Riforma pensioni 2018, novità: meglio Governo tecnico o accordo M5S-Pd?

Le ultime novità sulle riforme pensioni 2018, arrivano dal parere di diversi amministratori del gruppi facebook che si sono espressi sulla possibilità o meno di un eventuale accordo tra Movimento 5 Stelle e Pd per la governabilità del Paese. Gli elettori sono preoccupati perché temono di non vedere realizzate, specie nel comparto previdenziale, tutte  quelle promesse che li avevano indirizzati verso il voto.  Il confronto è stato originato dal nostro articolo di ieri in cui si evidenziava la delusione e l’amarezza di quanti hanno votato M5S, per rottamare il Pd, e che a breve potrebbero vedere, se mai si trovasse una linea comune, i due Governare insieme. Riportiamo i commenti di Luigi Metassi, amministratore del comitato esodati licenziati e cessati , di Orietta Armiliato, amministratrice del comitato opzione donna social e di Mauro D’Achille, amministratore del gruppo lavoro e pensioni: problemi e soluzioni . I dettagli al 27 aprile 2018.

Riforma pensioni, novità: verso governo tecnico?

Metassi, amministratore del comitato esodati licenziati e cessati, scrive: “ Non c’era da attendersi nulla di diverso da chi ha votato l’uno o l’altro partito. La campagna elettorale è stata giocata sull’onda di programmi scritti “a gentile richiesta” e di camionate di guano che rimbalzava da uno all’altro degli schieramenti. Uno spettacolo a dire il vero indecente e mortificante per l’intelligenza di quella piccola parte di Paese che ancora può dirsene, a ragione, almeno mediamente dotato. Una campagna elettorale portata avanti a spot che, come abbiamo già potuto constatare, possono modificarsi dalla sera al mattino, senza che dalla cosiddetta “base” si levi un sol filo di critica coerente sopra il mare di urla da arena, sovente irripetibili, e logiche appena poco più che primordiali, sovente quasi indecifrabili se proferite per iscritto”

Poi aggiunge, convinto che si andrà verso un governo tecnico: “Uno spettacolo indecoroso, che ha tutta l’apparenza di voler essere protratto forse all’infinito e che, con molta probabilità, ci consegnerà ben presto nelle mani di un governo tecnico, alias o prodromo del commissariamento che ci attende. Se questo era il segreto obiettivo di quel complesso legislativo che, da trent’anni e più, ci sta facendo scivolare in questa precisa direzione, allora ci sono forti probabilità che lo stesso verrà pienamente centrato. Lasciamo perdere le disquisizioni sulle differenze tra “contratto” e “alleanza”; quello e solo fumo negli occhi, atto solo a mascherare la cruda realtà della progressiva perdita (o svendita) del potere legislativo del Parlamento. Chi parla di contratti ha una visione ingessata della figura del politico, quindi del partito. Una visione oserei dire aziendale, dove appunto le parti si sottomettono ad un contratto. E questo in barba al principio costituzionale per il quale il politico deve (DEVE) agire libero da mandati e in piena coscienza”

Pensioni 2018, difficile vi sia accordo tra M5S e Pd

Mauro D’Achille, amministratore del gruppo lavoro e pensioni: problemi e soluzioni, si dice convinto che non si arriverà ad un intesa, “Non siamo convinti del tutto che una intesa tra il Movimento e il centrodestra non ci sarà”. Poi però precisa, qualora mai si trovasse un accordo, si potranno al più realizzare le proposte, il riferimento è ovviamente anche alle pensioni, fatte dal Pd che avevano tenuto conto della fattibilità , conti alla mano, più difficile, a suo dire, che si realizzino molte delle promesse fatte in campagna elettorale dal M5S.

“Da quanto esplicitato tra le parti cercheranno una convergenza su punti qualificanti, e quelli non si impongono ma si scelgono di comune accordo. Per la loro realizzazione serviranno le coperture economiche, ma per molti punti promessi in campagna elettorale dal movimento sappiamo tutti che non ce ne sono. Giocoforza sarà più probabile che ad essere applicato sarà il programma del PD in quanto è stato redatto da chi conosceva a menadito la situazione di cassa ed a quella si è attenuto.
Senza voler fare il tifo da stadio per nessuno, l’auspicio del gruppo è che il Governo si insedi quanto prima (a prescindere da chi lo componga) e inizi a lavorare, e bene!, nell’interesse della collettività. Specialmente la più bisognosa di attenzioni”

Riforma pensioni 2018, si rispetti il voto dei cittadini

Orietta Armiliato, fondatrice del comitato opzione donna social, scrive parlando del M5S e del PD: “le due anime sono aprioristicamente differenti sia nell’approccio sia nelle proposte: il Movimento, infatti, è nato proprio in contrapposizione ai partiti di pregressa conoscenza e dunque oggi, l’idea di vederli “danzare” insieme, così tout court, non può risultare altro che sgradita sia agli uni piuttosto che agli altri. Beninteso!”. Poi aggiunge critica: “E questo scientemente tralasciando tutto quello che si sono detti, scritti, augurati nelle aule, via social e attraverso i media…insulti davvero inqualificabili e, spesso, irricevibili proprio nella loro sostanza e dunque ….indimenticabili”

Sebbene  si invochi il bene per il Paese, in realtà, dice fermamente convinta, bisognerebbe comprendere che andrebbe rispettato anche il voto dei cittadini, che sono contrari alle ‘intese’ in quanto non hanno votato l’uno o l’altro partito e non ‘digeriscono ‘ l’idea di vederli  insieme.  Così Armiliato: ” Si invoca ‘il bene del Paese’ ma il bene del Paese passa anche dal rispetto che il Paese ha per me ed io, che tu sia il M5S o il PD, non ti ho votato: questo pensa l’elettorato e lo sta dicendo, a gran voce ed ovunque”.

Voi cosa ne pensate di queste affermazioni con quale vi sentite più in linea e cosa sarebbe, a vostro dire, il bene migliore per il Paese in questo momento di assoluta incertezza politica?

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