)

    Io sono 41 anni che lavoro. Ho iniziato presto. Sono stanca e ammalata spero di poter andare in pensione e non fare 42 anni e 6 mesi.

    paola

    (13 settembre 2018 - 10:26)

    Grande Luigi bellissima la lettera al Ministro Di Maio, lettera che esprime in pieno il risentimento legittimo degli italiani che hanno riposto la loro fiducia nelle promesse elettorali fatte mesi fa. E’ profondamente ingiusto e umiliante per tutti coloro che hanno iniziato a lavorare molto presto facendo mille sacrifici già dall’adolescenza. 41 anni è davvero il top per uscire dal lavoro. Io voglio sperare che il Ministro Di Maio non ” legga solo con gli occhi ” questa lettera di Luigi, non la veda semplicemente come un espressione di puro risentimento ma la ” legga col cuore ” perché ci rappresenta noi tutti italiani, stanchi stanchi di aver dato tanto della propria vita, di aver sacrificato gli anni dell’adolescenza per poter aiutare le nostre famiglie e ora ci si ritrova tutti qui a sperare che il giorno del ritiro arrivi presto. Io per prima ogni mattina sono qui a leggere i singoli articoli di aggiornamento in materia previdenziale. E quando si apre un barlume di speranza ecco che leggo un articolo che mi fa ripiombare nel buio totale. Mai avrei lontamente creduto di poter solo pensare che rimangano i limiti della legge Fornero ma, almeno per me, è così. Se passa la quota 100 con i paletti dei 64 anni io mi ritroverei a lavorare di più prendendo anche di meno economicamente. Impensabile. Arriverei a quota 108. Ma perché? troppo. Ognuno di noi italiani ha la sua storia, i suoi problemi, chi più chi meno. Però Sig. Ministro abbiamo un unico filo conduttore comune per tutti. Siamo stanchi. Abbiamo contribuito tanto per questa Italia. Non siamo più giovani perché 60 anni checchè si legga ultimamente, si fanno sentire. Abbiamo famiglie con figli e nipotini che ancora e forse ora più che mai, hanno bisogno del supporto di noi ” vecchietti “. E allora Sig. Ministro Di Maio voglio unirmi a Luigi e dico, ci dia la possibilità di goderci in serenità gli anni di vita futuri possibilmente in salute, finchè ci assiste. Gliene saremmo grati. Le nostre famiglie ancora di più. Spero che queste mie parole possano arrivare in qualche modo al Ministro Di Maio e anche al Ministro Salvini. Ad ogni modo e cmq vada a finire la nostra odissea, vi ringrazia una giovane 60 enne con quasi 40 anni di contributi.

      annamaria

      (13 settembre 2018 - 11:17)

      Condivido la lettera di Luigi…tutti insieme sotto il Ministero del Lavoro se Di Maio non fa passare subito legge pensione per i i 41 dei precoci…Ora basta…la nostra dignità è oltraggiata …basta…Di Maio ..tu sei un bambino di età in confronto a noi…alla Stato italiano abbiamo già dato lustro con il nostro sacrificio ed il nostro lavoro mentre altri si faceva leggi ad hoc per vitalizi baby pensioni super pensioni manageriali ecc…Di Maio…sei un ragazzo pur se sei un Ministro…dimostra ora che sai esser Uomo e mantieni lle promesse fatte…

    anna

    (13 settembre 2018 - 10:02)

    Sono anch’io una lavoratrice precoce, che prima Fornero, ora con la Riforma Di Maio sono ancora più’ bastonata.Dovrò arrivare a 43 anni o 45 anni di contribuzione per raggiungere la pensione (dipende se il paletto età si fermerà a 62 o 64 anni ) . Cari politici, ma sapete che si
    possono fare ugualmente le riforme disciplinando e/o derogando la fascia dei lavoratori precoci??

    Lucio

    (13 settembre 2018 - 9:53)

    Vi aspetto alle prossime elezioni.

      VINCENZO

      (13 settembre 2018 - 10:32)

      Ho 62 anni e 42 anni di contributi versati dignitosamente(quindi : quota 104 non 100). Speranzoso delle promesse fatte ho votato per il cambiamento. Se non vengono mantenute le PROMESSE cambierò ANCORA.

    Franco Giuseppe

    (13 settembre 2018 - 9:44)

    Questi continuano a non capire che fare 62-38, 63-37, può essere esaltante per chi è in quella situazione, ma qui c’è gente che ha già 41-42 anni di contributi e solo 57-58 anni di età e non arrivano alla quota 102 perchè si fermano a quota 99. Ma possibile che non capiscano che dovendo arrivare a 62 anni si sorbiranno fino a 4-5 anni in più di lavoro arrivando con 47 anni di contributi a toccare quota 109 ? Ma che ragionieri ed esperti hanno questi due ? Nemmeno alle elementari sono così incapaci. Volete fare quota 100 ? Va bene, ma non penalizzate ulteriormente chi ha contribuito onestamente per una vita a questo disastrato paese.

    Renato

    (13 settembre 2018 - 9:42)

    PURTROPPO PER I PRECOCI ( CHE A DETTA DEI VAI CAZZOLA, FORNERO ECC. SAREBBERO IL GROSSO PROBLEMA ,E IN- TANTO CAZZOLA HA FATTO RICORSO SU L TAGLIO DELLA SUA PENSIONE )NON FARANNO NULLA NE’ NEL 2019 NE’ NEL 2020 ,POI FRA 4/5 ANNI PERCHE’ COSTIAMO TROPPO , IL “PROBLEMA SI RISOLVERA’ DA SOLO PERCHE’ SARANNO TUTTA GENTE CHE HA INIZIATO A LAVORARE DOPO I 20 ANNI, E NOI CI CUCCHIAMO I 43,3 ANNI ,CON GRANDI RINGRAZIAMENTI DI CHI USUFRUIRA’ DEL REDDITO DI CITTADINANZA

      Renato

      (13 settembre 2018 - 10:08)

      Per noi quota 100 non è da considerare , dobbiamo arrivare a 43 anni e 3 mesi di contribuzione e basta , tutto il problema stà proprio in noi PRECOCI ( io 42 anni e 2 mesi con 58 di età ) se passa quota 41/42 saremmo in 200/400.000 a frurne e salterebbe il banco . Quindi ci dicono che lo faranno ,ma non quando. ( LA FORNERO E’ STATA FATTA PER RINVIARE IL PIU’ POSSIBILE LE ANNATE DEI BABY BOOM DAL 1955 AL 1965 ORA I NOD I SONO AL PETTINE E DI CERTO NON CI REGALANO NEMMENO I 5 MESI DELL’ ADV ) insomma cornuti e mazziati

    PAOLO

    (13 settembre 2018 - 9:26)

    Speriamo che quello che ha detto Salvini sia vero altrimenti siamo alle solite pinocchiate,63 anni e 41 di contribuzione e’ ora che vada in pensione,premetto che il mese scorso ho pagato 1.100 euro di rattenute io e 1.000 la mia ditta,mi ci scappa la meritata pensione o debbo prenderla per pagarci le soese del cimitero? Comunque grazie FORNERO E MONTI I COCCODRILLI.

    elena

    (13 settembre 2018 - 9:15)

    Ma come è possibile che dopo tanti proclami venga proposto uno smantellamento della Fornero penalizzante per chi ha già raggiunto 41 anni di contributi. Non ci posso credere ma non sanno neppure fare i conti base……

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